Padre Pasquale Peluso è pronto per continuare il suo cammino a Maputo. Al termine della messa di invio nella sua parrocchia, ci ha lasciato alcune parole che lo accompagneranno in Mozambico


La celebrazione con cui Scisciano ha salutato p. Pasquale è stata molto partecipata e si è respirato un bel clima di preghiera, commozione e gioia: un insieme di sentimenti che ha toccato tutti i presenti nella chiesa di San Germano durante la celebrazione officiata da p. Kleber e don Mariano, parroco della chiesa.

Dalla lettura del Vangelo, p. Pasquale ha estrapolato 2 parole che danno colore, forza e centralità a questo invio missionario e che ha voluto condividere con noi. La prima parola è “Seguimi”, il comando che Gesù rivolge a Pietro.

 

Se ripenso alla mia storia, diverse volte questa parola ha toccato il mio cammino. Sedici anni fa questa voce di Gesù ha risuonato in me in modo chiaro, chiedendomi di donare la mia vita per i fratelli più poveri all’interno della Comunità Missionaria di Villaregia e lungo questi anni tante altre volte sono stato raggiunto da questa voce. Oggi questa parola mi chiede un altro passo, verso il Mozambico. Il mio cuore è sereno perché ho sperimentato che quando si segue Gesù non bisogna temere niente: Lui sa dove portarci, quando farlo e per quanto tempo chiederci di restare.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                     
 

La seconda parola scelta da p. Pasquale è “Pasci le mie pecore”. In questa frase c'è tutta la fiducia di Gesù nell’affidarci la sua missione: prenderci cura del suo gregge, del suo popolo.

 

Ringrazio Dio per averci chiamato come Comunità a questa missione. In questi anni con gioia ho assunto questa missione a Pordenone e oggi sono contento di poter continuare a farlo con altri fratelli e sorelle in Mozambico. Non vi nascondo che durante la celebrazione mi sono commosso pensando anche a tutte le persone care conosciute a Pordenone e davvero ho sentito tutti presenti lì con me a formare una “bella famiglia”.

Chiedo una preghiera e un ricordo per questa nuova tappa della mia vita missionaria.

 

Kanimambo, p. Pasquale!