Jeshuà 41. Forse per tanti questa espressione non significa nulla ma per i 23 partecipanti a questo ritiro kerigmatico, organizzato dalla Comunità Missionaria di Villaregia a Quartu Sant’Elena dal 29 al 31 marzo, significa molto, moltissimo


I giovani sono arrivati venerdì sera con tante domande: che cos’è lo Jeshuà? Starò bene tra persone che non conosco? Mi annoierò, avrò voglia di andarmene subito? Potrà cambiare la mia vita?

Tanti erano anche i desideri che, forse, nemmeno a loro stessi avevano espresso: ho bisogno di qualcosa che dia una svolta alla mia vita, mi manca qualcosa per essere felice. 

 


E invece domenica sera, a conclusione dell’evento, qualcosa era cambiato in loro. Per capirlo basta leggere quanto hanno scritto per esprimere ciò che avevano sperimentato.

 

Ultimamente nella mia vita è arrivato un uragano che ha completamente distrutto la mia famiglia. Questi tre giorni sono stati fantastici, non ricordavo più da quando non mi sentivo così in famiglia, così amato. Questa esperienza mi ha ricordato il mio legame con Dio che ormai avevo perso... sono stato accolto come se mi conoscessero da tempo e questo mi ha fatto sentire subito a casa. Vorrei continuare questo bellissimo percorso e sicuramente ritrovare il mio rapporto con il mio migliore amico, Dio.

 

Sono felicissimo di aver fatto questa esperienza, mi sento più libero, più sereno e con tanta voglia di recuperare tutto quello che ho lasciato in sospeso per troppi anni.

 

 

Fare qualcosa per gli altri e non per se stessi non credevo  facesse stare così bene. Partecipare allo Jeshuà per me è bello perché donare amore è meraviglioso sempre!

 

Se sei un giovane dai 18 ai 30 anni con la voglia di mettersi in gioco, lo Jeshuà è per te!


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