Tanta partecipazione agli incontri organizzati da Comivis, in collaborazione con la Comunità Missionaria, che hanno portato lo scrittore Fawad e Raufi negli istituti scolastici e associazioni di Napoli, Salerno e Benevento


Sono state circa un migliaio le persone che hanno potuto conoscere da vicino Fawad e Raufi, ascoltare la sua voce, la sua testimonianza di coraggio e di speranza per un mondo di pace. Un mondo senza guerre che distruggono tutto, compresi il futuro e i sogni di un popolo.

Centinaia gli studenti incontrati, decine gli insegnanti che hanno ascoltato la sua esperienza umana struggente, partecipando alla sua sofferenza e a quella del suo popolo, che sta morendo giorno dopo giorno, nell’indifferenza del mondo.

 

Ma chi è Fawad?

È un giovane nato a Kabul, in Afghanistan, una città distrutta da una guerra infinita che dura da quarant’anni. Fawad ha respirato - ad ogni attentato, ad ogni bombardamento - inquietudine e paura. La precarietà della vita, la violenza, l’attesa della morte lo ha accompagnato ogni istante.

Docente di Storia e letteratura persiana in una scuola superiore, scrittore e poeta, nel 2015 ha dovuto lasciare la sua terra, diventata invivibile, per conoscere la pace, la libertà. È giunto in Italia nel 2016, dopo aver attraversato il continente asiatico e ben undici Paesi via terra, lungo la rotta balcanica. Un viaggio terribile, di oltre diecimila chilometri, in parte fatto a piedi, durato diversi mesi. 

 

Il suo è un viaggio doloroso, ma pieno di momenti di umanità, di solidarietà con le persone che incontra.

Scrivere è la sua vita, Fawad e Raufi lo fa per lasciare traccia, la sua è la voce soffocata di chi non può parlare. È un messaggio di pace, di libertà per tutti, ma soprattutto per i giovani, per chi non sa cos’è la guerra e cosa significa lasciare tutto alle spalle e ricominciare.

Scrive anche sui muri del carcere, dove è rinchiuso senza aver commesso alcun reato, per chi verrà dopo di lui. Scrive di ogni passaggio della vita sul suo corpo e sulla sua anima in quei lunghi mesi e pubblica il libro “Dall’Hindu Kush alle Alpi – Viaggio di un giovane afghano verso la libertà” per Zel Edizioni nel 2018.

Un libro da leggere, per fare spazio alla verità e per comprendere cosa significa affidare ai trafficanti di uomini la propria vita, che spesso si perde tra le loro mani sporche di denaro.

 

Fawad è in cammino verso l’uomo, che lui vuole conoscere entrando nella storia di ognuno, consapevole che l’uomo è da sempre in cammino, attraverso i confini creati dai suoi simili.

Fawad, con la sua scrittura, vuole essere ponte tra le diversità di cultura, di storia, di tradizioni, di lingua, di religione, di provenienza che ci rendono più vicini di quanto pensiamo. Lui e tutti noi possiamo farlo solo con la conoscenza. “La conoscenza è un mare che non ha confini”, ha scritto in lingua dari (lingua persiona parlata in Afghanistan) sulla lavagna di una delle scuole dove ha incontrato gli studenti.