“Questo povero grida, il Signore lo ascolta”: la Comunità Missionaria di Villaregia, a Quartu Sant’Elena, continua a promuovere iniziative per esprimere la sua prossimità verso i poveri


La Giornata mondiale dei Poveri che abbiamo celebrato il 18 novembre è in verità una ricorrenza che dovremmo celebrare tutti i giorni. Il Vangelo di Matteo lo ricorda e lo conferma: "Ero affamato, avevo sete, ero nudo, carcerato, ammalato … e tu mi hai dato da mangiare, da bere, da vestire, sei venuto a visitarmi…".

Ecco alcune delle attività in cui siamo impegnati con dei gesti concreti verso gli ultimi che vivono nella nostra stessa città.

 

UNITÀ DI STRADA

In collaborazione con la Caritas diocesana, due volte a settimana membri effettivi ed aggregati della Comunità Missionaria di Villaregia visitano di notte le persone che vivono in strada. L’offerta di un caffè o di una merendina è solo un "pretesto" per stare vicini a queste persone. La testimonianza di Beppe è molto eloquente:

 

Ho sempre sentito il bisogno del contatto diretto con i poveri ed è per questo che diversi anni fa ho deciso di far parte dell’unità di strada della Croce Rossa con mia moglie Lina. L’esperienza si è rivelata forte e non priva di problemi, ma fin dai primi momenti ho capito che non riuscivo a rinunciarci. La cosa più importante non è dare qualche genere di conforto, ma soprattutto dialogare ed essere vicini alle persone che vivono ai margini e, seppure per poco, condividere il loro mondo e stringere rapporti umani con chi viene etichettato come rifiuto dalla società.

È  grazie a questo servizio che ho incontrato Daniele e Hassan. Il giorno che l'ho conosciuto Daniele mi disse di aver perso il lavoro da pochissimo tempo, di essere finito in strada e di non avere neanche un letto per la notte. Era arrabbiato, soprattutto con le “autorità”. L’ho rivisto dopo due settimane ed era diverso, non urlava più, era stato "sconfitto" dalla vita di strada. Mi venne incontro con le lacrime agli occhi. Mi resi conto della mia impotenza di fronte a tanta disperazione e lo abbracciai almeno per confortarlo. Quell'abbraccio, anche se per pochi attimi, era servito a lenire lo sconforto. Oggi Daniele è stato provvisoriamente sistemato, almeno per la notte, in un hotel di Cagliari.

Hassan invece è di origini asiatiche. Lo abbiamo trovato su un letto di cartone con lo sguardo vuoto e fisso. Ci siamo avvicinati e ci ha mostrato un foglio dalla Asl che certificava la cancrena ad un piede e la presenza di infezioni. Fortunatamente è intervenuta la Croce Rossa e una giovane dottoressa volontaria ha provveduto a certificare la gravità del caso e a farlo ricoverare in ospedale. Oggi Hassan si trova in una Rsa per le cure.

 


MENSA DEI POVERI

La mensa dei poveri è  gestita dai volontari che collaborano con le Vincenziane ed offre, alcuni giorni a settimana, un pranzo a chi vi si reca. Alberto e Martina seguono il servizio una volta al mese, insieme ad altri giovani. Si preoccupano della preparazione, del servizio e del riordino. “È un aiuto semplice: si tratta di donare non tanto un pasto caldo ma soprattutto un sorriso, una parola, l’ascolto”.

 

 

INDOVINA CHI VIENE A PRANZO

Abbiamo lanciato questa proposta: perché non invitare un immigrato a pranzo a casa mia? Questa proposta è diventata contagiosa e così sono tanti coloro che aggiungono un posto a tavola, anche 2 o 3. Santina e Gianni sono molto contenti di aprire le porte della loro casa e si commuovono quando si sentono chiamare "mami" e "papi" perché si è stabilita una relazione. Quando Santina si è rotta una gamba, uno di loro la chiamava ogni settimana per informarsi sulla sua salute.

Paolo, oltre ad offrire un pasto, ha scelto di accogliere in casa un ragazzo africano, dandogli anche la possibilità di studiare e l'opportunità di un lavoro. Così racconta: "dopo aver accolto il primo, ora ne ho accolto anche un altro. Questi ragazzi hanno bisogno di famiglia e di fare una passeggiata insieme.”


VISITE IN CARCERE

È un pregiudizio piuttosto comune quello per cui chi è in carcere si merita di rimanerci, senza diritti, naturali o umani. Una delle carcerate visitate da Maria Antonietta le ha detto: “So che ho sbagliato e sto pagando. Ma la sofferenza più grande che vivo è quella di non poter vedere i miei figli. Non immagini la mia gioia quando la settimana scorsa ho potuto riabbracciarli, anche se per poco.”

 


DOPOSCUOLA  e LABORATORI PER MIGRANTI

Grazie alla disponibilità di alcuni docenti realizziamo lezioni di doposcuola per giovani migranti che ancora faticano con la lingua italiana, ma che hanno voglia di imparare. La lezione si conclude con la condivisione del pranzo in un clima di famiglia. E poi la partecipazione ad alcuni laboratori permette a questi ragazzi di esprimere la loro creatività e di apprendere cose nuove.

 

 

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