Un percorso di educazione alla mondialità nelle classi dell’Istituto Statale d’arte “Carlo Contini” di Oristano


Nelle ultime due settimane del mese di novembre Daniela Atzeni e Felicia Romano, missionarie della Comunità Missionaria di Villaregia (CMV), nella sede di Quartu Sant’Elena (CA), hanno incontrato circa 50 studenti dell’Istituto d’arte “Carlo Contini” di Oristano per la realizzazione del progetto di educazione alla mondialità e interculturalità dal titolo “Io+Tu=Noi Intrecciamoci, parte di un ampio catalogo offerto dalla CMV. Grazie all’accoglienza della docente di lettere e filosofia, la prof.ssa Cristina Diana, le missionarie hanno potuto affrontare con i suoi alunni una tematica di enorme attualità: l'immigrazione.


Il progetto, che si realizza in 4 ore per ogni classe, in linea con il 4°, il 10° e il 16°obiettivo dell’Agenda 2030 si propone di aiutare i ragazzi a prendere consapevolezza che ciascuno è straniero a qualcun altro e che ci sono vari modi di incontrare l’altro: sopportando, con atteggiamento di superiorità o intrecciandosi. Si prosegue con uno sguardo sulle cause e sui numeri del fenomeno migratorio in questi ultimi anni, vincendo molti stereotipi. Attraverso il racconto di testimonianze di giovani migranti si rivive insieme con loro il viaggio, se tale si può chiamare, che dall’Africa, in modo particolare, li ha portati sulle coste italiane. Si conclude con una presa di coscienza della ricchezza della diversità e insieme si cercano possibili cammini perchè questo si realizzi. Una metodologia interattiva, con l’ausilio anche di filmati e story telling, favorisce la partecipazione attiva degli studenti.


Ecco le ripercussioni della docente: Gli argomenti sono stati molto interessanti e attuali, colpiscono i ragazzi soprattutto perché interattivi nelle parti più concrete e reali, nelle testimonianze di esperienze vissute. Il coinvolgimento in diverse attività spezza la parte dell’ascolto e della riflessione.  Tutto ha favorito un’invito al ragionamento e all’espressione del proprio pensiero, senza alcuna imposizione del proprio punto di vista da parte delle due missionarie.

Anche i ragazzi hanno lasciato qualche commento:

- Questo incontro è stato molto interessante. Sono riuscita ad aprire gli occhi su situazioni attuali, di cui io non mi ero mai interessata. Contavo molto sui pregiudizi e sul detto degli altri.

- Ora so cosa rispondere a chi mi presenta discorsi razzisti!

- Trovo che sia incredibile che noi italiani che per primi abbiamo sofferto a causa dell’emigrazione, siamo anche i primi a discriminare questi giovani che hanno attraversato un deserto di sofferenza e paura.

- Tutti i paesi pensano ad arricchirsi non pensando alle conseguenze per gli altri paesi. Siamo tutti umani e dovremmo essere una famiglia tutta unita che si aiuta.

- Ho capito che siamo noi a privare queste persone delle loro risorse, mentre noi viviamo una vita con tanti agi.

La prof.ssa Cristina Diana organizzerà con i suoi alunni una visita al Centro Missionario nella sede di Quartu Sant'Elena in via Irlanda 64  per la visita alla mostra missionaria: Il mondo visto da un'altra prospettiva e per incontrare e ascoltare la testimoninaza di giovani migranti, amici dei missionari. A questi giovani intanto auguriamo che questo progetto faccia germogliare nei loro cuori semi di fratellanza universale.