Abbiamo lasciato l’Albania esattamente una settimana fa. Ma non se ne è andata dalla mente e dal cuore. Come sempre accade quando si va pensando di “donare” qualcosa, se ne torna molto più ricchi di quando si è partiti. Ed è stato così anche per noi. Giovani e missionari di 5 comunità italiane siamo partiti alla volta di Scutari, città al nord del paese balcanico, per aiutare le suore di Madre Teresa ed un parroco in due Centri estivi per ragazzi di periferia e per fare servizio  ai bambini e ragazzi diversamente abili accolti dalle Missionarie della Carità. Di mattina servizio di annuncio e di prossimità, di pomeriggio conoscenza dell’esperienza di fede di una chiesa appena uscita da 50 anni di regime.

Vi riportiamo alcune parti del nostro “diario di bordo” perché possiate essere anche voi contagiati dall’incontro con la carne di Cristo e la testimonianza di questa Chiesa che davvero ha tanto da insegnarci.

Primo giorno: nel pomeriggio abbiamo conosciuto le suore clarisse che hanno raccontato la storia di questo paese il quale ha vissuto dal 1945 al 1991 in un regime comunista che impediva la libertà di professare la fede. Grazie al racconto delle loro esperienze personali ci siamo avvicinati di più al dramma di questo popolo, tenace nella vita e nella fede. Suor Lula ci raccontava: “Per tutto il regime non potevo nominare il nome di Dio. Terminati questi anni terribili ho cercato un monastero ove quel Nome potevo gridarlo e lodarlo da mattina a sera”.

Secondo giorno: Mons. Angelo Massafra, arcivescovo di Scutari, ha passato con noi il pomeriggio. Durante un incontro testimonianza ha raccontato la storia e le sofferenze del suo popolo che, dal 1995, accompagna come pastore. In particolare ci ha consentito di comprendere le sfide di questa chiesa che sta rinascendo dopo gli anni del regime.

Terzo giorno: nella cappella delle suore di Madre Teresa si legge una delle parole pronunciate da Gesù sulla croce: "ho sete". Francesca di Schio presta servizio presso il centro dei disabili e ci racconta: "È la prima volta che dedico le mie ferie per questo servizio... è bellissimo! Studio medicina, ma stando con questi bambini affetti da malattie congenite, mi accorgo che c'è altro rispetto alla scienza medica; qui solo l'amore funziona. Ieri mi domandavo se i bambini capissero le nostre attenzioni. Questa mattina la risposta: appena arrivati una bambina ci ha accolti canticchiando la canzone che ieri abbiamo imparato insieme!"

Quarto giorno: nel pomeriggio abbiamo incontrato 4 suore davvero speciali! Suor Pina, suor Maria, suor Adelaide e suor Rosa sono francescane stimmatine, la più giovane ha 80 anni, la più anziana 90. Sono entrate in convento giovanissime ma nel 1946, per il regime sono state obbligate a tornare a casa... chiuso il convento con la forza. Ma la passione per Gesù Signore era così radicata che per 50 anni sono rimaste fedeli a quella vocazione nonostante tutto. Così nel 1991, ritornata la libertà religiosa hanno professato i voti... in un giorno davvero tanto atteso!

Quinto giorno: i bambini dei grest, prima di tornare a casa, ci salutano con abbracci forti e qualche lacrima... Gli adolescenti si fanno promettere che torneremo e ci regalano una bandiera dell'Albania, terra accogliente e fraterna che sarà difficile da dimenticare.

Cara Scutari… dunque a presto: vorremmo tornare per rivedere i volti delle Missionarie della Carità, delle Stimmatine, delle Clarisse, del Vescovo Angelo, di Don Giovanni, degli animatori con i quali abbiamo collaborato, dei bambini e ragazzi con i quali abbiamo condiviso la vita del Vangelo. Vorremmo tornare per incontrare di nuovo la tua gente semplice e accogliente. Vorremmo tornare per pregare ancora nel luogo della memoria e attorno all’albero a cui sono stati fucilati i tuoi martiri.
Dunque arrivederci Albania e grazie... da te abbiamo ricevuto una forte testimonianza di fede, una squisita accoglienza e il desiderio di non arrendersi!
Lotteria Missionaria CMV 2020