Con la fine del tempo Natalizio si è conclusa l’iniziativa promossa dal progetto Intrecciati della Caritas di Chioggia e della Comunità Missionaria di Villaregia.  I giovani richiedenti asilo politico presenti nel territorio della diocesi sono stati ospitati a pranzo o cena da gruppi parrocchiali, famiglie, studenti universitari... Sono state occasioni di conoscenza reciproca, di integrazione, di umanità. 

Dopo aver pranzato da una famiglia, una giovane nigeriana mi raccontava: “Da quando sono in Italia (3 mesi) è la prima volta che mangio da una famiglia, perché sempre mangiamo tra di noi nel centro di accoglienza. Sono molto contenta perché mi sono sentita accolta.  È stata una bella giornata”.  Mangiare in famiglia, una cosa magari scontata per noi, è un tesoro per chi si sente escluso o dimenticato dalla società. 

L’esperienza è stata molto positiva anche per le famiglie che hanno accolto. Condividiamo il messaggio che Anna e Alessandro, una coppia italiana, ci ha inviato dopo aver vissuto questa iniziativa:

“Ieri a pranzo abbiamo avuto ospiti particolari: due ragazzi profughi provenienti dal Gambia accompagnati da una missionaria.

Ciò che ci ha spinti ad aderire alla proposta “Aggiungi un posto a tavola”, è stato il pensiero di poter avvicinare una realtà di cui tanto si parla e spesso poco si sa, e più semplicemente un “perché no?”

I due ragazzi avevano 22 e 18 anni, ospiti discreti e riconoscenti; durante il pranzo abbiamo cercato di capirci e spiegarci col nostro scarso Inglese, curiosi delle loro storie, del loro Paese lontano, delle loro vite; si è instaurato un clima allegro e spontaneo, oltre che movimentato dalla presenza dei nostri tre figli, e pensiamo che si siano comunque sentiti a loro agio nel raccontarsi. Oltre alla difficoltà di comprensione della lingua, rimangono delle difficoltà nel comprendere il perché di questi viaggi al limite, rischiare la vita per trovarsi in un Paese straniero di cui poco o nulla si sa. Sono storie che hanno un volto e un nome, portano desideri e speranze negate, un presente incerto; ogni storia è a sé, diversa dalle altre, il fatto è che per noi ora è difficile non sentirci “intrecciati” con questi racconti di vita.

Dopo il pranzo abbiamo condiviso ancora del tempo insieme, prima in un parco passeggiando e dialogando in un clima di reciproco interesse, godendoci un po’ di raro sole invernale, poi a scaldarci in un bar. Ci è sembrato di passare una giornata con amici con i quali si condivide il desiderio di vivere una vita piena di gioia e di bellezza. Tanto che alla fine, dopo i saluti, nostro figlio maggiore (di 7anni) ci ha stupiti dicendo “questa è la giornata più bella del mondo!”. Perciò possiamo solo ringraziare per questa piccola esperienza che ha parlato anche ai nostri figli di reciproca accoglienza, condivisione e semplicità. Ringraziamo in particolare la missionaria che li ha accompagnati a casa nostra e ci ha aiutati nello stare insieme in un clima sereno, e chi quotidianamente si spende per questi progetti.”

Grazie ad ogni persona che ha aperto le porte del cuore e della casa ai nostri fratelli.  Anche se l’iniziativa è conclusa, rimane aperta la possibilità di invitare a mangiare alcuni di questi giovani e di intrecciare la vita con loro. 

Per più informazione sul progetto “Intrecciati”:

http://www.intrecciatichioggia.blogspot.it/

E-mail Progetto: progetto.rifugiati@caritaschioggia.it

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*Guarda le foto dell'Aggiungi un posto a tavola a Santa Fosca.

Lotteria Missionaria CMV 2020