Amelì, una giovane ragazza di Monaco, ci racconta come l’incontro “Face to Face” con i migranti accolti presso la Comunità Missionaria di Villaregia l'abbia aiutata a conoscere la realtà dei richiedenti asilo e a mettere al centro le persone più che i numeri


 

Face to Face – spiega Lina Manzo, missionaria della Comunità Missionaria di Villaregia -  è una delle attività di RESTATE CONNESSI, una serie di iniziative estive per giovani, frutto della collaborazione di diverse realtà che lavorano nel territorio della Diocesi di Chioggia. Il progetto consiste nell'affiancare gli operatori della Caritas che lavorano con i richiedenti asilo per vivere un incontro con i migranti ospitati nei centri di accoglienza.”    

“La proposta - continua Lina -  è rivolta ai giovani italiani, ma ci è pervenuta anche la richiesta di Amelì, una ragazza di Monaco che voleva trascorrere le vacanze estive non nelle solite località di mare o di montagna, ma mettendosi in gioco nell'incontro con il diverso.”

 

 

Abbiamo fatto alcune domande ad Amelì per capire meglio le sue motivazioni e le sue sensazioni finali sull'esperienza:


Perché hai scelto di partecipare a “Face to Face”?

Ho deciso di dedicare le mie vacanze a questa iniziativa perché volevo dare il mio contributo di solidarietà e, allo stesso tempo, approfittare di questa occasione per farmi un’idea di come funziona l’accoglienza in Italia.

È stata una buona opportunità per conoscere meglio culture diverse dalla mia. Occorre almeno una settimana per abituarsi l’un l’altro ed è molto importante non forzare i tempi di questo "incontro". 

 

Quali esperienze ti hanno aiutato di più a conoscere la realtà dei migranti accolti in Italia?

Affiancare gli operatori è stato davvero interessante. Le attività che si svolgono sono le più disparate: ci si reca negli uffici per la richiesta dei documenti, si va a fare la spesa, si visitano i luoghi di lavoro dei ragazzi, ecc. Lavorare e collaborare con loro in ogni occasione aiuta a conoscersi e sviluppare relazioni indipendenti.

 

Cosa hai imparato da questa esperienza?

Quest’esperienza mi ha aiutato ad avere un’idea delle loro vite e, quindi, a capire il motivo per il quale loro si trovano in questa situazione. Sono stata molto felice nel vedere la disponibilità dei ragazzi a fare la mia conoscenza. Mi hanno insegnato a fare i braccialetti, abbiamo cenato, giocato insieme e fatto tante altre attività. Ho imparato soprattutto che non bisogna avere pietà per loro ma rispetto!

Partecipare a "Face to Face" mi ha aiutato a capire come io posso contribuire a sensibilizzare la società sull'immigrazione e a trovare un modo per migliorare la convivenza tra persone di culture diverse.  A volte basta solo un sorriso per migliorare la giornata degli altri!

 

 

“Amelì – spiega Lina - si è presentata disponibile e curiosa nel conoscere la realtà di questi ragazzi della sua età che, costretti da situazioni difficili, lasciano il loro Paese per raggiungere le nostre coste. Non ha fatto fatica a conquistarsi la simpatia e l’affetto dei 9 ragazzi accolti al CAS di Villaregia. Da subito, infatti, ciascuno ha messo a disposizione le proprie capacità. Ameli ha insegnato ai giovani africani a lavorare a maglia e loro le hanno insegnato a fare i braccialetti.

Si è creata sintonia e familiarità tra loro. Hanno alternato momenti di svago al disbrigo di procedure burocratiche per restare nel nostro Paese, attività che per i richiedenti asilo è prassi. Quest’esperienza ci ha fatto capire che per accogliere è importante conoscere. Abbiamo anche compreso che l'integrazione non si può fare in un giorno ma occorre tempo.

Grazie ad Amelì per la sua presenza aperta e discreta e ai fratelli africani per aver fatto sentire “a casa” chi non li conosceva. Auspico – conclude la missionaria – che queste iniziative sia da stimolo per i giovani italiani affinché diventino promotori di multiculturalità e di accoglienza e, chissà, spingerli ad impegnarsi sul proprio territorio per sensibilizzare amici e familiari sul tema dell’immigrazione.”


Scopri le diverse iniziative per integrazione per giovani!

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