Monsignor Salvador Piñeiro, presidente della Conferenza Episcopale Peruviana (CEP), ha visitato la Casa Madre della Comunità Missionaria di Villaregia il 7 giugno 2017. Famiglia, evangelizzazione, periferie, sinodalità: in una intervista ci racconta il suo incontro con Papa Francesco e le sfide che affronta il Perù oggi.


L'arcivescovo della diocesi di Ayacucho, Monsignor Piñeiro, si trovava in Italia in occasione della visita Ad Limina dei vescovi peruviani a Papa Francesco.  Prima di tornare nel Perù ha voluto visitare la Casa Madre della Comunità Missionaria di Villaregia (CMV).  Il prelato conosce la CMV da molti anni; ha collaborato con essa dal 2003 al 2006 quando era vescovo ausiliare della diocesi di Lurín (Lima Sud) dove lavora la Comunità da oltre 30 anni.  

"Ringraziamo il nostro caro amico Monsignor Piñeiro per la sua visita - sottolinea P. Giorgio Parenzan, responsabile della Casa Madre di Villaregia. Mons. Salvador ha condiviso con grande semplicità, gioia e fraternità l'esperienza  vissuta nell'incontro con Papa Francesco, inoltre ha presieduto la Santa Messa nella quale abbiamo pregato per Papa Francesco, per il Perù e per tutti i missionari."

 

 

Ecco la nostra intervista a Mons. Salvador Piñeiro:

 

Com’è stata l’esperienza di incontro con Papa Francesco?

Ogni papa ha il suo stile nel condurre le visite ad limina. Papa Francesco insiste molto sulla sinodalità, sull’importanza di camminare insieme. Ha sottolineato come i vescovi sono chiamati dare testimonianza di questa fraternità, perché così è stato anche il collegio apostolico: Gesù chiamò 4 pescatori, un esattore delle tasse, un “mezzo politico”, e altri e ne ha fatto un collegio; questa è anche la ricchezza di una conferenza episcopale, essere diversi ma uniti nell’amore di Cristo. Ci possono essere delle divergenze nel modo di intrepretare alcune azioni, nell’analisi della realtà, ma mai discordia tra i membri.

L’esperienza di questa visita e la condivisione avuta con papa Francesco, ci ha fatto fare esperienza di chiesa sinodale: lavorare insieme mettendosi sotto la luce di Dio, ascoltare il papa che ci conferma nella fede e ci ha spronato con spirito fraterno a vivere quell’amore che Cristo ci ha portato. È stata una bella esperienza di collegialità, di comunione, di preghiera. Abbiamo trovato molto sostegno anche negli incontri avuti con i dicasteri romani. Ora aspettiamo una visita di papa Francesco in Perù.

 

Quali sono le sfide dell’evangelizzazione nella diocesi di Ayacucho?

La mia Chiesa tutt’ora vive la fatica della desolazione lasciata dall’azione di “Sendero Luminoso (gruppo terroristico attivo negli anni 80 e 90**). Ci sono ancora 16.000 “desaparecidos” (dispersi)! Sono 16.000 famiglie che ancora aspettano il rientro a casa dei loro cari. A volte vengono ritrovate delle fosse comuni e si riesce a risalire alle famiglie delle persone di cui sono stati ritrovati i resti. Questo aiuta molto le famiglie a chiudere questa dolorosa esperienza di vita, perché possono piangere il proprio caro e dargli una degna sepoltura. Considerato ciò mi sono prodigato affinché sia i gruppi terroristici sia le forze dell’ordine comunichino dove sono stati sepolti i prigionieri, ma nessuno si espone a causa della paura che ancora blocca le coscienze. Ci sarebbe la necessità di una elaborazione del lutto per l’intera società. Le istituzioni stanno lavorando al mio fianco, ma il lavoro da fare è ancora molto. 

 

 



Oltre a questo la povertà economica interessa la maggior parte della popolazione. L’agricoltura è precaria e svolta solo a livello famigliare e non esistono industrie. L’artigianato è un’altra fonte di reddito, ma non c’è molto turismo. Ayacucho è una città accogliente, con un buon clima, una buona gastronomia, gente molto affettuosa e invito tutti a visitarla.

Alla luce di questa situazione sto investendo molto nell’educazione scolastica perché i giovani di Ayacucho possano studiare all’università ed essere canale di sviluppo per il proprio territorio. Mi espongo anche con il mondo dell’impresa, perché scommettano sul territorio della mia diocesi diano la possibilità di un nuovo futuro alla nostra gente.

 

 

Come vivete in Ayacucho l’invito di Papa Francesco di essere Chiesa “in uscita”?

Il Papa ci invita ad essere una Chiesa in uscita. In diocesi ho dei gruppi ecclesiali che fanno iniziative per raggiungere le persone lì dove sono. O altri che convocano i fedeli per fare pellegrinaggi. Ma io vorrei fare un passo in più, vorrei convocare il popolo cristiano per riflettere e conoscere con profondità la fede cattolica. Per questo abbiamo pubblicato una versione economica del Catechismo per poter aiutare soprattutto i giovani che ricevono i sacramenti a conoscere i fondamenti della fede cristiana.

 

Vuole condividere altro con noi?

La mia visita oggi qui (alla Casa Madre di Villaregia) è un gesto che ricorda i tanti anni di esperienza della CMV in Perù a Mariano Melgar (quartiere dove la cmv è presente da 30 anni), tutta quella zona della periferia sud (di Lima) che ha ricevuto le benedizioni di questa comunità attraverso i tanti missionari che con la loro vita si sono messi accanto al nostro popolo.  Questo è il motivo della mia visita: ringraziarvi e dirvi che come Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana che apprezziamo il vostro lavoro di animazione missionaria e di testimonianza nella parrocchia “La Trinidad” (parrocchia che accompagna la CMV).

Siamo nella vigilia della festa patronale della Trinità.  Per tutti i nostri fedeli della periferia sud di Lima, della diocesi di Lurin a loro va il mio affettuoso saluto dalla Casa Madre di Villaregia.”

 

Ascolta il saluto di Monsignor Piñeiro:


Leggi l'intervista alla stampa italiana:

http://www.lastampa.it/2017/05/15/vaticaninsider/ita/vaticano/per-un-paese-che-soffre-i-vescovi-oggi-dal-papa-ncev3jakGPOIlvFg5YAv5I/pagina.html


** 1.“Sendero Luminoso… è un'organizzazione guerrigliera peruviana di ispirazione maoista fondata fra il 1969 e il 1970 da Abimael Guzmán a seguito di una scissione dal Partido Comunista del Perú - Bandera Roja (PCP-BR).
Sendero Luminoso si propone di sovvertire il sistema politico peruviano e di instaurare il socialismo attraverso la lotta armata…. Dopo una fase iniziale fatta soltanto di azioni simboliche e attacchi alla proprietà, … nel maggio 1981 Sentiero Luminoso lanciò la sua prima azione militare a Chuschi, nella Regione di Ayacucho, rapidamente seguita da molte altre sempre nella stessa regione… Nel dicembre 1982 gli attacchi di Sendero Luminoso causarono una forte reazione di repressione da parte dell'esercito e della polizia; iniziò uno dei periodi più sanguinosi della storia del Perù.
I civili si trovarono sempre più coinvolti dagli scontri armati tra Sentiero Luminoso e lo Stato peruviano. Se non soddisfacevano le richieste dell'esercito erano trattati come terroristi e spesso spazzati via in terribili massacri. Se non aiutavano, o semplicemente non si sottomettevano a Sentiero Luminoso, venivano accusati di essere soplones e correvano il rischio di rappresaglie dall'altro lato.” 
2. Circa 70,000 persone sono state uccise durante gli anni di lotta.
Fonti:

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