Oggi inizia una carrellata di testimonianze per far conoscere l’esperienza dei missionari della Comunità Missionaria di Villaregia. La prima a raccontarsi è Lucia, che ci parla di come Dio l’ha conquistata sin da piccola attraverso la gioia di chi faceva della sua vita un dono per gli altri


Sono Lucia, membro del 2° nucleo della Comunità nella sede di Quartu Sant’Elena. Sono nata a  Padova 44 anni fa da Carmelo, di origini calabresi e da Carla, di origini romane. Ho un fratello più giovane di me di nome Marco.

Alla mia nascita un'infermiera commentò che se fossi nata con gli occhiali sarei stata tutta papà, tanto gli somigliavo. E questa somiglianza nel tempo si scoprì che non era solo nel volto ma anche nella tenacia e vi spiego perché con un aneddoto. Ai tempi del'asilo, in occasione della recita natalizia, la maestra mi aveva affidato il ruolo della pastorella, io però preferivo interpretare l’angelo. E così mi sono fatta comprare da mamma il vestito dell’angelo e, quando ci siamo presentati all’asilo per la recita, la maestra si è trovata davanti al fatto compiuto! Questa tenacia è stata una grande risorsa per perseverare nei miei sogni.

 

 

Durante l’adolescenza un giorno mi sono detta: "da grande sarò missionaria"! Contemporaneamente una suora mi aveva parlato dell’esperienza di Santa Madre Teresa di Calcutta e avevo conosciuto un sacerdote che mi impressionò per le sue scelte di povertà. Con la suora della mia parrocchia ho iniziato ad andare a visitare i più poveri, gli anziani e gli ammalati e questo mi dava gioia, mi faceva stare bene. Sentivo che il Signore mi chiamava.

Gioivo nel partecipare ai campi scuola parrocchiali, stare insieme con gli altri, condividere le cose semplici come il pranzo, il lavoro ... Più che andare alle feste mi piaceva andare in parrocchia. Durante l’arco di tutto un anno, andando a scuola con un amica, ci fermavamo in una cappella e pregavamo il rosario prima di andare a scuola. Incredibile solo a pensarci!

A 17 anni il desiderio di  donarmi a Dio, di essere per gli altri si é fatto più forte. Così, concludendo le superiori, per opera della provvidenza divina ho ricevuto un invito a un campo di lavoro nella Comunità Missionaria di Villaregia, nella sede di Porto Viro, in provincia di Rovigo. Rimasi profondamente colpita da quell’esperienza e affascinata dalla gioia dei missionari e dalla loro accoglienza: sono stata così tanto conquistata da decidere di restare. Tre mesi dopo ero già parte di questa famiglia. Mamma e papà chiaramente all’inizio non capivano cosa stesse succedendo, pur rispettando la mia scelta, ma poi mi hanno sostenuto e incoraggiato nel cammino.

 

 

Dopo gli studi teologici a Padova, ho vissuto la nascita, con altri fratelli e sorelle, della sede di Roma della Comunità; poi sono arrivata qui a Quartu Sant’Elena, dove sono rimasta per cinque anni. Questi ultimi sono stati gli anni più belli della vita comunitaria. 

Poi l’attesa e desiderata partenza in missione, direzione Città del Messico. Per un anno ho vissuto, insieme a un’altra missionaria, in una baracca tra i poveri e qui ho incontrato il senso della mia missione. Non era importante dare ma stare. La gente non ci chiedeva nulla se non condividere Dio. Incredibilmente noi che eravamo lì per dare loro qualcosa, abbiamo ricevuto anche il pane quotidiano. Qui mi sono sentita chiamata di nuovo.

Se penso al mio cammino fino a oggi, vi trovo un filo d’oro che lo attraversa tutto, ed è la sua misericordia che è eterna: Dio è fedele.