Giovedì 29 ottobre 2015 don Alberto Brignoli, sacerdote fidei donum in Bolivia, collaboratore con Missio e con la CEI, attualmente parroco nella diocesi di Bergamo, ha concluso il ciclo di incontri dell'ottobre missionario, affrontando il tema della missionarietà ad gentes in Italia. Alla luce del IV Convengo Missionario Nazionale di Sacrofano 2014, il relatore ha esordito ponendo ai presenti il quesito su chi in Italia potrebbe essere considerato destinatario dell’annuncio evangelico, secondo la definizione “ad gentes”.

Non bisogna dimenticare che la dimensione missionaria della fede va anzitutto estesa a coloro che ci vivono vicino. Ciò vale sia nelle piccole realtà rurali come nelle grandi città. I verbi che risuonano più fortemente ragionando di missionarietà della Chiesa sono uscire, raggiungere le periferie, accogliere tutti, narrare l’esperienza missionaria, incontrare, condividere, denunciare le ingiustizie, fare rete e condividere le ricchezze con le povertà degli altri fratelli. 
Certo, in Italia la realtà ecclesiale è multiforme, ogni contesto locale deve trovare il modo di declinare questi concetti fattivamente e con libertà da schemi e pregiudizi, per cogliere i disagi e i problemi delle persone del nostro tempo, per farci prossimi, per essere canali della Misericordia di Dio.  
Per rendere viva la missione in Italia è auspicabile anche una formazione adeguata, anche esperienziale, sia per il clero che per i laici, oltre ad un rinnovamento profondo, che renda le nostre chiese e le nostre canoniche luoghi realmente aperti, capaci di un’accoglienza pronta, sollecita, che faccia risplendere il volto della Chiesa universale.