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Le notizie dell'Agenzia Fides
Aggiornato: 1 ora 39 sec fa

AFRICA/ZAMBIA - La domenica della Parola di Dio: “Le Scritture dovrebbero permeare ogni sfera della vita umana”

Lun, 27/01/2020 - 12:53
Livingston - “Dobbiamo essere decisi sulla Parola di Dio che ci viene predicata e non lasciare che ci arrivi e ci oltrepassi”, ha detto l’ordinario della diocesi di Livingston mons. Valentine Kalumba in occasione della celebrazione della “Domenica della Parola di Dio” istituita da Papa Francesco .
Mons. Kalumba, sacerdote della Congregazione degli Oblati di Maria Immacolata , ha sottolineato che le Scritture dovrebbero permeare ‘ogni sfera della vita umana’. “Forse non predichiamo bene”, ha detto ai chierici esortandoli a coinvolgersi maggiormente in questa priorità pastorale. “Ci dobbiamo preparare alla Parola di Dio perché il popolo di Dio ha il diritto di ascoltare una buona omelia. Non dobbiamo essere noiosi predicatori”.
Rivolgendosi ai fedeli il vescovo ha inoltre ricordato che la Parola di Dio dovrebbe influenzare anche la vita politica, “siamo tutti una famiglia di cristiani indipendentemente dai diversi interessi politici”
Per l’occasione la Chiesa locale ha messo a in vendita i volumi della Bibbia a prezzo ridotto, ha preparato ‘quiz biblici per diversi gruppi’ e organizzato festival con inni dal tema biblico. Allo stesso tempo i vescovi dello Zambia hanno incoraggiato i cristiani “all'uso pastorale della Bibbia invitando alla lettura, lo studio, la preghiera e la condivisione, oltre che alla recita del Rosario e a riflessioni quotidiane sulle letture liturgiche.
Quando la Conferenza episcopale dello Zambia ha dichiarato l'Anno della Parola di Dio ha delineato le attività pastorali e incoraggiato le diocesi ad offrire una formazione permanente nel Ministero della Parola per gli agenti pastorali nelle Commissioni catechetiche, bibliche e liturgiche diocesane e coloro che sono coinvolti nei mezzi di comunicazione e nell'apostolato dell'educazione.

Categorie: Dalla Chiesa

AFRICA/COSTA D’AVORIO - A luglio il Congresso nazionale straordinario del clero ivoriano

Lun, 27/01/2020 - 12:02


Abidjan - “Qualche tempo fa, i Vescovi, per esprimere la loro vicinanza ai loro sacerdoti e aiutarli, sostenerli nel loro impegno pastorale e ministeriale, hanno deciso di organizzare un congresso straordinario del clero in Costa d'Avorio” ha affermato Sua Ecc. Mons. Gaspard Béby Gnéba, Vescovo di Man, Amministratore apostolico della diocesi di Odienné e Presidente della Commissione Episcopale per il clero, i seminari e la pastorale vocazionale, durante una conferenza stampa.
"L'anno scorso si è tenuta la fase diocesana; i sacerdoti si sono riuniti attorno a un documento preparatorio per il congresso per riflettere, pregare e fare proposte alla Conferenza Episcopale per aiutare e accompagnare efficacemente i sacerdoti del Paese a vivere la grazia che hanno ricevuto e per adempiere al loro ministero. Quest'anno stiamo entrando nella fase nazionale” ha affermato Mons. Gnéba, che ha annunciato che il Congresso Straordinario del clero si svolgerà dal 1° al 5 luglio sul tema: “La vita e il ministero del sacerdote in Costa d'Avorio: affrontare le situazioni che sfidano la sua vita. "
In questa prospettiva, i Vescovi ivoriani hanno sviluppato e adottato un piano pastorale quinquennale basato sulle sfide della società ivoriana e della Chiesa della famiglia di Dio in Costa d'Avorio, caratterizzato da due assi essenziali: l'annuncio del Vangelo dell’unità, della comunione, della riconciliazione e della fratellanza; la promozione del Vangelo della compassione e della misericordia attraverso il servizio di sviluppo umano integrale.
Nel contesto socio-politico estremamente fragile nel quale vive attualmente la Costa d'Avorio, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali di ottobre 2020, che suscitano molta apprensione tra la popolazione ivoriana, il Congresso consentirà ai sacerdoti di tornare alla loro missione fondamentale. "Le crisi del mondo, dei nostri tempi e della società contemporanea ivoriana , sfidano i sacerdoti e chiedono loro risposte pertinenti e senza precedenti. Li invitano a ripensare le loro vite e i loro ministeri ", ha infine sottolineato il Vescovo di Man.
Categorie: Dalla Chiesa

ASIA/IRAQ - Nessuna notizia sui 4 membri di SOS Chrétiens d’Orient scomparsi a Baghdad

Lun, 27/01/2020 - 11:49
Baghdad – Non si hanno ancora notizie dei quattro collaboratori della organizzazione non governativa francese SOS Chrétiens d’Orient scomparsi senza lasciar traccia lunedì 20 gennaio a Baghdad, dove si erano recati anche per rinnovare i propri visti adempiere alcune formalità burocratiche riguardanti la registrazione della propria organizzazione presso gli uffici pubblici iracheni competenti. attività in terra irachena della loro organizzazione. Dei quattro collaboratori – tre francesi e un iracheno – non sono stati al momento resi noti i nomi, per ragioni di sicurezza. In un comunicato diffuso attraverso le reti sociali venerdì 24 gennaio, SOS Chrétiens d’Orient aveva riferito di aver perso i contatti con i propri quattro dipendenti già dal precedente martedì, e di aver denunciato la scomparsa dei quattro alle autorità francesi e a quelle irachene. La Ong francese ci tiene a sottolineare che i quattro impiegati scomparsi sono persone esperte, tutte in buona salute e dotate di una buona conoscenza delle aree di crisi in cui operano, e che hanno sempre realizzato le proprie iniziative nel pieno rispetto di standard di sicurezza continuamente aggiornati per rispondere alle nuove insidie emergenti in quella regione.
SOS Chrétiens d’Orient ha la sua sede principale a Parigi, e si presenta come una organizzazione dedita al sostegno delle comunità cristiane d’Oriente, anche attraverso il finanziamento di progetti sociali e educativi. Attualmente, l’organizzazione è presente con “missioni permanenti” operative in Siria, Iraq, Libano e Egitto. I fondatori dell’associazione, formatasi nel 2013, sono Charles de Msyer e Benjamin Blanchard, collaboratore dell’eurodeputata del Front National Marie-Christine Arnautu. Il direttore delle iniziative dell’Organizzazione, François-Xavier Gicquel, è anche lui un vecchio militante del Front National. Secondo dati riportati nel 2019 da Le Figaro étudiant, dall’inizio delle sue attività l’Associazione ha inviato circa 1500 impiegati e volontari ha realizzare i propri progetti in Medio Oriente. Nel febbraio 2017, l’organizzazione è stata riconosciuta come “partner della difesa nazionale” dal Ministero della difesa francese.
Categorie: Dalla Chiesa

AMERICA/MESSICO - “Violenze contro l’ultima carovana di migranti”, denuncia un sacerdote

Lun, 27/01/2020 - 11:03
Tapachula – Sono circa 500 i migranti centroamericani della carovana di migranti nel primo gruppo del 2020 che si sono rifugiati presso la casa-rifugio diocesano "Belen" nella diocesi di Tapachula .
In una nota pervenuta a Fides, p. César Augusto Cañaveral Pérez, coordinatore diocesano della dimensione pastorale della mobilità umana, stigmatizza l’associazione mentale “migrante uguale criminale”.
"Mi piacerebbe sapere, perché la Guardia Nazionale non si confronta con la criminalità organizzata; i migranti vengono per necessità, non sono criminali, e il Messico non rispetta il diritto al libero transito” afferma p. Pérez, che denuncia: "la società messicana contribuisce a criminalizzare i migranti: il muro umano è peggiore di un muro materiale”.
Il sacerdote ricorda che la Chiesa cattolica sta costruendo ponti di solidarietà per assistere i migranti, poiché gli aiuti che il governo ha promesso non sono ancora arrivati. Il Messico è attraversato da carovane di migranti che cercano di raggiungere gli Stati Uniti. Lungo il tragitto subiscono i migranti abusi di ogni genere, specie i più deboli, donne e bambini.
P. Cañaveral Pérez afferma che ogni giorno il rifugio accoglie tra 200 o 300 persone. Si tratta del flusso costante durante tutto l'anno, ma ora, dopo che le carovane si sono disperse, il numero delle persone che cercano riparo è aumentato considerevolmente, diverse persone hanno dovuto cercare altre strutture di accoglienza. Il sacerdote riferisce che nella sola giornata del 24 gennaio sono arrivati 120 migranti, quasi tutti necessitanti di cure mediche e psicologiche a cause delle violenze e dei maltrattamenti inferti loro dalla Guardia Nazionale. P. Cañaveral Pérez ha rimproverato le autorità del Messico perché si comportano in modo peggiore di quelle degli Stati Uniti.
La capacità dell'ostello è di 140 persone, ma il numero ora è triplicato. Oltre a questo, vi sono altri centri parrocchiali che hanno accolto i migranti, nei comuni di Costa, Soconusco y Sierra de Chiapas.
In questi giorni si sono verificati violenti attacchi agli aderenti all’ultima carovana di migranti centroamericani diretta verso gli Stati Uniti da parte delle forze dell’ordine che li accusano di non aver rispettato le indicazioni riguardo al numero di persone che potevano accedere ai diversi posti di frontiera.
Categorie: Dalla Chiesa

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