Rosaria e Pasquale durante il Natale Bambini

Nei mesi di dicembre e gennaio la nostra giovane comunità ha accolto giovani e famiglie desiderose di condividere il loro tempo con i fratelli della missione di Ouagadougou


Nancy RJ, giovane peruviana della Comunità di Lima, e Rosaria e Pasquale De Martino, coppia di volontari della Comunità di Nola, sono arrivati a metà gennaio per vivere un’esperienza di incontro con un'altra cultura, un altro popolo e condividere con noi il Natale.

 

Alla sua partenza all’aereoporto di Lima, un'impiegata vedendo la destinazione del viaggio di Nancy le ha chiesto, “Vai in Burkina Faso? Non c’è niente laggiù, perché non hai scelto posti più famosi, più esotici?" La risposta di Nancy ha lasciato a bocca aperta la sua interlocutrice: “Vado in Missione per incontrare fratelli e per incontrare Dio!”.

Ed è stato proprio così per questa giovane amica che nel tempo trascorso qui si è lasciata coinvolgere da un’altra cultura, da consuetudini diverse dalle peruviane, ma non per questo meno belle.

Grazie lei i piccoli burkinabé di un centro di formazione hanno potuto assaporare e apprezzare molto la famosa “choccolatada peruviana”, tipica nel tempo di Natale a Lima.

 


Anche Rosaria e Pasquale prima della loro partenza si sono sentiti dire da molti: “siete coraggiosi a partire!”.

Eh si! La missione non ha età, l’Amore non ha confini. La coppia di volontari, che sono anche genitori di padre Domenico, sono stati accolti con molta gioia dal popolo burkinabé che non ha mancato di donare loro il tipico cappello del popolo che abita le terre di Ouagadougou e il Dafani, tessuto locale cucito a mano dalle mamme della Missione. Tutto ciò a dimostrazione dell’accoglienza tipica di questo popolo!

Essendo genitori di un missionario il grazie per aver donato a Dio un figlio per la missione si è levato da più parti e a più riprese.


L’incontro con questa terra, con la povertà palese, con l’accoglienza e ricchezza di cuore delle persone ha messo gli ospiti in discussione, al punto che Pasquale, prima di andar via, ci ha detto: “giunto a 66 anni e di fronte a quanto ho visto, ascoltato e sperimentato, devo ancora rispondere a una domanda – Chi sono io e chi sono loro? –. Questo popolo mi ha indotto a vedere il mondo in un altro modo!”.

 

 

Crediamo che tutti hanno preso una bella malattia qui in Burkina: il mal d’Africa!

Crediamo che la loro visita sia testimonianza che si può continuare a costruire ponti e non muri. Ci auguriamo che anche altri possano vivere la stessa esperienza con lo stesso atteggiamento di questi tre amici.

Grazie Nancy, grazie Rosaria, grazie Pasquale. A presto!