P. Alex Berardo Cmv Pordenone
P. Alex Berardo, sacerdote missionario di San Paolo, Brasile, da qualche mese si trova nella Comunità missionaria di Pordenone. Gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo un po’ di più.

- P. Alex, anche tu, come il Papa, vieni da un Paese molto lontano… vuoi raccontare qualcosa della tua terra?
Il Brasile è un posto molto bello, soprattutto per la gente. Il popolo brasiliano è gioioso, felice di essere semplice e allo stesso tempo è un popolo che lotta per vivere. Ogni giorno per molti è una battaglia portare a casa il cibo necessario, ma si vive ogni cosa in una prospettiva di fede, nella speranza di un futuro migliore. È un popolo che vive anche la carità: pur nella povertà le persone sono molto solidali tra loro. Il Brasile gode anche di una grande varietà naturalistica: il mare, le colline, la pianura della parte centrale del Paese, la Foresta amazzonica, i grandi fiumi… accanto alle megalopoli, naturalmente. Un’altra bella caratteristica del mio Paese è il folklore, e non penso solo al carnevale, ma anche alle danze, al calcio, che ha anche una valenza sociale e culturale…

-    Quali sono le principali differenze culturali che hai riscontrato in Italia, rispetto al Brasile?
Sono qui da soli sei mesi, mi sto ancora ambientando, non posso ancora fare paragoni. Però posso dire che sia qui in Friuli che in Sardegna, dove sono rimasto per un po’ di tempo, la natura è bellissima. E un’esperienza nuova per me è la neve, che finora conoscevo solo per le immagini viste in TV!
Una differenza che ho notato subito è la profondità storica e culturale dell’Italia; il Brasile di fatto è un Paese giovane, e qui sto scoprendo anche le radici della mia fede.

-    Provieni da una famiglia numerosa?
La mia famiglia non è particolarmente numerosa, siamo in quattro. E’ composta da mamma Luzia, papà Josè Luiz, mio fratello Carlos e io. Però ho tantissimi zii e cugini.

-    Qual è stato il tuo percorso di fede?
Nella mia famiglia la fede per un certo periodo ha avuto un ruolo marginale. Inizialmente sono stato battezzato, come mio fratello, in una chiesa cattolica brasiliana, una delle tante presenti in Brasile. Poi, la mia madrina di quel primo battesimo si è convertita alla Chiesa cattolica romana, e ha convinto i miei genitori ad aderirvi. Così, all’età di 14 anni ho ricevuto il vero Battesimo e due anni dopo, grazie a P. Edson Santana e Vanessa Santos, missionari della CMV, che nel frattempo avevo iniziato a frequentare, ho ricevuto il Sacramento della Cresima.

-    Come è nata la tua vocazione missionaria?
E' nata pian piano, frequentando il Gruppo di impegno missionario a San Paolo. Ricordo che la prima cosa che ho scoperto è stato il volto di un Dio Trinità, che è Padre, Figlio e Spirito Santo, un Dio che è famiglia, e che mi accoglie così come sono.
La seconda cosa importante è stata l’esperienza della fraternità tra noi ragazzi e ragazze del gruppo, vissuta nella gratuità, nell’amicizia, nella purezza, senza interesse. Questa per me è stata una novità assoluta, segno di un Dio che rende possibile l’incontro nella diversità, trasformandolo in un’esperienza arricchente. Inoltre, ciò che mi aveva colpito e conquistato era la dimensione missionaria, l’apertura nell’andare incontro ad ogni persona, e principalmente ai più poveri. Ricordo un incontro in cui si fece una riflessione sulla povertà in Perù che mi colpì particolarmente: da un lato mi sentivo attratto da quel clima uggioso, da quei colori attenuati, molto diversi da quelli della mia terra, dall’altro mi portò a voler fare piccole scelte di sobrietà e di apertura alla fraternità. E sentivo che ogni scelta era comunque insufficiente. Dio mi stava chiedendo qualcosa di più. Quel periodo durò quasi cinque anni, dal 1999 al 2003, poi, dopo un discernimento di un ulteriore anno e mezzo, sono entrato nella CMV come missionario in formazione. 

-    Il tuo percorso spirituale ti ha condotto al sacerdozio, giusto?
Sì. Nel 2004 sono stato accolto nella Comunità di Belo Horizonte, e lì ho iniziato quel cammino che mi ha portato a emettere i primi voti e, nel 2013, i voti definitivi. Un anno dopo sono tornato nel Centro missionario della mia città, a San Paolo, dove ho ricevuto l’ordinazione diaconale e successivamente, nell’anno della Misericordia, il 2016, il presbiterato. Del mio ministero sacerdotale mi colpisce ancora oggi la possibilità di portare il Pane e la Parola di Dio al popolo, assieme alla possibilità di intercedere, portando Dio davanti al popolo, e il popolo davanti a Dio, come Mosè!

Grazie P. Alex della tua testimonianza, che il Signore benedica e renda sempre più feconda la tua scelta di donazione!