Nell'Esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", Papa Francesco disegna una Chiesa missionaria chiamata ad annunciare la gioia del Vangelo, una comunità di persone alla ricerca dell’incontro


“In virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario. Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni.

 

La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati. Questa convinzione si trasforma in un appello diretto ad ogni cristiano, perché nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione … Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo “discepoli” e “missionari”, ma che siamo sempre “discepoli-missionari”. Evangelii Gaudium, cap. III [120] 


Papa Francesco nella sua prima Esortazione apostolica domanda a tutta la Chiesa il coraggio della riforma, del cambiamento. La Comunità di Pordenone ha accettato questa sfida, ripensandosi sul territorio, con particolare impulso alla corresponsabilità dei laici

 

Ciò ha portato in questi mesi alla nascita di una commissione pastorale nella quale missionari, missionarie, sposi, famiglie, laici e giovani vivono la corresponsabilità pastorale nella quale comunione e missione – elementi centrali per il carisma della Comunità – si vivono e si sperimentano davvero.  

 

Abbiamo chiesto ad alcuni membri della commissione come stanno vivendo questo spazio di chiesa.   

Jacopo Charmet, attualmente impegnato nel servizio di Cuoremondo e in altre iniziative, paragona il percorso a un viaggio in barca tutti insieme, dove la diversità tra i membri non porta fuori strada ma, al contrario, genera fiducia e stupore nel costatare che ognuno è strumento di Dio per giungere insieme alla meta.  

 

“Nella commissione mi sento come il remo di una barca. A volte sembra che gli altri remi facciano cose diverse, ma invece siamo guidati dalle stesse mani. Nel confronto con gli altri il mio contributo si trasforma per dare un risultato più bello e più grande frutto dell’apporto di tutti. In questo percorso di reciproca conoscenza, con onestà e trasparenza, ci impegniamo a fare luce sul percorso che stiamo vivendo”. 

 

Mentre Gian Luca Strafella all’immagine della barca ne aggiunge un’altra:

 

“mi viene in mente la parola ‘tutto concorre al bene di coloro che amano Dio’. Nel mio piccolissimo vorrei contribuire al bene di chi condivide con me questo cammino”. 

 

Con grande stupore ci accorgiamo che il Sì di ciascuno è importante nella costruzione del Regno di Dio e che la bellezza nasce proprio dalla comunione delle nostre diversità, nel dono di sé e nel servizio.

La comunità dei battezzati è davvero il luogo della comunione missionaria.