VATICANO - “Cristo compie la sua missione”: al via il Mese straordinario

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 16:16
- "La missione è prima di tutto opera di Dio stesso ed è affidata ai discepoli che pongono Cristo al centro della loro vita. La Chiesa vive e compie la missione affidatale da Cristo. Ogni battezzato, in virtù del battesimo, è missionario. Tutti i cristiani, in quanto figli di Dio, ricevuta la grazia battesimale, sono missionari. La missionarietà, allora, non è legata alla generosità di pochi ‘inviati’ ma, come sottolinea la 'Evangelii Gaudium' di Papa Francesco, tutta la Chiesa di Dio è in stato di missione. La missione è il paradigma e la forma della vita ordinaria della Chiesa e di ogni sua attività pastorale, ed è termometro della sua vitalità e fecondità": lo dice all’Agenzia Fides il Cardinale Fernando Filoni, in occasione della solenne apertura del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, proclamato da Papa Francesco “al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes” . Il Mese è incentrato sul tema "Battezzati e Inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”
Nella giornata del 1° ottobre, memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù Bambino, Patrona universale delle missioni insieme a San Francesco Saverio, con la celebrazione dei Vespri presieduta da Papa Francesco nella Basilica vaticana, introdotta da una veglia missionaria, si è aperto il Mese Missionario Straordinario che cade nel centenario della lettera “Maximum Illud” di Benedetto XV. Quel documento, cento anni fa, separò l’opera di evangelizzazione dall’opera di colonizzazione e pose le basi per la creazione di un clero e di una gerarchia autoctoni nelle terre di missione.
In tutto il mondo il Mese Missionario Straordinario è stato accolto da una mobilitazione straordinaria di fedeli laici e consacrati. L’intensa animazione e formazione catechistica ha visto in moltissime nazioni la creazione di sussidi, con il coinvolgimento di tutte le fasce di età a partire dai più piccoli, per la preparazione e lo svolgimento del Mese Missionario Straordinario, occasione straordinaria per la Chiesa per rinnovare lo zelo missionario che è anche il grande scopo della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie , rete mondiale a servizio del Papa per sostenere la missione e le giovani Chiese con la preghiera e la carità. Le POM sono a servizio della Chiesa e danno ad ogni battezzato la possibilità di vivere la propria fede condividendola con altri. La preghiera, la testimonianza, la carità sono modalità concrete che le POM offrono per vivere una fede missionaria e universale.
In particolare tutte le direzioni nazionali delle POM si sono attivate animando la comunicazione e le reti sociali con sezioni dedicate, iniziative di preghiera ed eventi in programma in tutto il mondo .
Per proseguire nella animazione missionaria, lunedì 7 ottobre, nella memoria liturgica della B. Maria Vergine del Rosario, seguirà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, la preghiera del Rosario guidata dal cardinale Filoni. La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e le Pontificie Opere Missionarie hanno invitato Radio Maria a organizzare questo evento, che avrà una rilevanza mondiale poiché sarà trasmesso in diretta radiofonica e video dalle circa ottanta Radio Maria sparse nei cinque continenti. Infine domenica 20 ottobre in tutto il mondo verrà celebrata la Giornata Missionaria Mondiale. Papa Francesco presiederà la celebrazione dell’Eucarestia in Piazza San Pietro alle ore 10.30.
Categorie: Dalla Chiesa

VATICANO - “Cristo compie la sua missione”: al via il Mese straordinario straordinario

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 16:16
- "La missione è prima di tutto opera di Dio stesso ed è affidata ai discepoli che pongono Cristo al centro della loro vita. La Chiesa vive e compie la missione affidatale da Cristo. Ogni battezzato, in virtù del battesimo, è missionario. Tutti i cristiani, in quanto figli di Dio, ricevuta la grazia battesimale, sono missionari. La missionarietà, allora, non è legata alla generosità di pochi ‘inviati’ ma, come sottolinea la 'Evangelii Gaudium' di Papa Francesco, tutta la Chiesa di Dio è in stato di missione. La missione è il paradigma e la forma della vita ordinaria della Chiesa e di ogni sua attività pastorale, ed è termometro della sua vitalità e fecondità": lo dice all’Agenzia Fides il Cardinale Fernando Filoni, in occasione della solenne apertura del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, proclamato da Papa Francesco “al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes” . Il Mese è incentrato sul tema "Battezzati e Inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”
Nella giornata del 1° ottobre, memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù Bambino, Patrona universale delle missioni insieme a San Francesco Saverio, con la celebrazione dei Vespri presieduta da Papa Francesco nella Basilica vaticana, introdotta da una veglia missionaria, si è aperto il Mese Missionario Straordinario che cade nel centenario della lettera “Maximum Illud” di Benedetto XV. Quel documento, cento anni fa, separò l’opera di evangelizzazione dall’opera di colonizzazione e pose le basi per la creazione di un clero e di una gerarchia autoctoni nelle terre di missione.
In tutto il mondo il Mese Missionario Straordinario è stato accolto da una mobilitazione straordinaria di fedeli laici e consacrati. L’intensa animazione e formazione catechistica ha visto in moltissime nazioni la creazione di sussidi, con il coinvolgimento di tutte le fasce di età a partire dai più piccoli, per la preparazione e lo svolgimento del Mese Missionario Straordinario, occasione straordinaria per la Chiesa per rinnovare lo zelo missionario che è anche il grande scopo della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie , rete mondiale a servizio del Papa per sostenere la missione e le giovani Chiese con la preghiera e la carità. Le POM sono a servizio della Chiesa e danno ad ogni battezzato la possibilità di vivere la propria fede condividendola con altri. La preghiera, la testimonianza, la carità sono modalità concrete che le POM offrono per vivere una fede missionaria e universale.
In particolare tutte le direzioni nazionali delle POM si sono attivate animando la comunicazione e le reti sociali con sezioni dedicate, iniziative di preghiera ed eventi in programma in tutto il mondo .
Per proseguire nella animazione missionaria, lunedì 7 ottobre, nella memoria liturgica della B. Maria Vergine del Rosario, seguirà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, la preghiera del Rosario guidata dal cardinale Filoni. La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e le Pontificie Opere Missionarie hanno invitato Radio Maria a organizzare questo evento, che avrà una rilevanza mondiale poiché sarà trasmesso in diretta radiofonica e video dalle circa ottanta Radio Maria sparse nei cinque continenti. Infine domenica 20 ottobre in tutto il mondo verrà celebrata la Giornata Missionaria Mondiale. Papa Francesco presiederà la celebrazione dell’Eucarestia in Piazza San Pietro alle ore 10.30.
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ASIA/FILIPPINE - Il Cardinale Tagle: piccoli gesti di carità per ridurre la povertà nel paese e nel mondo

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 11:26
Manila - Il Cardinale Luis Antonio Tagle di Manila vuole espandere a tutte le Filippine e anche all'estero un programma attualmente in atto nell'Arcidiocesi di Manila che ha come finalità la riduzione della povertà e la cura dei poveri. Lo annunciato il Cardinale in occasione del 15° anniversario del programma "Pondo ng Pinoy" , programma di beneficenza attivo nell'arcidiocesi di Manila.
“Non c'è niente di sbagliato a sognare. Ora, ci sono molti filippini al di fuori del paese, quindi forse in futuro potremmo portare il PnP ai filippini e ad altri all'estero", ha rimarcato il Card. Tagle, che è anche Presidente di "Caritas Internationalis" la grande rete mondiale di organizzazioni benefiche cattoliche composta da 165 Caritas nazionali.
Iniziato nel 2004 dall'allora cardinale Gaudencio Rosales, Arcivescovo di Manila, per consentire ai filippini di aiutare gli altri con il minimo che possono permettersi, il programma esorta le persone a risparmiare almeno 25 centesimi ogni giorno come espressione di attenzione e aiuto per i poveri.
La "Teologia delle briciole" è il criterio che ispira il progetto PnP. Si basa sull'idea che se ogni famiglia mette da parte 25 centesimi al giorno, la Chiesa avrebbe abbastanza fondi per aiutare i bambini, le donne e le famiglie più bisognose. Il PnP incoraggia ogni persona, "non importa quanto povero, non importa quanto umile, a dare gratuitamente, ad aiutare a vivere pienamente".
Attraverso piccoli atti di "amore", le persone creano una vasta rete di solidarietà - una sorta di "carità diffusa" in cui "tutti danno quel poco che possono dare". Donando una piccola quantità, anche una persona relativamente povera può compiere con fede “l'atto d'amore per Dio” attraverso il servizio al prossimo.
Oggi il Fondo supporta migliaia di progetti nel campo della salute, sostentamento e sviluppo, istruzione, alloggio, offrendo sussidi per bambini e donne. Il PnP consente alle persone di mostrare solidarietà nel modo più semplice possibile e attraverso i piccoli gesti. "Attraverso una minima generosità al minimo si può raggiungere il cielo poiché non si diventa sordi alla sofferenza degli altri", nota il Cardinale, che intende portare il movimento all'estero coinvolgendo gli oltre 10 milioni di filippini residenti all'estero.
Il Cardinale spera anche che il PnP, allargandosi su scala nazionale e mondiale, sarà in grado di aiutare non solo i filippini ma anche i bisognosi di altre nazioni.
In 15 anni, la raccolta delle cosiddette "briciole" è stata pari a 7,7 milioni di dollari, tradotti in progetti di aiuto per l'emancipazione delle comunità povere.
Padre Benjie Francisco, che presiede l'unità dei programmi PnP, ha affermato a Fides che " la maggior parte dei donatori sono studenti, famiglie e persone di diversi ceti sociali". Si stima che 260.000 persone abbiano già beneficiato di oltre 1.500 progetti promossi PnP in materia di salute e nutrizione, sostentamento, istruzione, alloggio e aiuti di emergenza. "E un numero sempre crescente di persone continua a beneficiarne grazie a quei 25 centesimi", rileva P. Francisco.
Il principio alla base del PnP, spiega è che "piccoli atti di bontà compiuti frequentemente e costantemente portano il Regno di Dio".
Ad oggi, il movimento opera in almeno 30 diocesi in tutto il paese. “L'iniziativa PnP sottolinea l'importanza della compassione tra i fedeli. Insegna e ci mostra come vivere il comandamento più importante di Dio: l'amore verso il prossimo. Essa diventa un antidoto all'avidità e un prezioso promemoria in questo momento di crisi”, dice a Fides Lei Reys, una madre di cinque bambini piccoli.
"Mentre alcune aziende e donatori privati ​donano ingenti somme di denaro, la maggior parte delle donazioni sono monete da 25 centesimi", rileva Henrietta de Villa, ex direttore del PnP.
La Chiesa nelle Filippine sta cercando di far diventare l'idea-base del fondo una "via di conversione" e un "atto di evangelizzazione"
"Il PnP non riguarda solo la raccolta di fondi per i poveri. È diventato uno stile di vita, un movimento che ci consente di aiutare i nostri fratelli e sorelle meno fortunati", spiega padre Vic Apacible dell'Arcidiocesi di Manila. "E' uno stile di vita che ci porta in Paradiso promuovendo l'attenzione per i poveri".
Tramite le donazioni del Fondo, sono state costruite centinaia di case per famiglie povere e migliaia di bambini malnutriti vengono alimentati ogni giorno. I contributi vengono inoltre utilizzati per fornire a piccoli imprenditori un piccolo capitale iniziale, in attività di micro-imprenditoria.
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ASIA - Turchia, Pakistan e Malaysia sostengono insieme il progetto di una TV “anti-islamofobia”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 11:20
Ankara – Trasmetterà programmi in inglese e avrà come modello la BBC il nuovo canale televisivo sponsorizzato dai governi di Turchia, Pakistan e Malaysia con lo scopo dichiarato di diffondere informazioni corrette sull’islam e contrastare l’islamofobia crescente in tutto il mondo, a partire dai Paesi occidentali. L’ambizioso progetto è stato al centro di in un incontro tra il Premier malese Mahathir Mohamad, il Presidente turco Tayyip Erdogan e il Primo Ministro pakistano Imran Khan, svoltosi la scorsa settimana a New York, a margine della 74esima Assemblea generale dell’Onu. Nelle dichiarazioni rilasciate anche attraverso i social media, pur non fornendo dettagli sui tempi di realizzazione dell’iniziativa, i leader dei tre Paesi hanno reso esplicita la loro intenzione di confutare e smontare attraverso la nuova tv tutte le definizioni fuorvianti che descrivono l’islam in quanto tale come una religione violenta e etichettano tutti i musulmani come potenziali terroristi. Il Premier pachistano Imran Khan ha aggiunto che la battaglia anti-islamofobica affidata alla nuova rete tv si realizzerà anche con la produzione e la messa in onda di film e fiction orientate a diffondere una conoscenza più appropriata della storia e della dottrina dell’islam, “contestualizzando” anche le controversie sorte intorno all’applicazione della legge pachistana contro la blasfemia. .
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AFRICA/SUD SUDAN - I giovani di Juba asse del cattolicesimo, missionari nell’arcidiocesi

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 11:15
Juba – In occasione delle celebrazioni del centenario della Chiesa Cattolica sud sudanese, il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Juba, mons. Santo Loku Pio, responsabile del Comitato per le celebrazioni, ha evidenziato il ruolo fondamentale dei giovani nell'arcidiocesi.
“Mentre i giovani missionari venivano e invecchiavano nella nostra terra, i nostri giovani non sono solo religiosi, sacerdoti e sorelle ma anche veri cattolici che rispondono alle necessità della Chiesa locale”, ha detto il vescovo.
“I missionari ci hanno portato questa Chiesa e questa Chiesa deve essere portata avanti” spiega mons. Loku sottolineando che i giovani sud sudanesi devono essere considerati l'asse del cattolicesimo nel loro paese. “Il mio messaggio ai giovani è quello di abbracciare il Vangelo e continuare a rispondere alle sfide”.
Le celebrazioni hanno preso ufficialmente il via lo scorso 4 novembre 2018 con il tema: ‘Rinnoviamo la nostra fede e rispondiamo alle sue sfide’, e si concluderanno con una grande festa il prossimo 4 novembre 2019.
I primi missionari ad arrivare in Sud Sudan, nel luglio 1919, sono stati i Comboniani che fondarono la Parrocchia di Rejaf sulla riva occidentale del White Nile. Da allora sono state erette diverse missioni e il lavoro avviato dai padri Comboniani si è esteso ad altre parti del paese, dando vita alla creazione di tre territori ecclesiali: l’arcidiocesi di Juba e le diocesi di Torit e Yei.
“Con il nostro impegno continuiamo a celebrare la missione e siamo pronti ad andare avanti nonostante le sfide che affrontiamo oggi come Chiesa”, ha affermato mons. Loku. “Vogliamo rinnovare lo spirito missionario della diocesi per raggiungere il maggior numero possibile di persone e allo stesso tempo incoraggiare il nostro popolo ad essere missionario”, si legge nella nota pervenuta all’Agenzia Fides.
Il 10 ottobre, anniversario della morte e festa di San Daniele Comboni, è stato riservato per onorare i Missionari nell'ambito delle attività del centenario. San Comboni morì a Khartum, in Sudan, il 10 ottobre 1881 all'età di 50 anni.

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AFRICA/BURUNDI - Mese Missionario Straordinario: “Siate missionari, non spettatori” esortano i Vescovi

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 11:04


Bujumbura - “Desideriamo che ravviviate in voi lo spirito missionario in modo da annunciare ovunque la Salvezza di Cristo” scrivono i Vescovi del Burundi, nel messaggio per il Mese Missionario Straordinario che si apre oggi 1°ottobre. Nel documento pervenuto a Fides, letto in tutte le parrocchie del Paese domenica 29 settembre, si ricorda che “Papa Francesco ha istituito il Mese Missionario Straordinario in modo da poter commemorare il centenario della promulgazione della Lettera Apostolica Maximum Illud di Papa Benedetto XV”.
I Vescovi rendono omaggio ai primi missionari che, sull’esempio dei primi apostoli, sono giunti in Burundi per annunciare la Buona Novella. “Anche qui il loro compito non è stato facile” sottolineano. “Hanno abbandonato le loro famiglie senza sapere dove stavano andando, senza sapere se sarebbero arrivati, senza sapere cosa avrebbero incontrato, senza sapere se avrebbero più rivisto i propri cari. Non avevano il telefono come oggi, non viaggiavano in aereo come si fa oggi, non c’erano i progressi della medicina odierna. Molti di loro caddero malati e morirono, altri vennero divorati da animali, alcuni di loro sono annegati nelle acque dei fiumi e dei mari che attraversarono su imbarcazioni precarie, diversi di loro vennero assassinati”.
Dopo aver ricordato le circostanze che indussero Papa Benedetto XV a scrivere la Lettera Apostolica “Maximum Illud”, il messaggio si sofferma sulle ragioni che hanno portato Papa Francesco a istituire il Mese Missionario Straordinario. “Papa Francesco, considera i tempi attuali come lacerati dalle guerre, con divisioni tra le persone fondate su opposte visioni politiche e sociali. Nella Chiesa, il Papa trova delle chiusure nella nostre abitudini, con strutture e metodi pastorali che non sono favorevoli alla pastorale missionaria”.
“La Chiesa ha bisogno di un nuovo slancio, di una volontà nuova e di una nuova speranza nella pastorale missionaria” sottolinea il messaggio.
“Rendiamo grazie a Dio perché la nostra Chiesa ha già inviato in missione in altri Paesi, alcuni dei suoi figli e figlie. Ma dobbiamo capire che dobbiamo aumentare il loro numero, sostenendo la loro missione con mezzi materiali e mediante la preghiera. Pertanto vi invitiamo a sostenere le Pontificie Opere Missionarie: la Pontificia Opera per la Propagazione della Fede, la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, la Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria, la Pontificia Unione Missionaria. Queste quattro opere pontificie missionarie sono i pilastri per ravvivare e sostenere lo spirito missionario” rimarcano i Vescovi.
“Non siate dunque spettatori, siate missionari insieme alla Vergine Maria, Stella dei Missionari e Regina degli Apostoli, poiché è la nostra dignità che abbiamo ricevuto nel nostro battesimo” conclude il messaggio.
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AMERICA/HAITI - Appello dei Vescovi: "La violenza ha un'origine: nessun popolo deve accettare la miseria"

Fides IT - www.fides.org - Mar, 01/10/2019 - 10:02
Les Cayes – "Questo non è più il momento di dichiarare che siamo tutti colpevoli. Questa non è la verità. Né bisogna soltanto condannare la violenza: questa ha un'origine”, ha sottolineato la Conferenza Episcopale di Haiti in un messaggio rivolto al popolo haitiano. "Gli attuali leader - ha sottolineato la Conferenza alludendo alla amministrazione attuale - nonostante i nostri ripetuti appelli negli ultimi due anni, rimangono sordi, impegnati a gestire il loro potere, i privilegi e gli interessi viziosi". "Esiste una violenza più atroce di quella di vivere costantemente nell'insicurezza?” domanda la Conferenza Episcopale di Haiti, ricordando “la miseria nera che toglie ogni speranza all'uomo haitiano". "Nessun popolo deve accettare la miseria, la povertà, la violenza in modo rassegnato" affermano i prelati haitiani chiedendo ai più alti funzionari dello stato di assumersi le proprie responsabilità per il buon funzionamento delle istituzioni del paese.
L'energico appello dei Vescovi cattolici del popolo più povero del continente vuole denunciare una situazione che sta degenerando in violenza di piazza da mercoledì scorso: gruppi di manifestanti sono scesi in strada nella capitale protestando contro l'aumento del costo della benzina e la mancanza d'acqua in molti quartieri della città.
"Siamo preoccupati per le notizie di violenza e incendi che si sono verificati negli ultimi giorni in tutto il paese", ha affermato Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, a New York. "La missione e i partner internazionali stanno discutendo con le parti interessate locali per trovare una via pacifica per uscire dalla crisi e alleviare la sofferenza della popolazione che ha sopportato il peso di questa crisi".
Come riferito all’Agenzia Fides da fonti nella Conferenza Episcopale, manifestanti violenti hanno assaltato anche la sede della Caritas Haiti presso la città di Les Cayes, dove gruppi violenti hanno distrutto parte del locale, razziando la sede degli uffici amministrativi e il più grande magazzino per la scorta di generi alimentari e gli aiuti umanitari nell’isola.
Secondo informazioni pervenuti a Fides, la sede Caritas era chiusa venerdì scorso proprio a causa delle rivolte in città, quindi non si sono verificate aggressioni personali al team di lavoro. Tuttavia, come ha rimarcato il coordinatore del progetto Caritas Les Cayes, Edrice Muscadin, “la folla di manifestanti ha preso tutto dal magazzino, ha rubato le motociclette, ha rotto i finestrini e bucato le ruote dei veicoli. Il saccheggio è durato più di un'ora e in nessun momento è intervenuta la polizia. Hanno rubato di tutto. Siamo costernati".

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ASIA/TURCHIA- Il governo esclude i candidati residenti all’estero dal processo per eleggere il nuovo Patriarca armeno

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 13:03
Istanbul –Alla prossima elezione del Patriarca armeno di Costantinopoli, in programma il prossimo dicembre, i membri degli organismi elettivi potranno orientare le proprie preferenze solo verso candidati residenti in Turchia. Lo ha stabilito il Ministero dell’interno turco, con un decreto che proibisce la partecipazione all’elezione del nuovo Patriarca di candidati residenti all'estero. La notizia, diffusa alla fine della scorsa settimana, sta provocando sconcerto nella comunità armena in Turchia.
Seguendo una prassi inaugurata nel 1961, l’elezione di un nuovo Patriarca armeno di Costantinopoli viene di volta in volta regolata da norme predisposte ad hoc dal Ministero dell’interno turco. Stavolta – riferisce il giornale bilingue turco-armeno Agos – il testo normativo per l’elezione del nuovo Patriarca, lungo ben sei pagine, è stato consegnato il 23 settembre al Comitato incaricato di coordinare il processo elettorale. Stavolta, tra le direttive predisposte dal ministero dell’interno figura anche la norma che prescrive come condizione di eleggibilità anche il fatto di "essere tra i vescovi membri del Patriarcato armeno di Istanbul". Tale condizione che rriduce sensibilmente la rosa dei potenziali candidati al soglio patriarcale – non era mai stata contemplata negli analoghi regolamenti predisposti a partire dall’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso. Per questo, negli ultimi decenni, almeno due dei Patriarchi armeni di Costantinopoli erano stati eletti mentre prestavano il loro ministero ecclesiale in altri Paesi. Critiche e preoccupazione in merito alla norma citata sono state espresse anche dall’Arcivescovo Aram Atesyan, per lungo tempo “locum tenens” del Patriarcato, durante gli anni di malattia invalidante del Precedente Patriarca Mesrob II Mutafyan, scomparso lo scorso marzo.
Alcuni giorni prima di ricevere il testo del regolamento predisposto dal governo turco, esponenti della Commessione del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli incaricata di coordinare e accompagnare l’intero processo per l’elezione del nuovo Patriarca avevano proprio l’auspicio che non fossero poste restrizioni alla rosa dei potenziali candidati alla carica patriarcale. L’auspicio era stato espresso in particolare dallo stesso Arcivescovo Aram Ateşyan e dall’Arcivescovo Sahak Masalyan, incaricato di coordinare l’intero processo elettorale, con il titolo di “Degabah” .
All’inizio di agosto, come riferito dall’Agenzia Fides , era stata fissata la tabella di marcia che porterà all’elezione dei successore di Mesrob. La Commissione delegata a preparare l’elezione del Patriarca degli armeni apostolici della Turchia aveva stabilito di proporre alla Prefettura di Istanbul le giornate del 7, 8 e 11 dicembre 2019 come date in cui si svolgeranno le fasi finali dell’elezione patriarcale. Secondo il calendario proposto, il 7 dicembre dovrebbero essere eletti i delegati religiosi chiamati a scegliere il nome del nuovo Patriarca nella lista dei potenziali candidati. L’8 dicembre si dovrebbero tenere le elezioni dei delegati civili. Infine, l’11 dicembre, i delegati eletti dovrebbero unirsi per partecipare all’elezione vera e propria del futuro Patriarca.
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ASIA/INDIA - Il Primo ministro indiano elogia la canonizzazione di suor Mariam Thresia

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 12:39
New Delhi - Il Primo Ministro Narendra Modi ha espresso apprezzamento sul fatto che un indiano sia tra cinque cattolici che verranno canonizzati da Papa Francesco a ottobre. "È una motivo di orgoglio per ogni indiano che, il prossimo 13 ottobre, Sua Santità Papa Francesco dichiarerà la beata suor Mariam Thresia santa", ha detto il Primo ministro il 29 settembre durante "Mann Ki Baat" , suo programma radiofonico mensile. 
"Rendo sinceri omaggi a Suor Mariam Thresia e mi congratulo con i cittadini dell'India, e in particolare con i nostri fratelli e sorelle cristiani, per questo evento", ha affermato il Primo Ministro.
Suor Mariam Thresia Chiramel Mankidiyan fondò la Congregazione della Sacra Famiglia per diffondere i valori cristiani alle famiglie il 14 maggio 1914 a Mannuthy, villaggio vicino alla città di Thrissur nello stato del Kerala, nell'India meridionale.
La suora indiana verrà canonizzata durante una Santa Messa in Vaticano insieme con il Cardinale inglese John Henry Newman, la suora italiana Giuseppina Vannini, la svizzera Marguerite Bays e la brasiliana suor Dulce Lopes Pontes.
Nel Santuario della Beata Mariam Thresia a Kuzhikkattussery nel distretto di Thrissur, nel Kerala, sono iniziate le celebrazioni dopo che Papa Francesco ha approvato la sua canonizzazione.
"I fedeli del Kerala parteciperanno ad una veglia di preghiera nel giorno precedente alla canonizzazione in Vaticano", ha detto suor Rosmin Mathew del convento Mariam Thresia di Kuzhikkattussery.
Suor Mariam nacque in una famiglia siro-malabarese il 26 aprile 1876, nel villaggio di Puthenchira nel Kerala e morì l'8 giugno 1926 a Kuzhikkattussery. E' stata dichiarata "venerabile" il 28 giugno 1999 e beatificata il 9 aprile 2000 da Papa Giovanni Paolo II a Roma. Ha costruito molte scuole, ostelli e orfanotrofi e per tutta la vita si è dedicata alla causa dell'educazione delle donne in India.
Mariam Thresia sarà la quarta cattolica del Kerala ad essere dichiarata "Santa" nella Chiesa cattolica. La prima è stata Suor Alphonsa, membro della Congregazione dei Clarisse Francescane, nel 2008. Papa Francesco ha canonizzato padre Kuriakose Elias Chavara e suor Euphrasia nel 2014.
Oggi la sua congregazione ha più di 1.500 suore professe e 119 novizie che vivono in 176 case in sette province, la maggior parte delle quali in India, ma sono anche impegnate in Germania, Italia e Ghana.
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AFRICA/GABON - “Il Giubileo è stato importante per rinvigorire la Chiesa in Gabon” dice il Nunzio apostolico

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 12:00
Libreville - “Siamo soddisfatti per la partecipazione dei fedeli alla cerimonia di chiusura del Giubileo” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Francisco Escalante Molina, Nunzio Apostolico in Gabon e in Congo Brazzaville, commentando la solenne cerimonia che ieri, domenica 29 settembre, ha chiuso il Giubileo per i 175 anni dell’evangelizzazione del Gabon, avviato nel settembre 2018 . “L’evento si è tenuto presso il Palais des Sports de Libreville, che ha una capacità di 5.000 persone ed era quasi pieno. Quindi c’è stata una buona partecipazione dei fedeli provenienti non solo da Libreville ma da tutte le diocesi del Paese” sottolinea Mons. Escalante Molina.
“Durante la cerimonia, durata 4 ore, si sono succeduti gli interventi, tra gli altri, di Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario Aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli con incarico di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie , di Sua Eminenza il Cardinale Philippe Nakellentuba Ouédraogo, Arcivescovo di Ouagadougou, in rappresentanza del SECAM/SCEAM , e di alcuni rappresentanti dell’ACERAC . C’erano pure alcuni Vescovi europei, come quello di Tolosa e due Vescovi sardi”. “Di particolare importanza è stata l’ordinazione di 16 nuovi sacerdoti provenienti da tutte le diocesi del Gabon, alcuni dei quali sono religiosi, sia Spiritani sia Claretiani ”.
“In rappresentanza delle autorità civili c’era il Primo Ministro, Julien Nkoghe Bekalé, il Presidente del Senato, quello della Corte Costituzionale, ed altri membri del Governo” aggiunge il Nunzio. “Erano poi presenti i discendenti di Mons. Jean-Rémi Bessieux, il Padre Spiritano che ha fondato la Chiesa in Gabon. Dopo la messa nell’incontro di cortesia con il Primo Ministro, questi ha annunciato che l’importante boulevard di Libreville che portava il nome di Mons. Jean-Rémi Bessieux, e che era stato rinominato, riprenderà il nome originario, per onorare la sua memoria”.
“In conclusione dell’Anno giubilare possiamo dire che c’è stato un rinvigorimento della Chiesa in Gabon, con un approfondimento da parte dei fedeli del senso dell’evangelizzazione e della missione. Ho potuto constatare direttamente il grandissimo coinvolgimento delle comunità locali nel corso delle mie visite nelle varie diocesi, per partecipare ai singoli Giubilei diocesani” conclude Mons. Escalante Molina.
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VATICANO - Si apre “un tempo straordinario di missionarietà”

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 11:58
Città del Vaticano – “Per il mese di ottobre del 2019 ho chiesto a tutta la Chiesa di vivere un tempo straordinario di missionarietà per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera apostolica Maximum illud del Papa Benedetto XV . La profetica lungimiranza della sua proposta apostolica mi ha confermato su quanto sia ancora oggi importante rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto”. Così scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno, che ha lo stesso titolo del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. “Celebrare questo mese – scrive ancora il Papa - ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel Battesimo”.
In gran parte del mondo cattolico la Chiesa celebra abitualmente ottobre come “Mese delle Missioni”, utilizzando in particolare i sussidi che le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie preparano per ricordare il dovere di ogni battezzato a collaborare alla missione universale della Chiesa con la preghiera ed il sostegno economico. Ottobre è stato scelto come mese missionario a ricordo della scoperta del continente americano, che iniziò una nuova pagina nella storia dell’evangelizzazione.
Il mese di ottobre si apre con la festa di Santa Teresa di Gesù Bambino, dal 1927 proclamata Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio, e ha il suo culmine nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, la penultima domenica del mese, quest’anno il 20 ottobre. In alcune nazioni la Giornata viene spostata ad altra domenica per motivi pastorali.
Alle ore 18 di martedì 1° ottobre, il Santo Padre Francesco presiederà nella Basilica di San Pietro in Vaticano, la celebrazione dei Vespri solenni per l’apertura del Mese Missionario Straordinario. La celebrazione sarà preceduta, a partire dalle ore 17,15 , da testimonanze e preghiere preparate dagli otto istituti missionari italiani: Comboniani e Comboniane, Saveriani e Saveriane, Missionari e Missionarie della Consolata, Pime e Missionarie dell’Immacolata. Al termine Papa Francesco consegnerà il crocifisso ai missionari in partenza.
Dal momento che il Mese Missionario Straordinario coinvolge e impegna la Chiesa universale, ogni Chiesa locale ha organizzato in questo periodo momenti di condivisione, di preghiera e di impegno missionario secondo il proprio contesto e la propria situazione.
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VATICANO - Domani si apre “un tempo straordinario di missionarietà”

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 11:58
Città del Vaticano – “Per il mese di ottobre del 2019 ho chiesto a tutta la Chiesa di vivere un tempo straordinario di missionarietà per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera apostolica Maximum illud del Papa Benedetto XV . La profetica lungimiranza della sua proposta apostolica mi ha confermato su quanto sia ancora oggi importante rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto”. Così scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno, che ha lo stesso titolo del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. “Celebrare questo mese – scrive ancora il Papa - ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel Battesimo”.
In gran parte del mondo cattolico la Chiesa celebra abitualmente ottobre come “Mese delle Missioni”, utilizzando in particolare i sussidi che le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie preparano per ricordare il dovere di ogni battezzato a collaborare alla missione universale della Chiesa con la preghiera ed il sostegno economico. Ottobre è stato scelto come mese missionario a ricordo della scoperta del continente americano, che iniziò una nuova pagina nella storia dell’evangelizzazione.
Il mese di ottobre si apre con la festa di Santa Teresa di Gesù Bambino, dal 1927 proclamata Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio, e ha il suo culmine nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, la penultima domenica del mese, quest’anno il 20 ottobre. In alcune nazioni la Giornata viene spostata ad altra domenica per motivi pastorali.
Alle ore 18 di martedì 1° ottobre, il Santo Padre Francesco presiederà nella Basilica di San Pietro in Vaticano, la celebrazione dei Vespri solenni per l’apertura del Mese Missionario Straordinario. La celebrazione sarà preceduta, a partire dalle ore 17,15 , da testimonanze e preghiere preparate dagli otto istituti missionari italiani: Comboniani e Comboniane, Saveriani e Saveriane, Missionari e Missionarie della Consolata, Pime e Missionarie dell’Immacolata. Al termine Papa Francesco consegnerà il crocifisso ai missionari in partenza.
Dal momento che il Mese Missionario Straordinario coinvolge e impegna la Chiesa universale, ogni Chiesa locale ha organizzato in questo periodo momenti di condivisione, di preghiera e di impegno missionario secondo il proprio contesto e la propria situazione.
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AMERICA/PARAGUAY - Mezzo secolo di impegno del CONAPI per la pastorale indigena, ma rimane ancora molto da fare

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 11:21
Asunción – Il Coordinamento Nazionale della Pastorale Indigena celebra il suo 50° anniversario in Paraguay e per questo ha celebrato un Congresso Internazionale il 27 e 28 settembre, che si è svolto presso il Seminario metropolitano di Asunción.
Mons. Adalberto Martínez Flores, Vescovo di Villarrica y Presidente della Conferenza Episcopale del Paraguay , ha tenuto il discorso iniziale del Congresso, cui hanno partecipato, anche Mons. Lucio Alfert, Mons. Joaquín Robledo, Mons. Guillermo Steckling, Mons. Pedro Collar, Mons. Celestino Ocampos. La relazione principale è stata presentata da Mons. Felipe Arizmendi, Vescovo emerito di San Cristóbal de las Casas .
Mons. Martínez Flores ha così introdotto i lavori del Congresso: "Durante questo viaggio di 50 anni, i popoli indigeni hanno ottenuto molti risultati come la titolazione della terra, l'approvazione dell'istruzione e le leggi alimentari favorevoli alle popolazioni indigene. Hanno combattuto per la sovranità. Un altro risultato importante è stato l'integrazione, nel rispetto delle differenze culturali e grazie al lavoro dei missionari, in particolare nelle aree di missione".
Quindi ha aggiunto: "Papa Francesco afferma che per le popolazioni indigene la terra non è un bene economico, ma un dono di Dio e degli antenati che vi riposano. È uno spazio sacro con cui devono interagire per sostenere la loro identità e i loro valori. Quando rimangono nei loro territori, sono proprio loro a prendersi cura della terra al meglio…Tuttavia, in varie parti del mondo, per diversi motivi, sono spinti o costretti ha lasciare le loro terre per progetti agricoli o di estrazione mineraria che non prestano attenzione al degrado della natura e della cultura ".
L'oratore principale, Mons. Felipe Arizmendi, ha detto nel suo intervento: "Quando Papa Francesco venne in Chiapas mentre io ero Vescovo di San Cristóbal de las Casas, alcuni mi chiesero: cosa ha lasciato la visita del Papa? Risposi: per l’aspetto economico, ha lasciato molti soldi, perché ha attirato molte persone in città, negli hotel, e tutti ne hanno beneficiato ... Ma la cosa più importante della sua visita è stata che gli indigeni sono diventati più consapevoli del fatto che sono importanti per la Chiesa, che sono preziosi, e che dobbiamo imparare anche da loro”. Riferendosi poi al Paraguay, ha commentato: “la Conferenza episcopale conmta già 50 anni di sforzi per servire meglio queste popolazioni, ma rimane ancora molto di più da fare. Questo congresso ha voluto aiutare a sensibilizzare sull'importanza di stare con loro”.
Il Coordinamento Nazionale della Pastorale Indigena conta 5 decenni di vita istituzionale: è nato nel 1969 con il nome di Dipartimento delle Missioni, poi nel 1976 è diventato il Team Nazionale delle Missioni e infine, nel 1994, è diventato il Coordinamento Nazionale della Pastorale Indigena. Il suo primo presidente fu Mons. Alejo Obelar, del Vicariato apostolico del Pilcomayo e il suo primo segretario esecutivo fu padre Bartolomeu Meliá, SJ.

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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - La missione nell’era mediatica e della comunicazione istantanea

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 11:17
Port Moresby – Il panorama dei media e della comunicazione è in continua evoluzione ed è necessario un approccio più flessibile da parte della Chiesa. “Dobbiamo cominciare a pensare a media alternativi creativi e innovativi rispetto a quelli tradizionali, è nostra responsabilità”, ha osservato Agatha Ferei Furivai, Direttore di Caritas Fiji e Presidente di “Signis” della regione del Pacifico, durante la presentazione del Simposio di Missiologia, dal tema “La Missione nell’era mediatica e della comunicazione istantanea” che si è tenuto nei giorni scorsi all’Istituto teologico di Bomana.
“Siamo nell'era della digitalizzazione e, in Oceania, sperimentiamo diverse esperienze di comunicazione mediatica” spiega Furivai, facendo poi riferimento ai messaggi di Papa Francesco e dei suoi predecessori per la Giornata mondiale delle comunicazioni. La Chiesa, ha aggiunto, deve avere un impatto immediato oltre che un dialogo maggiore con il mondo contemporaneo. “Nella nuova ‘era digitale’ la Chiesa può tenere aggiornato il mondo sulle sue posizioni e spiegarne le ragioni su qualsiasi argomento o evento. Dobbiamo ascoltare più attentamente la voce dell'opinione pubblica e avviare un dibattito continuo con il mondo che ci circonda, coinvolgendoci così immediatamente nella ricerca comune di soluzioni ai tanti problemi urgenti dell'umanità.”
Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si rileva che c’è bisogno di abbracciare queste nuove tecnologie e proclamare la parola di Cristo, predicare, trasmettere valori e ideologie cristiane. “Possiamo usare i mezzi di comunicazione per amplificare le nostre voci” aggiunge Furivai.
“Negli ultimi 20 anni le persone hanno imparato a comunicare in modo diverso - ha detto - attraverso le piattaforme dei social media possiamo diffondere la Parola di Dio. Siamo tutti, bambini, genitori, nonni, leader di comunità, utenti e produttori di media in un modo o nell'altro. Un ottimo motivo per uno sforzo collaborativo tra Chiesa e Media”. “I giovani trascorrono sempre più tempo online e con strumenti multimediali. La società si sta dirigendo in questo senso ed è qui che deve andare la missione”, ricorda.
La seconda sessione dell’incontro è stata concentrata sul tema: “La giustizia per il Creato equivale alla giustizia per l'umanità”. I relatori, tra i quali il Cardinale John Ribat, MSC, hanno affrontato diverse questioni partendo dalla Evangelii Gaudium e dalla Laudato Si’, parlando dei “nuovi luoghi della missione”, come povertà urbana, cambiamenti climatici, migranti, giovani, tutela degli oceani e dell’ambiente.
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AFRICA/GABON - L’Arcivescovo Dal Toso presiede la celebrazione per i 175 anni dell’evangelizzazione

Fides IT - www.fides.org - Lun, 30/09/2019 - 11:04
Libreville – Tutto il “fervore spirituale e pastorale” che ha caratterizzato l’anno di preparazione per i 175 anni di evangelizzazione del Gabon , “non si fermerà alla chiusura di questo anno giubilare, ma deve entrare in modo permanente nella vita cristiana quotidiana di tutti i battezzati”: è l’esortazione espressa dall’Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie , che domenica 29 settembre ha presieduto a Libreville la celebrazione giubilare durante la quale sono stati ordinati 16 sacerdoti. Ormai alla vigilia del Mese Missionario Straordinario di Ottobre 2019, l’Arcivescovo ha sottolineato: “L’evento del Mese Missionario Straordinario sarà quindi vissuto nella Chiesa locale del Gabon come una naturale estensione di questo Giubileo dei 175 anni, le cui celebrazioni finiscono oggi ma per riflettersi sotto una nuova luce. Proprio come questo Giubileo, che si sta chiudendo, il Mese Missionario Straordinario di ottobre 2019 è un'occasione di grazia intensa e feconda per promuovere iniziative e intensificare modi e mezzi per risvegliare in ogni cristiano la consapevolezza della responsabilità missionaria”.
Nella sua omelia, l’Arcivescovo ha ricordato che il 29 settembre 1844, festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, venne celebrata la prima messa sul suolo gabonese, evento fondante della Chiesa cattolica in questa nazione. Quindi ha reso omaggio all’audacia dei primi missionari, guidati da p. Jean Rémi Bessieux, Spiritano, e a quelli che seguirono, sacerdoti, suore e laici, che diedero la vita per l’opera di evangelizzazione del Gabon. "E’ a tutti questi missionari e ai loro collaboratori, i vostri progenitori nella fede – ha detto -, che rendiamo un vibrante omaggio attraverso questa solennità a cui dall’alto dei cieli uniscono le loro voci, le loro lodi alla gloria di Dio”.
A nome del Santo Padre, Papa Francesco, a nome del Cardinale Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, come Presidente della POM, l’Arcivescovo Dal Toso ha espresso gratitudine e compiacimento alla Conferenza episcopale “per tutto quello che è stato organizzato per celebrare questo Giubileo, non come una festa in più, non solo come una commemorazione storica, ma come un'opportunità per un rinnovamento della professione di fede in Cristo risorto che era al centro della missione di questi zelanti missionari. Questo grande Giubileo ci ricorda il loro apostolato, il loro coraggio, la loro passione ma anche e soprattutto l'amore di un Dio che voleva attraverso di loro rivelarsi al suo popolo e trovare dimora nel suo cuore per riversarvi le meraviglie della sua grazia”.
Quindi l’Arcivescovo ha sottolineato tre aspetti, ispirandosi alle letture bibliche della celebrazione. “Sulla terra ognuno sceglie la propria vita futura”: uno dei messaggi del Vangelo del giorno, la parabola del ricco Epulone , è il grande principio della carità, “l'unico lasciapassare che dà accesso alla vita benedetta per l'eternità: l'impegno personale a vivere o meno secondo questo il comandamento della carità nella vita presente ha una conseguenza per il nostro destino eterno” ha commentato.
Il secondo aspetto messo in rilievo è che “Cristo risorto è l'inviato del Padre per eccellenza”. Dio ha inviato suo Figlio, Gesù, nato, morto e risorto per noi. “Lui viene ancora incontro a noi, risorto, per dirci che la sua Parola è una Parola eterna, che questi sacramenti sono la vita eterna, che la fede in Lui è la garanzia della vita eterna. Se Cristo non è risorto, la nostra fede sarebbe vana, perché crederemmo in un uomo come gli altri, morto e sepolto come tutti. Ma risorgendo, Gesù si mostra come il vero Signore della vita, colui che può darci la vita”.
Rivolgendosi in particolare agli ordinandi, l’Arcivescovo ha detto: “Ogni giorno, dovete chiedere che il mistero pasquale si ripeta soprattutto in voi. Lasciate che l’uomo vecchio muoia in voi, l'uomo del peccato, attaccato al denaro, al potere, ai suoi piaceri, ai suoi progetti; possa questo uomo vecchio morire in voi per dare spazio all’uomo nuovo, risorto con Cristo, un uomo che sa donare, spendere, offrire la propria vita per amore dei suoi fratelli e sorelle”.
L’ultimo punto toccato - “Battezzati, siamo inviati a testimoniare di Gesù Cristo” – è stato l’occasione per ribadire che “l’annuncio del Vangelo non è riservato solamente ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose”. “Se oggi siamo riuniti in questa giornata di grande solennità – ha ricordato -, è perché un giorno dei cristiani in nome della loro fede e del loro impegno battesimale hanno deciso di portare la Buona Novella in questa terra gabonese. Hanno obbedito al mandato di Cristo”. La messe tuttavia è sempre molta e gli operai pochi, se si pensa che una parte non trascurabile della popolazione segue le religioni tradizionali e la maggior parte, pur aderendo a una confessione religiosa, continua nelle pratiche animiste e magiche. “Ciò significa - ha concluso - che resta ancora da fare un'evangelizzazione profonda, sia nei cuori dei cristiani che nelle periferie, ancora lontana dalla fede”.
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AFRICA/EGITTO - Prima assemblea del “Comitato” delle donne cristiane: dialogo e comprensione reciproca sono i veri antidoti alla crescente aggressività sociale

Fides IT - www.fides.org - Sab, 28/09/2019 - 11:45
Il Cairo - Il Comitato delle donne del Consiglio delle Chiesa d'Egitto, ha organizzato la sua prima conferenza annuale dal 26 al 28 ottobre. Per la prima volta decine di laiche e religiose, in rappresentanza delle donne appartenenti alle diverse Chiese e comunità cristiane presenti in Egitto, si sono riunite per tre giorni presso la Casa di Nostra Signora della Pace, al Cairo, per partecipare a lezioni e momenti di confronto dedicati al tema del dialogo e della convivenza e della comprensione dell’identità altrui come antidoto all’intolleranza e ai conflitti sociali. In I lavori si sono concentrati in particolare intorno alla relazione della professoressa Evelyn Farouk, specialista di psicologia sociale, che ha delineato i fattori anche psicologici alla base della crescente aggressività sociale registrata negli ultimi anni in seno alla società egiziana.
Il Consiglio delle Chiese in Egitto è stato istituito nel febbraio 2013 anche per favorire un discernimento comune dei fatti e dei fenomeni legati alle cosiddette “Primavere arabe” e aiutare le diverse comunità cristiane a esprimere una posizione condivisa, soprattutto sul terreno delle questioni politiche e sociali.
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AFRICA/GABON “Il Giubileo dell’evangelizzazione del nostro Paese ci spinge a progettare il futuro” dice il Vescovo di Port-Gentil

Fides IT - www.fides.org - Sab, 28/09/2019 - 11:28
Libreville - “Il Giubileo è stato un’occasione per tutta la Chiesa in Gabon per non solo guardare alla propria storia ma soprattutto vedere il presente e progettare il futuro” dice all’Agenzia Fides Eusebius Chinekezi Ogbonna Managwu, Vescovo di Port-Gentil, la seconda città del Gabon, dove domani, domenica 29 settembre si chiude il Giubileo per i 175 anni dell’evangelizzazione del Gabon, avviato nel settembre 2018 .
“Guardare al futuro significa anche favorire le nuove vocazioni e, non a caso, nella nostra diocesi chiuderemo il Giubileo con l’ordinazione di tre nuovi sacerdoti, nella messa di domani” dice Mons. Chinekezi Ogbonna Managwu. I nuovi sacerdoti saranno accolti in diocesi la domenica successiva, 6 ottobre, con una solenne messa nella cattedrale di San Luigi.
Il Vescovo di Port-Gentil dice di “ringraziare il Signore per questo anno giubilare. Nella nostra diocesi abbiamo celebrato il Giubileo a luglio. Come per le altre diocesi si è trattato di un evento che ha coinvolto tutta la Chiesa in Gabon, perché vi hanno partecipato delegazioni provenienti da tutto il Paese guidate dai rispettivi Vescovi”.
“Oltre che a Port-Gentil abbiamo tenuto celebrazioni e preghiere nelle altre aree che fanno parte della nostra diocesi. In ogni occasione abbiamo riscontrato una forte partecipazione dei fedeli agli eventi proposti”.
“Le celebrazioni diocesane si sono concluse con una messa solenne presieduta da Sua Ecc. Mons. Mons Francisco Escalante Molina, Nunzio Apostolico in Gabon e in Congo Brazzaville, nella chiesa di Sant’Anna, la prima storica chiesa della diocesi” ricorda Mons. Chinekezi Ogbonna Managwu.
Alla cerimonia di chiusura del Giubileo di domani partecipano oltre ai Vescovi del Gabon, una rappresentanza dei Vescovi dell’ACERAC . Sarà presente S. Ecc. Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario Aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli con incarico di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, a ricordare il ruolo fondamentale dei missionari nel diffondere il Vangelo nel mondo.
A questo proposito Mons. Chinekezi Ogbonna Managwu conclude sottolineando che “la presenza missionaria rimane importante nella nostra diocesi. A Port-Gentil abbiamo gli Spiritani e Les Frères de Saint Gabriel. Come congregazioni femminili abbiamo le Salesiane, le Suore dell’Immacolata, le Suore di Santa Maria, le Suore della Carità”.

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NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - Non proselitismo ma passione per la salvezza del mondo

Fides IT - www.fides.org - Sab, 28/09/2019 - 11:21
Città del Vaticano - “Alimentare l’ardore dell’attività evangelizzatrice della Chiesa ad gentes” e “riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”. Con queste finalità Papa Francesco, nella Giornata missionaria mondiale del 22 ottobre del 2017, all’Angelus e contemporaneamente in una Lettera indirizzata al cardinale Fernando Filoni - Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli - manifestava la sua volontà di indire per l'ottobre 2019 un Mese missionario straordinario. Nel suo cuore la stessa premura che esattamente 100 anni prima aveva mosso Benedetto XV a promulgare la Lettera apostolica Maximum Illud: "La Chiesa, che da Cristo è stata inviata a rivelare e a comunicare la carità di Dio a tutti gli uomini e a tutti i popoli, comprende che le resta ancora da svolgere un’opera missionaria ingente".
Il mese che sta per aprirsi sul tema "Battezzati e inviati: La Chiesa di Cristo in missione nel mondo" ha le sue radici in quella Lettera apostolica che all'indomani della fine del primo conflitto mondiale, auspicava un nuovo slancio missionario che coinvolgesse tutta la Chiesa e non solo gli Istituti di Vita Consacrata eliminando ogni altro aspetto, culturale o economico, che non fosse solo ed esclusivamente l’annuncio della Buona Novella. Ed è un concetto sempre attuale anche se in termini mutati, lascia intendere in una intervista rilasciata a Vatican News padre Fabrizio Meroni per tanti anni missionario in Asia e in America, e oggi segretario generale della Pontificia Unione Missionaria e direttore del Centro Internazionale di Animazione Missionaria nonchè direttore dell’Agenzia Fides.
Link correlati :Continua a leggere l'intervista a p. Fabrizio Meroni sul sito web di Omnis Terra
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EUROPA/AUSTRIA - “Austria on Mission”: conferenza di apertura del Mese missionario straordinario

Fides IT - www.fides.org - Sab, 28/09/2019 - 10:14
Vienna – “Missio Austria”, la sezione austriaca della Pontificie Opere Missionarie, aprirà il Mese Missionario straordinario il 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, a Vienna con una grande conferenza dal titolo “Austria on Mission”. Lo scopo è informare sull'attività missionaria mondiale a partire dall'Austria, nonché sul lavoro dei missionari austriaci, attirando l'attenzione sui frutti dell’opera missionaria in tutto il mondo. Si vuole anche aprire una finestra sulla Chiesa universale e mostrare la sua vivacità e varietà. “Siamo molto lieti di questa opportunità che ci è stata regalata da Papa Francesco con il Mese missionario straordinario”, sottolinea il Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Austria , p. Karl Wallner in una nota inviata all’Agenzia Fides.
La conferenza sarà aperta dal Nunzio apostolico in Austria, l'Arcivescovo Pedro López Quintana, mentre seguiranno vari contributi sul tema "Missione nel mondo ieri e oggi: le figure fondatrici”. Il Cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon, in Myanmar, terrà una relazione sul tema “Annunciare Cristo oggi. la missione oggi". Nel pomeriggio saranno illustrati gli argomenti “Volontariato: come fare una missione oggi”, “Cosa significa andare alle periferie”, “Essere missionario in Austria, egli ordini missionari”, mentre il Salesiano padre Tom Uzhunnalil, SDB, che nel 2016 è stato rapito in Yemen gruppi jihadisti, rimasto 18 mesi in cattività poi liberato, parlerà sul tema “La missione cristiana è pace e amore”. P. Tom proseguirà con una seri di incontri nei giorni successivi, in varie alter località dell’Austria, offrendo la sua testimonianza di fede.
La Messa inaugurale per il Mese missionario straordinario sarà presieduta nella cattedrale di Salisburgo domenica 29 settembre dall’Arcivescovo di Salisburgo, mons. Franz Lackner e concelebrata dal nuovo direttore diocesano di “Missio Austria” per Salisburgo, p. Virgil Zach.
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EUROPA/ITALIA - Giornata del migrante e del rifugiato, le missionarie Scalabrinane: “Esiste una sola umanità al mondo”

Fides IT - www.fides.org - Sab, 28/09/2019 - 09:35
Roma - “Bisogna attuare un cambio di mentalità e scopri-re che la vera ricchezza umana alberga nel cuore di ognuno di noi: soltanto allora riusciremo a considerarci come una sola grande famiglia e ad abitare in pace e serenità la nostra casa comune”. Ne è convinta suor Albertina Pauletti, consigliera generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, che all’Agenzia Fides ricorda la condizione di vulnerabilità che oggi vivono migliaia di persone in tante parti del mondo: sono gruppi o intere popolazioni, locali o rifugiate in altri paesi. Proprio a loro, domenica 29 settembre 2019 è dedicata la “Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato”, che giunge alla 105esima edizione. “Non si tratta solo di migranti” è il te-ma scelto da Papa francesco per il messaggio di quest’anno, per ribadire l’appello affinché nessuno rimanga escluso, che sia un cittadino residente da molto tempo, o un nuovo arrivato. “Ritengo che sempre di più acquista-no attualità i quattro verbi con cui il Papa ha chiesto ai popoli e alle nazioni di affrontare il tema dei migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”, riferisce a Fides suor Albertina. “E’ necessario mostrare le criticità che affliggono la nostra società, ed essere capaci di affrontare le no-stre paure, se il nostro desiderio è quello di costruire un futuro migliore: esiste una sola umanità al mondo”, rileva.
L’opera delle missionarie Scalabriniane è, infatti, caratterizzata dall’essere un servizio con e per i migranti e i rifugiati: “La nostra congregazione, fondata nel 1898, nasce con lo scopo di prestare soccorso a coloro che soffrono delle maggiori vulnerabilità nei processi migratori, in particolare donne e bambini”, spiega suor Pauletti. “La nostra attività - prosegue - si svolge cercando di rispondere ai bisogni di queste persone attraverso una serie di interventi che mirano a favorirne l’inclusione sociale: come la regolarizzazione dei documenti per il riconoscimento, la formazione necessaria per ottenere un lavoro stabile, progetti di microcredito per avviare piccole imprese, la difesa dei diritti umani, il sostegno pastorale, la salute, l’istruzione, la promozione dell'integrazione nel paese ospitante. Oggi, siamo presenti in 27 stati”.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, i migranti nel mondo sono circa 260 milioni. Ogni 10 anni, questo numero aumenta di circa 50 milioni: “Le migrazioni non sono un fenomeno imprevisto o casuale, ma strutturale. Sono il risultato degli squilibri nello sviluppo economico e sociale, delle guerre, ma anche l'espressione di profonde trasformazioni negli stati e a livello internazionale”, evidenzia suor Elizabeth Pedernal, Consigliera generale del-la stessa congregazione, fondata da Giovanni Battista Scalabrini. “La storia dei popoli - continua - è stata sempre contraddistinta dai flussi migratori, e noi oggi abbiamo l’opportunità di costatarne le cause e gli effetti e, quindi, anche di ricavarne un surplus di umanità”. “Come ha sottolineato Papa Francesco nel suo messaggio - conclude suor Pedernal - dobbiamo uscire da una cultura dell’indifferenza e dello scarto, e farci promotori di un pro-gresso della coscienza della dignità umana contribuendo alla ricomposizione di un quadro generale in cui l’umanità intera si inserisca”.


Link correlati :Guarda la video-intervista alle suore Sclabriniane sul canale Youtube dell'Agenzia Fides
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