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Le notizie dell'Agenzia Fides
Aggiornato: 44 min 25 sec fa

AMERICA/NICARAGUA - Il Vescovo di Matagalpa presenta un “decalogo etico” per i politici; si attende ancora la liberazione di tutti i prigionieri

Lun, 17/02/2020 - 11:18
Matagalpa – Il brano del Vangelo proclamato nelle messe di domenica scorsa, il “discorso della montagna” che affronta l'argomento dell'adempimento della legge, ha dato lo spunto a Mons. Rolando José Alvarez Lagos, Vescovo di Matagalpa, per presentare ai politici del paese un decalogo etico da seguire.
Durante l'omelia della Messa celebrata nella Cattedrale, Mons. Alvarez, con lo stile chiaro e diretto che lo caratterizza, ha detto: "Primo: non squalificare l'altro; secondo: non criticarlo in modo distruttivo; terzo: non giudicarlo in modo errato; quarto: rispetta la sua dignità; quinto: rispetta la sua privacy, la sua integrità e la sua vita familiare; sesto: rispetta le opinioni dell'altro; settimo: riconosci che tutti abbiamo bisogno l'uno dell'altro; ottavo: cerca sempre i punti di consenso; nono: considera il Nicaragua come il bene comune più grande e principale; decimo: supera il male con il bene".
Il Nicaragua vive ancora in una situazione di forte tensione per la mancanza di libertà in tutti i sensi. Neanche la notizia delle prossime elezioni ha portato serenità nelle famiglie che hanno un familiare in prigione senza una reale accusa. Nessuno conosce il numero esatto dei prigionieri politici, ma si sa bene che sono tanti. Come informa la nota inviata da una fonte locale di Fides, la notizia del rilascio, giovedi 13 febbraio, di otto prigionieri politici da parte del regime Orteguista, ha certo provocato soddisfazione tra i gruppi che chiedono la liberazione dei prigionieri di coscienza, ma i familiari dei carcerati continuano a chiedere la liberazione incondizionata di tutti i cittadini che sono detenuti nei diversi penitenziari del paese.
Brenda Gutiérrez, presidente del Comitato per la Liberazione dei prigionieri politici, ha dichiarato alla stampa locale che, sebbene non dovrebbe essere ringraziato nessuno in quanto la libertà è un diritto, bisogna riconoscere l’intervento del Nunzio apostolico, l'Arcivescovo Waldemar Sommertag, che, nelle parole della Gutierrez, è stato l'unico in grado di farsi ascoltare dalla coppia che governa il Nicaragua, il Presidente Daniel Ortega e la Vicepresidente Rosario Murillo, sua moglie. Brenda Gutiérrez ha aggiunto: "E' una situazione terribile. Non c'è libertà, sembra che siamo sequestrati nel nostro stesso paese".
Secondo Alianza Civica sono ancora 61 i prigionieri politici. Brenda Gutiérrez ha sottolineato che "sebbene la Grande Coalizione dell'opposizione sia preoccupata per definire la riforma elettorale in vista delle prossime elezioni, non possiamo dimenticare quanti soffrono ingiustamente in carcere".

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AMERICA/MESSICO - Dal santuario di Guadalupe l’Arcivescovo Dal Toso avvia la preparazione all’evento missionario continentale, il CAM 6

Lun, 17/02/2020 - 10:43
Città del Messico – Con la Messa solenne presieduta ieri nel Santuario di Santa Maria di Guadalupe, così importante per l’evangelizzazione di tutto il continente americano, l’Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie , ha dato ufficialmente inizio al cammino di preparazione al sesto Congresso Missionario Americano, CAM 6, che si celebrerà a Porto Rico nel 2023. Cammino che impegnerà tutte le diocesi del continente, come ha sottolineato nell’omelia, “in modo che il Congresso missionario sia veramente un evento ecclesiale, cioè condiviso da tutte le Chiese, da tutti i cattolici del continente”, auspicando che “lo zelo missionario possa rinnovare tutte le Chiese, unite nella comunione universale”.
Alla celebrazione che ha segnato l’avvio del cammino verso il CAM 6 hanno partecipato Vescovi, numerosi sacerdoti, religiosi, religiose e laici, oltre ai Direttori nazionali delle POM del continente, che in questi giorni prenderanno parte alla loro assemblea continentale e ad un’ampia delegazione della Chiesa di Porto Rico, che ospiterà il CAM 6.
Nella sua omelia, il Presidente delle POM si è soffermato sul tema della sapienza, prendendo spunto dalla Liturgia della Parola del giorno. “Abbiamo bisogno di una sapienza che illumini, ispiri, accompagni, perfezioni l'impulso missionario, vero obiettivo del CAM” ha detto richiamando il libro del Siracide, Secondo le parole di San Paolo, la sapienza predicata da Cristo "non è di questo mondo", anzi è in contrasto con la sapienza di questo mondo: “questo si manifesta chiaramente in Cristo crocifisso e risorto ‘scandalo per gli ebrei, follia per i gentili’, come Paolo scrive alcuni versetti prima. Questo primo annuncio della Chiesa, il cuore del suo messaggio, è la sapienza divina, perché è umanamente inspiegabile che la vita nasca dalla morte. Come missionari, anche oggi siamo chiamati a presentare il mistero di Cristo morto e risorto, sapienza divina”.
Il Vangelo del giorno racconta il discorso della Montagna, “apparentemente pieno di paradossi, perché attinge a una sapienza che non è umana, ma divina” ha proseguito l’Arcivescovo, ammonendo che “se la nostra misura delle cose, delle persone, dei fatti della vita e della storia è basata esclusivamente sulla giustizia umana, significa che non abbiamo ancora fatto nostra la sapienza divina”.
“Per essere missionari dobbiamo prima di tutto immergerci in questa sapienza e renderla nostra, senza paura di perdere la nostra sapienza ‘troppo umana’, altrimenti tutto rimane nell'oscurità” ha esortato il Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, che poi ha sottolineato: “Preparare il CAM significa essere illuminati da una sapienza che viene dall'alto e non è nostra; lasciamoci interrogare senza paura e senza pregiudizi da questa sapienza divina, senza la quale tutta la realtà ecologica, umana, sociale, ecclesiale, rimane nell'oscurità”.
Nella parte conclusiva dell’omelia, Mons. Dal Toso ha ribadito che “Cristo, sapienza eterna del Padre, ci manda tutti, ad gentes, fino ai confini della terra”; “la Chiesa è portatrice di questa sapienza e una Chiesa missionaria, come desidera Papa Francesco, non può non rispondere a questa chiamata universale”; “nessuno può essere escluso dalla conoscenza e dalla comunione di vita con Dio Padre, con suo Figlio Gesù Cristo, con lo Spirito Santo”.
Il continente americano ha ricevuto il Vangelo “per farlo proprio, per interiorizzarlo e per donarlo” e “il discepolo missionario è un discepolo perché riceve la fede ed è un missionario perché la offre” ha concluso l’Arcivescovo, esortando: “Apriamoci al mondo intero affinché il mondo intero trovi la chiave per l'interpretazione della vita, della storia, dell'intero essere, nella sapienza di Cristo, in cui tutto è stato creato”.

Link correlati :Il testo integrale dell’omelia dell’Arcivescovo, in spagnolo
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AFRICA/BURUNDI - Dimissioni del Vescovo di Bururi e nomina del successore

Sab, 15/02/2020 - 12:14
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bururi , presentata da S.E. Mons. Venant Bacinoni. Il Santo Padre, contemporaneamente, ha nominato Vescovo della medesima Diocesi il Rev.do Salvator Niciteretse, del clero di Bururi, finora Segretario della Commissione Episcopale per l’Apostolato dei Laici.
Il Rev.do Salvator Niciteretse è nato il 2 agosto 1958 a Rutwenzi, Diocesi di Bururi ed è entrato nel Seminario Minore di Kanyosha . Ha ottenuto un Diploma con indirizzo umanistico nel Seminario medio di Bujumbura , completando poi il Baccalaureato in Filosofia nel Seminario Maggiore di Bujumbura e quello in Teologia nel Seminario Maggiore di Burasira . È stato ordinato sacerdote il 9 luglio 1989 per la Diocesi di Bururi.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1989-1993: Vicario parrocchiale di Murago e poi Parroco della stessa parrocchia e Cappellano Nazionale del Movimento di Azione Cattolica Xavéri ; 1993-1998: Parroco della Cattedrale di Bururi e Direttore diocesano delle Pontificie Opere Missionarie; 1998-2002: Studi Superiori presso la Pontificia Università Lateranense dove ha conseguito una Licenza in Teologia Pastorale e un Dottorato in Dottrina Sociale della Chiesa; dal 2003: Segretario della Commissione Episcopale per l’Apostolato dei Laici; Professore nel Seminario Maggiore di Gitega e di Kiryama; Incaricato per l’Africa al Forum Internazionale dell’Azione Cattolica.
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ASIA/SINGAPORE - Coronavirus: Messe e incontri sospesi a tempo indeterminato nell’arcidiocesi di Singapore

Sab, 15/02/2020 - 11:56
Singapore - Nella lotta contro la diffusione del coronavirus , l'arcidiocesi di Singapore ha deciso di sospendere la celebrazione di tutte le messe della domenica e dei giorni feriali a partire dal 15 febbraio fino a nuovo avviso. L'arcidiocesi - che comprende 32 chiese - ha avvisato i parroci e le comunità laicali che anche tutti gli altri eventi pubblici che prevedono un gran numero di persone, come incontri di formazione della fede, ritiri e seminari, dovrebbero essere sospesi. Alla fine del mese scorso, l’arcidiocesi aveva già esentato quanti non fossero in piena salute o manifestassero sintomi simil-influenzali dalla partecipazione alla Messa.
In una sua lettera pervenuta a Fides, l'Arcivescovo di Singapore William Goh ricorda che nelle ultime settimane la Chiesa locale si era adoperata per ridurre al minimo il rischio di diffusione dei focolai di Covid-19 nelle sue istituzioni e tra i sacerdoti, invitando a misurare la temperatura delle persone. Tuttavia questo provvedimento non è uno strumento di screening infallibile, in quanto anche le persone asintomatiche possono essere portatrici dell'infezione.
L'Arcivescovo sottolinea che la sospensione delle Messe non significa che i cattolici possono sentirsi esentati dall'adempimento del loro principale obbligo religioso, e aggiunge che possono seguire la trasmissione della Messa su YouTube o sull'applicazione mobile CatholicSG Radio. Invita quindi a pregare perché questo virus sia contenuto e sradicato, e anche per quelli in prima linea - i dottori e le infermiere - che stanno mettendo la propria salute a servizio dei malati.
Ai matrimoni e ai funerali potranno partecipare solo le persone strettamente coinvolte, e
in precedenza dovranno essere presi accordi con il parroco, seguendo tutte le misure precauzionali in base alla Catholic Medical Guild.
Al 14 febbraio a Singapore erano stati registrati 67 casi confermati di Covid-19. Di questi 17 sono stati dimessi dall'ospedale mentre altri 6 rimangono nel reparto di terapia intensiva e sono malati gravi.
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AMERICA/MESSICO - Nuovi strumenti di discernimento per l'animazione, la formazione e la cooperazione missionaria nel continente

Sab, 15/02/2020 - 11:21
Città del Messico – Si sta svolgendo a Città del Messico, presso la sede delle Pontificie Opere Missionarie , il primo Incontro Continentale di Formazione per docenti di Missionologia ed Ecclesiologia , che dal 14 al 16 febbraio vede riuniti i docenti nella materia, i direttori, i coordinatori e altri membri delle POM di Brasile, Porto Rico, Messico, Argentina, tra altri paesi latinoamericani.
Secondo le informazioni inviate a Fides dalle POM del Messico, che fanno notare come il numero di laici impegnati nella Missio Ad Gentes in ogni paese sia considerevole, la dinamica di questo seminario sono i workshop e le tavole rotonde per il dialogo a temi, come preparazione ad un incontro plenario e a un contributo generale finale, al fine di indicare nuove prospettive per spingere il lavoro missionario in tutta l’America Latina.
In precedenza, sempre presso la sede delle POM a Città del Messico, mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio, si è riunita una Commissione che, accompagnata dal Coordinatore continentale delle POM, ha presentato le conclusioni del lavoro di ricerca svolto: uno studio dei Congressi Missionari Continentali che si sono tenuti dal 1977 nel continente. Lo scopo è quello di compilare un rapporto basato su due linee guida: la metodologia utilizzata nei vari Congressi Missionari e la priorità della Missio Ad Gente, oltre naturalmente ad approfondisce temi, contenuti, contesto di ogni Congresso e altri aspetti peculiari.
L'obiettivo di questo lavoro è quello di offrire strumenti di discernimento al servizio dell'animazione, della formazione e dell'attuale cooperazione missionaria in tutto il continente, evidenziando errori, successi, sfide e opportunità sollevate. I partecipanti a questo incontro sono stati: P. Ender Zapata, Direttore nazionale delle POM del Venezuela; P. Alexis Gil, Direttore nazionale delle POM della Colombia, P. Luís A. Nahuelanca, Direttore nazionale delle POM del Cile, una équipe di Porto Rico e P. Leonardo Rodriguez, Direttore nazionale delle POM dell’Uruguay e Coordinatore continentale delle POM dell’America.

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AFRICA/NIGERIA - Nuovo rapimento di un sacerdote in Nigeria

Sab, 15/02/2020 - 10:57
Abuja - “Siamo sicuri che sia vivo e abbiamo subito intrapreso i passi necessari per assicurare che p. Nicholas Oboh sia rilasciato incolume” ha affermato p. Osi Odenore, Cancelliere della diocesi di Uromi, in una conferenza stampa nella quale ha denunciato il rapimento di p. Nicholas Oboh, che opera nella diocesi di Uromi, nello Stato di Edo, nel sud-est della Nigeria. P. Odenore ha affermato che il sacerdote è stato rapito ieri, 14 febbraio, ma non ha specificato in quale zona sia avvenuto il sequestro. P. Odenore ha concluso il suo intervento chiedendo preghiere per la rapida liberazione di p. Oboh.
I sequestri a scopo di estorsione sono una piaga che colpisce da tempo diverse aree della Nigeria. In concomitanza con il rapimento di p. Oboh, quattro bambini sono stati sequestrati a Umelu, nello Stato di Edo, quando alcuni banditi hanno assalito il villaggio. Dopo aver derubato i residenti, i malviventi sono fuggiti portando con loro i quattro bambini. Nonostante il pagamento di un riscatto, solo uno di loro è stato finora rilasciato.
Tra le persone rapite ci sono sacerdoti e religiosi/e. Gli ultimi in ordine di tempo sono i quattro seminaristi rapiti dal seminario maggiore del Buon Pastore di Kakau, nello Stato di Kaduna, nel nord-ovest della Nigeria, da uomini armati nella notte dell'8 gennaio . Il più giovane di questi, Michael Nnadi , è stato ucciso mentre gli altri tre sono stati liberati .
Al suo funerale , Sua Ecc. Mons. Matthew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto, ha rivolto un duro atto d’accusa nei confronti del Presidente Muhammadu Buhari, che era stato eletto sulla promessa di ristabilire la sicurezza nel Paese. Mons. Kukah ha contestato non solo l’insicurezza che regna in Nigeria, ma anche le politiche che hanno approfondito le divisioni etniche e religiose tra Nord e Sud.

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VATICANO - “Incontro cordiale” tra l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher e il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi

Sab, 15/02/2020 - 10:53
Monaco di Baviera - l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, e il Vicepremier e Ministro degli Esteri cinese Wang Yi si sono incontrati a Monaco di Baviera e hanno avuto un colloquio nel pomeriggio di venerdì 14 febbraio, nella cornice della Munich Security Conference 2020, la conferenza annuale sulle politiche di sicurezza globale che dal 1963 si svolge ogni anno a Monaco di Baviera. Si è trattato del primo incontro ufficiale di tale livello tra un rappresentante della Santa Sede e un membro del governo della Repubblica Popolare Cinese. «Nel corso del colloquio, svoltosi in un clima cordiale» riferisce il comunicato diffuso in dalla Sala Stampa vaticana nella tarda serata di venerdì 14 febbraio «sono stati evocati i contatti fra le due Parti, sviluppatisi positivamente nel tempo». In particolare, «si è evidenziata l’importanza dell’Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi, firmato il 22 settembre 2018, rinnovando altresì la volontà di proseguire il dialogo istituzionale a livello bilaterale per favorire la vita della Chiesa cattolica e il bene del Popolo cinese». Nel colloquio, è stato espresso anche comune apprezzamento «per gli sforzi che si stanno compiendo per debellare l’epidemia di coronavirus» e solidarietà «nei confronti della popolazione colpita». Inoltre, si è auspicata «maggiore cooperazione internazionale al fine di promuovere la convivenza civile e la pace nel mondo e si sono scambiate considerazioni sul dialogo interculturale e i diritti umani». Agenzia Fides 15/2/2020).
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VATICANO - La preghiera dei bambini è quella che piace al Signore: il Cardinale Tagle in visita all’ospedale Bambino Gesù

Sab, 15/02/2020 - 10:46
Città del Vaticano – Il primo impegno ufficiale del Cardinale Luis Antonio Tagle a Roma, dopo la nomina a Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, è stato la visita ai bambini ricoverati all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, venerdì 14 febbraio. L’occasione è nata dalla presentazione del libro "I bambini sono speranza" , una raccolta di disegni che i bambini di tutto il mondo hanno regalato a Papa Francesco, da cui padre Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica, ha tratto questo libro curandone l'edizione.
“E’ un libro che mi riporta alle radici della mia famiglia, quando la sera sfogliavamo sempre le stesse immagini in semplicità e con tanta serenità” ha raccontato il Cardinale ai bambini che ha più volte invitato ad essere felici e fiduciosi verso il futuro. “La Chiesa ha un futuro perché ci sono i bambini” ha sottolineato il Cardinale Prefetto durante la presentazione del libro. “A Manila le ragazze della casa per bambini di strada ‘Ponte di vita verso la speranza’, che Papa Francesco durante la sua visita ha voluto visitare a sorpresa, quando hanno saputo della mia partenza per Roma hanno organizzato una semplice festa per salutarmi con canti, balli, preghiere e anche molte lacrime. Mi hanno chiesto di dire a Papa Francesco di non dimenticare questa casa, di dirgli che lui rimane in questa casa nella memoria dei bambini. Le ragazze hanno promesso che pregheranno ogni giorno per me e io credo che la preghiera dei bambini senza speculazioni, senza troppe parole, con sorrisi e lacrime, è la preghiera che piace al Signore”.
Il Cardinale Tagle, che prima dell'incontro con i giornalisti ha visitato i piccoli pazienti ricoverati nel nosocomio pediatrico accompagnato dalla presidente Mariella Enoc, intrattenendosi con loro e con i familiari, ha infine salutato i bambini invitandoli a sorridere e a mantenere sui loro visi un ‘sorriso permanente’.


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AMERICA/CILE - Trecento giovani di Concepción in missione per condividere la loro fede e la loro speranza

Sab, 15/02/2020 - 09:40
Concepción - Circa 300 giovani dell'Arcidiocesi cilena di Concepción, nei mesi di gennaio e febbraio hanno svolto le missioni estive in diverse comunità, a sostegno dell'azione pastorale che si svolge durante tutto l'anno. In questo modo hanno voluto rispondere a ciò che Papa Francesco chiede loro nella sua Esortazione apostolica "Christus vivit", dove incoraggia i giovani ad essere missionari coraggiosi: “I giovani sono chiamati a testimoniare il Vangelo ovunque, con la propria vita… Siate capaci di andare controcorrente e sappiate condividere Gesù, comunicate la fede che Lui vi ha donato” .
Come informa la nota della Conferenza episcopale giunta a Fides, molte zone rurali e urbane, come la prigione di Arauco o l’Isla de Chiloé e l'Isla de Santa María, sono state toccate dall'entusiasmo e dalla gioia dei giovani missionari, che hanno fatto tutto il possibile per portare la loro testimonianza. Nei giorni della missione i giovani hanno visitato ogni casa del settore affidato, hanno organizzato diversi incontri con la comunità locale, in un clima di grande fraternità e fervore spirituale, con la celebrazione dell'Eucaristia come momento principale di ogni giornata.
Il vicario della Pastorale della gioventù dell'Arcidiocesi di Concepción, padre Víctor Álvarez, ha commentato: "assumendosi la responsabilità della loro missione, nella Chiesa e nel contesto sociale in cui viviamo come nazione, i giovani sono andati a condividere la loro fede e la loro speranza in ogni zona missionaria". Ogni area di missione poteva contare sul sostegno di alcuni sacerdoti e religiose, impegnati nei diversi settori della pastorale e in diversi luoghi, rafforzando così la dimensione spirituale e l'incontro con Gesù Cristo come fondamento di tutto ciò che è stato realizzato in quei giorni.
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AFRICA/NIGER - Padre Pier Luigi Maccali: le spine e i fiori di un rapimento

Sab, 15/02/2020 - 09:37
Niamey - “Nessuna informazione, nessun segno che ci aiuti a dare une vero nome a quello che è successo e a intravedere la strada da percorrere” scrive padre Ceferino Cainelli, Superiore provinciale della Società per le Missioni Africane dell'Italia, in prossimità di un altro mese dal rapimento di p. Pier Luigi Maccalli dalla missione di Bomoanga .
“Il dolore provocato dall’assenza di p. Pier Luigi, dopo un anno e cinque mesi del suo rapimento, si fa sentire. La spina continua ad essere presente e fa molto male" scrive p. Cainelli, il quale aggiunge che “nel frattempo, nell’attesa, sono germogliati dei bei fiori di solidarietà e di speranza, di condivisione e di crescita nella fede.”
“Uno di questi ce lo offre la Diocesi di Crema che, dopo il rapimento di padre Pier Luigi si riunisce ogni mese per manifestare nella fede la sua ‘paziente e insistente speranza’, fiore di luce e di fede, di perseveranza nella preghiera, di comunione profetica, di Chiesa in cammino.
“Noi missionari della SMA – conclude la p. Cainelli - ci sentiamo in profonda comunione con questa diocesi di cui è originario il nostro confratello. Ringraziamo di cuore il suo Vescovo, Mons. Daniele Gianotti, l’Ufficio Missionario e tutta la comunità Diocesana, per averci coinvolti ogni volta in questi momenti di preghiera, che ci incoraggiano e ci consolano nella sofferenza, che ci fanno crescere come Chiesa, e che ci fanno condividere la stessa missione e la stessa speranza”.

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ASIA/INDIA - Aiuti alle minoranze religiose e ai dalit dal governo dell'Orissa

Ven, 14/02/2020 - 12:34
Bhubaneswar - Il governo dello stato dell'Orissa, guidato dal Primo Ministro Shri Naveen Patnaik, ha stanziato 16 milioni di rupie indiane come speciale contributo a istituzioni religiose e sociali delle minoranze religiose cristiane e musulmane presenti nello Stato, anche al fine di creare strutture per i pellegrini della comunità. Come appreso da Fides, i fondi saranno erogati dallo "Special Problem Fund", fondo statale dedicato a interventi in situazioni di particolare necessità.
Circa 60 rappresentanti della comunità cristiana e musulmana hanno incontrato il Primo Ministro Naveen Patnaik il 13 febbraio, esprimendo "gratitudine per il sostegno finanziario allo sviluppo delle minoranze", ha detto a Fides mons. Prasanna Pradhan, Vicario generale dell'Arcidiocesi di Cuttack-Bhuabaneswar, a nome della comunità cristiana dell'Orissa. A beneficiarne saranno diversi istituti musulmani e cristiani, tra i quali la comunità delle Missionarie della Carità. "Le suore di Madre Teresa sono grate a Naveen Patnaik per aver intitolato una strada a Madre Teresa il 4 settembre 2016. Nel nome della nostra santa, continueremo a offrire il nostro contributo all'umanità attraverso il servizio e la carità al prossimo" ha detto Rangina Kerketta, Superiora delle Missionarie della Carità a Bhubaneswar.
Il governo dell'Orissa ha emesso anche un altro provvedimento del governo che ha istituito una speciale Commissione per le classi svantaggiate, organismo dedicato all'opera specifica di trovare strade per la promozione sociale, economica e culturale delle popolazioni arretrate, dei poveri, dei fuoricasta, dei dalit che, secondo dati ufficiali, costituiscono il 54% della popolazione totale dello stato. La Commissione si occuperà di promuovere soprattutto il percorso di istruzione e la formazione professionale tra le fasce sociali più povere e deboli nello stato dell'Orissa.
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AFRICA/BURKINA FASO - Nomina del Rettore del Seminario filosofico “Santi Pietro e Paolo” a Ouagadougou

Ven, 14/02/2020 - 12:24
Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il 25 aprile 2019 ha nominato Rettore del Seminario maggiore filosofico interdiocesano “Santi Pietro e Paolo” nell’arcidiocesi di Ouagadougou, in Burkina Faso, il rev. Guy Mukasa Sanon, del clero arcidiocesano di Bobo-Dioulasso.
Il nuovo Rettore è nato il 14 settembre 1968 a Toussiana ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Si è formato presso il Seminario minore di Nasso , il Seminario maggiore “Saint Jean” e il Seminario maggiore di Koumi. Ha conseguito la laurea in Filosofia all’Université Catholique de l’Afrique de l’Ouest ed il dottorato in Filosofia e Lettere all’Università Cattolica di Lovanio . Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato vicario parrocchiale, parroco della Cattedrale di Bobo-Dioulasso, formatore al Seminario minore di Nasso, professore e formatore nel Seminario di cui è stato nominato Rettore.
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AFRICA/CONGO RD - Nuovi massacri nell’Ituri, nell’indifferenza generale

Ven, 14/02/2020 - 12:00
Kinshasa - Continuano, nell’indifferenza generale, i massacri nell’Ituri, nella provincia del Nord Kivu, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, attribuiti alle ADF . Secondo quanto riferisce a Fides il Centro Studi per la Promozione della Pace, della Democrazia e dei Diritti dell’Uomo , una Ong locale per la difesa dei diritti umani, tra il 7 e il 9 febbraio diversi civili sono stati massacrati, la maggior parte mentre si trovavano a coltivare i propri campi.
In particolare, il 7 febbraio 8 civili sono stati sgozzati da parte di uomini delle ADF nel villaggio di Sibe, nella località Makusa. L’8 febbraio altre 12 persone sono state uccise sempre in un villaggio nella stessa località, mentre altre 3 nel villaggio di Toko-Toko. Domenica 9 febbraio i terroristi hanno assalito il villaggio di Makeke dove hanno ucciso 3 donne e 4 uomini a colpi di machete. Uno degli assalitori era stato catturato dalla polizia. I suoi compagni hanno quindi assalito il posto di polizia, riuscendo infine a liberarlo. Altri 9 civili sono stati catturati e costretti a portare i beni depredati nel corso del raid.
A seguito di queste incursioni le popolazioni dei villaggi colpiti si sono rifugiate nella città di Beni. Si tratta di circa 20.000 famiglie per un totale di più di 200.000 sfollati, una parte dei quali ha trovato accoglienza presso familiari e amici, ma il restante è costretto ad accamparsi in ricoveri di fortuna.
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ASIA/INDIA - La Chiesa rinnova il suo impegno per il dialogo per l'armonia sociale

Ven, 14/02/2020 - 10:57
Bangalore - La Chiesa in India è impegnata e continuerà a impegnarsi a promuovere il dialogo e l'armonia sociale, anche e soprattutto nel mezzo di conflitti o crisi sociali e politiche: lo afferma il cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay e Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici dell'India , aprendo la 34a Assemblea plenaria della conferenza, che si tiene ogni due anni. L'incontro dei Vescovi, in corso dal 13 al 19 febbraio a Bangalore, è incentrato sul tema "Il dialogo, via alla verità e carità". "La Chiesa è sempre stata al servizio della società", ha ricordato, rimarcando la necessità del dialogo "nel mosaico di culture, lingue e diversità etniche" costitutive dell'India. All'inizio di un nuovo decennio, la Chiesa cattolica in India ribadisce il suo impegno nel dialogo con tutti i gruppi e le componenti della società: questo includere organismi civili, governo e organizzazioni non governative, comunità religiose, al fine di "creare un ambiente pacifico e armonioso dove possano vivere come veri cittadini dell'India, con tutte le sue ricchezze", ha rimarcato il Porporato. Il Cardinale ha assicurato che la Chiesa in India continuerà a "vivere i valori evangelici di pace, gioia e armonia, lavorando sempre per il bene dell'intera umanità".
"Metto nelle mani del Signore questa assemblea plenaria e prego affinché i frutti delle decisioni possano ispirarci a continuare a costruire ponti, comprendendo il prossimo e camminando con lui, indipendentemente dalla sua casta, credo, etnia", ha ribadito.
L'Assemblea la plenaria dei Vescovi si era soffermata su un simile tema 20 anni fa: la Chiesa indiana vuole dare ora nuovo slancio e vitalità a questo tema, rafforzando reti e istituzioni per migliorare il dialogo, ha spiegato il Cardinale. "La Chiesa in India è stata una pioniera nell'istruzione, nei servizi medici e sanitari, offrendo un prezioso contributo al progresso sociale. La Chiesa è sempre stata la luce del mondo e ha aiutato anche gli altri a testimoniare la stessa luce e verità. La Chiesa è sempre fedele a tali alti ideali", ha affermato.
Nei giorni di riunione, i partecipanti all'assemblea si confrontano sul tema centrale, al fine di scoprire nuove strade per promuovere il dialogo e l'unità all'interno e all'esterno della comunità cristiana. Ad alcune sessioni assembleari sono invitati anche rappresentanti di altre religioni per condividere le loro opinioni e offrire il loro punto di vista.
Il Vescovo Joshua Mar Ignathios, vicepresidente della CBCI e Segretario generale ad interim, ha confermato che "la Chiesa cattolica in India crede fermamente che il dialogo con diversi gruppi, religioni, entità etniche e culturali compresi tutti gli organismi civili, governativi e non, è necessario per creare un ambiente pacifico e armonioso affinché tutti possiamo vivere come autentici cittadini, depositari di dignità e diritti inalienabili".
La CBCI ha compiuto 75 anni, ed è una delle più grandi Conferenze episcopali al mondo. Include Vescovi da 174 diocesi, oltre 200 vescovi attivi e 64 vescovi emeriti. Attraverso le sue varie commissioni, la Conferenza organizza servizi pastorali e sociale ai fedeli e a tutti i cittadini indiani, senza alcuna discriminazione, nel campo, dell'istruzione, dell'assistenza sociale, dell'assistenza sanitaria, dello sviluppo.
La Chiesa cattolica in India ha più di 60.000 sacerdoti e 90.000 suore. Gestisce inoltre più di 54.000 istituti di istruzione, che servono 60 milioni di studenti di diverse religioni, e oltre 20.000 ospedali, cliniche, dispensari e altri centri sanitari.
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ASIA/SIRIA - Il Parlamento siriano riconosce e condanna il Genocidio armeno

Ven, 14/02/2020 - 10:37
Damasco – L’Assemblea del popolo siriano, nella seduta di giovedì 13 febbraio, ha approvato all’unanimità una risoluzione che riconosce come “Genocidio” la tragedia storica dei massacri di armeni perpetrati nella Penisola anatolica negli anni 1915-1916. “Il Parlamento” riferisce un comunicato diffuso dai media ufficiali siriani “riconosce e condanna il Genocidio commesso contro gli Armeni dall’ Stato ottomano all’inizio del XX Secolo”.
Con il voto di ieri, la Siria diventa il primo Paese arabo a riconoscere ufficialmente e ai massimi livelli istituzionali la natura genocidaria delle persecuzioni pianificate scatenate 105 anni fa contro le popolazioni armene dei territori dell’attuale Turchia. La risoluzione dell’Assemblea del popolo siriano arriva dopo settimane di tensioni tra Ankara e Damasco, seguite agli scontri tra le forze militari dei sue Paesi consumatesi nella provincia siriana nord-occidentale di Idlib, dove l’esercito governativo siriano sta assediando le ultime aree controllate da milizie islamiste. Il riconoscimento del Genocidio armeno da parte della Siria ha provocato l’immediata reazione ufficiale della Turchia: Hamy Aksoy, portavoce del Ministero degli Esteri turco, ha pubblicato una dichiarazione durissima, in cui che la risoluzione siriana di condanna del “cosiddetto genocidio” armeno viene bollata come “l'immagine dell'ipocrisia di un regime che da anni ha assecondato ogni tipo di carneficina nei confronti del proprio popolo, comprese quelle contro i bambini; un regime che ha causato la fuga di milioni di propri connazionali e è rinomato per la sua spregiudicatezza nell'uso di armi chimiche”.
Il 4 marzo 2015, l'Assemblea del popolo siriano aveva già dedicato al Genocidio armeno una “sessione commemorativa”. L'iniziativa, promossa in particolare dalla parlamentare siriana cristiana Maria Saadeh, aveva visto il coinvolgimento dei membri dei Comitati parlamentari per le relazioni estere e la partecipazione dell'Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Siria, Arshak Poladyan, che nel suo intervento aveva ricordato l’accoglienza ricevuta cento anni prima proprio in Siria dagli armeni che fuggivano dai massacri pianificati dal governo dei Giovani Turchi.
Di recente , un appello a ritornare in Siria e a ricostruire le proprie case devastate dal conflitto è stato rivolto dal Presidente Bashar Assad agli armeni siriani che negli anni del conflitto sono fuggiti dal Paese, trovando rifugio in Libano, in Armenia o in altri Paesi del Medio Oriente e dell’Occidente. L’esplicita richiesta di rimpatrio rivolta ai profughi armeni è stata espressa dal leader siriano in occasione del suo incontro con Aram I, il Catholicos armeno apostolico della Gran Casa di Cilicia, ricevuto a Damasco dal Presidente Assad martedì 14 maggio. In quella occasione, i media governativi siriani avevano riportato anche gli elogi rivolti in quella circostanza da Assad allo “spirito patriottico” dei siriani armeni, da lui definiti “cittadini esemplari”: il Presidente siriano aveva esaltato il contributo da loro offerto alla difesa dell'unità nazionale di fronte al tentativo di smembramento del Paese messi in atto da quella che Assad aveva definito come “barbarie terrorista”. Assad aveva anche paragonato la brutalità da lui attribuita a tale “barbarie terrorista” con la ferocia dei massacri commessi dagli ottomani contro il popolo armeno.
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AMERICA/MESSICO - Un “continente in uscita”: Seminario dei Missiologi, Assemblea continentale delle POM e lancio del CAM 6

Ven, 14/02/2020 - 09:22
Città del Messico – Tre importanti avvenimenti si svolgono in questi giorni a Città del Messico, che riguardano la conversione pastorale e missionaria della Chiesa nel continente americano nella prospettiva della Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Il primo, che si apre oggi, è destinato ai missiologi. Dal 14 al 16 febbraio si tiene infatti il Seminario continentale dei Missiologi, che ha lo scopo di innescare una riflessione accademica sul contenuto e sulla metodologia dell'insegnamento della teologia e della missiologia in America. Questo spazio di studio, riflessione e discussione, sotto il titolo “Tras-formarsi per Con-formare una chiesa in Uscita”, cercherà di rispondere alle attuali sfide della missione ad gentes, offrendo un contributo alla maturazione missionaria delle comunità, dei pastori e delle istituzioni continentali.
Domenica 16 febbraio, nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, avrà luogo la celebrazione per il lancio ufficiale del cammino verso il VI Congresso Missionario Americano , che si terrà a Porto Rico nel 2023. La Messa sarà presieduta dall’Arcivescovo Sua Ecc. Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie . Sarà concelebrata da numerosi Vescovi e sacerdoti, oltre che dai Direttori nazionali delle POM di tutta l’America, che dal giorno seguente, 17 febbraio e fino al 20 daranno vita all'Assemblea continentale delle POM. Si prevede la partecipazione dei rappresentanti di 23 nazioni americane. In questo contesto, particolare attenzione sarà data al contributo delle POM all’evangelizzazione dei giovani, nella prospettiva del recente Sinodo dei Vescovi sui giovani, e alla situazione sociopolitica di ogni paese in chiave missionaria.

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AMERICA/ARGENTINA - Liberiamoci dall’indifferenza e dal sensazionalismo mediatico, guardiamo la realtà angosciante degli indigeni

Ven, 14/02/2020 - 08:43
Buenos Aires – Un invito a guardare, alla luce dell’Esortazione apostolica Querida Amazonia appena pubblicata, “la realtà angosciante che vivono i popoli e le comunità indigene e anche creole del Chaco argentino, per la denutrizione e morte dei bambini, la mancanza di acqua potabile e altri flagelli”, è stato lanciato dalla Commissione episcopale di Pastorale aborigena della Conferenza episcopale argentina.
Nel messaggio, pervenuto all’Agenzia Fides, che porta la data odierna ed è firmato da Mons. Luis Scozzina, Vescovo di Oran; Mons. Juan José Chaparro, Vescovo di Bariloche, e da Mons. Ángel José Macin, Vescovo di Reconquista, i Vescovi affermano: “Non possiamo dare risposte immediate alle urgenze sociali e sanitarie che molte comunità vivono, ma assumere una attitudine misericordiosa che ci liberi dall’indifferenza e dal sensazionalismo mediatico e ci renda solidali con le sofferenze dei più dimenticati”.
Citando le parole di Papa Francesco nell’Esortazione Querida Amazonia sulla situazione dei popoli aborigeni, la Commissione episcopale ammonisce: “Una società che non è in grado di prendersi cura dei bambini e dei gruppi più vulnerabili corre seri rischi di implosione e morte. Non possiamo ipotecare il futuro né lasciare che ci rubino la speranza”. Nella conclusione del messaggio, i Vescovi ribadiscono la necessità di ascoltare il grido delle comunità indigene, che interpella la Chiesa e la società, e chiama a dialogare con le organizzazioni della società civile, con il governo locale, provinciale e nazionale, allo scopo di intraprendere azioni concrete che modifichino la tragica realtà attuale.
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ASIA/PAKISTAN - Si riunisce alla sua famiglia una ragazza cristiana rapita

Gio, 13/02/2020 - 11:50
Lahore - E' una storia per ora a lieto fine, ma resta un caso raro. Sneha, 14 anni, ragazza cristiana di una famiglia che abita la "colonia" di Bahar, Lahore, che era stata rapita da un uomo musulmano, è stata recuperata e si è riunita alla sua famiglia. Come appreso dall'Agenzia Fides, Sneha è la figlia più giovane di Sabir Masih e ha due sorelle e un fratello maggiore. Era una studentessa alla "Franciscan Girls High School" e la sera frequentava anche dei corsi speciali per prepararsi agli esami finali.
Sneha ha affermato che Zeeshan, un uomo musulmano, le aveva chiesto insistentemente di fare amicizia con lui , mentre tornava a casa. Sneha ha costantemente rifiutato quell'approccio. La sera del 14 gennaio 2020, mentre Sneha stava tornando a casa, Zeeshan l'ha costretta a seguirlo con la violenza e l'ha spinta su un veicolo dove sei uomini hanno iniziato a percuoterla. L'hanno sequestrata e condotta in un luogo sconosciuto, dove l'hanno percossa e ripetutamente violentata. Le hanno poi chiesto di firmare alcuni fogli bianchi e, al rifiuto della ragazza, hanno iniziato a torturarla. Quei documenti includevano un certificato di matrimonio e un certificato di conversione all'islam. Gli aguzzini l'hanno anche minacciata: se avesse raccontato l'accaduto alla sua famiglia, avrebbe dovuto affrontare gravi conseguenze e avrebbero fatto la stessa violenza alle sue sorelle.
Il padre di Sneha, Sabir Masih, ha denunciato la sua scomparsa alla polizia. Dopo la denuncia, un tribunale di primo grado ha dato l'ordine alla polizia di avviare le ricerche. Dopo alcuni giorni di indagini, la polizia ha recuperato Sneha il 19 gennaio 2020 e l'ha restituita ai suoi genitori. Ma i rapitori, che l'hanno tenuta segregata per cinque giorni, sono a piede libero e impuniti.
Alcune organizzazioni che difendono i diritti dei cristiani in Pakistan come il "Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement” e altre Ong, stanno supportando la famiglia di Sneha, fornendo assistenza legale gratuita. Sabir Masih e la sua famiglia, intanto, hanno ricevuto minacce dai rapitori che stanno facendo pressioni sulla famiglia perchè ritiri la denuncia contro di loro. La famiglia di Sabir Masih è stata trasferita in un luogo sconosciuto.
Come dice a Fides Nasir Saeed, direttore dell'Ong "CLAAS", "i casi di rapimento di ragazze cristiane e indù, di conversione forzata e matrimonio forzato continuano a verificarsi impunemente. E' un allarme sociale. Sono episodi diffusi in Pakistan e sono stati anche segnalati nei media nazionali e internazionali, ma il governo pakistano non è riuscito ad agire per fermare il rapimento di minorenni cristiane e indù".
Di recente il Consiglio dell'ideologia islamica ha stigmatizzato e definito la conversione forzata "non islamica". Nel luglio scorso luglio il Primo Ministro Imran Khan, condannando quella pratica, ha affermato che non "vi è alcun precedente nella storia islamica per giustificare la conversione forzata di altre persone". Parlamentari cristiani e indù, come Ramesh Kumar Vankwani e Naveed Amir Jeeva, hanno sollevato diverse volte la questione in Parlamento, chiedendo maggiore impegno delle forze di polizia e una decisa azione politica.
Il Child marriage restraint act, la legge che vieta i matrimoni con minorenni, è stata approvata solo nella provincia del Sindh nel 2014. Nel 2019, la senatrice Sherry Rehman ha presentato una proposta di legge al Senato per innalzare a 18 anni l'età minima delle ragazze per contrarre matrimonio. Nonostante l'opposizione di alcuni partiti islamici , il provvedimento è stato approvato a larga maggioranza. E' stato inviato alla Camera Bassa dove dev'essere ancora discusso.
Nell'India britannica, prima della "partizione" tra India e Pakistan, nel 1929 era stata approvata una legge per vietare i matrimoni con bambine: secondo alcuni legali, quel "Child Marriage Restraint Act" sarebbe ancora valido e applicabile anche nell'odierno Pakistan.

 
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Al via le celebrazioni per i 40 anni dell’Opus Dei in Costa d’Avorio

Gio, 13/02/2020 - 11:32


Abidjan - "Celebrare questi 40 anni è rendersi conto dei miracoli che Dio può fare. Dai cinque laici all'inizio del 1980, il Signore ha moltiplicato e oggi vi sono in Costa d'Avorio circa 500 fedeli dell'Opus Dei, tra cui 13 sacerdoti e quasi 900 tra collaboratori, cooperatrici e amici dell'Opus Dei" ha affermato il vicario regionale della prelatura dell'Opus Dei in Costa d'Avorio, p. Abdoulaye Sissoko, alla conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti dell’anniversario dei 40 anni di presenza dell’Opera nel Paese.
Le celebrazioni iniziano domenica 16 febbraio nella parrocchia di Saint Jacques de Cocody les Plateaux, nell'arcidiocesi di Abidjan. La solenne messa di ringraziamento si svolgerà il 26 settembre 2020 nella Cattedrale di Saint Paul sull'Altopiano di Abidjan.
L'Opus Dei è un'istituzione della Chiesa cattolica, fondata da San Josemaría Escrivá il 2 ottobre 1928. Il suo nome completo è Prelatura di Santa Croce e Opus Dei. Lo scopo dell'Opus Dei è di contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa, aiutando le persone di tutte le condizioni a condurre una vita coerente con la loro fede nelle circostanze ordinarie dell'esistenza umana, in particolare attraverso la santificazione del lavoro.
In Costa d'Avorio, la prelatura dell'Opus Dei offre attività di formazione nelle città di Abidjan, Bouaké e Yamoussoukro.
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ASIA/TURCHIA - Incriminato come “fiancheggiatore dei terroristi” il monaco siro ortodosso Sefer Bileçen

Gio, 13/02/2020 - 11:12
Mardin – Le autorità turche hanno formalmente incriminato il monaco siro ortodosso Sefer Bileçen per complicità con organizzazioni e attività terroristiche. Il monaco era stato arrestato insieme a altre due persone lo scorso 9 gennaio dalle forze di sicurezza turche con l’accusa di aver offerto aiuto e copertura a membri dell’ala militare del Partito dei Lavoratori del Kurdistan , bollato come organizzazione terroristica dal governo di Ankara . L’incriminazione del monaco, resa nota dalle autorità turche solo sabato 8 febbraio, in realtà era stata formalizzata già il 16 gennaio scorso, quando al religioso era stato concesso di uscire dal carcere con l’obbligo di non allontanarsi dalla sua residenza.
Jon Koriel, presidente delle Assyrian Policy Institute , ha dichiarato: "Siamo profondamente preoccupati per le accuse ingiustificate mosse a padre Sefer e per il messaggio minaccioso che la sua vicenda invia al resto della comunità siriaca in Turchia. Chiediamo alle autorità turche di far cadere tutte le accuse contro di lui, senza precondizioni”.
I gruppi che monitorano la condizione delle comunità cristiane sire in Turchia hanno registrato negli ultimi anni un crescente numero di arresti subiti da appartenenti a quelle comunità con accuse di connivenza con il PKK.
Padre Sefer Bileçen, sacerdote del Monastero di Mor Yakup a Nusaybin , dopo il suo arresto era stato condotto davanti a un giudice del tribunale locale con l’accusa di fiancheggiamento nei confronti di “un'organizzazione terroristica"”. Per lui si erano aperte immediatamente le porte del carcere.
Nei giorni successivi all’arresto, i media turchi avevano riferito che le indagini sul monaco erano iniziate nel settembre 2018, quando le telecamere montate su due droni dei servizi di sicurezza turchi avevano filmato due militanti del PKK che entravano nel monastero di Mor Yakup. Da quel momento, il monastero e in particolare il monaco Sefer erano stati posti sotto sorveglianza dai servizi di intelligence. Nel settembre 2019, un miliziano del PKK arrestato dalle forze di sicurezza turche aveva confessato di aver visitato più volte il monastero di Mor Yakup per mangiare, bere e rifocillarsi. Anche altre testimonianze pubblicate sui media turchi hanno confermato che la presunta “complicità” contestata dalle autorità turche al monaco siro-ortodosso consisteva nella semplice offerta di cibo e bevande a persone che dicevano di essere affamate e di aver sete. .
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