È calato il sipario sul raduno dei giovani che si è tenuto a Nola. Sono stati tre giorni intensi, pieni di emozioni, di scambio fraterno e di gioia, di confronto con gli ospiti che hanno condiviso con tutti un pezzo della loro vita


Durante il raduno i giovani hanno imparato ad ascoltare il grido interiore che ciascuno porta dentro, a cui spesso non sa dare un nome; quello del povero, che troppe volte rimane silenzioso perchè non riesce ad emergere in un mondo troppo caotico e concentrato a dare importanza a quello che si ha e non a ciò che si è.

Hanno imparato a dare un nome ai muri della divisione: cosa mi impedisce l'incontro con l'altro? quale barriera ho innalzato nelle mie relazioni? Grazie allo spettacolo "Il muro" di Marco Cortesi e Mara Moschini, hanno capito che i muri non hanno mai portato a nulla, se non divisioni lontane dal progetto di Dio per l'umanità.

 

 

 

Ma la cosa più importante è che hanno sperimentato l'importanza della collaborazione, che può cambiare il mondo, perchè insieme tutto è possibile. Parafrasando un detto africano, "nessuno è così ricco da non aver bisogno degli altri. Nessuno è così povero da non avere qualcosa da regalare".

 

L'esperienza fatta in questi giorni è racchiusa in alcuni simboli, che i giovani porteranno sempre nel loro cuore: un cofanetto con le voci di tutti; un ponte come volontà di tutti a non rimanre chiusi; un microfono, segno di chi voce non ha; un mondo, palcoscenico delle nostre azioni; pane e vino, simboli della vita che cresce nell'amore nutrito dal Signore. 

 

 

Come più volte ha detto Papa Francesco ai giovani:

 

Siete capaci di fare chiasso? Voi giovani siete chiamati ad essere portatori di speranza a partire dalle vostre capacità di fare chiasso e di promuovere l'amicizia sociale con tutti. Ad essere costruttori di ponte umano, tenendo la mano agli altri. 

Fate chiasso, fate casino e smuovete la Chiesa!

 

Ci vediamo al prossimo raduno!