Preoccupazione e precarietà, ma anche resilienza e solidarietà: sono le parole con cui Margherita Coralli, missionaria imolese da quasi 13 anni nella periferia di Lima, ha descritto la situazione del territorio in cui sorge la nostra Comunità in Perù


In questo tempo di coronavirus il gruppo GimVI coppie della Comunità di Vedrana ha accorciato le distanze con il Perù, ascoltando la voce di chi vive con i più poveri, condividendo la stessa nostra lotta contro la pandemia ma con risorse infinitamente inferiori. Uno sguardo ad un paese di cui i nostri giornali non parlano ma che oggi è il primo stato latinoamericano per numero di contagi in rapporto alla popolazione.

Ed è proprio partendo dai numeri che Margherita ha descritto le difficoltà di affrontare l’emergenza sanitaria in Perù: per 9 milioni di abitanti a Lima ci sono solo 700 posti letto di terapia intensiva, la maggior parte delle terapie sono a pagamento e solo chi ha un lavoro stabile può permettersi di pagare le cure.

 

Sin dall’inizio dell’epidemia le autorità hanno decretato l’obbligo di restare a casa e il coprifuoco notturno, ma nelle zone più povere fa più paura la fame del virus, poiché per molte famiglie la lotta per la sopravvivenza rappresenta la normalità: il 70% delle persone lavora in maniera informale o è assunto a giornata, e quindi se non va a lavorare non viene pagato. La tubercolosi e altre patologie respiratorie sono presenti da sempre in queste zone di periferia. Il coronavirus si aggiunge ad una lunga catena di problemi sanitari ormai eliminati in altre parti del mondo.

 

 

"La situazione è dura, ma in qualche modo ne verremo fuori”. Questo è quello che Margherita sta imparando da un popolo che nel corso dei secoli ha sviluppato una grande capacità di resistere e reagisce alle prove con la solidarietà e l'essere comunità.

È commovente vedere ogni giorno persone povere e con pochissimi mezzi che insieme ai missionari scelgono di aiutare i loro vicini rimasti senza lavoro e senza cibo.

 

 

Grazie Margherita, attraverso le tue parole e la tua vita condivisa con il popolo peruviano, ci sentiamo parte di una umanità sola, e vogliamo impegnarci ancora di più perché si riducano le disuguaglianze e ogni uomo abbia le stesse opportunità per vivere con dignità.


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Centro missionario diocesano Forlì