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Le notizie dell'Agenzia Fides
Aggiornato: 53 sec fa

AFRICA/NIGERIA - Congresso Missionario Nazionale; “Un evento di grande importanza per la Chiesa in Nigeria” dice il Direttore delle POM

Lun, 04/11/2019 - 10:58


Abuja - “Il Congresso è stato un evento di grande successo, in termini di adesione e partecipazione attiva da parte dei fedeli della Chiesa in Nigeria” afferma p. George ‘Segun Ajana, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Nigeria, al termine del Quarto Congresso Missionario Nazionale tenutosi dal 22 al 27 ottobre presso il Bishop Kelly Pastoral Centre, a Benin City, capitale dello Stato di Edo .
Al Congresso, al quale hanno partecipato 350 delegati provenienti dalle 9 Provincie Ecclesiastiche della Nigeria, aveva come tema “Battezzati e inviati: La Chiesa di Cristo in Missione in Nigeria” che riprendeva quello del Mese Missionario Straordinario. L’ultimo giorno congressuale è stato infatti dedicato alla chiusura del Mese Missionario Straordinario. La cerimonia di chiusura ha visto la partecipazione di 2.500 fedeli dell'arcidiocesi ospitante.
In questa occasione è stato proposta all’attenzione dei fedeli la vita e le virtù di Vivian Ogun, una ragazza che si è rifiutata di essere violentata dai criminali che l'’avevano rapita, ed era una delle 25 persone scelte come esempio di vita cristiana esemplare per il Mese Missionario Straordinario
“Di particolare interesse è stato il numero dei membri della gerarchia della Chiesa, presenti al congresso e l'aumento del numero di fedeli laici partecipanti. La determinazione dei partecipanti alla promozione dell'evangelizzazione nel Paese e ad extra è estremamente incoraggiante ed è un'indicazione chiara che la Chiesa in Nigeria sta progredendo nel suo apostolato missionario, anche di fronte alla persecuzione e ad altre sfide” sottolinea p. George. “Per la Chiesa in Nigeria, la luce alla fine del tunnel, nel contesto del suo apostolato d’evangelizzazione, è molto brillante e incoraggiante” conclude il Direttore Nazionale delle POM.

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VATICANO - Mese Missionario Straordinario: un Dossier dell'Agenzia Fides

Lun, 04/11/2019 - 10:39
Città del Vaticano - In tutto il mondo si è celebrato il Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco nell’Ottobre 2019. Dall'Europa all'Africa, dall'Asia all'America, fino all'Oceania, i fedeli nelle le comunità cattoliche, diocesi, parrocchie, associazioni, gruppi ecclesiali hanno rinnovato la loro vocazione e missione di “Battezzati e inviati”, tema centrale del mese che intendeva ravvivare nei fedeli la consapevolezza di essere chiamati a evangelizzare. “Questo Mese missionario straordinario vuole essere una scossa per provocarci a diventare attivi nel bene. Non notai della fede e guardiani della grazia, ma missionari”, ha sottolineato Papa Francesco.
“Il Signore chiede a ciascuno di farsi dono là dove è, così come è, ricordando che il protagonista della missione è lo Spirito Santo. Il Signore non ci lascerà soli; testimoniando scopriamo che lo Spirito Santo è arrivato prima di noi per prepararci la strada”, ha detto il Cardinale De Donatis, Vicario generale della diocesi di Roma.
La celebrazione del Mese Missionario Straordinario non è stata, volutamente, una serie di eventi “centralizzati”, appannaggio della Santa Sede: Papa Francesco ha celebrato la solenne apertura nei Vespri del 1° ottobre in San Pietro, poi tutte le Chiese locali, nei cinque continenti, hanno promosso preghiere, liturgie, testimonianze, in modo diffuso e capillare. Per dare conto del fermento missionario in tutto il mondo, il presente Dossier raccoglie le notizie più significative, pubblicate dall'Agenzia dal 1° al 31 ottobre 2019.

Link correlati :Il Dossier dell'Agenzia Fides sul Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019
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EUROPA/SPAGNA - Il Mese Missionario Straordinario ha rivitalizzato l’entusiasmo missionario nelle diocesi

Lun, 04/11/2019 - 09:35
Madrid – “Il Mese Missionario Straordinario si è concluso, ma ciò che non può finire è l'impeto che lo Spirito Santo ha posto nei cuori dei cristiani. La missione ha finito di essere - se mai fosse stata - qualcosa di pochi e di un certo momento. Ora appartiene a tutti i cristiani e in ogni momento”. P. José María Calderón, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Spagna, riassume così, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides, le centinaia di eventi realizzati in tutte le diocesi spagnole durante questo periodo, auspicando che l’entusiasmo missionario riacceso in questo ottobre si mantenga per tutti i mesi dell’anno.
A livello nazionale, a settembre un congresso missionario ha riunito a Madrid più di 380 partecipanti tra teologi, missionari e persone impegnate nell’animazione missionaria . L'autobus “Domund” ha percorso gran parte della geografia spagnola al ritmo del rap missionario "Cadena de Bondades", di Grilex e Not From This World, che ha fatto ballare molte parrocchie e scuole.
A livello diocesano, ricorda la nota delle POM della Spagna, si sono tenuti più di 300 eventi in diverse parti del Paese: circa 180 messe e incontri di preghiera missionaria, 10 mostre, 50 conferenze e tavole rotonde, 3 discorsi, 9 concerti e festival missionari, 5 marce... Attività che sono state aperte a tutte le persone, di ogni età e condizione ecclesiale, che hanno avuto i missionari come protagonisti principali e come unico obiettivo ricordare che tutti i battezzati sono missionari. “Non è ancora tempo di fare un bilancio o fare progetti ingenui o utopici per il futuro, ma per verificare che ‘sta nascendo qualcosa di nuovo, non lo vedete?’ : il desiderio che Cristo sia conosciuto e amato da tutti" conclude p. José María Calderón.
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ASIA/BANGLADESH - Missione di servizio e di preghiera

Gio, 31/10/2019 - 12:22
Dacca - E' una famiglia che si dedica all'annunzio del Vangelo. E' una famiglia missionaria quella di suor Bashona Rebeito, suora della Santa Croce, della parrocchia Rangamatia dell'Arcidiocesi di Dhaka, che racconta a Fides la sua esperienza in occasione del Mese Missionario Straordinario. Nella sua famiglia di origine, su dieci fratelli, tre sono sacerdoti e tre sono suore. E ogni anno dalla parrocchia di Rangamatia, che conta 5000 cattolici, nascono nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.
“Ho ricevuto un'educazione cristiana in famiglia durante la mia infanzia. Ho visto la fede vissuta dai miei fratelli e sorelle maggiori e grazie al loro esempio oggi sono una consacrata” ha detto a Fides suor Bashona Rebeito che di recente ha celebrato il 25° anniversario di vita religiosa. Perché la terra di Rangamatia è fertile per le vocazioni? “Il merito principale - risponde - va alla famiglia, perché qui i membri delle famiglie cristiane non scoraggiano i bambini dall' entrare in seminario o in case degli ordini religiosi”.
Suor Bashona ricorda la testimonianza di suo fratello maggiore, Theotonius Proshanto Reberio, umile prete di 67 anni. “La vita di Theotonius è molto semplice. Attrae tante persone verso di lui. Voglio essere come lui”
Suor Bashona, che è la prima suora-avvocato in Bangladesh, è impegnata nell'insegnamento a scuola e così racconta e condensa la sua esperienza durante il Mese Missionario straordinario: "Predico il Vangelo con il mio servizio e la mia preghiera". Attualmente vive nella città di Dhaka, con la Congregazione della Santa Croce. La sua parrocchia di Rangamatia ha donato alla Chiesa in Bangladesh due vescovi, 34 sacerdoti, 12 frati e 104 suore.
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AFRICA/NIGERIA - Liberato p. Arinze Madu, il sacerdote rapito il 28 ottobre

Gio, 31/10/2019 - 11:51


Abuja - È libero p. Arinze Madu, Vice Rettore del Seminario “Regina degli Apostoli” di Imezi-Owa, nello Stato di Enugu, rapito il 28 ottobre .
Un portavoce della polizia ha dichiarato che il sacerdote è stato rilasciato illeso, ieri, 30 ottobre, ma non ha potuto fornire dettagli in quanto ha affermato che gli agenti di sicurezza erano ancora nella foresta, dove p. Madu è stato ritrovato.
Anche la diocesi di Enugu sulla sua pagina Facebook ufficiale ha confermato il rilascio del sacerdote, affermando che “p. Madu, è stato è stato rilasciato questo pomeriggio dalla nascondiglio dei rapitori”
Non si sa se è stato pagato un riscatto, ma è probabile che la pressione della polizia che è intervenuta in forze nell’area dove è stato poi ritrovato l’ostaggio, ha costretto i rapitori alla fuga.
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ASIA/INDIA - Mese missionario straordinario: “Il Signore è custode della Creazione e accompagna l’uomo nel suo cammino di fede e di annuncio”

Gio, 31/10/2019 - 11:40
Nuova Delhi - “La Chiesa in India è al servizio della nazione e attraverso l’opera dei missionari, dei sacerdoti, religiosi e laici che accompagnano la popolazione nel suo cammino di pienezza di vita”. Lo ha riferito in un’intervista all’Agenzia Fides, in occasione del Mese Missionario Straordinario, padre Cecil Azzopardi, SJ, gesuita e direttore spirituale al Collegio internazionale del Gesù di Roma, ribadendo il ruolo centrale svolto dalla Chiesa indiana nella costruzione e nello sviluppo, umano e sociale, del paese. “È importante capire - sottolinea - che la missione serve a far sì che ogni persona possa rinnovare il proprio rapporto con Dio, e a ricevere il dono dello Spirito Santo, e non a diffondere un'ideologia o una nuova cultura”.
Padre Cecil per oltre quarant’anni ha operato come missionario della Compagnia del Gesù in varie zone dell’India: “Sebbene i cristiani in India rappresentano una minoranza - rileva - sono molto apprezzati dalle istituzioni per il loro impegno nel campo dell’educazione, della salute, del lavoro e, soprattutto, per il loro sostegno ai poveri e agli emarginati”. Dal canto suo, la Chiesa incoraggia i fedeli al dialogo in un contesto pluralista come quello indiano, in cui convivono fedi, lingue e culture differenti: “E' necessario camminare insieme con le altre religioni per condividere le sfide sociali e promuovere una convivenza pacifica nella società”, osserva padre Azzopardi.
“La Chiesa mira a portare buona volontà e comprensione tra i vari gruppi religiosi e far fiorire la pace nei cuori delle persone”, evidenzia.
Per quanto riguarda le sfide della evangelizzazione nel contesto indiano, “uno degli aspetti cruciali - nota il gesuita - è quello di proporre uno stile di vita ispirato al Vangelo che possa manifestarsi nel pensiero e nei costumi di un popolo”. Alla percezione della misericordia di Dio corrisponde l’azione a cui l’uomo viene chiamato: “Negli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola - spiega - c’è un’espressione molto caratterizzante in proposito, che è contenuta nella contemplatio ad amorem: Dio fatica e opera per me in tutte le cose create sulla faccia della terra. Questo vuol dire che il Signore è custode della creazione e accompagna l’uomo nel suo cammino di fede”. “Proprio in questo cammino - conclude - si concretizza l’azione fondamentale dell’annuncio cristiano, cuore del Mese Missionario Straordinario”.

Link correlati :Guarda la video-intervista a padre Cecil Azzopardi sul canale Youtube dell'Agenzia Fides
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VATICANO - Il Card. Filoni ha inaugurato l’Anno accademico dell’Università Urbaniana

Gio, 31/10/2019 - 11:38
Città del Vaticano – “La conclusione del Mese Missionario Straordinario voluto dal Papa, almeno nella sua forma temporale, si apre qui ad un percorso ideale senza tempo, perché tocca la mente e i cuori di chi vi studia e si prepara a contribuire con i suoi doni all’annuncio e alla propagazione della fede”. Lo ha ricordato il Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana, il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, all’Atto accademico di inaugurazione dell’anno 2019-2020 dell’ateneo, che si è svolto ieri alla presenza di docenti, alunni, ambasciatori e ospiti invitati.
Ricordando il compito affidato alle università della Santa Sede di contribuire all’avvento di una Chiesa effettivamente “in uscita missionaria”, come chiede insistentemente Papa Francesco, il Cardinale ha sottolineato che per questo scopo occorre che gli atenei si trasformino “in laboratori di vie di pensiero e di progettazione di strumenti di azione pastorale”. Ciò non comporta “congedare le conoscenze e gli insegnamenti del passato e inventarne di nuovi”, quanto invece di fare “un esercizio di discernimento del compito assolto dai maestri del passato”.
“Se è seguendo il principio dell’incarnazione che le università ecclesiastiche potranno onorare, con coraggio e fedeltà, il loro compito educativo dialogico con il tutto esistenziale di tutti – ha ribadito -, questa Università de Propaganda Fide non potrà non distinguersi per coraggio e fedeltà nel perseguimento di una formazione di evangelizzazione dialogica inter gentes e ad gentes.”
Il Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana ha quindi citato tre motivi di soddisfazione inerenti la vita accademica. In primo luogo le attività rivolte allo sviluppo qualitativo dei 108 Istituti Affiliati all’Urbaniana, “che costituiscono veri e propri laboratori del futuro delle giovani Chiese”. Quindi l’impegnativa organizzazione del Convegno Internazionale, a fine novembre, per celebrare il primo centenario della promulgazione della Maximum illud approfondendo la Evangelii gaudium. Infine l’ingresso a pieno titolo della Sezione specialistica in Teologia pastorale e mobilità umana, nelle proposte di formazione scientifica della Facoltà di Teologia.
La giornata inaugurale dell’anno accademico 2019/2020 si era aperta con la solenne Concelebrazione Eucaristica “de Spiritu Sancto”, nella cappella del Collegio Urbano, presieduta dal Cardinale Filoni. Commentando il brano del Vangelo proclamato , il Cardinale ha evidenziato che “Gesù è la porta di accesso al Padre, una porta stretta perché chi entra è chiamato a lasciare zavorre all’esterno, a partire dal proprio ‘falso io’. E’ porta stretta, dunque, non perché oppressiva, ma perché chiede di riconoscersi bisognosi del suo perdono”. Nel Vangelo, Gesù, interpellato su una questione che riguarda l’agire di Dio, la questione della salvezza, “non risponde direttamente. Questa risposta Gesù la lascia al Padre, nei tempi e nei modi che Dio vorrà. Invece Gesù apre alla missionarietà, alle moltitudini tutte chiamate a partecipare alla nuova Alleanza”.
“Per me, per la nostra Università Urbaniana, che è l’istituzione che ha in sé il DNA missionario ed i cui alunni provengono da Oriente e da Occidente, da nord e da sud – ha proseguito il Cardinale Filoni -, è bello concludere il Mese Missionario con voi. Anzi, più che concluderlo lo apriamo nel senso che esso continua nelle vostre aule, nella vostra formazione, nei vostri sogni di portare la Sapienza di Cristo ed entrare nel Regno di Dio. Questa è la nostra preoccupazione. Celebriamo, dunque, l’Eucaristia in un luogo – la Pontificia Università Urbaniana – che fa trasparire l’universalità della Chiesa nel suo approccio fede-culture. Qui vengono ad attingere centinaia di diocesi di tutto il mondo, Istituti religiosi, movimenti ed associazioni laicali. La missionarietà universale costituisca il tratto peculiare della vitalità della nostra Università”.

Link correlati :Il testo integrale del discorso del Cardinale Filoni (in italiano) Il testo integrale dell’omelia del Cardinale Filoni (in italiano)
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ASIA/IRAQ - I Capi delle Chiese a sostegno dei giovani manifestanti: “Hanno rotto le barriere settarie”

Gio, 31/10/2019 - 11:26
Baghdad - I Capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti in Iraq esprimono compatti il loro sostegno alle manifestazioni popolari di protesta che stanno attraversando il Paese. In un pronunciamento comune, sottoscritto e diffuso mercoledì 30 ottobre alla fine di un summit ospitato presso la sede del Patriarcato caldeo, i rappresentanti delle diverse compagini ecclesiali irachene hanno dichiarato di condividere le richieste di chi manifesta pacificamente il proprio malcontento sociale, e hanno ringraziato soprattutto i giovani che nell’esprimere le loro protesta verso la leadership politica nazionale, hanno anche “rotto le barriere settarie, hanno affermato l'unità nazionale irachena ed hanno chiesto che l'Iraq diventi una patria per tutti”, fondata sul riconoscimento della sua identità plurale.
Nella fase emergenziale attraversata dal Paese, i Capi delle Chiese dichiarano il proprio sostegno compatto alle richieste di posti di lavoro, alloggi, servizi, assistenza sociale e sanitaria, e anche a misure efficaci contro la corruzione e il saccheggio delle risorse pubbliche. Rivolgendosi direttamente alle autorità politiche, i rappresentanti cristiani chiedono di preservare la nazione e il popolo iracheno dalla prospettiva di scivolare nel caos. Adottando misure di riforma “coraggiose” e astenendosi dal mettere in atto metodi di repressione violenta delle manifestazioni popolari. Nel contempo, i Capi di Chiese e comunità cristiane chiedono anche ai manifestanti di esprimere la loro protesta in forme pacifiche, evitando i farsi infiltrare da gruppi violenti.
Il pronunciamento dei Capi delle Chiese in Iraq si conclude invocando la misericordia di Dio “sulle vittime tra i manifestanti e tra le forze di sicurezza”, e chiedendo a Dio di “illuminare il cammino dell'Iraq”. .
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ASIA/IRAQ - I Capi delle Chiese ha sostegno dei giovani manifestanti: “Hanno rotto le barriere settarie”

Gio, 31/10/2019 - 11:26
Baghdad - I Capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti in Iraq esprimono compatti il loro sostegno alle manifestazioni popolari di protesta che stanno attraversando il Paese. In un pronunciamento comune, sottoscritto e diffuso mercoledì 30 ottobre alla fine di un summit ospitato presso la sede del Patriarcato caldeo, i rappresentanti delle diverse compagini ecclesiali irachene hanno dichiarato di condividere le richieste di chi manifesta pacificamente il proprio malcontento sociale, e hanno ringraziato soprattutto i giovani che nell’esprimere le loro protesta verso la leadership politica nazionale hanno anche “rotto le barriere settarie, hanno affermato l'unità nazionale irachena ed hanno chiesto che l'Iraq diventi una patria per tutti”, fondata sul riconoscimento della sua identità plurale. Nella fase emergenziale attraversata dal Paese, i Capi delle Chiese dichiarano il proprio sostegno compatto alle richieste di posti di lavoro, alloggi, servizi, assistenza sociale e sanitaria, e anche a misure efficaci contro la corruzione e il saccheggio delle risorse pubbliche. Rivolgendosi direttamente alle autorità politiche, i rappresentanti cristiani chiedono di preservare la nazione e il popolo iracheno dalla prospettiva di scivolare nel caos. Adottando misure di riforma “coraggiose” e astenendosi dal mettere in atto metodi di repressione violenta delle manifestazioni popolari. Nel contempo, i Capi di Chiese e comunità cristiane chiedono anche ai manifestanti di esprimere la loro protesta in forme pacifiche, evitando i farsi infiltrare da gruppi violenti.
Il pronunciamento dei capi delle Chiese in Iraq si conclude invocando la misericordia di Dio “sulle vittime tra i manifestanti e tra le forze di sicurezza”, e chiedendo a Dio di “illuminare il cammino dell'Iraq”. .
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AMERICA/CILE - “Riflettere e ascoltare”: a Concepción la Chiesa promuove incontri sulla crisi

Gio, 31/10/2019 - 11:25
Concepción – I giovani che frequentano i centri cattolici sono stati convocati martedì 29 ottobre dal Vicariato della Pastorale della Gioventù dell’arcidiocesi di Concepciòn, nella Parrocchia dell'Università, per riflettere sulla situazione che vive il paese e dalla quale nessuno è escluso. Ieri è toccato ai sacerdoti, convocati dalla Pastorale del Clero, incontrarsi con l'Arcivescovo Mons. Fernando Chomali. Sulla stessa linea, il Vicariato della Pastorale Sociale ha incontrato le diverse realtà che lo compongono, aprendo uno spazio di riflessione ad altri operatori pastorali e a tutta la comunità.
La nota dell'Arcidiocesi di Concepcion inviata a Fides, segnala che gli incontri sono parte di un'iniziativa che vuole mostrare cosa significa sentirsi parte del popolo di Dio, condividendo i desideri, i dolori e le sofferenze di tutta la popolazione.
"Serve un processo per riflettere e ascoltare" ha detto padre Pedro Gómez, Vicario generale della diocesi, segnalando che la situazione è diventata veramente una crisi grave. Nell'incontro dei sacerdoti si è deciso di invitare tutti a non perdere la speranza, e a seguire i testi pubblicati dalla Conferenza Episcopale Cilena per avere fondamenti utili a discernere quello che c’è da fare.
L'Arcidiocesi di Concepcion ha lavorato in modo organizzato a diversi livelli per affrontare questa crisi, suggerendo una via cristiana di soluzione, partendo dall'analisi e poi con proposte per l’azione.
Tutti sono stati concordi nel dire che "la crisi sociale e il suo scoppio sono l'espressione dell'accumulo di disagio e disparità di trattamento”. Il documento dell’arcidiocesi che riassume l’esperienza degli incontri, evidenzia che “i cittadini si sono svegliati, e lo apprezziamo, e apprezziamo che provenga dalle persone comuni”. Quindi ricorda che anche la Chiesa cilena sta attraversando una crisi, e prosegue: “Entrambe le crisi si completano a vicenda e questo deve incoraggiarci e sfidarci, e a non metterci sul marciapiede di fronte a noi pensando che i problemi appartengano agli altri”. Dopo aver sottolineato che “c'è stata violenza, che ovviamente, rifiutiamo”, il testo dell’arcidiocesi rileva che “ci sono aspetti positivi, la domanda è grande e profonda, e tutti noi abbiamo un ruolo. Volevamo offrire uno spazio per iniziare a costruire dialogo, ascolto che, si spera, possa diffondersi nella comunità".
Padre Alejandro Godoy Vásquez, responsabile della pastorale giovanile di uno dei settori dell'arcidiocesi, ha affermato che "senza dubbio, stiamo vivendo una situazione dolorosa con questa crisi politica e sociale, in cui si sono levate molte voci, perché siamo in un paese dove c’è libertà. È importante scoprire la responsabilità che ognuno di noi ha. Facciamo un profondo appello alla non violenza. Adesso sono importanti tre aspetti fondamentali: il rispetto per le persone, la nonviolenza e la scarsa credibilità di cui godono i settori politici e, perché no, anche ciò che viviamo come Chiesa".
Il responsabile della pastorale giovanile rileva infine che "non ci sono leader che possano instaurare un dialogo fecondo, per risolvere i problemi che la gente solleva. Abbiamo perso molti valori. Ma noi, come Chiesa, vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull'ascolto della popolazione, vogliamo fare eco e accompagnare i loro dolori e le loro sofferenze".

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AFRICA/TANZANIA - Si chiuderà il 10 novembre a Dar es Salaam il Mese Missionario Straordinario

Gio, 31/10/2019 - 11:04


Dar es Salaam - Si terrà il 10 novembre a Dar es Salaam la celebrazione nazionale per la chiusura del Mese Missionario Straordinario,
La Santa Messa presso il Centro Msimbazi, sarà presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale della Tanzania, Sua Ecc. Mons. Gervase Nyaisonga, Arcivescovo di Mbeya. Durante la celebrazione, la Chiesa cattolica accoglierà Sua Ecc. Mons. Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie e Segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, e i Direttori nazionali dei Paesi africani di lingua inglese che terranno in Tanzania la loro riunione continentale regionale dal 9 al 15 novembre 2019. L'incontro si tiene ogni due anni, l'ultima volta, nel 2017, ad Harare, nello Zimbabwe.
Alla celebrazione parteciperanno oltre 2000 persone, inclusi i Vescovi e gli Amministratori diocesani di tutta la Tanzania, e i direttori diocesani delle POM. Vi saranno rappresentanti di tutte le diocesi: sacerdoti, religiosi/e, catechisti e laici. I bambini dell'Arcidiocesi di Dar es Salaam rappresenteranno i bambini delle diverse diocesi della Tanzania.
Dopo aver concelebrato la Santa Messa di chiusura, Mons. Dal Toso consegnerà un riconoscimento alle diocesi che hanno partecipato alla competizione canonica indetta per il Mese Missionario straordinario.
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ASIA/FILIPPINE - Strade per la "nuova evangelizzazione" dopo il Mese missionario straordinario

Gio, 31/10/2019 - 10:54
Dipolog - Quali sono le nuove strade e i nuovi mezzi per la nuova evangelizzazione nelle Filippine: è la domanda al centro del convegno pastorale organizzato a conclusione del Mese Missionario Straordinario nella diocesi di Dipolog, sull'isola filippina di Mindanao, incetrato sul tema. "Chiesa in uscita: da Chiesa del mantenimento a Chiesa della missione".
Mons. Severo Cagátan Caérmare, Vescovo di Dipolog nella provincia di Zamboanga del Norte, nelle Filippine meridionali, ha invitato il clero, religiosi, leader ecclesiali, giovani e i laici, oltre 650 i presenti, a "appartenere, credere e diventare missionari".
"Il Mese missionario Straordinario è stata l'opportunità per vivere una fede più profonda forgiata nella preghiera, nella pazienza e nella persistenza con un cuore umile, contrito e grato, proteso al bene comune e alla missione della Chiesa", ha detto. "Nella nostra diocesi di Dipolog, e in tutta la nazione, siamo tutti chiamati a metterci in missione: prendere parte alla nuova evangelizzazione, passando da un Chiesa che conserva l'esistente a una Chiesa missionaria", ha affermato Mons. Caérmare.
"Spesso i giovani che appartengono alla Chiesa restano destinatari passivi e non sono partecipanti attivi all'evangelizzazione. Permettendo loro di partecipare attivamente e in modo significativo stiamo permettendo loro di diventare cristiani migliori", ha scritto il cardinale Tagle in un recente messaggio.
Il focus della conferenza sulla nuova evangelizzazione era puntato sulla "missione di ogni cristiano: compiere il proprio lavoro per amore di Dio e del prossimo, sacrificarsi per il bene degli altri, vivere la comunione con Dio come fonte della testimonianza di fede".
“Questa comunione che viene dall'Eucaristia. Questa comunione conduce all'Eucaristia. Questo è il modo di vivere l'Eucaristia ”, ha affermato a Fides Christine Yorong Aballe, tra i giovani delegati partecipanti all'evento, che hanno riflettuto "sul cuore di ogni comunità cristiana e sulla sua natura inclusiva , fondata su un solido nutrimento della fede , in modo che i membri siano nutriti dalla grazia di Dio e diventino testimoni ". Aballe continua: “Dove non c'è missione, non c'è Chiesa; dove non c'è né Chiesa né missione, non c'è fede. La missione è la diffusione del fuoco che Cristo ha gettato sulla terra. Il Signore, attraverso la Chiesa, invita ogni battezzato a prendere parte alla missione, a mettere a frutto i talenti e la creatività per la diffusione del Vangelo".
"La nuova evangelizzazione nel Mese Missionario Straordinario dell'ottobre 2019 è stato il quadro pastorale diocesano: essere con Cristo per donarlo al mondo" ha affermato Chrisma Bangaoil, uno degli organizzatori.
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EUROPA/ITALIA - Pellegrinaggio missionario nella "Notte dei santi"

Gio, 31/10/2019 - 10:00
Milano - Nell'arcidiocesi di MIlano la "Notte dei santi", vigilia della festività di Tutti i Santi, che si celebra il 1° novembre, è dedicata e incentrata sul tema della missione e viene vissuta dai giovani come conclusione del Mese Missionario Straordinario. Come comunicato all'Agenzia Fides da una nota dell'Ufficio Comunicazioni dell'Arcidicoesi di mMlano, nella serata di giovedì 31 ottobre oltre duemila adolescenti percorrono in corteo il centro della città, proponendo musica e spettacoli nelle piazze e nelle chiese, aiutati da alcuni sacerdoti "Fidei donum" a riflettere sul tema della missione. I giovani sono accolti dall’Arcivescovo Mario Delpini nella Basislica di sant'Ambrogio alle 20.00.
L’iniziativa è organizzata dal Servizio oratorio e sport della Diocesi, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale missionaria e con diversi enti missionari. I ragazzi ascolteranno e conosceranno alcune esperienze sul tema dell’incontro con persone e culture di origine diversa, attraverso un itinerario a tappe per la città, come conclusione del Mese Missionario Straordinario.
Lo speciale "pellegrinaggio missionario" viene seguito e animato da circa 30 tra sacerdoti fidei donum, religiose e religiose, che hanno fatto esperienza di missione in altre chiese sparse nel mondo. Queste guide accompagneranno vari gruppi di giovani lungo un itinerario che prevede nove tappe, in ognuna delle quali incontreranno un’associazione o un istituto missionario. Tra gli ordini religiosi coinvolti vi sono i Comboniani, i il Pime, i Saveriani, Frati Cappuccini, accanto ad altre associazioni e gruppi ecclesiali.
Spiega nella nota don Stefano Guidi, direttore della Fondazione diocesana per gli Oratori Milanesi: "Al verbo 'avere' e alle sue declinazioni, così come sono richiamate nell’itinerario degli adolescenti, verranno associati i verbi 'partire' e 'uscire'. Il percorso intende aiutare gli adolescenti a comprendere che quanto si possiede va restituito nel segno del dono, del servizio, della testimonianza. Questa è appunto la missione".


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EUROPA/ITALIA - Il Card. Filoni al forum di Missio: non chiudiamo il Mese Missionario Straordinario ma proseguiamo il cammino di conversione missionaria

Mer, 30/10/2019 - 12:42
Roma – Gratitudine e riconoscenza al Signore per il dono di questo Mese Missionario Straordinario, “per tutto ciò che lo Spirito Santo ci ha fatto vivere e suscita, soprattutto in moltissime Chiese locali sparse nel mondo intero”, e impegno a non chiuderlo, ma a “proseguire nel cammino di conversione missionaria della Chiesa, tanto desiderata da Papa Francesco e da tutti noi”. Questi i sentimenti espressi dal Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, durante la celebrazione eucaristica che ha presieduto ieri, 29 ottobre, al forum organizzato dalla Fondazione Missio e dall’Ufficio per la Cooperazione missionaria della Cei dal titolo “La missione fa la Chiesa: battezzati e inviati per la vita nel mondo”. Dal 28 al 31 ottobre presso la Fraterna Domus di Sacrofano , si ritrovano per un tempo di discernimento comune sulla missione oltre 300 persone tra Vescovi incaricati delle Commissioni missionarie regionali, direttori dei Centri missionari diocesani con le loro équipe, rappresentanti degli Istituti Missionari e Religiosi, dei sacerdoti fidei donum, dei Volontari internazionali e dei Laici missionari.
Il Card. Filoni nella sua omelia ha sottolineato che l’obiettivo del Mese Missionario Straordinario non è stato solo quello di celebrare i 100 anni della Lettera Apostolica Maximum Illud, “ma di ravvivare l’ardore per la missione, perché sempre più appassionati di Gesù ci si possa seriamente appassionare per la salvezza dell’umanità. Non si è trattato, dunque, di riesumare forme esotiche della missione ristretta e delegata a pochi “eroi”, ma di riscoprire la comune responsabilità battesimale che ci viene dalla fede, che chiama tutti alla santità”. “Siamo chiamati a ripensare e scoprire nuovi cammini – ha esortato -, nuove modalità della missione il cui vero contenuto consiste nella fecondità della fede battesimale in rapporto di conversione e trasformazione del mondo”.
Il Prefetto del Dicastero Missionario ha quindi sottolineato che “siamo posti nel mondo come lievito, sale e luce, affinché tutto lieviti in Cristo e diventi pane per l’offerta di sé a Dio nel dono per gli altri” e che la Chiesa è “capace di evangelizzare efficacemente solo nell’insieme della comunione delle Chiese sparse per il mondo intero”. Questa universalità richiede il dono di sé, la testimonianza della propria vita, come hanno fatto i tanti missionari e missionarie della storia della Chiesa. “Il Mese Missionario Straordinario ci è stato indicato dal Papa – ha proseguito -, come preziosa e provvidenziale opportunità per chiederci e riflettere sullo stato, sulla qualità e sulla serietà della nostra testimonianza all’interno della missione”.
Nella conclusione dell’omelia il Cardinale ha ricordato che il Mese Missionario Straordinario ci introduce verso una nuova meta: “Nel 2022 celebreremo i quattrocento anni di creazione da parte di Papa Gregorio XV dell’allora Congregazione di Propaganda Fide, oggi Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Nello stesso anno ricorderemo i duecento anni della fondazione della Pontificia Opera Missionaria della Propagazione della Fede ad opera della venerabile Pauline Jaricot e i cento anni di qualificazione pontificia delle Opere Missionarie voluta da Papa Pio XI affinché queste Opere potessero servire la sua responsabilità di sollecitudine missionaria per tutte le chiese del mondo come Pastore Universale della Chiesa. E’ con questo spirito che, anziché chiudere il Mese Missionario Straordinario, ci lanciamo intrepidi verso questi nuovi anniversari per proseguire nel cammino di conversione missionaria della Chiesa tanto desiderata da Papa Francesco e da tutti noi”.
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AFRICA/NIGERIA - Nuovo rapimento di un sacerdote nel sud del Paese

Mer, 30/10/2019 - 11:08

Abuja - Un sacerdote cattolico è stato rapito nel sud della Nigeria. P. Arinze Madu, Vice Rettore del Seminario “Regina degli Apostoli” di Imezi-Owa, nello Stato di Enugu, è stato prelevato il 28 ottobre all’entrata del seminario da un gruppo di uomini armati.
Un portavoce della polizia ha affermato che le forze dell’ordine sono sulle tracce dei rapitori che si sarebbero rifugiati nella foresta dell’area.
“Si tratta di un atto terribile” ha affermato p. Benjamin Achi, Direttore delle Comunicazioni della diocesi di Enugu, che sottolinea che il rapimento di p. Madu è avvenuto a soli due mesi dall’uccisione di un altro sacerdote della diocesi di Enugu, p. Paul Offu . A marzo inoltre era stato trovato il corpo senza vita di don Clement Rapuluchukwu Ugwu, parroco della chiesa di San Marco, a Obinofia Ndiuno, nella Ezeagu Local Government Area, che era stato rapito la sera del 13 dalla casa parrocchiale .
A giugno la Conferenza Episcopale della Nigeria attraverso il suo Presidente, Sua Ecc. Mons. Augustine Akubeze, Arcivescovo di Benin City, ha denunciato “un livello d’insicurezza senza precedenti” , ricordando in particolare i numerosi casi di rapimenti e di massacri di civili commessi in diverse aree del Paese.
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AMERICA/BOLIVIA - Appello dei religiosi all’unità dei boliviani e alla non-violenza

Mer, 30/10/2019 - 10:56
Sucre – "La Conferenza boliviana dei religiosi e religiose , sezione di Sucre, seguendo le orme di Cristo come luce del mondo e dopo un'approfondita analisi della nostra realtà che stiamo attraversando, si unisce e accompagna il grido di giustizia, trasparenza, democrazia, verità e libertà del popolo boliviano": con queste parole inizia la dichiarazione pervenuta a Fides che è stata pubblicata ieri. Nel documento la CBR chiama prima di tutto all’unità dei boliviani, poi invita la comunità cattolica a organizzare momenti pubblici di preghiera per coinvolgere il popolo boliviano. Subito dopo fa un appello alla non violenza, invitando le autorità a dare una soluzione chiara e sincera ai problemi urgenti del paese.
"Vogliamo ricordare alle nostre autorità nazionali che governano che sono rappresentanti di un'intera nazione, di quelli che vivono in città e di quelli che vivono nelle zone rurali o in campagna, non vogliamo più odio o divisione tra fratelli" scrive la CBR. "Siamo insieme a tutto il popolo boliviano e alle sue richieste di pace, unità, democrazia, libertà, trasparenza, equità, giustizia e verità" sottolinea ancora il testo dei religiosi. Nella Per concludere, la CBR invita "i nostri fratelli delle forze armate e della polizia nazionale, ad unirsi al popolo boliviano e a non agire contro di esso. Chiediamo al governo nazionale di rispettare il voto popolare e la democrazia, espressi nelle ultime elezioni nazionali, non le frodi elettorali".
In Bolivia c’è ancora molta tensione fra gruppi di opposizione e governo; ai primi si sono uniti molti settori sociali a causa della mancanza trasparenza delle elezioni. Negli ultimi tre giorni si sono susseguite manifestazioni e scontri tra i fedelissimi del presidente Evo Morales e chi contesta i risultati delle elezioni del 20 ottobre. Infatti dopo una pausa temporale breve ma non prevista, è stata annunciata la riconferma di Morales per il quarto mandato.
La Chiesa cattolica era stata molto chiara: "una nuova candidatura di Morales, alla presidenza dal 2019, provocherebbe non l'unione, ma una frattura. Già c’è divisione, già c’è frattura nel nostro Paese, ma questa scelta probabilmente provocherebbe un allargamento di tale frattura” aveva detto il Segretario generale della Conferenza Episcopale della Bolivia , Sua Ecc. Mons. Aurelio Pesoa Ribera, O.F.M. .

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AFRICA/UGANDA - Mese Missionario Straordinario: coltivare un incontro personale con Gesù Cristo per essere testimoni del Vangelo

Mer, 30/10/2019 - 10:55
Ggaba – “L’incontro personale con Gesù Cristo vivo nella sua Chiesa attraverso l'Eucaristia, la Parola di Dio, la preghiera personale e comunitaria è l’inizio della missione”: è quanto p. Kaweesa Pontian, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie dell’Uganda, ha detto rivolgendosi ai seminaristi del Seminario Maggiore di Ggaba in occasione del Mese Missionario Straordinario.
In occasione della Giornata Missionaria Mondiale, appena celebrata, culmine del Mese Missionario Straordinario p. Pontian ha insistito “sull’essere testimoni di Cristo, in una vita di santità”, sulla formazione permanente attraverso l'approfondimento della fede con la lettura e la riflessione biblica, catechetica, spirituale, e sulla “carità missionaria” che si esprime in ogni azione verso il prossimo.
Il Direttore nazionale ha specificato i quattro tipi di” carità missionaria” sui quali intervenire direttamente: l'amore di Dio, l’amore per il prossimo, l’impegno verso i poveri e gli indigenti, il valido supporto materiale per le missioni.
P. Pontian ha ribadito il contesto socio-religioso in cui opera la Chiesa, considerando una serie di fattori come quello per cui “la missione” non sia più una esclusiva della Chiesa cattolica, dato che molte persone leggono la Bibbia e la interpretano in modo autonomo. Il sacerdote ha spiegato “la collisione tra cultura e politica con la religione”, senza dimenticare “il sincretismo che combina la pratica del cristiano con altre pratiche pagane e religiose come la stregoneria”.
Secondo p. Pontian infine, la commemorazione del centenario della Lettera Apostolica Maximun Illud, di Papa Benedetto XV, offre “una sferzata di santità” e incoraggia la predicazione del Vangelo in tutto il mondo.
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ASIA/CINA - Mese Missionario Straordinario: l’evangelizzazione corre sul web

Mer, 30/10/2019 - 10:02
Shi Jia Zhuang – Oltre alle consuete attività pastorali incentrate sul tema della missione come la Celebrazione eucaristica, incontri di preghiera, incontri di condivisione della fede, per i fedeli della Cina continentale il Mese missionario Straordinario, indetto da Papa Francesco per l’Ottobre 2019, è stato caratterizzato da una costante e fervente attività di condivisione del messaggio “Battezzati e inviati” sul web, sui social media come “WeChat”, sui blog. Negli scambi e nei “post” messi in rete da parrocchie, associazioni e account dei social media dedicati all’evangelizzazione, si è rimarcato che “la missione non è un evento speciale, ma è un fatto quotidiano, e va vissuta concretamente nella vita di ogni giorno”.
Questa sensibilizzazione sulla responsabilità missionaria di ogni battezzato ha avuto il suo culmine in occasione della “Giornata missionaria mondiale”, vissuta con straordinario entusiasmo e impegno nelle comunità cattoliche della Cina continentale.
Secondo informazioni raccolte dall’Agenzia Fides in diverse diocesi, una intensa partecipazione di fedeli, preti, religiosi, laici, famiglie, giovani, si è registrata in tutto il paese, passando soprattutto dall’uso di moderne tecnologie su supporti informatici come cellulari, tablet, personal computer, sui cui sono circolati messaggi e contenuti dedicati esclusivamente alla missione e all’evangelizzazione della Chiesa. Per l’occasione alcune diocesi e parrocchie hanno lanciato il proprio account ufficiale su "WeChat" per radunare e sensibilizzare i fedeli nell’ambiente virtuale dei social media. Tra queste, la parrocchia di Hang Zhou, dedicata all’Immacolata Concezione, ha aperto un apposito account WeChat chiamato “Casa di Nazaret” e ha organizzato una speciale festa nella piazzale antistante la chiesa, presentando la mappa tridimensionale dell’itinerario missionario degli apostoli Pietro e Paolo.
I fedeli non sono giunti impreparati all’evento del Mese Missionario, ma hanno vissuto una feconda preparazione nei sei mesi precedenti. E’ stato infatti organizzato un “viaggio missionario spirituale” che, con la guida di sacerdoti, religiosi e catechisti, ha coinvolto i parrocchiani. E’ stata costruita, infatti, una grande mappa con 22 punti importanti che hanno segnato la vita missionaria di Pietro e Paolo , come guida da percorrere nei mesi di preparazione. In ogni punto della mappa si potevano trovare materiali e riferimenti biblici con la storia del luogo e il significato spirituale e missionario che, data l’esperienza degli Apostoli, emergeva da quel luogo. Inoltre, i fedeli hanno anche affrontato una sorta di “esame”, rispondendo alle domande dei catechisti sulla missione di Pietro e Paolo. Da qui i fedeli sono stati coinvolti nell'account WeChat “Casa di Nazaret”, per potere seguire e partecipare in modo diretto e consapevole all’attività missionaria, invitando sul gruppo persone che non conoscono ancora Gesù Cristo.
In altre esperienze monitorate dall’Agenzia Fides, le parrocchie della diocesi di San Yuan della provincia di ShaanXi hanno promosso una lettura e meditazione condivisa della Messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale, organizzando novene, l’Adorazione eucaristica e opere caritative a beneficio di poveri ed emarginati.
Il tema della Giornata Missionaria Mondiale nella diocesi di Xian Xian, della provincia di He Bei, è stato declinato focalizzandolo sulla missione nella famiglia, con questo titolo: “Signore, resta con noi tutti giorni in famiglia”. Centinaia di catecumeni sono stati i protagonisti della Giornata: hanno ricevuto il battesimo, e son divenuti, a loro volta, autentici “battezzati e inviati” per diffondere il Vangelo nel mondo.


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EUROPA/GERMANIA - “Evangelizzazione e globalizzazione”: documento dei Vescovi per il Mese Missionario Straordinario

Mer, 30/10/2019 - 09:45
Bonn – “La chiamata di Gesù a portare il Vangelo ‘fino ai confini della terra’ invia la Chiesa nel mondo sin dagli inizi. La Parola del Risorto ci dice che l'autosufficienza non è prevista nella Chiesa. Piuttosto ha il mandato di testimoniare la preoccupazione di Dio per tutti gli uomini in ogni epoca storica. Anche oggi!" Lo sottolinea il Presidente della Conferenza episcopale tedesca, il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di Monaco, nella sua prefazione a una recente pubblicazione dei Vescovi sulla missione della Chiesa. Il documento è stato pubblicato in occasione del Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco, "con cui il Santo Padre mette al centro la missione universale della Chiesa di proclamare il Vangelo".
In precedenza la Conferenza episcopale tedesca aveva pubblicato altri due documenti sulla missione: "Il tempo di seminare. Essere Chiesa in missione” e "La Sua salvezza per tutti i popoli. La missione della Chiesa universale” , che a loro volta volevano sensibilizzare i fedeli in Germania sulla missione e sull’evangelizzazione.
Consapevoli del fatto che i mutevoli orizzonti globali richiedono nuovi orientamenti missionari, i Vescovi, nel loro ultimo documento sul tema, forniscono risposte dettagliate a tre domande principali: “In che modo il Vangelo di Gesù Cristo può essere ‘tradotto’ e compreso nella lingua e nella cultura nel contesto odierno? Quali sfide pongono i contesti odierni di globalizzazione e secolarizzazione? In che modo la comunità di fede della Chiesa può sviluppare prospettive missionarie e concretizzare opzioni?”.
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AMERICA/ECUADOR - Mostra vocazionale delle religiose a Esmeraldas per il Mese Missionario Straordinario

Mer, 30/10/2019 - 09:16
Esmeraldas – Nell’ambito delle attività programmate per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, il Movimento delle Religiose consacrate del Vicariato Apostolico di Esmeraldas, in Ecuador, ha allestito una mostra vocazionale nella Gran Manzana, il parco centrale della città di Esmeraldas. L’evento è stato caratterizzato da momenti di animazione, di gioia e di preghiera, organizzati dai membri delle 14 comunità religiose di Esmeraldas. Il programma prevedeva anche un'ora di adorazione del Santissimo Sacramento.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, molte persone sono state contente dell’iniziativa e hanno partecipato anche i passanti, unendosi ai canti e alle testimonianze. Le comunità religiose hanno fornito informazioni sul carisma di ciascuna delle loro congregazioni, con l'aiuto dei giovani volontari salesiani, del seminario minore e della pastorale giovanile locale.
Il Mese Missionario Straordinario era stato aperto, nel Vicariato apostolico di Esmeraldas, il 28 settembre, con una celebrazione nella Cattedrale cui hanno partecipato sacerdoti, religiose e rappresentanti di tutte le parrocchie, dei gruppi e dei movimenti ecclesiali. Sono seguite analoghe celebrazioni nelle diverse zone pastorali, incontri nelle scuole e un programma radiofonico settimanale dedicato al tema.
La Prefettura apostolica di Esmeraldas si trova nella parte nord occidentale del paese, sulle sponde dell’Oceano Pacifico. Venne eretta il 14 dicembre 1945 da Papa Pio XII, elevata a Vicariato apostolico il 14 novembre 1957. Conta 568.408 abitanti, di cui 472.757 cattolici, 25 parrocchie, 39 sacerdoti diocesani e 18 religiosi, religiosi non sacerdoti 27, suore 128, seminaristi maggiori 33 .

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