All’interno del ciclo di incontri del mese missionario, Dalla parte del povero, giovedì 15 ottobre 2015 il Vescovo della diocesi di Concordia Pordenone, Mons. Giuseppe Pellegrini, ha tenuto un incontro per tutti i membri della Comunità Missionaria sul tema della missione ad gentes.

La sua riflessione a preso spunto da una domanda ben precisa: “A partire dal carisma della CMV legato alla missionarietà ad gentes, in che modo e misura i missionari, gli sposati missionari e i membri aggregati sono chiamati ad animare missionariamente il territorio?"
La risposta del Vescovo  si è incentrata sull’esortazione a non concentrarsi unicamente sui poveri lontani, perché ciò implicherebbe il rischio di una chiusura asfittica e spiritualmente sterile. È importante occuparsi dei lontani, ma contemporaneamente, concretamente, anche dei vicini, che ci danno la misura della nostra carità e del nostro personale impegno nel servizio dell’evangelizzazione. Come? Con l’accoglienza della diversità, che non ha ragione di essere temuta in quanto ricchezza, con il dialogo, il confronto con chi ci ritroviamo accanto.
La nostra missionarietà, come quella di ogni cristiano, implica il compito di contribuire, inoltre, a formare e diffondere in modo peculiare una sensibilità per i bisogni dell’uomo di oggi, nessuno escluso, e a tal fine tra i destinatari privilegiati vi sono in primis i bambini e i giovani: questo è ciò che concorrerebbe a creare un nuovo stile di vita, una nuova cultura, aperta e solidale.
L’auspicio per ciascuno dei presenti è stato perciò quello di generare fermento missionario nel proprio ambito territoriale di vita: una Chiesa, ovunque sia rappresentata, non può che essere gioiosamente viva e quindi missionaria.
Tutti hanno accolto con profonda gratitudine le parole di Mons. Pellegrini, che ancora una volta ha manifestato anche per la Comunità la sua sollecitudine di padre e pastore.