In una situazione di grandi difficoltà e carenze, aggravate dall’emergenza Coronavirus, la Comunità di Yopougon continua ad accompagnare le persone


L’epidemia cade in un periodo già complicato per Yopougon (comune che conta più di 2 milioni di abitanti) dal punto di vista sanitario. Lo scorso novembre sono stati chiusi l’ospedale e il centro di salute materno-infantile della città per ragioni di ristrutturazione e rinnovo delle misure di sicurezza. Gli altri piccoli centri medici presenti nella zona sono pochi e non dispongono delle necessarie misure di sicurezza e protezione per affrontare l'emergenza sanitaria dovuto alla diffusione del Covid-19.

 

La popolazione vive tra la confusione e la paura, varie ne sono le cause.

  • La sfiducia nei confronti delle autorità politiche che non forniscono le informazioni necessarie per conoscere e affrontare il virus.
  • La carenza di educazione igienico sanitaria che non permette la percezione chiara dell’emergenza.
  • L’assuefazione alle malattie mortali quali il colera e la malaria, con le quali si è abituati a convivere.
  • La mancanza d’acqua che non permette di rispettare le indicazioni di pulizia e igiene personale.
  • La difficoltà di “stare in casa”, in abitazioni precarie con il tetto in lamiera. Spesso le persone vivono in “corti” familiari dove ciascun nucleo familiare ha la propria stanzetta ma vi è un solo bagno in comune per 8 famiglie.

 

 

La vita della missione continua

Le attività pastorali che prevedono grandi aggregazioni di persone sono state sospese, ma sono stati autorizzati i ritrovi di preghiera, con numeri limitati di persone, presso i quartieri. Le ECB (comunità ecclesiali di base), continuano quindi a incontrarsi, sostenute dai missionari che forniscono loro i contenuti per le attività di evangelizzazione.

 

La biblioteca della parrocchia, che dispone di ampi spazi, è rimasta aperta per consentire agli studenti un luogo adeguato dove studiare.

Le attività nei centri medici hanno subito varie modifiche di carattere strutturale e organizzativo, al fine di garantire il lavoro in sicurezza per gli operatori e tutelare al meglio la salute dei pazienti malati di malaria e febbre tifoidea.

 

Le attività della Caritas parrocchiale sono state rafforzate per dare sostegno alimentare e sanitario alle famiglie già in difficoltà.

Per quanto riguarda le attività di sostegno alle microimprese, si sta continuando ad aiutare chi già si stava accompagnando ma, per il momento, non si stanno avviando nuovi aiuti.

 

Continuano le attività a favore dei bambini malnutriti e donne in gravidanza: i bambini sono accolti settimanalmente nel centro medico, mentre le donne ci vanno in caso di bisogno o per visite programmate. Si mantengono anche i contatti “a distanza” con i bambini e le donne in cura per assicurarsi della loro salute.

 

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