Giuseppe e Silvia Fieni, volontari della CMV di Roma, condividono la loro esperienza tra i fratelli peruviani: 

"Siamo in comunità dal 2005, e già da qualche anno era nato in noi il desiderio di fare un'esperienza in missione. Volevamo vedere come opera la CMV in terra di missione e come si realizzano i progetti  per i quali in Italia organizziamo attività di raccolta fondi.

La Provvidenza ha permesso che questo sogno si realizzasse e il 2 novembre scorso abbiamo presso il volo, destinazione Lima.

Siamo partiti con tanta serenità nel cuore, curiosi di conoscere luoghi visti solo nelle foto, ansiosi di abbracciare i missionari conosciuti in Italia e che ora sono a Lima.....

Lima è una città immensa, di notte le colline illuminate della periferia sembrano non finire mai; al mattino però al posto di ogni luce i nostri occhi si perdono in ettari ed ettari di baracche. Le case dei poveri  sono fatte con plastica, cartone, legno, qualcuna è di mattoni, quasi tutte hanno per tetto lamiera o eternit. La gente proviene dall'interno del Perù ed è arrivata a Lima per trovare un futuro migliore per sé e per la propria famiglia, occupando una spazio tra la roccia e la sabbia. Facendo l’esperienza di salita fino alle zone più alte del cerro ci siamo chieste come hanno potuto portare fin lassù quel poco di materiale che è servito per realizzarle.

Abbiamo conosciuto una povertà diversa, nel cerro le persone lavorano, i ragazzi studiano, i più grandi frequentano le scuole professionali o l’università e hanno tanti sogni come tutti i ragazzi. In quelle case che spesso non hanno neanche il pavimento vivono persone dignitose, felici di quello che hanno e con una grande fede in Dio.

Tra queste case di legno e mattoni è facile che avvengano degli incendi e durante la nostra permanenza se ne è verificato uno in casa della signora Rosa, lei non ha pensato a fuggire, ma a salvare gli animali che sarebbero serviti per il pranzo di Natale con tutta la famiglia. Aprendo la porta del pollaio le fiamme le hanno ustionato il viso e le braccia, l’intervento dei vigili del fuoco le ha salvato la vita e una parte della casa. Quando siamo andati a trovarla non ha smesso di ringraziare Dio per essere viva, ci ha colpito la sua fiducia che Dio non le avrebbe mai fatto mancare il suo aiuto, con serenità ci ha detto che tra qualche anno questo incidente sarebbe stato un fatto in più da raccontare….

Siamo ripartiti sotto un caldo sole estivo con una consapevolezza: essere missionari non significa arrivare e pensare di risolvere tutti i problemi; essere missionari significa andare incontro alle persone, ascoltarli, condividere le loro lacrime e i loro sorrisi, farle sentire attraverso il nostro affetto che c’è un Dio che li ama e non li lascerà soli, mai"

 

Cana, Weekend per sposi
Parrocchia San Romualdo