Sabato 12 maggio presso il Centro missionario di Pordenone, Fawad Raufi, giovane insegnante, scrittore e poeta afgano che vive in Italia dal 2016, ha presentato il suo libro "Dall’Hindu Kush alle Alpi", che descrive la sua odissea per giungere in Europa, per scappare da una guerra senza fine e tentare di salvare così la propria vita.


Un folto pubblico ha partecipato alla serata-evento, segno di una comune sensibilità rispetto alla vita e alle sorti dei tanti giovani che affrontano situazioni e sofferenze inimmaginabili, per approdare in un luogo sicuro come è l’Europa. Nella maggioranza dei casi, infatti, non sono la povertà o il mito della ricchezza dell’Occidente ad indurli a lasciare la propria terra, i propri affetti e gli amici, ma la necessità di fuggire da una guerra incomprensibile, in cui nemmeno si sa chi è il proprio nemico.

Dai diversi migranti che arrivano fino a noi, l’Europa è riconosciuta come l'unico contesto civile in cui regnano stabilmente la pace, la giustizia, il rispetto, la libertà e la possibilità di circolare in sicurezza. Tutte cose scontate da tempo per noi cittadini europei, ma che rappresentano invece un sogno, un desiderio vitale, per Fawad e altri giovani come lui, che hanno voluto testimoniare brevemente, oltre alla loro esperienza, anche la loro gratitudine per l’accoglienza ricevuta in Italia.

Nel corso della serata si è creato così, spontaneamente, un clima di ascolto attento, ma infine anche gioioso, multietnico: diversi ragazzi afgani hanno voluto condividere con i presenti il tè con i tipici dolci della loro terra; così al termine dell’intervista ad opera del giornalista Pietro Angelillo si è respirata un'aria di amicizia universale, decisamente lontana dal chiasso mediatico che vorrebbe contrapporre con l'indifferenza o l'ostilità i destini di coloro che fin qui hanno vissuto in pace, verso chi è costretto invece a rischiare rinunciando a tutto, nella speranza di una vita migliore.

La presentazione del libro di Fawad ha simboleggiato, con la forza della semplicità, il superamento di ogni divisione territoriale, la speranza di un mondo in cui vivere in pace, ove ciascuno possa mettersi in gioco e condividere con gli altri ciò che ha di più bello e prezioso: la propria vita.

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