Una settimana di formazione e aggiornamento, arricchita da tanti incontri. È quanto hanno vissuto i missionari della Comunità di Quartu Sant'Elena


Dal 17 al 21 febbraio abbiamo partecipato a diversi incontri con lo scopo di arricchire le conoscenze e poter essere sempre di più dono per i destinatari del nostro servizio missionario. Le tematiche affrontate e gli incontri vissuti sono stati svariati e molto coinvolgenti.

La settimana si è aperta con la visita alle suore somasche nella sede di Elmas. Siamo stati accolti da suor Silvia, che ha illustrato il carisma di San Girolamo Emiliani, loro fondatore, che ha speso la vita per accompagnare ragazzi nati in contesti difficili, aiutandoli a cogliere i loro doni e a valorizzarli. Un un sogno che Suor Silvia e la sua comunità continuano a rendere possibile per tanti giovani adolescenti.

 

 

Il giorno successivo mons. Arrigo Miglio, vescovo emerito dell'Arcidiocesi di Cagliari, ha fatto una sintesi della realtà pastorale della nostra Chiesa, con molta semplicità, incisività e profondità. Ha sottolineato più volte, in linea con il messaggio di papa Francesco, la necessità di proclamare il kerigma: l’annuncio dell’amore di Dio, morto e risorto, per ogni uomo.

Nel pomeriggio siamo stati accolti da p. Enrico Deidda, gesuita, e da alcuni laici che collaborano con la Compagnia di Gesù. Questi prima hanno mostrato le bellezze artistiche e spirituali, visitando la chiesa di San Michele, e poi quelle pastorali, spiegando le diverse attività che realizzano sul territorio.


La mattinata del 19 febbraio è stata pienamente missionaria, grazie alla presenza di don Gianni Sanna e don Carlo Rotondo, che hanno vissuto diversi anni in Kenia come sacerdoti fidei donum, ossia inviati dalle diocesi, nelle missioni.

Don Gianni e don Carlo hanno raccontato con passione la loro esperienza, che continua ad essere molto viva ancora oggi nel loro servizio pastorale: "ho il mal d'Africa e voglio contagiarlo", ha detto don Carlo. C'è stata una grande sintonia, una grande gioia per l’incontro con sacerdoti così innamorati della missione ad gentes.

 

 

Il giorno successivo il prof. Stefano Mele ha condiviso diverse sfide che oggi la bioetica affronta, dove spesso è messa a repentaglio la dignità dell’uomo; in seguito p. Francesco Maceri, preside della Facoltà Teologica, ha condiviso alcune linee pastorali alla luce dell’Amoris Laetitia, documento di papa Francesco sulla famiglia. Entrambi i relatori hanno parlato del loro lavoro con passione e molta umanità.


L’ultimo giorno è stato dedicato alla visita alla Collina. Il fondatore don Ettore Cannavera, ha raccontato la sua esperienza: "ero carcerato e mi avete visitato", questa la parola che il Signore gli ha chiesto di vivere in modo speciale e che è diventata il suo motore di vita, il centro della sua esistenza. Don Ettore ha ricordato tanti momenti, in cui i giovani da lui accolti, che sembravano destinati a non avere diritto ad un futuro a causa dei loro delitti, hanno ricominciato una vita nuova, perché sono stati visitati, accolti, amati, perché qualcuno ha avuto fiducia in loro.

Una varietà di esperienze, quindi, che ci hanno lasciato la gioia di aver incontrato una chiesa viva, di aver tessuto nuove relazioni di amicizia, di aver conosciuto fratelli con i quali percorrere il medesimo cammino nell’annuncio del Regno!

 

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