Domenica 14 febbraio 2016 l’intera Comunità di Pordenone – al completo dei membri effettivi e i membri aggregati, assieme a parenti e amici della famiglia Corrà - ha voluto ricordare nella preghiera Andrea, sposo missionario, mancato a causa della malattia, che assieme alla moglie Orietta ha lasciato un luminoso esempio di sponsalità vissuta nel dono, di genitorialità per i loro cinque figli, di instancabile impegno nella Chiesa, in particolare a favore degli ultimi. 
Nel corso della Celebrazione eucaristica in suffragio, diverse persone hanno voluto ringraziare per la vita di Andrea, che fin da bambino, poi da giovane e quindi da adulto, ha testimoniato in ogni ambito - da quello sportivo, a quello lavorativo e comunitario - la gioia dello stare insieme, del mettere l’altro al primo posto, dell’accoglienza, dell’ascolto. E anche nell’ultimo anno della malattia, Andrea non ha smesso di essere uomo di fede autentica, sorretta dalla speranza ma anche dall’abbandono alla volontà di Dio, forte dell’amore della sua sposa, Orietta, e di quello dei suoi figli, oltre che dei parenti e degli amici che hanno voluto essere vicini in tanti modi diversi.
Proprio questa vicinanza è stata occasione per contemplare e percepire nella loro casa la presenza di Dio. Una Presenza che si respirava sensibilmente – e che si continua a respirare – resa tangibile dalla loro accoglienza, dalla serenità e dal sorriso donati pur nel dolore, dalla pace che ciascuno poi porta via con sé, ad ogni congedo vissuto nell’abbraccio fraterno.
La commozione ha toccato tutti i cuori quando Orietta e il figlio Francesco han voluto ringraziare nella preghiera Andrea, e chi gli ha voluto e gli vuole bene, e alle parole di Francesco, rotte dal pianto: “Papà, per me forse eri un po’ santo…” ciascuno dei presenti ha riconosciuto in cuor suo: “Sì, Andrea ha davvero dato testimonianza di una santità di vita”.