Questo è il contenuto del messaggio di Natale che si è voluto rappresentare con il presepe del Centro missionario di Pordenone, in cui la culla del Bambino Gesù sono le mani di Dio. L’allestimento prevede un percorso non solo simbolico, ma anche reale, con quattro immagini paradigmatiche, raffiguranti alcune delle attuali forme di povertà che caratterizzano anche il nostro territorio: un’auto, per ricordare i padri separati, costretti a lasciare casa, moglie e figli che non possono permettersi un alloggio; una tavola con un solo posto, per onorare chi soffre di solitudine, tra questi, gli anziani in particolare; un manichino con una gavetta, simbolo di chi ha un lavoro precario, o non ce l’ha più, ed è costretto a ricorrere alla mensa dei poveri; e infine un senza tetto, immigrato o italiano, considerato scarto della società odierna.
Ringraziamo i volontari che han contribuito alla realizzazione di questo presepe, che ha reso presenti accanto a Gesù, Maria e Giuseppe, i destinatari privilegiati dell’amore di Dio: i poveri, i piccoli, i sofferenti di oggi.