Dal 4 al 6 dicembre, i giovani del GimVi, Gruppo di impegno missionario, di Pordenone hanno vissuto un ritiro dal titolo “Beati i miti, perché erediteranno la terra”.

Attraverso temi, dinamiche, riflessioni e momenti di condivisionei giovani si sono addentrati in questa beatitudine, alla scoperta della mitezza e di tutte le sue varie sfaccettature.
Cos'è la mitezza? Chi è la persona mite? Come possiamo fare nostra questa beatitudine nella vita di tutti i giorni? Questi e molti altri sono stati i quesiti proposti ed ai i ragazzi presenti hanno cercato di dare una risposta.

Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”. Gesù chiede di guardare a Lui per imparare ad affrontare con mitezza le situazioni di conflitto in cui inevitabilmente ci si imbatte tutti i giorni. Ma la mitezza non implica il farsi sopraffare dagli altri o dagli eventi: il mite non è il debole, non è quello che si fa mettere “i piedi in testa” ... è piuttosto colui che sceglie l'amore per convinzione e non per rassegnazione, colui che è comprensivo, benevolo ed accogliente anche nei confronti del proprio nemico.

Per comprendere meglio cos'è la mitezza, è importante capire e conoscere come, di fronte ad una situazione, ognuno di noi reagisce in maniera diversa e come questa diversità può causare attriti e conflitti all'interno di una relazione, di una famiglia, di un'amicizia o di un gruppo. Ed è proprio nelle situazioni di attrito e di conflitto che la persona ha l'opportunità di mettere in campo la mitezza, decidendo di evitare lo scontro e la chiusura nei confronti di una diversità, che non può essere altro che ricchezza.

E in una società sempre più intrisa di chiusura, violenza, paura del diverso ed egoismo, l'augurio che i giovani si sono fatti reciprocamente è quello di riuscire a vivere la vita e le relazioni facendo tesoro dell'insegnamento di Gesù, così “datato” ma tremendamente attuale.