Da Lima ci scrive Enith, missionaria della Comunità di Roma attualmente in Perù, per raccontarci la vita a Lima al tempo del Coronavirus e di come ogni giorno impara dai più "piccoli" ad avere fede e ringraziare Dio, che si manifesta con la Provvidenza


Mi chiamo Enith, sono una missionaria peruviana e vivo nella nostra sede a Roma, a febbraio sono arrivata in Perù per fare visita alla mia famiglia, il 16 marzo è iniziata anche qui la quarantena e sono rimasta in Comunità, nella periferia sud di Lima. Noi stiamo bene. Grazie alla generosità di tante persone e al banco alimentare abbiamo da condividere con i fratelli poveri. Come comunità troviamo serenità e gioia nel ringraziare e condividere in questi tempi difficili di pandemia.

Sono testimone di tanta sofferenza e tanta speranza del mio popolo in questi mesi. Vorrei raccontarvi due esperienze in particolare.

 

Un pomeriggio è arrivata Marìa del Carmen, mamma e anche nonna, molto preoccupata e sofferente per la sua famiglia perché hanno poco da mangiare. Indossava una mascherina usa e getta, evidentemente usata molte volte, che bagnava con le lacrime che scendevano dai suoi occhi. Il marito è ammalato, i figli non possono lavorare perché fanno parte del 71% di peruviani vivono di lavori a giornata e non possono uscire per la quarantena.  

Le abbiamo consegnato alcuni generi alimentari. Ha ringraziato tanto e prima di andare via ha voluto fare una preghiera per tutta la Comunità e, alla fine, ha pregato per la gente più povera, per quelli che soffrono più di lei. Durante la sua preghiera ha chiamato molte volte Dio Padre, era un dialogo semplice, umile, affettuoso e pieno di fiducia verso una persona viva e cara.

 

Maria del Carmen non lo sa, ma con il suo umile atteggiamento mi ha insegnato tanto. Per me è stato un grande dono vedere come una donna povera e piena di fede prega e ringrazia Dio. In questi tempi difficili normalmente sono le donne che vengono alla nostra casa per chiedere aiuto per i propri figli, nipoti e mariti, con tanta sofferenza ma anche tanta speranza.

 

Quando usciamo di casa per portare aiuto nei diversi quartieri della nostra parrocchia siamo coscienti che è poco davanti a tanti bisogni, ma ci rincuora la speranza che troviamo. Molti ringraziano per i doni ricevuti, che sono subito pronti a condividere con i vicini di casa più poveri o sofferenti.

 

Durante una di queste uscite ho conosciuto Juan, che ci ha portato dalle famiglie più bisognose del suo povero quartiere. Lui mi ha raccontato che la sua sposa non si sentiva bene in quei giorni perché era ancora in fase di recupero da ferite ricevute in passato; due anni fa si era trovata in mezzo a una sparatoria, ferita da 4 colpi di pistola. Nonostante questo, Juan ringraziava Dio perché lei era viva per miracolo e per i doni che potevamo condividere con i più poveri.

 

 

Ringriazo il Signore per l'incontro con i più poveri, come Carmen e Juan, per la loro testimonianza e insegnamento di saper ringraziare e condividere nella loro situazione di estrema difficoltà. Come Gesù vorrei dire:

 «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli.  Sì, Padre, perché così ti è piaciuto." 

 

 

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