Nella Comunità Missionaria di Villaregia a Quartu Sant’Elena si è realizzato, venerdì 18 gennaio, un incontro di preparazione all’Ottobre missionario straordinario dal titolo "Io sono una missione"


Il mese straordinario è stato indetto da Papa Francesco, in occasione del centenario della promulgazione della lettera apostolica  “Maximum illud” di papa Benedetto XV sull’attività svolta dai missionari nel mondo.

Il relatore dell’incontro che si è tenuto prosso la nostra Comunità è stato don Amedeo Cristino, sacerdote fidei donum della Diocesi di San Severo, in provincia di Foggia, già direttore del CUM, il Centro unitario per la cooperazione missionaria fra le chiese.

 

Don Amedeo ha sviluppato l’incontro a partire dal titolo dello stesso,  “Io sono una missione”,  espressione tratta dalla Evangelii Gaudium dove Papa Francesco scrive:

 

La missione al cuore del popolo non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un’appendice, o un momento tra i tanti dell’esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere se stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. 


Ecco alcuni punti toccati da don Amedeo durante l'incontro:

 

  •  Tutto le volte che il Risorto vuole incontrare la sua comunità trova sempre un muro, mai una finestra o una porta aperta. Allora anche noi, come la prima comunità cristiana, dobbiamo implorare da Dio una pentecoste, una nuova pentecoste forte, perchè anche noi siamo chiamarti ad uscire, anche se facciamo fatica, preferendo spesso una religione che ci tranquillizzi, che ci faccia stare bene. 

 

  • La messe è pronta ma chi va a raccogliere? Occorre che le nostre comunità si aprano alla missione per rispondere a questo invito. Gesù invia i suoi in Galilea, una zona di frontiera. La chiesa oggi deve chiedersi dov’è per lei la Galilea, che ha un indirizzo preciso, e lì troverà persone con un cuore pronto ad accogliere.  

 

  • Don Amedeo ha invitato tutti i partecipanti a meditare il brano biblico dove la sunamita a cui è morto l’unico figlio chiede al profeta Eliseo di fare qualcosa e questi compie il miracolo della risurrezione del bimbo, attraverso gesti che esprimono amore. (rif. 2 Re 4, 8-37).

 


I partecipanti hanno ringraziato per quanto condiviso da don Amedeo, segno di una chiesa che ha voglia di metteresi in gioco, di uscire.

L'auspicio è che l’Ottobre missionario straordinario possa offrire davvero l'opportunità a ogni battezzato di riscoprire la bellezza della sua identità e poter affermare: io sono una missione.

 

Per approfondire il tema della missione, visita la nostra mostra missionaria.