In un clima relazionale e sociale esasperato dal tema dell’accoglienza, che fa crescere la diffidenza nei confronti di chi viene da lontano, più di 30 giovani forlivesi si preparano a partire per la missione


Madagascar, Tanzania, Albania e Brasile sono alcuni dei Paesi di destinazione. Partiranno per incontrare, conoscere e servire. I nostri giovani decolleranno e scavalcheranno selciati e barriere verso orizzonti nuovi. La frontiera, infatti, è un varco in un muro. L’orizzonte è qualcosa di più ampio e vero.

Ma non si può partire senza prepararsi perché un vero viaggio non si improvvisa: per incontrare davvero un altro c’è bisogno di un lavoro dentro di sé.

 

Il viaggio più lungo - scriveva nel suo diario Dag Hammarskjöld - è il viaggio interiore”.

 

Ed è vero, perché si può partire cercando di ritrovare casa propria ovunque, cercando tagliatelle e sangiovese anche dall’altra parte del mondo.

 

I missionari della Comunità insieme a un gruppo di ragazzi che ha preso parte a "Missione Albania", nella città di Scutari

 


Ci si prepara a guardare il mondo da un’altra prospettiva, diversa, con la quale entrare in contatto per arricchirsi. Se non ci si prepara non si parte perché si rischia di fare chilometri senza essersi spostati di un centimetro dalle proprie posizioni e dai propri punti di vista.

Non si può partire facendo come Ulisse, che ha viaggiato per poi tornare al proprio punto di partenza.

Il vero viaggiatore per la Bibbia è Abramo, al quale una Voce ha detto:

 

“Abramo, vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione” (Gen 12,1-2).

 

Abramo è divenuto una benedizione per il mondo perché ha accettato di lasciarsi cambiare dal viaggio della vita, dagli incontri che ha fatto. Incontro con tutti, perché tutti possono diventare nostri maestri. E la cosa che più tocca i giovani in missione è l’incontro con i poveri, i quali aiutano a capire che la nostra vita è preziosa, che non va vissuta a metà. Che siamo ricchi di possibilità, di talenti, di doni.

 

Giovani volontari nella Comunità di Lima (Perù)


Certo, si parte e poi si ricomincia. Come Isabella e Luca, tornati a Forlì dopo 100 giorni d’Africa in luna di miele. Hanno conosciuto vari missionari: un’esperienza davvero bella. Come loro, anche i nostri giovani torneranno, ma non sarà un ritorno bensì un’altra partenza, un altro viaggio nella nostra patria, che non è più la sola.

Perché quando si incontrano persone speciali, ci si lascia affascinare dalla bellezza della natura, del creato, delle culture, ci si sente un po’ cittadini del mondo e il mondo è un po’ casa nostra.

E anche così si impara a divenire cittadini di un mondo più fraterno


Padre Luca Vitali, direttore del Centro missionario diocesano di Forlì

 


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