AMERICA/URUGUAY - Pellegrinaggio spirituale nella festa della “Virgen de los Treinta y Tres” per invocare la fine della pandemia

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 19:31
Montevideo - “Domenica prossima, 8 novembre, celebriamo la solennità de la Virgen de los Treinta y Tres, Patrona del nostro Uruguay. In questo particolare anno, segnato dalla pandemia, non faremo il tradizionale pellegrinaggio al Santuario della nostra Madre a Florida”. Con una lettera indirizzata a tutte le comunità del Paese, i Vescovi informano che in quel giorno si riuniranno a Florida per l’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale e celebreranno la Messa nella Cattedrale "in onore della nostra Patrona, portando le intenzioni di tutte le nostre comunità", alle ore 10.30. A mezzogiorno reciteranno la Supplica alla Patrona del Paese invocando la fine della pandemia. La supplica sarà trasmessa da vari media e social network: Facebook, Youtube, radio, tv.
Il Consiglio Permanente conclude il suo messaggio invitando tutte le comunità “a celebrare
questa domenica con particolare solennità e ad unirsi alla preghiera della Supplica a mezzogiorno, in comunione con tutti i Vescovi dell'Uruguay. Pregheremo in particolare per la fine di questa pandemia e delle sue conseguenze, mettendo tutta la nostra vita sotto la protezione materna della Vergine Maria. In questo modo, anche se non possiamo tutti incontrarci nel Santuario, saremo spiritualmente uniti nella preghiera e nella supplica fiduciosa”.
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EUROPA/AUSTRIA - Il Direttore nazionale di Missio: di fronte al terrorismo, “evitiamo di cadere nella trappola di rispondere all'odio con l'odio, la nostra risposta è l'amore”

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 18:57
Vienna - Il Direttore nazionale di Missio Austria , p. Karl Wallner, condanna con la massima fermezza gli attacchi islamisti radicali avvenuti nel centro di Vienna la sera del 2 novembre. “In Europa dobbiamo affrontare la radice di questo problema, vale a dire il fanatismo religioso. L'islamismo e l'Islam radicale non devono essere al centro della scena. Dobbiamo fare tutto il possibile per combattere questo fenomeno” sottolinea p. Wallner all’Agenzia Fides. La reazione più importante all'odio degli estremisti – spiega - è un approccio profondamente cristiano: “Noi di Missio Austria preghiamo per tutte le vittime e per tutti coloro che sono sconvolti, addolorati o spaventati. Vogliamo stare vicino alle persone adesso! La nostra fede cristiana ci dice qual è la risposta più efficace a questo odio islamista: deve essere l’amore! Abbiamo bisogno della prospettiva e dell’unione con Gesù Cristo per evitare di cadere nella trappola di rispondere all'odio con l'odio. La nostra risposta è l'amore che Gesù Cristo ha esemplificato al massimo grado. È morto per darci la vita eterna!".
Padre Karl Wallner usa due parole, “curativa e potente”, per descrivere la solidarietà mondiale che ha sperimentato in questi giorni. “Noi, le Pontificie Opere Missionarie, siamo una rete mondiale. Quasi ogni minuto ricevo chiamate e messaggi da tutto il mondo, dai nostri partner dei progetti, da sacerdoti, suore, missionari, laici e, naturalmente, dagli altri Direttori nazionali di Missio. Il Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, l’Arcivescovo Mons. Giampietro Dal Toso, mi ha chiamato e mi ha espresso la sua solidarietà". Padre Wallner sottolinea come tutto questo gli ricordi lo scopo principale di Missio Austria: “Sin dal nostro inizio, quasi 200 anni fa, è stato nostro compito offrire un aiuto concreto alle persone più povere dei paesi del sud del mondo. Allo stesso tempo, vogliamo operare per una rete globale di amore e di preghiera, che fa parte del nostro carisma originario”.
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EUROPA/AUSTRIA - Il Direttore nazionale di Missio: “evitiamo di cadere nella trappola di rispondere all'odio con l'odio, la nostra risposta è l'amore!”

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 18:57
Vienna - Il Direttore nazionale di Missio Austria , p. Karl Wallner, condanna con la massima fermezza gli attacchi islamisti radicali avvenuti nel centro di Vienna la sera del 2 novembre. “In Europa dobbiamo affrontare la radice di questo problema, vale a dire il fanatismo religioso. L'islamismo e l'Islam radicale non devono essere al centro della scena. Dobbiamo fare tutto il possibile per combattere questo fenomeno” sottolinea p. Wallner all’Agenzia Fides. La reazione più importante all'odio degli estremisti – spiega - è un approccio profondamente cristiano: “Noi di Missio Austria preghiamo per tutte le vittime e per tutti coloro che sono sconvolti, addolorati o spaventati. Vogliamo stare vicino alle persone adesso! La nostra fede cristiana ci dice qual è la risposta più efficace a questo odio islamista: deve essere l’amore! Abbiamo bisogno della prospettiva e dell’unione con Gesù Cristo per evitare di cadere nella trappola di rispondere all'odio con l'odio. La nostra risposta è l'amore che Gesù Cristo ha esemplificato al massimo grado. È morto per darci la vita eterna!".
Padre Karl Wallner usa due parole, “curativa e potente”, per descrivere la solidarietà mondiale che ha sperimentato in questi giorni. “Noi, le Pontificie Opere Missionarie, siamo una rete mondiale. Quasi ogni minuto ricevo chiamate e messaggi da tutto il mondo, dai nostri partner dei progetti, da sacerdoti, suore, missionari, laici e, naturalmente, dagli altri Direttori nazionali di Missio. Il Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, l’Arcivescovo Mons. Giampietro Dal Toso, mi ha chiamato e mi ha espresso la sua solidarietà". Padre Wallner sottolinea come tutto questo gli ricordi lo scopo principale di Missio Austria: “Sin dal nostro inizio, quasi 200 anni fa, è stato nostro compito offrire un aiuto concreto alle persone più povere dei paesi del sud del mondo. Allo stesso tempo, vogliamo operare per una rete globale di amore e di preghiera, che fa parte del nostro carisma originario”.
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NEWS ANALYSIS - L'Etiopia sull’orlo del precipizio

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 12:02
Addis Abeba - L’Etiopia è il Paese dove ha sede l’imponente edificio dell’Unità Africana, è il Paese degli investimenti cinesi, della metropolitana, dei grattacieli e soprattutto il Paese del Premio Nobel per la pace il Primo Ministro Abiy Ahmed eppure da quando è stato eletto l’Etiopia è un Paese che non trova pace. L’inizio del suo mandato è stato folgorante nei primi 100 giorni di governo ha posto fine alla guerra con l’Eritrea che durava da 18 anni, liberato migliaia di oppositori politici, liberalizzato la stampa e garantito libertà d’espressione, legalizzato diversi gruppi di opposizione precedentemente criminalizzati, ha intrapreso un tour del paese centrato sull’unità, la riconciliazione e il cambiamento. Tuttavia, le sue riforme hanno rotto qualcosa nell’ingranaggio politico-etnico etiope . - continua
Link correlati :Continua a leggere la news analysis sul sito web "Omnis Terra"
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AMERICA/ARGENTINA - Tensioni per lo sgombero delle terre: i Mapuche occupano e danneggiano una chiesa

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 11:12
Rio Negro – Cresce la tensione fra le comunità Mapuche e le autorità della zona di Rio Negro, in Argentina. Ieri un gruppo di Mapuche, composto da una dozzina di persone, ha occupato una chiesa nel comune di El Bolsón, la parrocchia di Nuestra Señora de Luján, a Rio Negro. Il parroco, don Ricardo Cittadini, è stato malmenato prima di riuscire a fuggire.
I mapuche protestavano contro lo sgombero del terreno che avevano occupato a Villa Mascardi. Dopo un paio d'ore di tensione si sono ritirati senza essere trattenuti dagli agenti di polizia presenti. Successivamente sembra che polizia sia riuscita a fermare 5 persone del gruppo.
Secondo le informazioni raccolte da Fides, i residenti hanno affermato che i Mapuche hanno preso di mira la chiesa in quanto parte delle terre occupate che sono in discussione, appartengono alla diocesi. Questo atto di violenza ha lasciato danni materiali al tempio: i manifestanti hanno distrutto alcune panche e macchiato con la vernice le immagini sacre sull’altare.
Proprio in questi giorni si stanno svolgendo dei processi giudiziari che devono definire l’ espulsione dei Mapuche dalle terre occupate. Il fenomeno dell'occupazione delle terre in Argentina sta creando gravi problemi alle autorità, in diverse parte del paese .

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AMERICA/CANADA - “La preghiera e la carità sono il cuore dell’opera missionaria”: la missione continua

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 11:09
Montréal - “Tutti i battezzati devono annunciare il Vangelo e testimoniare la parola di Dio. Il mese missionario è stato un tempo speciale per invitarci a riflettere sulla chiamata del Signore alla missione: Il tema scelto dal Santo Padre “Eccomi: manda me!”, è una risposta coinvolgente e impegnativa, che prosegue oggi e per tutta la vita”. Lo dichiara all’Agenzia Fides padre Yoland Ouellet, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Canada Francese, ricordando come la chiamata all’evangelizzazione non sia limitata solo a un mese l’anno, quello di Ottobre, appena concluso, ma che sia responsabilità perenne di ogni battezzato.
Padre Yoland fa riferimento al crescente ruolo dei laici e parla delle le sfide più importanti per la Chiesa in futuro: “Tutti i cristiani sono invitati a celebrare e ringraziare per la missione, ma più in particolare, a pregare per i loro fratelli e sorelle che vivono nelle diocesi più povere della terra; e a vivere la solidarietà partecipando una ricerca unica organizzata in tutte le chiese del mondo”. Riferendo come in Canada è stato vissuto l’ottobre missionario – con la recita del rosario missionario arricchito da meditazioni di Papa Francesco – il Direttore delle POM cita una speciale veglia missionaria di preghiera, ispirata ai grandi modelli canadesi beatificati o canonizzati, come santa Margherita Bourgeoys.
Secondo il Direttore nazionale, occorre rivalutare la funzione delle POM all'interno della comunità cattolica: “Una più profonda immersion’ nella vita reale delle persone così come sono, farà del bene”, afferma. “Occorre vigilare e cercare di reintegrare la capillarità dell'azione e dei contatti delle POM nel suo intreccio con la rete ecclesiale. Soltanto favorendo queste condizioni - prosegue - possiamo meglio sfuggire alla trappola dell'astrazione. Dobbiamo, quindi, rispondere a domande e bisogni reali, piuttosto che formulare e moltiplicare proposte”.
“Le Opere Missionarie - ricorda p.Ouellet - nascono spontaneamente dal fervore missionario espresso dalla fede dei battezzati. Dalla loro fondazione sino ad oggi, sono andate avanti camminando su due strade sempre parallele che, nella loro semplicità, sono sempre state familiari al cuore del Popolo di Dio: la via della preghiera e quella della carità. Le Pontificie Opere Missionarie - conclude - sono uno strumento al servizio della missione nelle Chiese particolari, nell'orizzonte della missione della Chiesa che, da sempre, abbraccia il mondo intero”.

Link correlati :Guarda la video intervista a p. Yoland Ouellet sul canale Youtube dell'Agenzia Fides
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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi al governo: giustizia e protezione per le persone più vulnerabili

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 11:01
Lahore - I Vescovi cattolici del Pakistan condannano il rapimento, la conversione forzata e il matrimonio della minorenne cattolica Arzoo Raja con un uomo che ha il triplo dei suoi anni, e altri episodi simili. I Vescovi "deplorano l'incapacità della polizia di intraprendere un'azione rapida e effettiva di fronte a tali attività criminali" e si appellano al governo "affinché fornisca giustizia e protezione alle fasce vulnerabili della società", rilevando che è "responsabilità dello Stato legiferare per proteggere i suoi cittadini, in particolare le ragazze minorenni". E' quanto si legge in un comunicato inviato all'Agenzia Fides, diramato a conclusione dell'Assemblea della Conferenza episcopale cattolica del Pakistan, firmato dall'Arcivescovo Joseph Arshad, Vescovo di Islamabad-Rawalpindi e presidente della Conferenza episcopale. Durante l'Assemblea, tenutasi a Lahore il 5 e 6 novembre 2020, i Presuli hanno notato con grave preoccupazione il numero crescente di rapimenti, conversioni forzate e matrimoni forzati di ragazze tra i comunità minoritarie in Pakistan.
Un altro motivo di preoccupazione - riferisce la nota inviata a Fides - è la recrudescenza della pandemia di Covid-19 che può avere un effetto devastante sul paese. Pertanto, i Vescovi hanno esortato la popolazione a seguire fedelmente le indicazioni del governo per l'uso delle maschere facciali, l'igiene delle mani e il distanziamento sociale. I Presuli hanno anche apprezzato gli ottimi servizi garantiti da medici, infermieri e altri operatori sanitari che stanno lavorando con grande dedizione nella lotta contro la pandemia. Richiamando l'attenzione sulla difficile situazione delle persone che sono state colpite economicamente dalla pandemia , i leader cattolici chiedono "a tutte le persone generose di farsi avanti per aiutare e assistere i bisognosi".
Infine i Vescovi invitano "tutte le persone di buona volontà a pregare con fervore per la buona salute di tutto il popolo del Pakistan e per la pace e la prosperità del nostro amato Paese".
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AFRICA/CAMERUN - Il Cardinale Tumi, rilasciato ieri, “sta bene e gode di buona salute”

Fides IT - www.fides.org - sab, 07/11/2020 - 10:34
Yaoundé – “Sia resa Gloria a Dio. Il cardinale Tumi è stato liberato dai combattenti separatisti. Sta bene e gode di buona salute ", ha affermato Sua Ecc. Mons. George Nkuo, Vescovo di Kumbo in Camerun poco dopo il rilascio il 6 novembre del Cardinale Christian Tumi, Arcivescovo emerito di Douala, che era stato rapito il 5 novembre .
Secondo le autorità camerunesi il Cardinale Tumi insieme al tradizionale Fon Sehm Mbinglo II e altre dieci persone sono state sequestrate sulla strada intorno alle 17 del 5 novembre sulla strada Bamenda-Kumo nella regione nord-occidentale da quattro individui armati a bordo di 2 motociclette, che apparterebbero a formazioni ribelli separatiste.
“Grazie all’azione combinata delle autorità tradizionali, della comunità di fedeli di Kumbo e delle forze di sicurezza e di difesa, Sua Eminenza il Cardinale Christian Tumi è stato trovato e liberato il 6 novembre intorno alle 11 del mattino nel villaggio di Nchekong, nel distretto di Babessi, molto distante dal luogo dove è stato rapito” afferma un comunicato del Ministero delle Comunicazioni del Camerun, che aggiunge che proseguono le ricerche delle persone rapite insieme al Cardinale, ancora in mano ai sequestratori.
Il rapimento del novantenne Cardinale è stato condannato dal Presidente Paul Biya e da tutto le forze politiche.
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AFRICA/CAMERUN - Liberato il Cardinale Tumi, rapito ieri sera

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 13:11
Douala - È stato liberato il Cardinale Christian Tumi, Arcivescovo emerito di Douala, che era stato rapito ieri, 5 novembre, intorno alle 18, sulla strada Bamenda-Kumo . Secondo informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il rilascio del Cardinale era stato in un primo momento annunciato e poi smentito. Probabilmente le trattative per il suo rilascio, subito avviate, hanno richiesto del tempo. Il capo tradizionale Fon Sehm Mbinglo II e altre dieci persone che erano state sequestrate con il Cardinale Tumi, sono ancora nelle mani dei rapitori
Nella mattinata di oggi 6 dicembre sono iniziate diverse manifestazioni spontanee di fedeli cristiani del dipartimento, chiedendo la liberazione del Cardinale e del capo tradizionale leader della Nso.
“Abbiamo fede che il Cardinale e gli altri verranno rilasciati sani e salvi. Stiamo cercando tutte le vie possibili per assicurare la loro liberazione. Invitiamo i camerunensi a pregare Dio per questo” aveva affermato Sua Ecc. Mons. George Nkuo, Vescovo di Kumbo, che si era detto ottimista sulla liberazione del Cardinale Christian Tumi. Secondo quanto riferito, altre dodici persone, tra cui il re Fon di Nso, un'autorità morale tradizionale, sarebbero state rapite.
I rapitori sarebbero un gruppo di separatisti "ambazoniani" guidati da un certo "generale Chaomao", un ex pastore che lo avrebbe accusato di "riportare i bambini a scuola". Il 24 ottobre, 8 bambini sono stati uccisi da sospetti aggressori separatisti a Kumba, nel sud-ovest, durante un attacco al loro college, l'Accademia bilingue internazionale Madre Francisca .
Il rapimento del Cardinale Tumi, 90 anni, è stato condannato da molti camerunesi. Questo avviene meno di una settimana dopo che undici insegnanti della Presbyterian Nursery and Primary School sono stati rapiti dal loro campus scolastico a Kumbo.
Il Cardinale è impegnato nella risoluzione della crisi che dal 2016 ha scosso il nord-ovest e il sud-ovest del Camerun, ed ha più volte invitato il governo e i separatisti di lingua inglese a un dialogo inclusivo per una soluzione concertata al conflitto nel nord-ovest e nel sud-ovest del paese.


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ASIA/FILIPPINE - I cattolici si mobilitano per le vittime del tifone Goni

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 12:34
Manila - Si è messa in moto tempestivamente nelle Filippine la "macchina degli aiuti umanitari" della Chiesa cattolica per soccorrere le popolazioni colpite dalla tempesta tropicale Goni, che ha devastato la regione di Bicol e altre parti dell' isola di Luzon. Il super ciclone, iniziato il 1° novembre, ha causato piogge torrenziali, forti inondazioni e smottamenti dalle pendici del vulcano Mayon nella regione di Bicol .
Il Segretariato Nazionale per l'Azione Sociale delle Filippine - organismo che costituisce la Caritas locale - ha rilevato che "il tifone porterà sicuramente maggiore povertà alle nostre comunità gravemente colpite dal tifone, poiché stanno anche combattendo contro gli effetti della pandemia Covid-19", invitando i filippini, e i fedeli all'estero, ad agire "con generosità e compassione di tutti”, come ha detto il Vescovo Jose Colin Bagaforo, Direttore Nazionale di NASSA.
Rivolgendosi alle popolazioni colpite, padre Tony Labiao, ex Segretario esecutivo della Caritas, ha detto: “In questi tempi difficili, portate tutto al nostro Dio. Sappiamo che tanti nel mondo saranno in grado di ascoltare le nostre preghiere e inviare aiuti". Intanto i volontari cattolici e le squadre diocesane di risposta alle emergenze continuano ad assistere le persone, in particolare gli sfollati, che hanno trovato riparo nelle chiese, ha riferito a Fides padre Labiao. “Si prevede che questa calamità aggravi la condizione nelle comunità più povere. Ma con la nostra condivisione possiamo superarla".
Secondo ila National Disaster Risk Reduction and Management Council, il 2 novembre almeno più di due milioni di individui provenienti da 12 regioni sono stati colpiti dal super tifone. Alcune delle città e dei villaggi costieri sono stati sommersi dalle inondazioni e da esondazioni dei fiumi.
Goni, oltre a colpire la regione di Bicol, ha toccato le province di Quezon e Batangas prima di dirigersi verso il Mar Cinese Meridionale. Come misura precauzionale, più di 390.000 persone erano fuggite in luoghi più sicuri, e circa 345.000 si sono rifugiate in vari centri di evacuazione che includono chiese, scuole governative e altri luoghi.
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AFRICA/ETIOPIA - Minaccia di guerra civile, l’appello dei Vescovi cattolici: “Si risolva il conflitto in modo pacifico”

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 12:08
Addis Abeba – “Esortiamo le parti a risolvere le loro divergenze amichevolmente, in uno spirito di rispetto, comprensione e fiducia” chiedono i Vescovi cattolici dell’Etiopia in una dichiarazione sulle tensioni che attraversano il Paese. Il 4 novembre il governo etiope ha dichiarato lo stato di emergenza nello Stato del Tigrai, ordinando un'offensiva militare, dopo che una base militare è stata catturata da forze fedeli al governo regionale del Tigrai. I Vescovi auspicano e pregano “perché le persone vivano nel rispetto, nella concertazione e nel dialogo e lavorino insieme per la prosperità del loro Paese".
"Nonostante gli sforzi dei leader religiosi, degli anziani e di altre parti interessate per disinnescare il conflitto in corso tra la Repubblica federale democratica dell'Etiopia e lo stato regionale del Tigrai, si è avuta un'escalation delle tensioni” nota la dichiarazione. I Vescovi avvertono che “se i fratelli si uccidono, l'Etiopia non guadagnerà nulla. Invece ciò porterà il Paese al fallimento e non gioverà a nessuno” e invitano “gli etiopi a non prendere alla leggera il conflitto", aggiungendo che "tutti dovrebbero prenderlo sul serio e contribuire alla causa della riconciliazione, rafforzare l'unità nazionale e garantire pace e sicurezza”.
Il 26 settembre, aggressori armati hanno ucciso almeno 15 persone in un assalto prima dell'alba nella zona di Metekel, nella regione di Benishangul-Gumuz, nell'Etiopia occidentale. All'inizio di settembre nella stessa regione al confine con il Sudan, in altri due assalti, hanno provocato l'uccisione di civili e costretto almeno 300 persone a lasciare le loro case.
La Chiesa cattolica etiope condanna fermamente lo sfollamento in corso e l'uccisione di persone innocenti in varie parti del Paese: "L'orribile massacro dei nostri fratelli e sorelle innocenti ha lasciato la nostra Chiesa profondamente rattristata”. I Vescovi concludono esortando “tutti i cattolici in Etiopia e nel mondo a guardare più da vicino la situazione nel nostro Paese e a pregare per la pace e la riconciliazione”


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EUROPA/SVIZZERA - “I bambini hanno bisogno del nostro aiuto”: i Cantori della Stella proseguono il loro impegno con creatività e flessibilità

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 11:48
Friburgo - “I bambini hanno bisogno del nostro aiuto. Non dimentichiamoli!” è l’esortazione con cui i Cantori della Stella dell’Infanzia Missionaria si apprestano a iniziare la loro annuale attività solidale secondo i criteri della flessibilità e della creatività. Questa quindicesima edizione dell’attività missionaria nella Svizzera romanda, che si svolgerà come sempre durante il periodo dell'Avvento e dell'Epifania, dovrà infatti adattarsi alla situazione determinata dalla pandemia di Covid-19. Come riporta la nota inviata all’Agenzia Fides, la direzione nazionale di Missio ha fornito agli animatori un elenco di raccomandazioni per agire nel rispetto delle linee guida sulla salute emanate dalle autorità sanitarie federali, dalla diocesi e dal loro cantone.
"Noi di Missio siamo consapevoli che le misure raccomandate richiedono ulteriori sforzi da parte degli Animatori dei Cantori della Stella e dei gruppi di bambini. Ma, con la creatività, l'azione dei Cantori porterà, in un modo o nell'altro, gioia in questo periodo cupo” spiega Nadia Brügger, di Missio-Ragazzi, che coordina l'azione nella Svizzera romanda. E’ stata anche realizzata una guida per gli Animatori dei gruppi dei Cantori, con una serie di raccomandazioni tenendo conto dei diversi contesti possibili. "L'obiettivo è che i Cantori della Stella possano svolgere la loro attività in conformità con le linee guida sulla salute, e con flessibilità e creatività. Proponiamo, ad esempio, di recitare la benedizione sotto le finestre delle case, di raccogliere le offerte con una rete da pesca o attraverso carte bancarie piuttosto che in un salvadanaio” aggiunge Nadia Brügger.
Esiste anche un "piano B" nel caso in cui sia impossibile ai Cantori andare di porta in porta, sfruttando gli strumenti digitali: oltre alla raccolta delle donazioni tramite un codice QR TWINT, sarà disponibile anche un “Tour online” dei Cantori della Stella. Le donazioni raccolte andranno a favore di due progetti di aiuto ai bambini, sostenuti da Missio in Guinea, e finanzierà anche altri progetti in Africa, Asia, Oceania e America Latina. “La situazione dei bambini in alcuni paesi è peggiorata negli ultimi mesi a causa del lockdown e delle conseguenze economiche. Hanno bisogno del nostro supporto più che mai. Non dimentichiamoli" conclude Nadia Brügger.
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AFRICA/EGITTO - “Diffide” copte contro le strumentalizzazioni politiche: alle elezioni la Chiesa non sponsorizza nessun candidato

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 11:32
Sohag – Nella arcidiocesi copta ortodossa di al Balayna ci sono persone che fanno propaganda politica affermando di aver avuto dalle autorità ecclesiastiche l’incarico si suggerire agli elettori quale candidato votare alle elezioni politiche in corso. “Ma questo non ha alcun fondamento, e l’arcidiocesi non mai affidato a nessuno un simile mandato. Noi ci atteniamo alle istruzioni di Papa Tawadros, e incoraggiamo semplicemente gli elettori a esercitare il proprio diritto di voto, senza esprimere alcuna indicazione di voto a favore di singoli candidati”. E’ una chiara diffida contro le strumentalizzazioni politiche quella diffusa dall’arcidiocesi copta ortodossa di Al Balayna, nel governatorato egiziano di Sohag, su indicazione del Vescovo Wissa, mentre per gli abitanti di quel territorio si avvicina il momento di prendere parte all’articolato processo di raccolta dei voti delle elezioni parlamentari egiziane del 2020. La Chiesa – si legge in un comunicato diffuso dall’arcidiocesi copta ortodossa – “non ha disposizioni da dare a favore di qualche soggetto politico specifico, e invita semplicemente tutti a esprimere il proprio voto a favore del candidato ritenuto migliore”.
La messa in allerta contro strumentalizzazioni politiche diffusa dall'arcidiocesi copta ortodossa di al Balanya non rappresenta un’eccezione: anche altri Vescovi e altre diocesi, in tutto l’Egitto, hanno rilanciato con interventi e comunicati ad hoc la scelta della equidistanza da candidati e Partiti in lizza per le elezioni politiche, linea che in questa tornata elettorale è stata indicata dal Patriarcato copto ortodosso con particolare vigore. Negli ultimi giorni anche Anba Angelos, Vescovo copto ortodosso di Shubra , insieme all’assemblea diocesana dei sacerdoti, ha emesso un comunicato per diffidare tutti i militanti e i propagandisti dal diffondere “false dichiarazioni” sul sostegno elettorale offerto dalla Chiesa copta ortodossa a candidati o Partiti.
Le votazioni per scegliere i membri della Camera dei Rappresentanti nelle diverse aree del Paese, svoltesi in fasi diverse, dovrebbero concludesti domenica 8 novembre. Alle precedenti elezioni parlamentari del 2015 – riferisce CoptsToday – 36 seggi dei 568 a disposizione erano stati assegnati a candidati copti ortodossi. .
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AFRICA/CAMERUN - Rapito il Cardinale Tumi, impegnato nella risoluzione pacifica del conflitto nelle regioni anglofone

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 11:05

Douala – “Abbiamo fede che il Cardinale e gli altri verranno rilasciati sani e salvi. Stiamo cercando tutte le vie possibili per assicurare la loro liberazione. Invitiamo i camerunensi a pregare Dio per questo” ha affermato Sua Ecc. Mons. George Nkuo, Vescovo di Kumbo, che si dice ottimista sulla liberazione di Sua Eminenza il Cardinale Christian Tumi, Arcivescovo emerito di Douala, che è stato rapito ieri, 5 novembre intorno alle 18 sulla strada Bamenda-Kumo . Secondo quanto riferito, anche altre dodici persone, tra cui il re Fon di Nso, un'autorità morale tradizionale, sarebbero state rapite.
I rapitori sarebbero un gruppo di separatisti "ambazoniani" guidati da un certo "generale Chaomao", un ex pastore che lo avrebbe accusato di "riportare i bambini a scuola". Il 24 ottobre, 8 bambini sono stati uccisi da sospetti aggressori separatisti a Kumba, nel sud-ovest, durante un attacco al loro college, l'Accademia bilingue internazionale Madre Francisca
Il rapimento del cardinale Tumi, 90 anni, è stato condannato da molti camerunesi. Questo avviene meno di una settimana dopo che undici insegnanti della Presbyterian Nursery and Primary School sono stati rapiti dal loro campus scolastico a Kumbo.
Il Cardinale è impegnato nella risoluzione della crisi che dal 2016 ha scosso il nord-ovest e il sud-ovest del Camerun, ed ha più volte invitato il governo e i separatisti di lingua inglese a un dialogo inclusivo per una soluzione concertata al conflitto nel nord-ovest e nel sud-ovest del paese.
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AMERICA/BRASILE - Cinque anni dopo il disastro della diga a Mariana la popolazione attende ancora giustizia

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 09:46
Mariana – Nel pomeriggio del 5 novembre 2015 cedette la diga della miniera di ferro Fundão a Mariana, causando 19 morti e 50 feriti, la distruzione di innumerevoli abitazioni. Il mare di fango tossico ha devastato il Rio Doce e ha raggiunto l'oceano a Espàrito Santo. Sono passati 5 anni e i responsabili della tragedia non sono stati processati. Nel 2019 il reato di omicidio è stato ritirato dal processo. I morti causati dalla rottura della diga sono stati considerati dalla Giustizia come conseguenza dell'inondazione causata dalla rottura. Durante questo periodo, le comunità distrutte non sono state ricostruite e non ci sono ancora risposte per il recupero dell'ambiente.
Nel quinto anniversario di questa tragedia, Mons. Vicente de Paula Ferreira, Vescovo ausiliare di Belo Horizonte e Segretario esecutivo della Commissione speciale per l'estrazione mineraria e l'ecologia integrale della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile , ha ribadito: "In questa data, vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutte le persone colpite e il nostro impegno per la Casa Comune".
Secondo la nota della CNBB pervenuta a Fides, la Commissione approva gli importanti punti espressi della “Lettera denuncia delle persone di Mariana colpite dalla diga di Fundão”, con cui la Caritas sviluppa un lavoro di partenariato: "Chiediamo: a) la restituzione del diritto ad un alloggio dignitoso, compresa la conservazione dei modi di vita, delle comunità distrutte, come le comunità tradizionali; b) una compensazione economica, pur sapendo che alcuni diritti lesi sono irreparabili; c) riaffermiamo anche la riabilitazione medica, psichica, economica e sociale degli individui e delle comunità; d) sostegno all'indennizzo equo per le perdite e i danni materiali e immateriali".
La Commissione Mineraria della CNBB, secondo Mons. Vicente de Paula Ferreira, spera che non si ripetano disastri criminali della stessa natura, e oltre alle misure di conservazione, di ripristino dell'onore, della cultura e della memoria delle persone, venga anche “una richiesta pubblica di perdono, che non è ancora stata fatta, in modo che ci sia giustizia". "Vogliamo rinnovare il nostro impegno per una vera conversione ecologica – conclude - , sosteniamo tutti coloro che sono vittime di tali crimini atroci, come ha detto Papa Francesco nell'enciclica ‘Fratelli tutti’, affinché possiamo passare da una cultura che uccide a una cultura di fraternità e di amicizia sociale".
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AMERICA/HONDURAS - Appello dei Vescovi per le disastrose conseguenze dell’uragano

Fides IT - www.fides.org - sex, 06/11/2020 - 08:50
Tegucigalpa – La Conferenza episcopale dell'Honduras ha lanciato un appello chiedendo solidarietà per le pesanti conseguenze che il fenomeno tropicale Eta sta lasciando nel Paese, dopo aver già provocato ingenti danni materiali e ucciso otto persone.
Con l’invocazione "Il nostro aiuto è nel nome del Signore, che ha fatto il cielo e la terra" si apre l'ampio documento diffuso dai Vescovi dell'Honduras, pervenuto a Fides, in cui i Pastori della Chiesa cattolica esortano la popolazione a non correre rischi e a seguire le indicazioni delle autorità governative, al fine di evitare ogni tipo di disgrazia.
Inoltre, in mezzo a questa emergenza meteorologica, esortano a non dimenticare il Covid.19, che è ancora presente, con un rischio di contagio molto alto.
"Per quanto possibile, prestiamo l’attenzione necessaria per rispettare le disposizioni di base sulla biosicurezza" afferma il testo. I Vescovi ringraziano quindi i parroci per la cura pastorale che stanno prestando alle comunità e chiedono di aumentare il loro impegno in queste difficili circostanze, insieme alle équipe della pastorale sociale, per conoscere i disastri che l'uragano sta producendo nelle loro parrocchie.
Con il suo passaggio in Honduras, Eta lascia una distruzione impressionante: 6 fiumi esondati e 2 porti chiusi perché distrutti, La Ceiba e Tela, oltre ad una ingente numero di case distrutte completamente, strade di città trasformate in fiumi, valanghe precipitate sulle strade all'interno del paese.

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AFRICA/EGITTO - Elogi USA alla politica religiosa dei leader egiziani

Fides IT - www.fides.org - qui, 05/11/2020 - 12:01
Il Cairo – Il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi “ha preso tante iniziative nel campo della libertà religiosa, ha affermano che tutti gli egiziani sono cittadini con pari diritti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, e ha fatto cose che non avevamo mai visto in Egitto, come incrementare la costruzione di chiese”. E’ questo il giudizio lusinghiero sull’attuale leadership politica egiziana espresso in un’intervista televisiva da Samah Norquist, attuale primo consigliere sulla questione della libertà religiosa per la United States Agency for International Development . Le considerazioni espresse dall’alta funzionaria di USAID giungono al termine della visita compiuta in Egitto da una delegazione della Agenzia governativa USA, fondata nel 1965 dal Presidente John Fitzgerald Kennedy come strumento multifunzionale di sostegno delle politiche internazionali statunitensi per lo sviluppo e il potenziamento delle società democratiche. Durante la visita della delegazione USAID in Egitto, il Primo Consigliere ha elogiato e ringraziato al Sisi anche per la costruzione della “chiesa dei martiri”, dedicata ai copti trucidati in Libia, sottolineando che attualmente in Egitto nessun gruppo di fede subisce forme di persecuzione religiosa.
Durante il mandato dell’attuale Amministrazione USA, guidata da Donald Trump, ha dato disposizione alle agenzie federali di lavorare fianco a fianco con gruppi religiosi e organizzazioni private sui temi della libertà religiosa, indicata come “principio” da integrare nella politica estera USA, volta alla tutela e al consolidamento della sicurezza nazionale. .
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - I leader religiosi di Yamoussoukro invitano alla calma dopo i disordini post elettorali

Fides IT - www.fides.org - qui, 05/11/2020 - 11:20
Yamoussoukro - “Ultimamente la nostra città di Yamoussoukro ha conosciuto ore buie, ore tristi, ore che hanno fratturato la coesione sociale. In nome di Dio, il padre di ogni misericordia, vi invito fratelli e sorelle ad accogliere la parola di Dio che ci afferma che gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio” ha affermato ieri, 4 novembre, p. Hervé Djessou, Vicario generale della diocesi di Yamoussoukro nel suo discorso a nome della Chiesa cattolica locale alla popolazione della capitale politica della Costa d'Avorio a seguito delle recenti manifestazioni avvenute nella città dopo le elezioni presidenziali del 31 ottobre.
Una situazione che non ha lasciato indifferenti i leader religiosi che, con una sola voce, hanno invitato tutti a calmarsi, a mettere a tacere le liti e ad evitare ogni confronto interreligioso o comunitario e a favorire la pace, la coesione sociale e la sicurezza di tutti.
A sua volta, la comunità musulmana di Yamoussoukro, ha invitato l'intera popolazione, in particolare i giovani, a restare vigili di fronte alle voci che incitano alla tensione.
“Chiediamo a tutta la popolazione di Yamoussoukro di calmarsi e di non cedere alle provocazioni perché la religione ci chiede di praticare la pace e la coesione sociale e di promuovere la pace; Chiediamo ai giovani di Yamoussoukro di stare attenti alle voci che circolano sulla situazione socio-politica; siamo tutti vigili e tolleranti” afferma un comunicato del Consiglio Superiore degli Imam di Yamoussoukro, letto dal suo segretario, Issouf Sylla.
Il giorno dopo le elezioni presidenziali in Costa d'Avorio, ad Abidjan, la capitale economica ivoriana, sono scoppiati incidenti che hanno causato enormi danni materiali e perdite di vite umane. Quattro persone della stessa famiglia sono morte nell'incendio della loro casa durante i disordini domenica a Toumodi, a una quarantina di chilometri da Yamoussoukro , il giorno dopo le elezioni presidenziali in Costa d'Avorio.
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AFRICA/KENYA - La Chiesa, preoccupata per l’aumento delle violenze di genere, promuove corsi di formazione per le famiglie

Fides IT - www.fides.org - qui, 05/11/2020 - 10:32
Nairobi – “La famiglia è uno dei valori più preziosi che la Chiesa detiene e promuove. Se le cose vanno bene in famiglia, la società prospererà. Se le cose iniziano ad andare male a livello familiare, la società ne sarà influenzata. Dio ha voluto che, come prima unità della società, la famiglia fosse un luogo di santità, comunione e amore " afferma Sua Ecc. Mons. John Oballa Owaa, Vescovo di Ngong, rivolgendosi ai Coordinatori della vita familiare della sua diocesi che hanno partecipato al seminario di formazione sulla prevenzione della violenza familiare.
Il corso di formazione è stato organizzato dall’Ufficio per la pastorale familiare della Conferenza Episcopale del Kenya , ed è il primo di una serie di corsi di formazione pianificati nelle diocesi cattoliche in Kenya per affrontare la l’esplosione dei casi di violenza di genere e familiare a seguito della pandemia di Covid-19.
Mons. Owaa, ha detto che la Chiesa cattolica è profondamente preoccupata per l’aumento della violenza nelle famiglie e ha invitato le coppie ad abbracciare la compassione e l'amore l'uno per l'altra.
"La parola di Dio può guarire la nostra rabbia, intolleranza e tendenza alla violenza in modo che possiamo iniziare a trattarci l'un l'altro con amore e misericordia in tutte le situazioni, specialmente quelle nelle quali viviamo” sottolinea il Vescovo. “Credo che diamo spazio all'intolleranza e alla violenza quando iniziamo a fare calcoli egoistici. Quando le persone fanno questo, danno spazio alla discordia e all’amarezza".
Mons. Owaa ha invitato i coordinatori a sforzarsi per avere famiglie modello e di essere esempi che gli altri possano emulare: "Vi invito a riflettere se siete l'uomo o la donna, il marito o la moglie, il padre o la madre, che dovreste essere. Dio ha aspettative su di voi, come anche la Chiesa ha aspettative su di voi".
"Se tutte le famiglie capissero il ministero della Chiesa, la violenza di genere non avrebbe alcun posto nella società" ha sottolineato Mons. Oballa. “Se tutti vedessero in ogni essere umano, un figlio di Dio, la violenza di genere sarebbe inesistente. Per favore, uscite e siate ambasciatori dell'amore e della pace di Dio ".
Il Vescovo ha esortato i coordinatori a non temere di essere pochi, ricordando che Gesù aveva solo 12 Apostoli, ma il messaggio di salvezza oggi ha raggiunto le estremità del mondo. “Avete solo bisogno di poche persone che capiscano il messaggio e siano convinte di poterlo trasmettere e influenzare gli atteggiamenti e le abitudini degli altri".
Secondo il Kenya National Bureau of Statistics il 23,6% dei kenioti ha assistito o è venuto a conoscenza di casi di violenza domestica nelle loro comunità dall'introduzione delle misure di contenimento del Covid-19. Il telefono di assistenza nazionale per le vittime di genere ha ricevuto 810 denunce a settembre rispetto ai 646 casi ad agosto, con un aumento del 25%. Tutti i casi hanno ricevuto servizi di pronto soccorso psicosociale e di riferimento.
Uno studio condotto dal Ministry of Health and Population Council ha mostrato che il 39% delle donne e il 32% degli uomini stavano vivendo tensioni nelle loro case.
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AMERICA/REP.DOMINICANA - Mese della famiglia: "Con Cristo, difendendo la vita"

Fides IT - www.fides.org - qui, 05/11/2020 - 10:30
Santo Domingo – Gli organizzatori della marcia nazionale "Un paso por mi Familia", promossa dai cattolici nella Repubblica Dominicana, invitano a partecipare alle attività per tutto il mese di novembre, dichiarato “Mese della famiglia” con decreto nazionale dal 1971, al fine di promuovere la difesa della vita e della famiglia. Dal 2012 la Commissione nazionale per la Famiglia organizza la marcia, per richiamare l’attenzione sui valori della famiglia e sulla necessità di lottare per la stabilità familiare nella Repubblica Dominicana attraverso una serie di attività organizzate nel mese di novembre .
L'iniziativa ormai riunisce ogni anno decine di migliaia di persone, laici e religiosi, costituendo la manifestazione più massiccia del paese, per cui viene organizzata da ogni diocesi per il proprio territorio. Quest'anno, all'insegna dello slogan "Con Cristo, difendendo la vita" la marcia vuole promuovere la difesa della vita attraverso i valori dell’amore, dell’unità, della solidarietà, della fede e della speranza.
A causa delle restrizioni decretate dal governo per prevenire la diffusione del Covid-19, quest’anno il programma prevede attività soprattutto virtuali, solo alcune in presenza, nel rispetto delle misure di biosicurezza. Ogni lunedì, fino al 16 novembre, verranno pubblicati articoli sui media per promuovere i valori della famiglia. Il 17 novembre ci sarà un incontro in presenza allo Stadio Quisqueya. Il 18 novembre tutti sono invitati ad unirsi al “Rosario virtuale per la famiglia” alle ore 20. Il 19 novembre è prevista una tavola rotonda sui temi sulla famiglia. Il 20 novembre alle 20 sarà offerto un concerto con la partecipazione di artisti cattolici.
Sabato 21 novembre, una "Messa per la famiglia" sarà presieduta dall'Arcivescovo di Santo Domingo, Mons. Francisco Ozoria, accompagnato dai Vescovi ausiliari e dai sacerdoti. Domenica 22 novembre si celebreranno le sante Messe e si terrà una marcia, rispettando il protocollo sanitario. Lo stesso giorno, alle ore 12, il Santissimo Sacramento benedirà i fedeli da un elicottero che sorvolerà la città.
Tutte le attività saranno trasmesse sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di "Un paso por mi Familia", e su quello del Vicariato episcopale per la famiglia e la vita. Inoltre saranno trasmesse dalle emittenti cattoliche ufficiali di TeleVida e VidaFM.
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