"L'Assunzione" - Icona missionaria della Comunità Missionaria di Villaregia

Il 15 agosto la Chiesa celebra l’Assunzione di Maria Santissima. Come possiamo vivere nella gioia questa festa mariana? Ecco alcuni suggerimenti contenuti nelle catechesi di Benedetto XVI e Francesco


1. RALLEGRARSI, PERCHÉ IN DIO C’È POSTO PER NOI

Ascoltiamo Benedetto XVI: “Vorrei soffermarmi su un aspetto dell'assunzione alla gloria celeste di Maria. Noi tutti oggi siamo ben consapevoli che col termine «cielo» non ci riferiamo ad un qualche luogo dell’universo, a una stella o a qualcosa di simile: no. Ci riferiamo a qualcosa di molto più grande e difficile da definire con i nostri limitati concetti umani. Con questo termine «cielo» vogliamo affermare che Dio, il Dio fattosi vicino a noi, non ci abbandona neppure nella e oltre la morte, ma ha un posto per noi e ci dona l’eternità; vogliamo affermare che in Dio c’è un posto per noi.

Per comprendere un po’ di più questa realtà guardiamo alla nostra stessa vita: noi tutti sperimentiamo che una persona, quando è morta, continua a sussistere in qualche modo nella memoria e nel cuore di coloro che l’hanno conosciuta ed amata. Potremmo dire che in essi continua a vivere una parte di questa persona, ma è come un’«ombra» perché anche questa sopravvivenza nel cuore dei propri cari è destinata a finire.

Dio invece non passa mai e noi tutti esistiamo in forza del Suo amore. Esistiamo perché egli ci ama, perché egli ci ha pensati e ci ha chiamati alla vita. Esistiamo nei pensieri e nell’amore di Dio. Esistiamo in tutta la nostra realtà, non solo nella nostra «ombra». La nostra serenità, la nostra speranza, la nostra pace si fondano proprio su questo: in Dio, nel Suo pensiero e nel Suo amore, non sopravvive soltanto un’«ombra» di noi stessi, ma in Lui, nel suo amore creatore, noi siamo custoditi e introdotti con tutta la nostra vita, con tutto il nostro essere nell’eternità”.


2. VIVERE LE AZIONI QUOTIDIANE IN UNIONE TOTALE CON GESÙ

L’esistenza della Madonna si è svolta come quella di una comune donna del suo tempo: pregava, gestiva la famiglia e la casa, frequentava la sinagoga... ma ogni azione quotidiana era sempre compiuta da lei in unione totale con Gesù (Papa Francesco, Angelus del 15 agosto 2018).

Il culmine di questa unione quotidiana fu ai piedi della Croce del Figlio. Scegliendo di vivere ogni attività ed evento in unione con Gesù, sperimentiamo anche noi la presenza di Gesù e di Maria al nostro fianco e coltiviamo un rapporto di intensa amicizia e amore con loro.

 


3. LODARE DIO PER E CON IL NOSTRO CORPO

La festa di oggi ci mostra che Dio vuole salvare l’uomo intero, cioè salvare anima e corpo. I filosofi greci disprezzavano il corpo – considerato prigione dell’anima – e non concepivano che Dio avesse disposto che anche il corpo dell’uomo fosse unito all’anima nella beatitudine celeste. Il nostro corpo, trasfigurato, sarà lì. Questo – la «risurrezione della carne» – è un elemento proprio della rivelazione cristiana, un cardine della nostra fede.


4. SERVIRE NELLA GIOIA

L’Assunzione di Maria ci ricorda che siamo chiamati a servire e glorificare Dio con tutto il nostro essere, anima e corpo. Servire Dio soltanto con il corpo sarebbe un’azione da schiavi; servirlo soltanto con l’anima sarebbe in contrasto con la nostra natura umana.

Un grande padre della Chiesa, verso gli anni 220, Sant’Ireneo, afferma che «la gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo consiste nella visione di Dio» (Contro le eresie, IV, 20, 7).

Se avremo vissuto così, nel gioioso servizio a Dio, che si esprime anche in un generoso servizio ai fratelli, il nostro destino, nel giorno della risurrezione, sarà simile a quello della nostra Madre celeste. Ci sarà dato, allora, di realizzare pienamente l’esortazione dell’apostolo Paolo: «Glorificate Dio nel vostro corpo!» (1Cor 6,20), e lo glorificheremo per sempre in cielo.