Maria Rosa Testa, classe 1937, è una missionaria della Comunità Missionaria di Villaregia. Una vita intera dedicata al Signore e alla Comunità. Nelle prossime settimane, per lei, inizia una nuova avventura che mai avrebbe immaginato di vivere: partire di nuovo per la missione, destinazione la missione CMV a Belo Horizonte in Brasile! Una scelta che Maria Rosa ha fatto con il cuore accettando la proposta di p. Amedeo Porcu, presidente della Comunità, di intraprendere di nuovo la strada della missione.


Maria Rosa partirà martedì 12 dicembre 2017. Domenica 10 dicembre alle ore 15.30 è in programma, presso i locali della Comunità a Villaregia di Porto Viro (Rovigo), la celebrazione della Santa Messa di invio, alla quale parteciperà la Comunità e tanti amici.

In questa intervista Maria Rosa sceglie di raccontarsi condividendo anche la sua vocazione missionaria e i desideri nella prospettiva di questa nuova esperienza missionaria.


Maria Rosa, raccontaci un po’ di te

"Sono nata a Mantova nel 1937, ultima di sette figli. Purtroppo ho perso la mamma quando avevo solo due anni. La mia famiglia era molto povera, ma ricca di valori cristiani. La condivisione, ad esempio, era all’ordine del giorno. Nonostante la difficile situazione economica sono riuscita a conseguire la licenza magistrale. A 18 anni sono arrivate le prime domande e i dubbi sulla mia scelta di vita. Sposarsi era certamente la via più semplice, ma sentivo di non provare un amore particolare nei confronti di un ragazzo che mi voleva bene…".
 

 
Maria Rosa (in basso a sinistra) insieme alla sua famiglia 


Raccontaci della tua famiglia…

"I miei genitori si sono conosciuti poco prima che papà partisse per la Prima Guerra Mondiale. Dopo un anno di servizio è stato ferito gravemente e per puro miracolo si è salvato. Gli è però stato amputato il braccio destro e due dita della mano sinistra. In famiglia, dopo la morte della mamma, eravamo cinque sorelle (Anna, Maria, Antonia, Giulietta ed io) e due fratelli (Giuseppe e Giovanni) con papà, nonno e due zii. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, mio papà ha sofferto molto ricordando gli orrori della precedente guerra vissuta in prima linea. La notte, durante i bombardamenti, ci proteggeva come poteva, scappavamo tutti insieme nei rifugi sotto le chiese. C’era tanto amore nella nostra famiglia ed eravamo molto uniti".

Come hai conosciuto Dio?

"Certamente grazie alla mia famiglia e alla vita di parrocchia. Ho fatto parte dell’Azione Cattolica sino alla scelta di entrare in convento a 18 anni. Sono stata anche catechista. Ho sempre sentito la vicinanza di Dio attraverso i poveri e proprio la povertà mi ha aiutato a scoprire la bontà di Dio. Ho sempre creduto nel Suo amore per me e grazie a questo rapporto con Dio è nata la mia vocazione".
 


A sinistra Maria Rosa, a 30 anni,  suora presso l’Istituto Suore della Riparazione dedicato al Sacro Cuore di Gesù e di Maria. Nella foto a destra mentre gioca con una nipotina.


Come hai "scoperto" che Dio ti chiamava alla vita missionaria come consacrata?

"Ho compreso, con l’aiuto di un amico sacerdote, che il cammino della mia vita doveva prendere una  direzione. Due erano le possibilità: diventare suora contemplativa oppure scegliere la missione. Due amori sullo stesso livello, ma dove Dio mi voleva? Poi ho scoperto una congregazione di suore che aveva sia la dimensione missionaria che l’adorazione continua. Sono quindi entrata in convento, a Milano, all’Istituto Suore della Riparazione dedicato al Sacro Cuore di Gesù e di Maria. In quella congregazione, nella quale ho vissuto per 33 anni, ho provato quindi anche la gioia della missione: sono stata infatti in Kenya, per 3 anni, come missionaria. Poi purtroppo mi sono ammalata e sono rientrata in Italia; guarita dai reumatismi e dalla malaria, sono ripartita, questa volta per il Brasile e vi sono rimasta 14 anni".
 

 
Maria Rosa (la terza da sinistra) in viaggio sulla nave verso il Kenya


Come hai conosciuto la Comunità Missionaria di Villaregia?

"Ho conosciuto la Comunità nel mio periodo di missione in Brasile perché miei tre nipoti, figli di mia sorella, facevano parte della CMV come missionari. Ho colto, attraverso loro e il loro lavoro, il valore del Carisma trinitario della Comunità e me ne sono innamorata. Ho chiesto quindi a Roma la dispensa dai miei Voti per riassumerli poi nella CMV".

Come è nato l’amore per la missione?

"Sentendomi così amata da Dio, soffrivo per le tante persone che non sapevano di essere amate da Lui. In famiglia, anche senza parlare di missione, la si viveva comunque tutti i giorni perché la condivisione con chi era meno fortunato era quotidiana. La missione non è infatti solo l’andare lontano ma è soprattutto amare così tanto le persone da far loro capire, attraverso questo amore, quanto Dio stesso le ami".
 


Maria Rosa nella missione in Kenya


Quale attività svolgi in Comunità?

"Sono una missionaria contemplativa: vivo tempi più prolungati di preghiera comune e di preghiera personale. Assieme ad altri fratelli e sorelle accompagno con l’intercessione il cammino dei missionari della Comunità e di tutti gli evangelizzatori perché l’annuncio della Parola sia reso efficace dalla Grazia divina".
 

 
Maria Rosa (al centro) con p. Paolo Motta (ora in Burkina Faso) e Mercedes Piñeiro, missionari contemplativi a Villaregia


Ripartire per la missione a 80 anni… come hai accolto questa proposta?

"Da mesi avevo intrapreso una profonda riflessione spinta dalla Parola di Dio e dall’invito di Papa Francesco di amare e aiutare di più i poveri concretamente. Mi sono detta “Cosa faccio io, personalmente, per gli altri?” Ho sentito quindi il bisogno di aiutare concretamente i meno fortunati. Il 10 luglio 2017 in occasione del raduno a Villaregia di tutte le Comunità italiane, p. Amedeo Porcu, presidente della Comunità, è intervenuto nel corso di una conferenza sulla povertà e sull’essere poveri. Le sue parole mi hanno toccato nel profondo. Così, dopo un colloquio con lui, è scattata la proposta di ripartire per la missione. La notte l’ho passata in bianco, tra mille dubbi. Ho capito poi che un eventuale mio “no” sarebbe stato un “sì” non detto a Dio, una omissione che non mi avrebbe reso felice. Così ho accettato".


Messa di invio per la missione celebrata dal vescovo, mons. Adriano Tessarollo, nella chiesa di san Giacomo a Chioggia (Ve) il 20 ottobre 2017


Cosa lasci a Villaregia?

"Parto con la consapevolezza di aver intessuto e coltivato in questi ultimi 29 anni tante relazioni costruite sia con i missionari e le missionarie della Comunità che con le persone che la frequentano.  Lascio la Comunità di Villaregia con gioia ma anche con un pizzico di tristezza".
 

 
Maria Rosa con i rifugiati ospitati presso la CMV di Villaregia


Quale impegno assumerai nella missione CMV a Belo Horizonte?

"Sarò anche in Brasile una missionaria contemplativa e quindi mi dedicherò soprattutto alla preghiera e all’ascolto delle persone. Sono felice perché questa esperienza è un dono di Dio".
 

 
Maria Rosa durante una celebrazione eucaristica a Villaregia


Qual è il tuo desiderio più grande una volta iniziata questa nuova esperienza di missione?

"Il mio più grande desiderio è quello di affiancarmi alle persone creando una relazione semplice e fraterna, ascoltando i bisogni, i sogni, le difficoltà degli altri. Parto senza pretese, ma con il forte desiderio di amare le persone come Dio ama me. Questa sarà la mia missione".