E’ intervenuto durante la prima serata del consueto ciclo di incontri Fulvio Scaglione, giornalista e collaboratore di diverse testate. Tema dell’incontro gli interessi strategici: “Uno scenario favorevole per nuove guerre”, una disamina sugli interessi delle maggiori potenze mondiali.

La prima serata del consueto ciclo di incontri All’ombra del Baobab si è svolta a Pordenone presso il centro della Comunità Missionaria di Villaregia. I temi di questa nuova rassegna prendono spunto dall’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco. Obiettivo comparare le condizioni di povertà dei popoli, causate da oppressione, sfruttamento della terra, interessi economici, con le condizioni di degrado generate dai "potenti" della Terra.

E’ intervenuto, portando la sua testimonianza, il giornalista ed esperto di geopolitica Fulvio Scaglione, ex vice direttore di Famiglia Cristiana dal 2000 al 2016.

Scaglione ha esordito commentando il suo recente viaggio ad Aleppo. Ha poi proposto alcune riflessioni sullo scontro in atto per l’egemonia economico-politica nel mondo e, in particolare, in Medio Oriente, sottolineando come questo stia avvenendo sempre più “a casa d’altri”: Russia e Stati Uniti si fronteggiano appoggiando questa o quella fazione in tanti conflitti che si stanno consumando lontano dai loro territori. “Il dato inquietante – spiega Scaglione - è che il 90% delle vittime di questi conflitti sono civili, una percentuale che, se confrontata con quella della Seconda Guerra Mondiale, che si attesta intorno al 50%, ci fa comprendere come queste guerre di interessi si stiano consumando soprattutto sulla pelle delle persone che non possono far altro che subirne inermi le conseguenze”.

 
(da sinistra il giornalista Fulvio Scaglione e Filippo Corvi, missionario della CMV)

Ma da dove nasce tanta violenza, perpetrata soprattutto a scapito dei più deboli, poveri e indifesi? Secondo Scaglione questa escalation, di cui la Siria rappresenta solo l’ultimo teatro, ha origine negli attentati suicidi realizzati dai terroristi di Al Qaeda negli Stati Uniti l'11 settembre del 2001 e nella conseguente “guerra al terrorismo” che l’allora presidente George W. Bush s’impegnò a combattere per estirpare questa forma di violenza e neutralizzare i regimi che la finanziavano e la sostenevano. 

Purtroppo dal 2000 a oggi, le vittime mondiali per atti di terrorismo sono aumentate di nove volte: nel 2000 ci sono stati 8 mila morti, nel 2013 sono saliti a 18 mila, nel 2014 addirittura 33 mila, mentre gli attacchi suicidi nel 2014 sono cresciuti del 18% rispetto al 2013 (Fonte: Global Terrorism Index, pubblicato dall’Institute for Economics and Peace di Chigaco). Questi dati raccontano inequivocabilmente che la “guerra al terrorismo” dichiarata dal presidente Bush e appoggiata tra gli altri anche dall’Arabia Saudita si è rivelata un fallimento totale.

“Le cause di questo fallimento – sottolinea il giornalista - sono molte, dalla presunzione di poter esportare il modello democratico occidentale in contesti culturali dove la democrazia non è un’esigenza reale (se lo fosse si sarebbe affermata naturalmente, senza bisogno di interventi esterni)  alla commistione di interessi economici che legano gli Stati Uniti (e non solo, visto anche l’Italia è coinvolta) alla monarchia Saudita e al Qatar, cioè i due Paesi che stanno finanziando l’Isis acquistando armi proprio dall’occidente”.

 
(L'intervento di Fulvio Scaglione)

“Forse – ha concluso Scaglione - è arrivato il momento di riconoscere che c’è qualcosa che non funziona proprio nel nostro mondo occidentale, nel valore assoluto che spesso diamo al denaro, nella nostra incapacità di mettere in discussione uno stile di vita che ha conseguenze disastrose sulla natura, sul clima, sulle identità culturali, sulla convivenza civile. Ce la faremo a metterci in discussione? Saremo capaci di scelte coraggiose, magari un po’ meno remunerative economicamente ma sicuramente più gratificanti nella relazione con gli altri e col creato?”.

L’auspicio è che vi sia una risposta affermativa.