Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo dell'Arcidiocesi di Cagliari, ha visitato la Comunità di Quartu Sant'Elena per la prima volta 


Grande gioia per i missionari e le missionarie per la presenza di mons. Giuseppe Baturi, dopo il suo insediamento in Diocesi, all'inizio di quest'anno. La sua cordialità ha creato da subito un clima familiare. Mons. Giuseppe è stato ordinato vescovo il 5 gennaio e i suoi primi mesi da pastore, nella chiesa di Cagliari, sono stati caratterizzati dall'emergenza Covid-19. Eppure questo inizio così insolito non gli ha impedito di mostrare da subito la sua vicinanza ai fedeli, soprattutto a coloro che stavano soffrendo di più. 

 

 


Appena arrivato, il vescovo ha potuto conoscere il centro missionario e la mostra "Il mondo visto da un'altra prospettiva". Successivamente Simonetta Pili, responsabile della Comunità, ha presentato i quattro nuclei, raccontando che a Quartu Sant’Elena vivono diversi missionari presenti, non solo dalla fondazione della Comunità, ma anche da quella che chiamiamo preistoria, cioè quel pezzetto di cammino vissuto da un gruppo di giovani innamorati della Parola di Dio e desiderosi di dare insieme la vita per annunciare il Vangelo a tutti.

 

 

Di seguito altri missionari hanno presentato le attività pastorali che realizzano dentro e fuori del centro missionario, il servizio di prossimità a sostegno delle povertà locali e l’impegno a vivere di provvidenza, di cui la presenza stessa del vescovo e in lui di tutta la chiesa, è un segno tangibile. Infine Mauro e Michela, che con le figlie Chiara e Miriam hanno vissuto per due anni nella missione di Lima in Perù, hanno condiviso la loro esperienza, indispensabile per la loro vita di famiglia missionaria.


Mons. Baturi ha parlato di sé, delle sue origini siciliane, di fatti nella bolla di nomina Papa Francesco ha detto di lui che “è stato chiamato a passare da un'isola ad un'altra”. Ha poi condiviso il piacere di conoscerci non per una motivazione funzionale a ciò che come comunità potremmo offrire alla chiesa che è in Cagliari, ma perché “essendo di fronte ad un carisma riconosciuto, nasce una mutua appartenenza. Il pastore è chiamato ad amare e servire quel carisma, perché si tratta di accogliere e amare i frutti dello spirito”.

 

Ha poi dichiarato che la testimonianza ricevuta stando in mezzo a noi, di persone che continuano a dare il proprio sì anche nelle situazioni particolari e difficili che a volte si è chiamati a vivere, edifica la chiesa e la sua fede, confermandolo nella convinzione che l'adesione a Cristo non è una militanza, l'incontro con Cristo è una cosa seria, la missione è il respiro della vita.

Il Signore non vuole le nostre attività, Lui ha già salvato il mondo. L'amore di Cristo non è qualcosa di sentimentale e la vera sfida è condurre le persone all'adesione a Cristo, a Lima come a S. Elia (CA). Ogni cristiano è abitato da un desiderio struggente di far conoscere il Signore Gesù.

 

 

La serata si è poi conclusa con un momento conviviale, continuando a celebrare la gioia di stare insieme. Ringraziamo il Signore per esprimerci la sua vicinanza attraverso questo pastore e gli auguriamo una buona missione!

 

 

Alcune immagini della serata trascorsa con mons. Baturi