Il commento di padre Luca Vitali, missionario della Comunità di Villaregia e direttore del Centro missionario diocesano di Forlì-Bertinoro, sulla questione migranti. "Altri migranti hanno visto “affogare i sogni” di una vita migliore. Tanti. Troppi"


Se non riusciamo ad aprire i porti almeno apriamo cuori e braccia perché il dolore di chi parte e non ce la fa diventi anche il nostro.

Perché i porti chiusi non siano una giustificazione anche per chiudere occhi, orecchie, cuore e braccia. Per non vedere, non sentire, non comprometterci. Forse perché è assolutamente impossibile accorgersi del dolore altrui e restare impassibili. Per questo cerchiamo di tenerlo lontano. L’umanità che ci abita sussulterebbe.

 

E mentre in questo weekend nelle chiese di Forlì - diocesi nella quale operiamo dirigendo il Centro missionario e collaborando per la formazione dei giovani e il servizio ai poveri - si leggeva un comunicato del Consiglio pastorale diocesano, altri migranti hanno visto “affogare i sogni” di una vita migliore. Tanti. Troppi.

 

 


Dispiace che alcuni abbiano mal compreso il comunicato, da noi votato insieme alla totalità del Consiglio pastorale diocesano, di cui riporto un breve passaggio:

 

“Il Consiglio pastorale diocesano, insieme con il Vescovo, fa appello a tutte le comunità cristiane, agli uomini e alle donne di buona volontà perché non vengano meno nel testimoniare e nell’educare a riconoscere il Signore Gesù presente in ogni fratello, soprattutto nei più deboli; nel vigilare perché ogni persona sia salvaguardata nei suoi diritti e responsabilizzata riguardo ai doveri; nel promuovere un'accoglienza generosa e prudente che punti allo sviluppo della persona nella sua totalità; nel curare relazioni costruttive e di prossimità vera con tutti.

Senza dimenticare che, per credenti e non credenti, la Costituzione italiana è il fondamento della nostra convivenza civile libera e responsabile; disattenderla significa mettere in pericolo il futuro della nostra Italia” (qui il comunicato completo).

 

In questo anno dedicato alla fraternità volevamo solamente esprimere uno dei modi di essere fratelli con chi spera in un futuro migliore e parte da una terra di povertà e sofferenze.

 

Mons. Livio Corazza insieme ai missionari e a uno dei ragazzi migranti che vivono a Vedrana

presso la Comunità Missionaria di Villaregia

 


Il Consiglio pastorale diocesano è espressione di tutta la comunità cristiana in quel territorio ed è un organo sinodale, dove si fa discernimento comune e si decidono le linee orientative. Non solo il vescovo, ma tutti noi abbiamo votato il comunicato perché ci pareva giusto e coerente con il Vangelo.

Dispiace che qualcuno abbia voluto puntare il dito solo contro mons. Corazza.

 

P. Luca Vitali, direttore del Centro missionario diocesano di Forlì-Bertinoro

 

 

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