Domenica 8 aprile, Festa della Divina Misericordia, la Comunità ha celebrato una messa in suffragio delle persone defunte in giovane età, alla presenza di una cinquantina di famiglie toccate da questo profondo dolore. Nel corso della celebrazione è stata data voce ai sentimenti di alcune delle famiglie presenti. 


Il salmo scelto e proclamato, per la celebrazione, è stato un passaggio del brano della Sapienza: 

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio.
Nessun tormento li toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero, 
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.”

L’omelia è stata accompagnata da alcune riflessioni e domande. “Quante volte, Signore, ci siamo chiesti... perché? Perché me l’hai portato via? Perché proprio mio figlio? Il mio sposo? Il mio amico? Perché la mia bambina? 
Il cuore di Dio è sempre attento, pronto ad ascoltare il nostro grido. I nostri occhi umani possono vedere morte, desolazione, non senso, tristezza, buio, ma gli occhi di Dio vedono una vita nuova, diversa, eterna.

La voce del Signore sussurra ad ogni spirito affranto: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà”. Se ci poniamo in ascolto, possiamo sentire la voce del Signore che ripete al cuore addolorato: “Tuo figlio è nelle mani di Dio, il tuo sposo è nella Pace”.

“Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,
la loro speranza resta piena d’immortalità.
In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé,
li ha saggiati come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come l’offerta di un olocausto.”

La preghiera con l’invocazione allo Spirito sulle famiglie dei giovani defunti, la lettura dei loro nomi e il dono di una rosa bianca ad ogni coppia presente in ricordo del proprio figlio sono stati momenti di commozione e compartecipazione al dolore gli uni degli altri.

Una coppia di genitori, che ha perso il figlio di 23 anni in un incidente stradale ha detto: “Questi momenti non ti tolgono il dolore, ma ti fanno capire che non sei solo”. 
Una mamma ha affermato: “Ho perso mio figlio in un incidente con la moto. Ho perso mio figlio, ma ho ritrovato i suoi amici: da quel momento non mi hanno mai lasciata sola!”.

Ringraziamo il Cielo che non manca mai di chinarsi sull’umanità vulnerabile e sofferente: preghiamo per queste famiglie, affinché la grazia sempre rinnovi in loro il dono della pace e della consolazione.