Nella Missione di Lima si è appena concluso un laboratorio di iconografia ispirato al Salmo 27, “È il tuo volto Signore che cerco, non nascondermi il tuo volto”, organizzato dai nostri missionari a sostegno dell'annuncio della Parola


Fin dall’epoca dei primi cristiani, le icone sono state non solo una forma di rappresentazione artistica, ma una via di trasmissione della fede. In linea con la missione evangelizzatrice della Chiesa, l’immagine comunica il Kerigma, l’annuncio del mistero di Cristo, trasmette il messaggio di salvezza.

 

Dal 2012, la nostra Missione di Lima ha realizzato una decina di mostre e circa 30 laboratori di iconografia, coinvolgendo in totale circa 300 persone, soprattutto giovani, constatando l’importanza dell’incontro personale con Gesù che dà senso alla propria vita. Alcuni di loro, grazie a questa possibilità, hanno potuto scoprire le proprie doti artistiche, che hanno poi sviluppato nel tempo.

 

 

 

L'obiettivo di questo ultimo atelier di iconografia, tenuto dal nostro missionario Carrillo Volpato, è stato l’incontro personale con il volto di Gesù, che tocca profondamente e guarisce. L'esperienza è stata strutturata come un percorso spirituale, svoltasi durante 2 fine settimana, nella sede della parrocchia di Nuestra Señora de la Esperanza attraverso momenti di:

  • preghiera
  • incontro con la Parola di Dio
  • realizzazione di un'icona del volto di Gesù su tela.

 

 

«È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità, anche quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato. Non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo, Ricordiamo che «è la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità, anche quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato. Non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo».

Gaudete et exsultate n. 154


La finalità principale dell'atelier di iconografia non è stata quella di acquisite una tecnica artistica, ma di favorire un’esperienza spirituale, che porta all’evangelizzazione e all’incontro con i fratelli e realizzare con le proprie mani un’icona da poter poi regalare a una persona malata o a un familiare a cui si desidera portare l’Annuncio.

 

Testimonianza di Josefina Villalobos, che ha partecipato al laboratorio:

Prendere parte a questo percorso  è stata un’esperienza unica. La prima sera, uscendo, mentre camminavo e meditavo su come avrei plasmato il volto di Gesù nella mia vita, ho incontrato un signore senza piedi, aveva viso dolce ed occhi trasparenti. Gli ho potuto offrire un bicchiere di acqua, si è fermato, apprezzando il mio gesto, ed io ne sono rimasta contenta: c’era Gesù in lui. 

È stata la prima volta che provavo a disegnare il volto di Cristo e, grazie all’aiuto di voi tutti, sono riuscita a realizzarlo. E mi piace come questo sia avvenuto.

Ho rifletto sul fatto che, affinché Cristo possa plasmare la mia vita, devo lasciarmi aiutare ed essere docile, accettando i miei limiti e i miei errori, continuando sempre a pregare e dando vita alla Parola di Dio. “Il tuo volto cercherò Signore, non nascondermi il tuo volto”.