La missione Ad Gentes: inviati a tutti i popoli

Siamo missionari ad gentes, ad extra, ad vitam: andiamo alle genti, fuori dal nostro Paese, impegnando tutta la nostra vita. Portiamo l'annuncio del Vangelo in quei luoghi dove gli uomini non hanno ancora conosciuto il Cristo e fatto esperienza dell’amore paterno di Dio, con particolare attenzione ai privilegiati del Regno: poveri, deboli, emarginati, vittime dell'ingiustizia e dell'oppressione


Missione: che passione!

Queste tre parole esprimono l’amore per la missione che ha caratterizzato sin dagli inizi la Comunità Missionaria di Villaregia. Una passione che alimentiamo ogni giorno affinchè diventi disponibilità a lasciarci inviare e a vivere con fedeltà e creatività il mandato che il Figlio ha ricevuto dal Padre e che ha affidato alla Chiesa.

 

Ad gentes - Dai nostri Paesi di origine andiamo verso le periferie esistenziali del sud del mondo, ci sentiamo corresponsabili dell’evangelizzazione del mondo intero. Cogliamo sempre attuale l’invito ad andare in tutto il mondo (cf. Mc 16,15) particolarmente in determinate aree geografiche dove l'evangelizzazione muove i primi passi. Crediamo che la missione ad gentes (ai popoli) e la sollecitudine per tutte le chiese dia vitalità anche alle comunità cristiane di antica tradizione. La missione rinnova la Chiesa: non è una novità ma ciò che essa ha sperimentato fin dall'inizio.

Gli Apostoli, fedeli al mandato del Maestro - "Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo ad ogni creatura" - non sono rimasti a Gerusalemme; hanno portato l’annuncio ad altri popoli, dando alla Chiesa quel respiro universale che ancor oggi la rende giovane. 

 

P. Mauro Battistella, missionario a Yopougon (Costa d'Avorio)

 

Una missione globale - La globalizzazione ha ridisegnato i confini della missione, non solo quelli geografici, ma anche quelli antropologici, culturali, sociali. Se in un recente passato il termine missione indicava l'attività di evangelizzazione nelle aree geografiche chiamate "terre di missione", oggi il primo annuncio appare altrettanto urgente anche nel mondo occidentale.

Per questo come missionari collaboriamo all’evangelizzazione nei paesi di antica cristianità, senza però perdere la nostra chiamata specifica e prioritaria: portare il Vangelo fino alle estremità della Terra. 

 


Teresa Paini, missionaria a Lima (Perù)

 

Discepoli missionari - Poiché la nostra Comunità unisce consacrati e consacrate, laici e famiglie, ognuno vive la comune chiamata alla missione ad gentes con la propria specificità.

I missionari nel mondo e gli sposi missionari, a motivo della loro laicità e stabilità nel territorio, vivono la loro missionarietà soprattutto nel loro contesto di vita, nel mondo del lavoro, nella collaborazione alle attività missionarie delle Comunità locali, nelle diocesi in cui vivono, raggiungendo le "periferie esistenziali" locali. La loro azione evangelizzatrice e la loro testimonianza si esprime nella famiglia, nel lavoro, a scuola e negli ambiti sociali in cui sono inseriti.

Quando partono per altri Paesi arricchiscono l’azione missionaria con i propri talenti, le proprie competenze e peculiarità.

 

Tutti in stato di missione - La vocazione ad gentes ci mette nel cuore l’inquietudine di trasmettere la dimensione missionaria dell’impegno evangelico alle persone vicine. Lo facciamo attraverso le attività di animazione missionaria che coniugano nuova evangelizzazione, formazione dei laici e degli operatori pastorali, collaborazione con le chiese locali, con la sollecitudine verso le giovani Chiese di altri Paesi. 


Essere missionari come coppia: Luigi e Monica Fabbi

 

Mai senza i laici - Sin dagli inizi la nostra priorità è stata quella di rendere i laici protagonisti della missione, capaci di costruire comunità cristiane che, a partire da una vita di fraternità e comunione, diventano fermento di evangelizzazione nel territorio. L'assunzione dei diversi ministeri e dei servizi, la testimonianza e l'impegno nella società e nel mondo del lavoro, permettono di costruire la comunità ecclesiale in spirito di corresponsabilità.

Anche il volto delle nostre missioni e dei nostri centri oggi è inscindibile da quello dei numerosissimi uomini, donne, giovani, coppie che operano attivamente in ogni ambito: dalla catechesi alla pastorale familiare, dall'annuncio alla promozione umana, dai servizi liturgici alla preghiera.
 


Essere missionari nel mondo del lavoro: Enni Pasut

 

Inviati ai privilegiati del Regno - L’amore per gli ultimi, gli oppressi, i poveri è radicato nella fede in un Dio che si è fatto povero in Cristo. Come ha sottolineato Benedetto XVI, "l’opzione preferenziale per i poveri è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi, per arricchirci con la sua povertà" (Benedetto XVI, 13 maggio 2007).

Tale scelta, non è mai esclusiva, non implica disinteresse nei confronti di coloro che non sono poveri, ma sottolinea che questi ultimi sono al primo posto nella nostra sollecitudine, insieme ai giovani e alle famiglie.
 


P. Josè Mariano Romaguera, portoricano, nella missione di Lima (Perù)