AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi dopo la legge sull’aborto: “La Chiesa continuerà a lavorare con fermezza e passione per la vita”

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 18:48
Buenos Aires – “La Chiesa in Argentina vuole ribadire, insieme ai fratelli e sorelle di fedi diverse e anche a molti non credenti, che continuerà a lavorare con fermezza e passione nella cura e nel servizio alla vita. Questa legge che è stata votata approfondirà ancora di più le divisioni nel nostro Paese. Deploriamo profondamente la lontananza di una parte della leadership dai sentimenti del popolo, che si è espressa in vari modi a favore della vita in tutto il nostro Paese”. Lo ha dichiarato la Commissione esecutiva della Conferenza episcopale argentina commentando la legalizzazione dell’interruzione della gravidanza nel paese. Il 30 dicembre infatti il Senato ha approvato la legge sull'interruzione della gravidanza, già approvata dalla Camera dei deputati, che è passata con 38 voti a favore e 29 contrari. Finora l'aborto era consentito solo se la donna avesse subito uno stupro o la sua vita fosse in pericolo. L'Argentina diventa così uno dei pochissimi Paesi dell'America Latina dove è permessa l'interruzione di gravidanza, con il libero accesso all'aborto fino alla 14esima settimana di gestazione.
I Vescovi hanno sempre condannato “l’urgenza incomprensibile, la febbrile ossessione di introdurre l'aborto in Argentina, come se avesse qualcosa a che fare con le sofferenze, le paure e le preoccupazioni della maggior parte degli argentini” e dopo l’approvazione al Senato hanno ribadito: “Siamo certi che la nostra gente continuerà sempre a scegliere tutta la vita e tutte le vite. E insieme a loro continueremo a lavorare per le priorità autentiche che richiedono un'attenzione urgente nel nostro Paese: i bambini che vivono in povertà in numero sempre più allarmante, l'abbandono della scuola da parte di molti di loro, la pandemia pressante della fame e della disoccupazione che colpisce molte famiglie, così come la drammatica situazione dei pensionati, che in queste ore hanno potranno vedere nuovamente violati i propri diritti”.
Il comunicato si conclude con queste parole: “Abbracciamo ogni argentina e ogni argentino; anche i deputati e ai senatori che hanno coraggiosamente manifestato a favore della vita. Difenderla sempre, senza desistere, ci permetterà di costruire una nazione giusta e solidale, dove nessuno viene scartato e in cui si può vivere una vera cultura dell'incontro”.
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ASIA/PAKISTAN - Nomina del Vicario apostolico di Quetta

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 17:03
Città del Vaticano - Il Santo Padre Francesco, il 1° gennaio 2021 ha nominato Vicario apostolico di Quetta il P. Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., finora Custode dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini in Pakistan.
P. Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., è nato il 5 agosto 1968 a Mianwali, Diocesi di Islamabad-Rawalpindi. Prima di entrare nella vita religiosa, è stato insegnante in una scuola primaria. Ha compiuto la formazione sacerdotale presso il St. Mary’s Minor Seminary a Lahore, professando i Voti solenni il 28 dicembre 2007. È stato ordinato sacerdote il 16 agosto 2008.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti incarichi: Assistente del Rettore della Casa di Formazione dei Frati Minori Cappuccini di Lahore ; insegnante al St. Mary’s Minor Seminary, nella Casa di Formazione dei Padri Francescani e nell’Inter-Congregational Program, a Lahore ; Coordinatore della Commissione Educativa della Vice-Provincia dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini in Pakistan ; Redattore della rivista Catholic Naqeeb e Membro del Collegio dei Consultori dell’Arcidiocesi Metropolitana di Lahore ; Membro della Commissione Biblica Arcidiocesana di Lahore ; Coordinatore della Commissione Economica della Vice-Provincia dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini in Pakistan ; Parroco di Nostra Signora del Monte Carmelo ad Adah, Sialkot, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Lahore , e Membro del Consiglio Provinciale dei Padri Cappuccini, fino a ottobre del 2020. Successivamente, è stato Custode dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini in Pakistan.
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OCEANIA/NUOVA ZELANDA - Nomina dell’Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Wellington

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 17:02
Città del Vaticano - Il Santo Padre Francesco, il 1° gennaio 2021 ha nominato Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi Metropolitana di Wellington , S.E. Mons. Paul Martin, S.M., finora Vescovo della Diocesi di Christchurch.
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Nomina dell’Arcivescovo di Korhogo

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 17:01
Città del Vaticano - Il Santo Padre Francesco, il 3 gennaio 2021 ha nominato Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Korhogo , S.E. Mons. Ignace Bessi Dogbo, finora Vescovo della Diocesi di Katiola.
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ASIA/IRAQ - Il leader sciita Muqtada al Sadr crea un comitato per la restituzione dei beni immobiliari usurpati a proprietari cristiani

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 12:31
Mosul – Il leader sciita iracheno Muqtada al Sadr, capo della formazione politica sadrista che gode di una forte rappresentanza nel Parlamento di Baghdad, ha disposto la creazione di un Comitato incaricato di raccogliere e verificare notizie e reclami riguardanti i casi di esproprio abusivo di beni immobiliari subiti negli ultimi anni da proprietari cristiani in diverse regioni del Paese. La decisione è stata comunicata con una dichiarazione, diffusa nei primi giorni del 2021, in cui si indicano i nomi dei collaboratori di Muqtada al Sadr scelti come membri del Comitato, e si comunicano anche gli indirizzi di posta elettronica e gli account whatsapp a cui i cristiani possono inviare i documenti di proprietà riguardanti beni immobiliari – case e terreni – abusivamente accaparrati negli ultimi anni da altre persone o gruppi di persone.
L’intento dell’operazione sponsorizzata dal leader sciita è quello di ristabilire la giustizia, ponendo fine alle violazioni lesive dei diritti di proprietà dei “fratelli cristiani”, anche quando a commetterle siano stati membri dello stesso movimento sadrista. La richiesta di segnalare casi di espropriazioni illegali subite è rivolta anche alle famiglie di cristiani che hanno lasciato il Paese negli ultimi anni, e le segnalazioni degli abusi da parte di proprietari cristiani defraudati potranno essere inviate al Comitato entro la fine del prossimo Ramadan.
Nella mattinata di domenica 3 gennaio 2021, una delegazione inviata da Muqtada al Sadr e guidata dallo sheikh Salah al-Obaidi ha reso visita al Patriarca caldeo Louis Raphael Sako per offrire al Capo della Chiesa caldea un messaggio di felicitazioni per le feste del tempo di Natale, insieme a una copia del documento con cui il leader sciita ha istituito il Comitato incaricato di raccogliere documentazione su case e terreni sottratti abusivamente a proprietari cristiani. Il Patriarca e Cardinale Sako, dal canto suo, ha ringraziato Muqtada al Sadr per l’iniziativa volta a porre fine alle ingiustizie subite da cittadini cristiani espropriati illegalmente dei propri beni, sottolineando l’importanza di far prevalere la tutela del bene comune della Nazione, ponendolo al di sopra di qualsiasi interesse privato o settario.
Secondo quanto riferito da media iracheni, compreso il sito ankawa.com, Pascale Warda chiede a tutti i cittadini iracheni di sostenere la reintegrazione dei diritti dei proprietari cristiani appoggiata dal Muqtada al-sadr e per la quale si sono mobilitate anche organizzazioni della società civile come l'associazione Hammurabi per i diritti umani e il Coordinamento delle Donne irachene.
Il fenomeno della sottrazione illegale delle case dei cristiani ha potuto prendere piede anche grazie a connivenze e coperture di funzionari corrotti e disonesti, che si mettono a servizio di singoli impostori e gruppi organizzati di truffatori . Il furto “legalizzato” delle proprietà delle famiglie cristiane è strettamente collegato all'esodo di massa dei cristiani iracheni, seguito degli interventi militari a guida Usa per abbattere il regime di Saddam Hussein. Tanti truffatori si sono appropriati di case e terreni rimasti incustoditi, contando sulla facile previsione che nessuno dei proprietari sarebbe tornato a reclamarne la proprietà.
Già all’inizio del 2016 Muqtada al Sadr aveva sostenuto la necessità di restituire ai legittimi proprietari le case e i beni immobiliari sottratti illegalmente a tante famiglie cristiane a Baghdad, Kirkuk e in altre città irachene.
Muqtada al Sadr è noto per essere stato anche il fondatore dell'esercito del Mahdi, la milizia – ufficialmente sciolta nel 2008 - creata nel 2003 per combattere le forze armate straniere presenti in Iraq dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Gli analisti hanno registrato negli ultimi dieci anni diversi cambi di passo del leader, che nel 2008 ha sciolto la sua milizia e non appare allineato con l'Iran. In passato, Muqtada al Sadr è arrivato ad auspicare il superamento del “sistema delle quote” che dalla morte di Saddam fonda su basi settarie la gestione del potere in Iraq. Nel Paese stravolto negli ultimi anni dall'offensiva jihadista, dalla proclamazione del Califfato Islamico con base strategica a Mosul e dalla compresenza di forze diverse e potenzialmente rivali nel fronte eterogeneo che ha portato alla riconquista di quasi tutte le aree che erano cadute in mano alle milizie jihadiste, Muqtada al Sadr ha provato a profilarsi come un potenziale mediatore. In questa prospettiva venne interpretata anche la visita da lui compiuta nel luglio 2017 in Arabia Saudita per incontrare il Principe Mohammed bin Salman.
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AFRICA/KENYA - Dimissioni dell’Arcivescovo di Nairobi

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 12:18
Città del Vaticano - Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Nairobi , presentata da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale John Njue.
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AFRICA/NIGER- Oltre 100 persone uccise in attacchi simultanei in due villaggi

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 11:33
Niamey - Cento persone sono morte in Niger, il 2 gennaio, nell'attacco a due villaggi nell'ovest, Tchoma Bangou, dove le persone uccise sono 70, e Zaroumadareye, con 30 morti. I feriti sono 25, alcuni dei quali sono stati evacuati negli ospedali di Niamey e Ouallam.
L'attacco, che non è stato rivendicato, è stato compiuto da terroristi giunti a bordo di un centinaio di motociclette. Per attaccare i due villaggi , gli aggressori si sono divisi in due colonne. I due villaggi si trovano circa 120 chilometri a nord della capitale Niamey, nella regione di Tillabéri, al confine con il Mali e il Burkina Faso. Questa regione detta dei “tre confini" è stata regolarmente presa di mira da anni da attacchi omicidi da parte di gruppi jihadisti.
Il duplice attacco è stato commesso in pieno giorno, intorno a mezzogiorno, contemporaneamente alla proclamazione dei risultati del primo turno delle elezioni presidenziali del 27 dicembre, che danno in testa il candidato del partito al potere, Mohamed Bazoum, ex ministro dell'Interno che ha promesso di rafforzare la lotta contro i gruppi jihadisti.
Il Niger ha subito ripetuti attacchi da parte di militanti legati ad al Qaeda e Stato islamico al confine con Mali e Burkina Faso. La violenza fa parte di una più ampia crisi di sicurezza nella regione del Sahel in Africa occidentale. Nel confinante Mali in una settimana in due attentati diversi hanno perso la vita 5 militari della forza d’intervento francese.
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ASIA/PAKISTAN - Il nuovo Vicario Apostolico di Quetta: "Un servizio pastorale consacrato a Maria"

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 10:53
Lahore - “Dio sta compiendo grandi opere nella mia vita, e sono sorpreso riflettendo sui progetti di Dio. Non avevo mai pensato di essere eletto Custode della fraternità dei Cappuccina e tanto meno mi aspettavo di diventare Vescovo. Come servo del Signore, sto meditando e pregando perché sia fatta la volontà di Dio in ogni aspetto della mia vita e in questa vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa, in cui ho detto di sì al Signore": con queste parole, rilasciate all'Agenzia Fides, p.Khalid Rehmat OFM Cap commenta la sua nomina a Vescovo del Vicariato Apostolico di Quetta, resa nota dalla Santa Sede il 1° gennaio 2021.
P. Khalid Rehmat, che recentemente aveva assunto la guida della Custodia dei Cappuccini 'Mariam Siddeeqa' del Pakistan inoltre afferma: “Stavo organizzando la mia nuova responsabilità di Custode e ora sono chiamato alla nuova missione di servire come Vescovo i fedeli a Quetta. Ricevuta la notizia, mi sono venute in mente le parole di Maria: Eccomi sono la serva del Signore. Sono stato nominato Vescovo il 1° gennaio, giorno della festa di Maria, Madre di Dio, e ho scelto il 25 marzo 2020, festa dell'Annunciazione, come data per la mia ordinazione episcopale presso la Cattedrale del Santo Rosario a Quetta. Il mio sarà un servizio pastorale consacrato a Maria. Non conosco ancora il piano di Dio, ma spero che la sua grazia mi accompagni per realizzare il progetto per il quale Dio mi ha scelto e chiamato”. Dichiara poi: "La misericordia di Dio è su di me. Prego Dio che mi aiuti a essere obbediente alla Madre Chiesa e a compiere la volontà di Dio. Spero, con la sua benedizione, di poter rispondere al meglio alle richieste del Santo Padre, del Nunzio e dei miei confratelli Vescovi in ​​Pakistan, che ringrazio di cuore e ai quali chiedo umilmente di sostenermi".
P. Khalid Rehmat è il primo cappuccino pakistano scelto per servire come Vescovo in Pakistan. In precedenza p. Felicissimus Raeymaeckers OFM Cap era stato l'ultimo Vescovo cappuccino belga, che ha servito la comunità di Lahore fino al 10 luglio 1975. I missionari cappuccini belgi hanno avviato le missioni nella provincia del Punjab del Pakistan il 1° settembre 1886, e hanno servito questo territorio da 90 anni. P. Khalid Rehmat è anche il primo Vescovo originario della diocesi cattolica di Islamabad-Rawalpindi, in particolare della "parrocchia di Mariakheil" in un piccolo villaggio che ora ospita circa 400 famiglie cattoliche.
Frate cappuccino dal 2007 e sacerdote dal 2008, P. Khalid Rehmat è stato redattore della rivista quindicinale cattolica 'Naqeeb' e ha esperienza pastorale nella parrocchia di Nostra Signora del Monte Carmelo a Sialkot, nell'arcidiocesi di Lahore, dove ha costruito nove nuove cappelle e tre case per i catechisti. Nel Vicariato apostolico di Quetta, che d'ora in poi il frate guiderà, vivono circa 33mila cattolici su una popolazione di oltre 32,6 milioni di abitanti, in prevalenza musulmani, appartenenti a vari gruppi etnico-linguistici come Balochi, Brahvi, Pashtun, Hazara, Urdu.
Il Vicariato, attualmente organizzato in 9 parrocchie, copre l'intera provincia del Balochistan, la più grande provincia del Pakistan, che occupa il 44% della superficie totale del paese. Il territorio fu evangelizzato nella seconda metà del XIX secolo dai missionari di Mill Hill, a loro subentrarono i Gesuiti che vi restarono fino al 1935. In quell'anno i frati minori presero il posto dei Gesuiti e amministrarono la regione fino al 1982, quando la responsabilità pastorale fu affidata agli Oblati di Maria Immacolata , Nel 1999 sono arrivati anche i Salesiani che operano per l'istruzione e l'evangelizzazione a Quetta City.
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AFRICA/CENTRAFRICA- “Morti e feriti, tra loro diversi bambini” dice il Vescovo di Bangassou catturata dai ribelli

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 10:25

Bangui – “Sì, Bangassou è caduta nelle mani dei ribelli, molti dei quali mercenari e gente del Niger. La mattinata è stata frenetica. Artiglieria pesante dalle 5 del mattino e trenta tra morti e feriti” riferisce Sua Ecc. Mons. Juan José Aguirre Muñoz, Vescovo di Bangassou, città del sud della Repubblica Centrafrica catturata domenica 3 gennaio dai ribelli
Di fronte all'insicurezza, il Vescovo ha raccolto un gruppo di orfani per tenerli al sicuro. I bambini "sono innocenti. Li guardi negli occhi e non sanno nulla di ribelli, mercenari, lotte per il potere ... Sentono solo gli spari e le esplosioni. E si spaventano molto" afferma Mons. Aguirre. " Ci sono molti bambini feriti da proiettili vaganti, bambini che scappano in Congo per sfuggire alle violenze" aggiunge.
Il Vescovo riferisce che dopo aver cercato di resistere all’offensiva ribelle i soldati governativi sono fuggiti da Bangassou. “I militari hanno resistito per diverse ore, fino a quando il fuoco incrociato non li ha sconfitti". Dice Mons. Aguirre che teme “la forte aggressività di questi mercenari che cercano solo minerali e ricchezza. Come dare uno sguardo di tenerezza in mezzo a tanta violenza?"
La conquista di Bangassou avviene nel momento in cui la diocesi aveva avviato diversi progetti di ricostruzione. "Ora dovremo ricominciare da capo molti di questi. Ci sono molti traumi che devono essere curati. Il Cristo sofferente è dietro ogni shock post-traumatico” dice Mons. Aguirre.
“Dovremo adattarci a un nuovo regime ... Speriamo che si evitino attacchi e saccheggi. Per la Chiesa la popolazione è ancora lì, i poveri non si sono mossi né il Cristo che abita in loro, la comunità cristiana continuerà a crescere e noi con essa” conclude il Vescovo chiedendo a tutti di pregare per la situazione nella sua diocesi e in tutto il Centrafrica.
La cattura di Bangassou arriva alla vigilia della pubblicazione dei primi risultati parziali delle elezioni presidenziali da parte dell’Autorité Nationale des Elections . Il voto del 27 dicembre si è tenuto nonostante che due terzi del territorio nazionale è occupato da gruppi armati.
Il 19 dicembre una coalizione di gruppi armati ha lanciato un'offensiva per interrompere le elezioni presidenziali e legislative e ha promesso di "marciare su Bangui". Ma per il momento i ribelli sono ancora tenuti a distanza dalla capitale dai caschi blu delle Nazioni Unite e dalle forze armate della Repubblica Centrafricana , supportati dai rinforzi di centinaia di paramilitari russi e soldati d'élite ruandesi.
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AMERICA - Oltre al dolore e alla povertà, il 2020 passerà alla storia anche per i grandi atti di carità cristiana: messaggio del Presidente CELAM

Fides IT - www.fides.org - seg, 04/01/2021 - 09:18
Trujillo – "Stiamo terminando un anno che la storia ricorderà come un periodo segnato dalla crisi sanitaria globale a seguito del coronavirus - Covid-19, anche la nostra regione non è stata estranea a questa dura realtà" afferma Mons. Miguel Cabrejos, Arcivescovo di Trujillo e Presidente del CELAM, all'inizio del suo messaggio per il nuovo anno. In solidarietà con chi vive il rigore della pandemia sottolinea: “abbiamo perso molti nostri fratelli; il numero di infetti continua ad aumentare; migliaia di persone hanno perso il lavoro e, con esso, la povertà è diventata disastrosa. In generale, il 2020 è stato un anno difficile con molte sofferenze”.
Nonostante la morte, il dolore, la malattia e la povertà, l'anno che si è concluso passerà alla storia anche per i "grandi atti di umanesimo e di carità cristiana", afferma Monsignor Cabrejos evidenziando valori e sentimenti emersi durante la crisi: "grandi gesti di solidarietà, generosità, vocazione al servizio, dedizione all'eroismo, atti con cui si possono scrivere belle storie di autentico amore del prossimo".
La vicinanza ai poveri ha mostrato "il volto di una Chiesa samaritana, che accoglie e guarisce il fratello caduto per strada". Lo testimoniano tutte quelle iniziative che rappresentano una luce di speranza per i più bisognosi di tutto il continente, come quelle guidate dalla Caritas e dalle Conferenze Episcopali, che Monsignor Cabrejos ringrazia per il loro impegno ad affrontare le sfide, mettendo al primo posto i più vulnerabili e scartati dalla società: "insieme siamo riusciti a salvare tante vite e a dare cibo e salute ai più poveri".
La pandemia ha anche evidenziato i grandi problemi che affliggono la regione latinoamericana e caraibica, “come le gravi ingiustizie e le disuguaglianze sociali, la fragilità dei nostri sistemi politici con la lotta necessaria e aperta alla corruzione e la distruzione del nostro ambiente". Nelle parole del Presidente del CELAM, "questi sono compiti e sfide che non possiamo permetterci di trascurare" nel nuovo anno che inizia.
Il messaggio infine segnala i compiti prioritari per il 2021: “dobbiamo assistere e prenderci cura della vita di migliaia di nostri fratelli e sorelle, rafforzando il sistema sanitario per affrontare con successo la pandemia di coronavirus e trovare una soluzione alla crisi economica che ha impoverito migliaia di famiglie”. Mons. Cabrejos conclude: non c'è dubbio che "la speranza di accedere al vaccino per tutti è un bisogno urgente e un'esigenza di tutti i settori della società".

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AFRICA/NIGERIA- Liberato il Vescovo ausiliare di Owerri e il suo autista

Fides IT - www.fides.org - sab, 02/01/2021 - 09:06
Abuja – Il Vescovo ausiliare rapito di Owerri Achdiocese, S.E. Mons. Moses Chikwe e il suo autista, Ndubuisi Robert, hanno riconquistato la libertà, ieri sera, 1° gennaio.
Mons. Chikwe, Vescovo ausiliare di Owerri nello Stato di Imo era stato rapito insieme all’autista la sera del 27 dicembre .
Confermando il loro rilascio, il portavoce del comando della polizia di Stato, Orlando Ikeokwu, ha detto che il Vescovo e il suo autista sono stati rilasciati illesi e senza alcun riscatto pagato, grazie a un'operazione di Polizia dello Stato di Imo.
L'autista è stato tuttavia portato d'urgenza in ospedale per le cure rese necessarie dalle ferite di arma da taglio.
L’Arcivescovo di Owerri, Sua Ecc. Mons. Antony J. Obinna, ha confermato in un comunicato la liberazione dell’Ausiliare, rendendo grazie a Dio per la sua liberazione. “Ho visitato il Vescovo Chikwe, nella sua residenza verso le 22.45, appariva debole per la traumatica esperienza” riporta Mos. Obinna, confermando che l’autista è stato trasportato in ospedale per una profonda ferita di arma da taglio inferta dai rapitori.
L’Arcivescovo di Owerri conclude ringraziando le forze di polizia per gli sforzi profusi per ottenere la liberazione di Mons. Chikwe e del suo autista, e Papa Francesco e tutti i Vescovi, sacerdoti, religiosi/e, laici che hanno pregato per la felice conclusione del sequestro.
Il 30 dicembre le donne della Christian Women Organization avevano organizzato a Owerri una marcia di protesta per chiedere la liberazione dei due uomini.
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ASIA/KAZAKHSTAN - “Cristo è nato in Kazakistan, nell’incontro con l’altro”, dice il Vescovo di Karaganda

Fides IT - www.fides.org - qua, 30/12/2020 - 18:01
Karaganda - “Quella che noi consideriamo la notte straordinaria della nascita di Gesù, per gli abitanti di Betlemme era una sera come tutte le altre, dove nel trambusto del censimento, i pastori continuavano a custodire, nel buio e nel silenzio, le loro greggi. Anche in Kazakhstan, il Natale è un giorno come tutti gli altri, non di festa, ma lavorativo. E anche qui, in un paese in cui la maggior parte delle persone non lo ha ancora conosciuto, Gesù si è accontentato di una semplice grotta, di una povera mangiatoia con un po’ di fieno per poter nascere sulla terra ed essere presente tra noi, nel nostro mondo. Per noi fedeli di Karaganda e di tutte le altre parrocchie cattoliche del Kazakhstan, il Natale, con tutte le limitazioni imposte dalla pandemia, non è stato solo la commemorazione di un fatto storico relegato al passato; è stato invece qualcosa che è accaduto nel presente e che accade ogni giorno. Per questo, il saluto che noi cattolici ci scambiamo in questi giorni non è semplicemente ‘Buon Natale’, quasi mettendo tra parentesi il protagonista di questa nascita, ma ‘Gesù nasce!’, con il verbo al presente, e tutti rispondono: Sia lode a Lui! ”. Lo racconta all’Agenzia Fides Mons. Adelio Dell’Oro, vescovo di Karaganda, facendo un resoconto delle celebrazioni del Natale in periodo di pandemia.
Con una media di mille contagi al giorno, il Kazakistan continua a mantenere attive tutte le misure per evitare la diffusione del Covid-19: anche i luoghi di culto, riaperti a fine settembre dopo mesi di chiusura, continuano ad essere soggetti a precise regole di distanziamento sociale. Questo, spiega Mons. Dell’Oro, non ha impedito di celebrare il Natale: “Voglio testimoniare un piccolo episodio, per me importante, che ho vissuto la notte del 24 dicembre: nella cripta della Cattedrale, un ragazzo di circa 10 anni, abbandonato dai suoi genitori e con dei problemi psichici, mi si è avvicinato per dirmi che sua nonna, cieca, sorda e con una patologia cardiaca, ha voluto farsi accompagnare dal nipote alla messa della notte di Natale, nonostante la temperatura toccasse i 25 gradi sotto zero. La sua semplice e profonda fede l’aveva spinta a questo gesto. L’ho cercata, ho provato a parlarle, ma lei non poteva sentire le mie parole, quindi le ho stretto forte la mano e siamo rimasti un bel po’ di tempo così. È Gesù vivo che, in quella notte, si è reso realmente presente attraverso di lei. In questa esperienza di incontro, ho capito come Gesù nasca veramente ora e qui. Prima della benedizione, al termine della Santa Messa, ho voluto condividere con tutti l’esperienza dell’incontro con questa nonna, e ho chiesto loro che, andando al lavoro all’indomani, offrissero con la stessa consapevolezza la propria giornata in mezzo a tutti gli uomini”.
La città di Karaganda conta 4 chiese cattoliche, un seminario internazionale e un convento di clausura delle suore carmelitane. A giugno 2020, Papa Francesco ha elevato la chiesa di San Giuseppe a Basilica minore. La diocesi di Karaganda comprende due regioni e occupa un territorio grande due volte e mezzo l’Italia.
Le circa 20 parrocchie sono separate tra loro da enormi distanze: le più lontane sono a 1700 km una dall’altra. In totale, nell’intero territorio del Kazakhstan si contano 4 diocesi cattoliche, per un totale di 70 parrocchie. I sacerdoti presenti nella nazione sono 91, tra i quali 61 diocesani e 30 religiosi. I cattolici rappresentano una piccola minoranza: secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero degli Esteri kazako, degli oltre 17 milioni di abitanti del Paese, circa il 26% è costituito da cristiani, e l’1% di questi è di fede cattolica.

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VATICANO - I Missionari uccisi nell'anno 2020

Fides IT - www.fides.org - qua, 30/12/2020 - 17:39
Città del Vaticano – Nell’anno 2020, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 20 missionari: 8 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 2 seminaristi, 6 laici. Secondo la ripartizione continentale, quest’anno il numero più elevato torna a registrarsi in America, dove sono stati uccisi 5 sacerdoti e 3 laici . Segue l’Africa, dove sono stati uccisi 1 sacerdote, 3 religiose, 1 seminarista, 2 laici . In Asia sono stati uccisi 1 sacerdote, 1 seminarista e 1 laico. In Europa 1 sacerdote e 1 religioso. Negli ultimi 20 anni, dal 2000 al 2020, sono stati uccisi nel mondo 535 operatori pastorali, di cui 5 Vescovi.
Proseguendo il suo servizio di raccolta delle informazioni relative ai missionari uccisi nel corso dell’anno, l’Agenzia Fides usa il termine “missionario” per tutti i battezzati, consapevoli che “in virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario. Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione” . Del resto l’elenco annuale di Fides ormai da tempo non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma cerca di registrare tutti i battezzati impegnati nella vita della Chiesa morti in modo violento, non espressamente “in odio alla fede”. Per questo si preferisce non utilizzare il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro proponendoli, dopo un attento esame, per la beatificazione o la canonizzazione, come sta accadendo di frequente.
Anche nel 2020 molti operatori pastorali sono stati uccisi durante tentativi di rapina o di furto, compiuti anche con ferocia, oppure sono stati oggetto di sequestro, o ancora si sono trovati coinvolti in sparatorie o atti di violenza nei contesti in cui operavano, contraddistinti da povertà economica e culturale, degrado morale e ambientale, dove la violenza e la sopraffazione sono regole di comportamento, nella totale mancanza di rispetto per la vita e per ogni diritto umano. Nessuno di loro ha compiuto imprese o azioni eclatanti, ma ha semplicemente condiviso la stessa vita quotidiana della maggior parte della popolazione, portando la sua testimonianza evangelica come segno di speranza cristiana.

Link correlati :Il testo completo dello Speciale Fides sui missionari uccisi nel 2020 Guarda sul canale Youtube dell'Agenzia Fides il videoclip (in Italiano) sui missionari uccisi
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