Sabato 11 luglio, presso la Comunità Missionaria di Villaregia di Lonato del Garda, Olivier Ouedraogo riceverà il ministero dell'accolitato


Nel Centro missionario di Lonato 5 missionari e 4 missionarie stanno vivendo da alcuni anni un periodo di formazione prima di pronunciare i voti definitivi o di essere ordinati sacerdoti.

Tra di loro c’è Olivier Ouedraogo, originario del Burkina Faso, 35 anni.

Studente presso lo Studio teologico Paolo VI di Brescia, si è preparato a ricevere il ministero dell’accolitato, dono che riceverà l'11 luglio e che lo introdurrà al servizio dell’altare nella Santa Messa.

Il passo che Olivier si prepara a compiere affonda le sue radici nella vocazione missionaria che lo ha portato a far parte della Comunità Missionaria di Villaregia 9 anni fa preceduto, in questa stessa chiamata, dal fratello sacerdote Martin e seguito dalla sorella Florence.

 

Timidezza ed essenzialità non gli impediscono di rispondere con piena disponibilità alle domande sulla sua vita.

 

Come è nata la tua vocazione?

È iniziata quando ero molto piccolo. Ricordo che andavo nella cappella del villaggio con le mie sorelle per partecipare al coro. E lì il maestro del coro ha iniziato a chiamarmi “padre” e io ho sentito il desiderio di affidare la mia vita a Dio. Ciò che mi ha aiutato di più è il clima che ho respirato in famiglia. Ogni giorno i miei genitori si alzavano alle 5.00 del mattino per pregare e anch’io mi alzavo per pregare con loro. Prima di andare a letto si pregava tutti insieme. Mio padre era catechista e siccome la cappella era lontana 7 km dalla nostra zona, lui faceva la catechesi in casa per i vicini. La domenica si andava insieme alla messa delle 6. 00 e si dedicava tutto il giorno al Signore.

 

Come stai vivendo questo passo dell’accolitato in questo periodo di emergenza?

Penso molto alle persone che in questo tempo vivono la solitudine e soffrono per la mancanza della Comunione. Tra le funzioni dell’accolito c’è la distribuzione della comunione alle persone, agli ammalati, a coloro che sono deboli e che nella debolezza hanno bisogno di Dio. In questo servizio vorrei essere testimone di questa vicinanza di Gesù e fare come Lui che ha donato la sua vita per la nostra salvezza.

Il compito dell’accolito è il servizio all’altare. Qui si impara ad avvicinarsi a Gesù. Ciò che desidero in vista di questo passo è di imparare a stare sempre di più con Gesù. E vorrei che Gesù aprisse sempre di più il mio cuore.

 

Chi desiderasse partecipare alla celebrazione è invitato a chiamare al numero riportato nella locandina per riservare il posto.

 

Accompagniamo Olivier con le nostre preghiere chiedendo che rimanga in Gesù come il tralcio rimane unito alla vite (Gv 15,4) per portare frutti di vita per il regno.

 

 

Per chi volesse approfondire le condizioni di vita in questo periodo di pandemia in Burkina Faso, luogo di origine di Olivier, può visitare il sito cliccando qui