Catalina è una volontaria della Comunità di Lima, che opera nella cappella Maria Misionera fin dalla sua fondazione. Catalina testimonia la presenza di Dio ogni giorno, con la gioia e la preghiera 


Catalina ha 72 anni e vive nel “cerro”, tra colline di sabbia e pietre nella periferia di Lima, è una delle volontarie della cappella María Misionera e fin dall’inizio ha seguito e partecipato a tutte le fasi della sua crescita. “Catalina de María Misionera”, così la chiamano i parrocchiani, nella chiesa La Trinidad è un volto e un nome che tutti conoscono.

Se c’è un ammalato, una famiglia bisognosa di aiuto o una persona nel dolore, Catalina va perché Gesù ci invia a portare la sua speranza, la sua consolazione, la sua vicinanza…” dice. 

Stupiscono la gioia e la serenità che trasmette quando guida il rosario e l’umiltà con cui dirige i momenti di preghiera nella cappella. 


Poi, conosci la sua storia e ti commuovi. Aveva un anno e mezzo quando muore il papà e sette anni quando muore la mamma. A quattordici anni già lavora e quando passa davanti ad una chiesa dice fra sé: “Ora non posso, ma verrà il momento in cui potrò fare qualcosa per Te che mi proteggi”. 

 

 

A 18 anni va a vivere con un giovane, che dopo un anno mezzo si rivela violento. Quando la situazione diventa impossibile scappa con i bambini nati dalla relazione, ma non ha casa né famiglia e un giudice affida i figli al loro padre.

Un nuovo dolore. Per anni non rivede i suoi figli, si sposa e nascono due bambine e così la vita diventa più serena. Ma il marito si ammala di tumore e dopo qualche anno muore. Lei e le figlie si trasferiscono nella periferia di Lima.

Poco a poco costruisce la sua casa, le figlie con tanti sacrifici frequentano anche la scuola secondaria, conosce i missionari che, arrivati da poco, camminavano per “los cerros” a piedi per conoscere le persone e le famiglie del luogo. 


Così Catalina racconta il suo incontro con i missionari:

«Nel cuore ho sentito la chiamata di “papito Dios” a fare la mia parte come evangelizzatrice molti anni fa. In quel periodo la mia casa non aveva neanche il tetto, ma solo le pareti, eppure ho organizzato un incontro con gli altri abitanti della zona per recitare l’inno alla carità di San Paolo e in quel momento ho capito che solo l’amore dato e ricevuto rimane. Così ho cominciato ad andare a visitare gli abitanti della zona, a frequentare la messa e gli incontri dei missionari che erano appena arrivati a Lima. Sono felice perché Dio è stato buono con me, ho potuto anche incontrare i miei primi tre figli e ogni tanto vengono a visitarmi. Ho la mia casa, non mi manca il necessario e nessuno ha potuto rubarmi l’amore di “papito Dios”.