Sabato 16 novembre alcuni missionari e membri della Comunità di Roma hanno trascorso la giornata in una delle case "Chaire Gynai". Un piccolo gesto concreto per celebrare la Giornata mondiale del povero


"Chaire Gynai" (la frase in greco sta per “Benvenuta donna”) è il nome delle due case per le rifugiate con bambini e per le migranti in situazioni di vulnerabilità nate a Roma su iniziativa della Congregazione delle suore Missionarie Scalabriniane.

 

Dopo la cordiale accoglienza di suor Eleia, una delle consacrate scalabriniane che gestisce il progetto, voluto proprio da papa Francesco, ci siamo messi al lavoro per aiutare a pulire e a riordinare alcuni spazi esterni e interni alla struttura. C’erano anche il piccolo Francesco, figlio di Giacinta e Fabrizio, che per l’occasione ha coinvolto i suoi genitori e Miriam, figlia di Vincenzo e Antonietta.


Oltre alle donne, la casa accoglie i loro bambini, di età varia, dai tre mesi ai 13 anni. L’integrazione tra Francesco e Miriam e i bambini che vivino nella struttura è stata immediata.

 

Il clima era davvero di gioia, una gioia semplice, in cui si univano le risate e i giochi dei piccoli e l’allegria dei grandi. Il servizio per gli altri unisce e riempie di cuore!

 

Il pranzo è stato preparato da Maisa, una donna siriana ospite della struttura, assieme a due dei suoi tre figli. Si sono uniti anche altre ospiti della casa con i loro bambini: un momento bello per cconoscere un po’ meglio una realtà così diversa.

 

 

 

 

Amare è offrire una casa all’altro, quella esterna e quella del proprio cuore. Con questo spirito abbiamo vissuto una giornata semplice ma intensa, cercando di essere spazio di accoglienza e di solidarietà.


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