AMERICA/BOLIVIA - I Vescovi chiedono “elezioni limpide per una democrazia autentica”

Fides IT - www.fides.org - Lun, 14/10/2019 - 10:43
La Paz – “Stiamo andando a queste elezioni in un clima di sfiducia, per paura di una possibile manipolazione del processo elettorale. Questa situazione ci spinge a chiedere che tutti gli elettori vadano alle urne, per esercitare il loro dovere e il loro diritto, senza alcuna pressione, politica, sociale o economica”. Lo affermano i Vescovi della Bolivia in un comunicato dal titolo “Elezioni limpide per una democrazia autentica”, pubblicato in vista delle elezioni che si terranno il 20 ottobre, per eleggere il Presidente, il Vicepresidente, 130 deputati e 36 senatori per il quinquennio 2020-2025.
La Conferenza episcopale ricorda ai cittadini di votare “con una chiara consapevolezza delle reali esigenze del nostro Paese, dei suoi problemi, delle sue potenzialità e scegliere il partito che ha presentato proposte concrete e realizzabili nel quadro del bene comune e dei valori democratici di libertà, giustizia e pari dignità di ogni boliviano”. Dal momento che le elezioni sono alla base del sistema democratico e si fondano sul rispetto del voto individale, “devono essere svolte in modo trasparente e sotto lo stretto controllo di osservatori internazionali, giurie elettorali, partiti politici e degli stessi elettori, in modo che il risultato delle urne sia rigorosamente accolto, nel rispetto della decisione sovrana del popolo boliviano”.
Il messaggio dei Vescovi sottolinea il diritto di ognuno ad avere “informazioni obiettive e veritiere”, confidando che i media seguano da vicino l'intero processo elettorale, non esitando “a denunciare eventuali fatti irregolari e fraudolenti”. Infine invitano alla preghiera: “L'importanza trascendentale di questo momento ci spinge a pregare il Dio della vita e della verità, in modo che tutti i cittadini e le autorità, attraverso elezioni trasparenti e pacifiche, contribuiscano a costruire una Bolivia più democratica e una vera casa per tutti”.
Secondo le informazioni raccolte da Fides, la Bolivia è stata il paese sudamericano che ha registrato la maggiore crescita economica negli ultimi anni, nonostante il contesto di debolezza regionale, grazie soprattutto agli investimenti pubblici e al rafforzamento della domanda interna. A livello politico si registra confusione e malcontento, in quanto è ancora alto il numero dei poveri e degli abusi di potere.
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ASIA/INDIA - Leader politici e religiosi ricordano l'Arcivescovo di Shillong, deceduto negli Stati Uniti

Fides IT - www.fides.org - Lun, 14/10/2019 - 08:40
Shillong - Condoglianze e espressioni di solidarietà e profonda gratitudine sono state espresse dal Primo ministro indiano Narendra Modi che ha guidato i leader politici e religiosi nel ricordare il 68enne Dominic Jala Sdb, Arcivescovo di Shillong, deceduto in un incidente d'auto in California il 10 ottobre. Intanto la comunità cattolica nello stato di Meghalaya , dove era nato e dove svolgeva il suo ministero episcopale, è immersa nella preghiera.
L'Arcivescovo salesiano "sarà ricordato per il suo impeccabile servizio alla società e la passione per il progresso di Meghalaya. Possa la sua anima riposare in pace”, ha twittato il Primo ministro indiano il 12 ottobre, subito dopo la notizia della scomparsa del prelato cattolico.
Secondo quanto riferito dalla polizia americana, l'incidente è avvenuto intorno alle 23,00, ora locale, del 10 ottobre quando l'Arcivescovo Jala era in viaggio in California insieme a p. Mathew Vellankal e p. Joseph Parekkatt, due sacerdoti indiani impegnati nel servizio pastorale negli Stati Uniti. Padre Vellankal, che era alla guida dell'auto, e l'Arcivescovo Jala, che era sul sedile anteriore, sono morti sul colpo mentre l'altro prete ha subito gravi ferite ed è ricoverato in ospedale.
L'Arcivescovo, dopo aver preso parte alla "visita Ad limina" dei vescovi dell'India nord-orientale, in Vaticano, era andato negli Stati Uniti per partecipare a una riunione Commissione Internazionale per la liturgia e per incontrare alcuni amici sacerdoti.
L'Arcivescovo era il primo prete della tribù Khasi, uno dei gruppi etnici di spicco di Meghalaya. Nello stato la notizia ha creato shock e commozione. In particolare i fedeli cattolici in tutta la regione hanno ricordato la vita e il contributo dell'Arcivescovo Jala alla società.
Sacerdoti e i religiosi dell'Arcidiocesi di Shillong hanno dichiarato: “È davvero una triste notizia per tutti noi sapere che il nostro amato Arcivescovo è morto, lontano dalla sua terra natale, lontano da noi. Stiamo aspettando il ritorno dei suoi resti mortali. Successivamente, possiamo organizzare le esequie. A partire da ora, invitiamo tutti a pregare per noi, a pregare per la nostra arcidiocesi e soprattutto a pregare per l'anima del caro Arcivescovo”.
Numerosi leader politici del Meghalaya, come il Primo Ministro dello stato, Conrad Sangma, hanno inviato messaggi di cordoglio e solidarietà.
Mons. John Moolachira, Arcivescovo di Guwahati e il presidente del Consiglio dei Vescovi cattolici del Nordest dell'India, ha scritto: “Affidiamo la sua anima nelle mani del Creatore. Noi vescovi cattolici dell'India nord-orientale siamo addolorati per la sua scomparsa. In questo momento di dolore ci rivolgiamo ed espreminiamo la nostra vicinanza spirituale a sacerdoti, a religiosi e a fedeli dell'Arcidiocesi di Shillong: preghiamo per l'eterno riposo dell'anima defunta e per tutta l'arcidiocesi di Shillong".
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EUROPA/ITALIA - Mese Missionario Straordinario: "Battezzati e inviati": attratti dall’amore verso Dio, per riscoprire il dono della vita

Fides IT - www.fides.org - Sab, 12/10/2019 - 12:16
Roma – “Lasciamoci attrarre e conquistare dall’esempio di Gesù Cri-sto, dal suo amore, affinché possiamo essere suoi testimoni nel quotidiano”. Lo ha detto in un colloquio con l’Agenzia Fides suor Vijaya Stella John Joseph, religiosa indiana appartenente alla Congregazione delle Suore missionarie Scalabriniane, parlando del tema suggerito da "Missio Italia" per la seconda domenica del Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, che ha per titolo “Attratti”. “Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae”, ha scritto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale del 2019. Proprio sul significato più intrinseco di "attrazione", il 13 ottobre, tutti i battezzati sono invitati a riflettere: “Tutti gli uomini e le donne - prosegue la religiosa - nascono come esseri appassionati. La nostra vita non va avanti per ordini o divieti, ma per una passione: la passione verso Dio che nasce dall’aver scoperto la bellezza di Cristo e del suo amore”.
Facendo riferimento all'esortazione apostolica di Papa Francesco, “Evangelii Gaudium", la missionaria sottolinea: “Il Papa richiama a una 'conversione missionaria' della Chiesa e invita ogni fedele a discernere quale sia il cammino che il Signore gli chiede per raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. “Dio - continua - ci attira con il volto e la storia di Cristo. Lui è la bella notizia che ci dice che è possibile vivere meglio, per tutti”. Donarsi agli altri, quindi, crea "attrazione": “Non si tratta un compito che qualcuno ci impone - spiega suor Stella - né un onere da sommare ai nostri doveri quotidiani, ma è l’espressione più esatta della nostra stessa identità”. “C’è una direzione e un significato in tutto quello che viviamo - evidenzia in conclusione suor Vijaya Stella John Joseph - è il Regno di Dio che viene, portando a compimento in noi il disegno che il Padre ha su tutta l’umanità e sul cosmo intero”.



Link correlati :Guarda la video intervista a suor Stella J. Joseph sul canale Youtube dell'Agenzia Fides
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VATICANO - "Cor ad Cor loquitur": Atto accademico all'Università Urbaniana sul Beato John Henry Newman

Fides IT - www.fides.org - Sab, 12/10/2019 - 12:04
Città del Vaticano - "John Henry Newman, un anno prima della morte, nel 1879, creato cardinale da Papa Leone XIII, scelse come motto per il suo stemma cardinalizio l’espressione, direi di sapore agostiniano, 'Cor ad cor loquitur', riassuntiva della profondità del suo percorso di ricerca intellettuale e spirituale. La Chiesa del nostro tempo, ormai determinata a percepirsi e a operare “in uscita missionaria” verso il ‘tutto’ di tutti, ha la consapevolezza di godere il bene della sua testimonianza e della sua vasta opera di ricerca della verità. Sa di potersi affidare a lui come ad un maestro della carità del sapere integrale dell’uomo illuminato dalla Rivelazione cristiana": così si è espresso il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione dell'Evangelizzazione dei Popoli, presenziando, in qualità di Gran Cancelliere, all'Atto accademico straordinario in onore del Beato John Henry Newman, organizzato l'11 ottobre alla Pontificia Università Urbaniana. John Henry Newman - che, già fatto beato nel 2010 da papa Benedetto XVI, domenica 13 ottobre verrà canonizzato da Papa Francesco - fu "celebre e amato alunno" dell'Urbaniana dal 9 novembre 1846 fino al 28 giugno 1847.
il cardianle ha epsresso "compiacimento per aver dato vita a questo momento di riflessione sul significato della santità e della dottrina di un singolare figlio e della Chiesa Anglicana e della Chiesa Cattolica ".
"Compiuti gli studi teologici previsti nel Collegio di Propaganda Fide e ordinato sacerdote il 30 maggio del 1847 nella cappella interna al Collegio - ha ricordato il Prefetto - Newman fece ritorno in Inghilterra dove, nel 1848, a Birmingham fondò il primo Oratorio inglese di San Filippo Neri, dando avvio ad una nuova stagione di studi e di attività pastorale. Accolto l’invito dell’arcivescovo Cullen a fondare la prima Università cattolica irlandese ne fu ispiratore e primo Rettore dal 1851 al 1856". Negli anni successivi Newman sperimentò dapprima incomprensioni da parte cattolica soprattutto a causa delle sue idee sul "consensus fidelium" come parte integrante dell’indefettibilità della Chiesa in materia di fede e poi - ha proseguito il Cardinale Filoni - all’indomani dei Decreti del Concilio Vaticano I, una certa ostilità da parte di esponenti della Chiesa anglicana.
Il Gran Cancelliere ha rimarcato: "La sua presenza nella Chiesa rinata con l’evento del Concilio Vaticano II rimane viva anche in quest’ora della piena attuazione degli insegnamenti da esso generati", accennando, poi, al legame tra Newman e il rinnovamento della Chiesa tracciato dal Vaticano II.
"Un anno prima della chiusura dei lavori conciliari, il filosofo cattolico Jean Guitton su L’Osservatore Romano del 1964 osservò: “I grandi geni sono dei profeti sempre pronti a rischiarare i grandi avvenimenti, i quali, a loro volta, gettano sui grandi geni una luce retrospettiva che dona loro un carattere profetico. È come il rapporto che intercorre tra Isaia e la passione di Cristo, reciprocamente illuminati: così Newman rischiara con la sua presenza il Concilio e il Concilio giustifica Newman”.
Il Cardinale ha rilevato "i molteplici e profondi i segni" della "reciproca illuminazione": il ruolo del laicato in tutte le espressioni della vita e missione della Chiesa; la tensione ecumenica come permanente compito dell’unica Chiesa di Cristo; il primato della coscienza personale, da lui definita come “l’originario vicario di Cristo”, e la conseguente corretta dottrina sulla libertà religiosa; il fecondo rapporto tra la fede e la ragione come tra la Rivelazione e i saperi delle scienze moderne. Il Card. Filoni ha chiesto ai presenti: "Effettivamente, non appare un Agostino dei tempi moderni?".
Parlando della concezione newmaniana della coscienza, il Cardinale ha citato un articolo apparso sulla rivista "Euntes Docete" del 1990, in cui il Card. Joseph Ratzinger ne evidenziò il suo carattere “veritativo”: "Secondo Newman la coscienza – scriveva il futuro Papa Benedetto XVI – deve essere nutrita come un modo di obbedienza alla verità oggettiva”; e ha poi spiegato la "dialogicità tra fede e ragione, quale rimedio all’arroganza della ragione e alla cecità della fede".
Il Prefetto ha concluso augurando all’Università Urbaniana "di distinguersi come luogo e laboratorio della formazione morale e intellettuale integrale e universale": "Così come concepita da Newman, l’Università sia permanentemente aperta, si ponga in ascolto di ogni cultura, fede religiosa e forma di sapere, e ‘impari a imparare’ dalla realtà oggettiva umana e divina".
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ASIA/PAKISTAN - Le Chiese: "No" alla nazionalizzazione di un antico collegio cristiano

Fides IT - www.fides.org - Sab, 12/10/2019 - 11:20
Lahore : “Le Chiese cristiane stanno facendo un ottimo lavoro per lo sviluppo del Paese; vogliamo continuare a lavorare per migliorare la comunità, soprattutto nel settore del'istruzione. Condanniamo la decisione del governo della provincia di Khyber PakhthunKhwa e ci appelliamo per revocare l'ordine di nazionalizzazione dell'Edwardes College”. Lo dice all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Joseph Arshad, alla guida della diocesi di Islamabad-Rawalpindi e Presidente della Conferenza episcopale del Pakistan.
L'Arcivescovo Joseph Arshad, che è anche a capo della Commissione episcopale "Giustizia e pace" inoltre afferma: "Queste azioni possono influenzare la qualità e il livello di istruzione dell'istituzione. L'opera di istruzione non deve fermarsi a causa di interventi politici. Il governo dovrebbe immediatamente affrontare tali questioni che feriscono i sentimenti delle minoranze in Pakistan".
Martedì scorso l'Alta Corte di Peshawar ha emesso un ordine di nazionalizzazione del più antico istituto di istruzione del territorio, l'Edwardes College di Peshawar. L'Edwardes College nacque come scuola missionaria cristiana chiamata "Edwardes High School" fondata dalla "Church Missionary Society" nel 1853. Nel 1900 si trasformò in Collegio e da allora ha funzionato come istituzione privata, gestita ufficialmente dalla diocesi di Peshawar della "Chiesa del Pakistan", la comunità cristiana Anglicana presente in Pakistan.
Nel 1972, quando tutte le istituzioni private furono nazionalizzate dal governo, il suo status indipendente di prestigiosa istituzione privata fu riconosciuto e non fu coinvolto in quel processo, mentre oggi il governo della Khyber PakhthunKhwa sostiene che l'istituto era già stato incluso nella lista degli enti da nazionalizzare.
La Commissione "Giustizia e pace" ha espresso serie preoccupazioni per questa "occupazione illegale di proprietà della Chiesa". In una dichiarazione congiunta della Commissione, l'Arcivescovo Joseph Arshad, Presidente, p. Emmanuel Yousaf Mani, Direttore nazionale e Cecil Shane Chaudhry Direttore. esecutivo hanno deplorato questa "azione illegale" del governo provinciale, chiedendo di restituire alla Chiese istituti come l'Edwardes College, il Gordon College ,il Murray College e altri istituti nazionalizzati negli anni '70 e mai resi alle Chiese.
Secondo p. Emmanuel Yousaf Mani, direttore nazionale della NCJP, "questo tipo di azioni scoraggiano le comunità cristiane a lavorare per il progresso del Pakistan", mentre Cecil Shane Chaudhry ha rimarcato "il sabotaggio dei diritti delle minoranze religiose".
A Peshawar diverse organizzazioni cristiane, come la Ong "Pakistan Minority Rights Commission" , e semplici cittadini hanno protestato contro la decisione della nazionalizzazione, dicendosi pronti a "marciare fino a Islamabad" per difendere i legittimi diritti.
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AFRICA/SUDAFRICA - Disuguaglianze sociali e "discorsi di odio" alla radice delle violenze xenofobe

Fides IT - www.fides.org - Sab, 12/10/2019 - 11:08
Johannesburg - Diseguaglianze profonde, mancanza di servizi, politici spregiudicati: è questo il mix esplosivo che ha innescato le violenze xenofobe in Sudafrica. Un fenomeno, quello della xenofobia contro i migranti, che torna ciclicamente con raid che distruggono case, negozi, piccole officine e lasciano sul terreno decine di vittime. «Dopo gli attacchi dei primi giorni di settembre che hanno causato decine di morti- spiega a Fides Pablo Velasquez, religioso Scalabriniano che lavora nelle periferie di Johannesburg - in città è tornata la calma, ma c’è ancora tanta paura. Ho trascorso qualche periodo in un campo profughi irregolare dove vivono zimbabweani, mozambicani, somali, etiopi, nigeriani, ghanesi, congolesi. Qui ho toccato con mano la paura. La gente non si fida a lasciare l’area e ad andare in città per vendere le loro povere merci. Temono di essere maltrattate, picchiate, che le loro cose siano distrutte».
Ma da dove nasce tutto quest’odio verso lo straniero? Non c’è una ragione sola, ma un insieme di ragioni. «Vent’anni di democrazia - continua padre Pablo - non hanno risolto i problemi del Paese. Le differenza tra i ricchi, la maggior parte dei quali bianchi, e i poveri è tuttora enorme. La disoccupazione è altissima . In molte zone rurali mancano i servizi di base: acqua, elettricità, linee telefoniche, gas, strade, scuole. Il problema della casa è molto sentito. Tutto ciò provoca forti tensioni».
Molti sudafricani si spostano infatti dalla campagna alle township delle grandi città. Qui incontrano gli immigrati, altrettanto poveri. «In molti sudafricani neri - osserva padre Pablo - è ancora vivo il senso di inferiorità imposto per decenni dal regime di segregazione dei bianchi boeri. Il fatto di essere stati sempre trattati come 'cittadini di serie B' fa sì che la loro frustrazione si riversi sui immigrati che oggi sono gli ultimi degli ultimi. Molti sudafricani vedono nei nuovi arrivati un nuovo nemico di combattere perché poyrebbero sottrarre loro le poche risorse a disposizione. Così scattano violenti pogrom che distruggono le attività dei migranti e, in alcuni casi, arrivano a uccidere gli stranieri».
Alcuni politici locali, in cambio dei voti, soffiano sul fuoco dell’intolleranza. Spiega il sacerdote: «Alcuni politici accendono l’odio e istigano alle violenze. Penso, per esempio, a Jules Malema, capo degli Economic Freedom Fighter, una formazione di estrema sinistra, che prima ha accusato gli immigrati di ogni nefandezza e poi ha rivolto le sue parole di fuoco contro i bianchi. Distilla odio che permea nella società e infuoca gli animi. La Chiesa cattolica, pur minoritaria nel Paese, ha levato il suo grido contro questi atti xenofobi. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg ha paragonato la xenofobia al nazismo. Ha ragione. Se non fermiamo subito questi atti ci troveremo di fronte a una violenza senza pari».

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ASIA/INDIA - Dimissioni e successione del Vescovo di Alleppey

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 12:09
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Alleppey , presentata da S.E. Mons. Stephen Athipozhiyil. Gli succede S.E. Mons. James Raphael Anaparambil, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Un festival per celebrare i 125 anni dell’Evangelizzazione della Costa d’Avorio

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 11:38


Abidjan - La Chiesa cattolica in Costa d'Avorio si prepara a celebrare il 125 ° anno di evangelizzazione il prossimo anno. Il 28 ottobre 1895, i padri Alexandre Hamard ed Emile Bonhomme, i primi missionari Società delle Missioni Africane arrivarono a Grand-Bassam, nel sud-est della Costa d'Avorio.
Radio Espoir la radio diocesana della città di Grand Bassam ha organizzato dal 19 al 20 ottobre 2019, presso il Palazzo della Cultura di Treichville, il primo festival di lode e adorazione intitolato " Festi Eclat 2019".
"Con questo importante evento, vogliamo dare valore alla nostra Chiesa in un quadro che unisca l’utile al piacevole. Abbiamo quindi il villaggio gastronomico, il concerto, il mercato religioso e molte altre attività interessanti ", afferma Joëlle Andrée Libi, commissario generale di '' Festi Eclat 2019 ''.
Uno dei momenti salienti dell’evento è l'apertura del primo museo di storia dell'evangelizzazione in Costa d'Avorio nella sala del Palazzo della Cultura. "Sarà un'occasione per scoprire al di là di storie e testimonianze, immagini e oggetti religiosi che hanno contribuito al radicamento del Vangelo nel nostro Paese” sottolinea Joëlle Libi.
Il progetto è sostenuto dall'episcopato ivoriano con il patrocinio di Sua Ecc. Mons. Ignace Bessi Dogbo, Vescovo di Katiola, Presidente della Conferenza Episcopale.
Conoscere la storia della Chiesa cattolica è soprattutto una sfida gratificante. Ecco perché per questa prima edizione, '' Festi Eclat 2019 '' prevede oltre 5.000 visitatori. Aperto a tutti, grazie agli aspetti storici, culturali e religiosi senza dubbio il festival attrarrà l’attenzione degli ivoriani.
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OCEANIA/AUSTRALIA - Mese Missionario Straordinario: “Qual è la tua missione?” Campagna di Catholic Mission sui social media

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 11:18
Sydney – Il prossimo 20 ottobre tutto il mondo celebrerà la Giornata Mondiale delle Missioni, che quest’anno rappresenta il culmine del Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco per l’ottobre 2019. Tra le iniziative promosse, è di particolare rilievo la campagna lanciata sui social media e titolata “Qual è la tua missione?” a cui hanno risposto migliaia di persone provenienti da Europa, Americhe, Africa e Asia -Pacifico, usando l'hashtag #MyMission sui social media come Facebook, Instagram, Twitter e Snapchat.
“La campagna #MyMission pone una domanda semplice che forse meditiamo spesso ma che siamo meno propensi ad articolare”, rileva Simone Medri, responsabile digitale e online di “Catholic Mission” Australia, la Direzione australiana delle Pontificie Opere Missionarie , che sta portando avanti, sui diversi social media, la campagna: “#Mymissionis… What’s yours?”. “Quale migliore occasione per esprimere a parole qual è la nostra missione proprio durante il Mese Missionario Straordinario?”, notano le POM australiane.
“Gli uffici diocesani di Catholic Mission hanno organizzato eventi speciali che saranno portati avanti in tutto il mese, mentre, a livello nazionale, il Mese Missionario Straordinario rappresenta il momento culmine della raccolta e della formazione nelle scuole e nelle parrocchie. Iniziative come la campagna #MyMission mirano a favorire una migliore comprensione del ruolo che giovani e meno giovani hanno nella missione”, rileva la nota delle POM inviata all’Agenzia Fides. Il motto del Mese Missionario Straordinario, “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” riassume la chiamata a essere missionari nella vita quotidiana di cattolici: “Celebrare questo mese ci aiuterà innanzitutto a riscoprire la dimensione missionaria della nostra fede in Gesù Cristo, una fede che ci è stata donata nel battesimo”, ricorda Catholic Mission, citando il messaggio del Papa nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2019.
Grazie alla campagna online e sui social network, per tutto il mese di ottobre, fedeli di tutto il mondo si stanno unendo per offrire, comunicare e proclamare quel dono che è la loro missione. E’ possibile visualizzare le storie e partecipare alla campagna usando l'hashtag #MyMission sui diversi social media, e molti giovani lo stanno facendo.

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AMERICA/ARGENTINA - Il Vescovo di Posadas: preoccupa la mancanza di proposte dei candidati su temi fondamentali

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 10:59
Posadas – In un colloquio con Radio Tupambaé, il Vescovo della diocesi di Posadas, Mons. Juan Rubén Martínez, ha riflettuto sulla campagna elettorale che si sta svolgendo in tutto il paese, arrivata alla sua ultima tappa, per le elezioni generali del 27 ottobre, in cui il Paese eleggerà il presidente per i prossimi quattro anni . Il Vescovo è rimasto colpito e sorpreso dalla mancanza di proposte dei principali candidati, o almeno di quelli che sembrano avere maggiori probabilità di vincere, su questioni che ha definito sensibili per la popolazione: “Nessuno solleva problemi strutturali. Qualcuno prova a segnalare un tema, ma proprio quelli che hanno più possibilità di vincere non lo fanno. Come possiamo uscire da questa incertezza? Nessuno dice dove stiamo andando, come andremo, cosa faremo. Nessuno parla di questioni di macroeconomia, di questo 50% di bambini che sono al di sotto della soglia di povertà. Dei problemi che riguardano la pubblica istruzione. Questioni sensibili della popolazione come la vita, l'aborto, le posizioni riguardo l'ideologia di genere... sono messe a tacere".
Mons. Martinez ha anche parlato dei candidati al parlamento nazionale, che ci sono in ogni distretto ma di cui nessuno ha mai ascoltato le posizioni su questioni chiave: “La verità su coloro che vanno al Congresso è che non li conosciamo, e neanche le loro posizioni su questioni chiave, economiche, educative, ecc. Durante la campagna elettorale vanno insieme a qualcuno più conosciuto, vanno in giro, ma per esempio, i candidati a vicepresidente non li vediamo. Questo è un po' poco, trattandosi di elezioni presidenziali".
Il Vescovo ha chiesto alla comunità di approfittare del dibattito di domenica prossima per vedere se qualcuno dei candidati propone soluzioni ai principali problemi che il paese sta attraversando. “Dobbiamo dare un voto responsabile, ma la verità è che in prattica, lo facciamo per immagine, per rabbia, ma non per i contenuti" ha ribadito. In questo senso, Mons. Martínez ha riconosciuto che la democrazia argentina ha alcune carenze di maturazione e ha insistito sulla mancanza di proposte: "Si parla di problemi superficiali, ma per quanto riguarda i progetti, c'è poco o niente".

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EUROPA/ITALIA - Mese Missionario Straordinario: la diocesi di Roma istituisce un premio dedicato a don Andrea Santoro

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 09:56
Roma – “Se abbiamo scoperto di essere figli del Padre Celeste, come possiamo tacere la gioia di essere amati, la certezza di essere sempre preziosi agli occhi di Dio? È questo l’annuncio che tanta gente attende. Ed è responsabilità nostra”. Lo ricorda il Cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis, in una lettera inviata ai sacerdoti Fidei donum della diocesi di Roma, in occasione del Mese Missionario Straordinario.
“In questo mese di ottobre, il nostro Vescovo, Papa Francesco, ci ha invitato a vivere un mese missionario straordinario per riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale” scrive ancora il Cardinale, che inviando il suo saluto ai missionari romani e alle famiglie “che vivono la missione a servizio del Regno di Dio”, invita: “Il Signore ci chiede ancora di farci dono lì dove siamo, così come siamo, con chi ci sta vicino, ricordandoci che il protagonista della missione è lo Spirito Santo. Il Signore non ci lascerà soli; testimoniando scopriamo che lo Spirito Santo è arrivato prima di noi per prepararci la strada”.
Tra le iniziative promosse dalla diocesi di Roma per il Mese Missionario Straordinario, rientra l’istituzione del Premio intitolato a don Andrea Santoro, il sacerdote fidei donum ucciso a Trabzon, inTurchia, il 5 febbraio 2006 . A ricevere il premio il 26 ottobre, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, saranno suor Anna Bacchion e suor Marzia Feurra, Missionarie della Consolata a Djibuti, impegnate nel campo sanitario, nella scuola, nel servizio ai disabili e nella promozione della donna; padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pime a Mindanao , che ha dato vita al movimento di dialogo islamico-cristiano Silsilah, da cui sono scaturiti la Comunità Emmaus, di laiche consacrate, e l’Harmony Village; la Comunità Missionaria Intercongregazionale presente ad Haiti dal 2010, per rispondere alle sofferenze della popolazione dopo il terremoto; i coniugi Luigi e Isabella Bencetti, che dal 2001 al 2007 hanno prestato servizio a Carabayllo, in Perú, al servizio di circa 40mila persone che vivevano nella più assoluta precarietà, privi anche dei servizi essenziali.
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ASIA/MYANMAR - Appello del Cardinale Bo ai leader religiosi per la difesa dei civili

Fides IT - www.fides.org - Ven, 11/10/2019 - 09:11
Yangon - I leader religiosi devono alzare la voce contro le atrocità commesse contro civili innocenti in Myanmar: è l'appello diffuso dal Cardinale Charles Bo, Arcivescovo di Yangon, che ha rimarcato: “Sono più addolorato dal silenzio dei leader religiosi di questa grande cittadella spirituale. Nel paese ci vono 500.000 monaci buddisti, 70.000 monache buddiste quasi 1.200 Pastori cristiani, oltre 2.000 suore cattoliche, innumerevoli altri capi religiosi. Alcuni silenzi possono essere criminali. La guerra è ingiusta e empia. Le nostre preghiere e i nostri riti sono vanificati dal sangue e dalle lacrime di persone innocenti. Il popolo birmano ama la pace e segue la guida dei propri leader religiosi ”. In una dichiarazione rivolta ai leader religiosi e inviata all'Agenzia Fides, il Cardinale ha scritto: "Non passa un solo giorno senza la straziante notizia di civili innocenti sfollati, uccisi o mutilati dal conflitto in corso a Lashio, in altre regioni del Nord e nello Stato di Rakhine", ricordqando le diverse regioni del Myanmar ancora teatro di conflitto.
 Se l'attuale crisi dei Rohingya nello stato di Rakhine ha attirato l'attenzione dei media internazionali, altre comunità minoritarie come Karen, Shan, Mon, Chin continuano a subire discriminazioni e violenza. I conflitti etnici sono spesso offuscati da sfumature religiose. I Rohingya sono musulmani e molte altre minoranze etniche come i Karen professano il cristianesimo, mentre la maggioranza del popolo birmano è di etnia Bamar e di religione buddista. Questi fattori di maggioranza e minoranza, a livello culturale e religioso, si intersecano, nei conflitti in corso, con le implicazioni di carattere politico .
“La maggior parte di queste persone sono persone estremamente povere e innocenti. La lotta per i bisogni di base è la loro lotta quotidiana. Nessuno ha promosso sviluppo economico per queste persone ", ha lamentato il cardinale.
Spiegando ulteriormente la situazione, ha affermato: “Un conflitto feroce infuria dentro e intorno a loro, costringendoli a fuggire. Con dolore e tristezza, sono stato testimone delle loro lacrime, del loro sangue e della loro frattura. Coloro che affermano di combattere per loro non si sono mai preoccupati della loro sicurezza, mentre si combatte con armi pesanti, compresi i bombardamenti aerei. "
Facendo appello alla pace, il cardinale ha aggiunto rivolgendosi ai leader militari e dei gruppi guerriglieri: “Chiedo a tutti gli eserciti - di stato e non di stato: questi innocenti, poveri sono i vostri nemici? Non sono i tuoi fratelli e sorelle? Quante persone sono morte a causa di un guerra cronica? Quante donne e bambini languono nei campi abbandonati? Non vedete la loro angoscia e le lacrime? Dov'è la misericordia?”
Nelle sua parole conclusive, il Cardinale ricorda: "Vi è un enorme potenziale di pace attraverso i leader religiosi. Alzate la voce contro questa guerra. La sofferenza degli innocente non ci lascerà. Il loro sangue e le loro lacrime grideranno dalla tomba. Vi prego di alzare la vostra voce. La pace è possibile, la pace è l'unica via possibile"
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EUROPA/ITALIA - “Lingue, Missione, Memoria”: mostra dei Comboniani per l'Anno delle lingue indigene e il Mese Missionario Straordinario

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 11:20
Roma – Apre oggi al pubblico, giorno della festa di San Daniele Comboni, la mostra dal titolo “Lingue, Missione, Memoria; il contributo dei Missionari Comboniani allo studio e alla preservazione delle lingue locali nella loro opera di annuncio del Vangelo”. Allestita nella casa generalizia dei Comboniani a Roma , per celebrare l'Anno Internazionale delle Lingue Indigene indetto dall’Onu e il Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco, la mostra intende fare memoria dell’impegno dei Missionari Comboniani nello studio e nella traduzione di testi in alcune lingue africane.
La mostra, informa il comunicato pervenuto a Fides, è divisa in sei sezioni: grammatiche/dizionari, catechismi, testi di Storia Sacra, testi liturgici, testi educativi e musica. L’obiettivo è quello di offrire una gamma di testi tradotti nelle lingue locali cercando di descriverne il gruppo etnico, la posizione geografica e l’autore. Inoltre, sono esposte immagini, racconti d’epoca e mappe storiche dei territori dove operavano i missionari. La conferenza di presentazione della mostra si terrà il 14 ottobre alle ore 18, nella casa generalizia dei Comboniani.
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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - E’ cruciale investire sull’istruzione dei giovani: la Chiesa è in prima linea

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 11:07
Port Moresby – L’istruzione e lo sviluppo dell’infanzia e della gioventù sono il miglior investimento che un paese possa fare per migliorare i progressi della sua generazione futura. Questo è stato il momento clou dell'incontro, tenuto nei giorni scorsi a Waigani, che ha riunito diversi enti sociali e religiosi, organizzazioni e istituti impegnati nel servizio di istruzione, inclusi quelli cristiani delle diverse confessioni.
“L'istruzione è importante per avere buoni cittadini e per ottenere questo risultato sono necessari maggiori investimenti sui giovani”, ha affermato il dott. Uke Kombre, segretario del Dipartimento della Pubblica Istruzione, che ha messo in risalto il ruolo delle donne. “Dobbiamo mobilitare e consolidare tutti i dipartimenti a sostegno dell'istruzione per poter potenziare le future generazioni del paese” ha insistito Kombre.
“Chi ha figli desidera sempre che venga dato loro il meglio, non vogliamo solo che sopravvivano ma che crescano e diano un contributo proattivo alla società”, ha affermato Mcloughlin, rappresentante Unicef in Papua Nuova Guinea, uno dei relatori presenti al seminario.
Ai circa cento presenti convenuti all’incontro, tutte persone impegnate a vario titolo nel servizio e nel campo dell’istruzione, è stato presentato un lavoro realizzato dai 27 studenti della scuola elementare St. Anne che, attraverso una presentazione dinamica, hanno avuto l’opportunità di mostrare le proprie capacità.
I leader cristiani hanno ribadito che è necessaria una feconda collaborazione tra Stato e Chiesa nel settore dell'istruzione, in cui la comunità cristiana contribuisce enormemente al bene comune. Numerosi sono gli istituti gestiti dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa protestante, che danno un contributo fondamentale alla società. Il tasso di analfabetismo è tuttora molto alto in Papua Nuova Guinea, e tocca oltre il 35% della popolazione. Le Chiese cristiane oggi gestiscono il 70% dell’istruzione impartita nel paese e il loro apporto è da sempre ampiamente riconosciuto.

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AFRICA / COSTA D'AVORIO - Apertura del Mese Missionario Straordinario: i cristiani ivoriani siano testimoni del Vangelo di Cristo senza paura e senza vergogna

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 11:05
Yamoussoukro - "Con il nostro battesimo siamo tutti missionari, inviati e testimoni del Vangelo di Cristo e dobbiamo agire senza paura e senza vergogna", ha detto Sua Ecc. Mons. Alexis Touably Youlo, Vescovo di Agboville e Amministratore Apostolico di Yamoussoukro, durante la Messa di apertura del Mese Missionario Straordinario in Costa d'Avorio. Mons. Youlo, nell’omelia della Messa che ha presieduto presso la Basilica di Nostra Signora della Pace a Yamoussoukro, di fronte a migliaia di fedeli, ha dichiarato che la missione è "un requisito del nostro battesimo" e quindi concerne tutti.
Alla Messa per l’avvio del Mese Missionario Straordinario in Costa d'Avorio hanno partecipato P. Luca Marabese, Incaricato della Nunziatura Apostolica nel Paese e i Direttori diocesani delle Pontificie Opere Missionarie .
P. Jean Noel Gossou, Direttore nazionale delle POM in Costa d'Avorio al termine della Messa ha invitato i Direttori diocesani a svolgere attività con uno spirito creativo specifico nelle loro diocesi: “ora che è aperto il Mese Missionario Straordinario cari fratelli, trovate spazi nelle vostre diocesi in cui i vostri fedeli possano vivere pienamente questo mese di grazia”.
I Direttori diocesani si sono quindi impegnati in questa direzione; "Nella diocesi di Abengourou, il Mese Missionario Straordinario sarà vissuto per un anno intero” ha detto a Fides p. Antoine Aka Tiémélé, specificando che la preghiera del Mese missionario viene recitata ogni giorno dopo la recita del rosario e la domenica dopo la preghiera universale.
Come preludio alla messa di apertura del Mese Missionario Straordinario in Costa d'Avorio, sabato 5 ottobre, presso il centro diocesano di Yamoussoukro sotto la guida delle POM nazionali, si è svolta una sessione di formazione in missiologia per sacerdoti e catechisti dell’arcidiocesi di Yamoussoukro, animata da Sua Ecc. Mons. Marcelin Yao Kouadio, Vescovo di Daloa, Presidente della Commissione episcopale per l'evangelizzazione dei poveri, esperto di missiologia.
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AMERICA/ARGENTINA - Il Presidente della Conferenza episcopale: “Dialogo e accordi sono necessari a prescindere da chi vincerà le elezioni”

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 10:59
Buenos Aires – Nelle attuali circostanze che vive il paese sono necessari il dialogo e gli accordi, a prescindere di chi governerà dopo le elezioni presidenziali del 27 ottobre: questo il pensiero del Vescovo della diocesi di San Isidro e Presidente della Conferenza Episcopale Argentina , Mons. Óscar Vicente Ojea Quintana. Prima di lasciare l’Argentina per partecipare al Sinodo dei Vescovi per l'Amazzonia, in Vaticano, il Presule è stato intervistato dall'Ufficio stampa e comunicazione della CEA e da Canal Orbe 21. La prima parte dell’intervista, che è suddivisa in tre video, è stata diffusa oggi. Le altre due parti saranno pubblicate a breve. Nel primo video, dal titolo "Dialogo", Mons. Óscar Vicente Ojea Quintana presenta alcune riflessioni sull'attuale contesto sociale del Paese.
“Penso, insieme ai miei fratelli Vescovi, che qualunque sia l'esito delle elezioni e chiunque sarà responsabile del governo, il nostro Paese avrà bisogno di accordi - afferma il Vescovo -. Non puoi governare in questa situazione di divisione sociale in cui ci troviamo, con questo stato d'animo". Ritiene inoltre che la Chiesa "abbia una missione molto importante nell'aiutare il dialogo". In questo senso, ha ricordato la dottrina di Papa Paolo VI sul dialogo: deve essere chiaro, affabile, sicuro e prudente.
Mons. Ojea ha citato poi quattro principi che regolano ogni realtà sociale, proposti da Papa Francesco, che considerava "molto utili" per aiutare il dialogo nel Paese: "Il tempo è superiore allo spazio", "l'unità è superiore al conflitto", "la realtà è superiore all'idea" e "il tutto è superiore alla parte". "È una grande sfida – ha sottolineato nell’intervista - perché è necessario un cambiamento di prospettiva e mettersi, come dice il Papa, ‘un gradino sopra’ per privilegiare e dare la priorità a ciò che è più importante".
"In questo, sicuramente la Chiesa dovrà dare il suo contributo, in una fase in cui abbiamo davvero bisogno di dialogare, concordare e ascoltare gli argentini al fine di preservare la pace sociale, che è un obiettivo immediato" ha concluso.
Con le elezioni del 27 ottobre saranno scelti il Presidente e il Vicepresidente dell’Argentina, i governatori, i deputati e i senatori. I tre principali candidati alla Presidenza sono Mauricio Macri, Alberto Fernández e Roberto Lavagna. Secondo dati raccolti da Fides, il problema più grave che affronta oggi l’Argentina è la povertà. Le statistiche ufficiali del 2018, che il governo ha appena reso note, mostrano l'entità del problema: il 32% degli argentini è povero, con un aumento del 6,3% rispetto all'anno precedente. Ci sono 2,7 milioni di argentini che sono scesi al di sotto della soglia di povertà in un solo anno. Di questi circa 800.000 vivono in condizioni di vera miseria. L'Istituto Nazionale di Statistica e Censimento ha rilevato che anche la situazione degli anziani è quasi disperata.
Il motivo di questa situazione è stato l'inflazione vertiginosa del 47% - la più alta in quasi tre decenni - che ha devastato i salari. A questo bisogna aggiungere il forte aumento del prezzo del dollaro americano, che ha causato indirettamente la chiusura di molte attività economiche.

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ASIA/BANGLADESH - I leader cristiani chiamati a essere "operatori di pace" nella società

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 10:26
Dacca - I leader cristiani laici sono chiamati a contribuire a costruire la pace nella società. Come appreso dall'Agenzia Fides, lo ha detto il Cardinale Patrick D'Rozario, Arcivescovo di Dacca e Presidente della Conferenza episcopale cattolica del Bangladesh, nel recente seminario tenutosi nella capitale sul tema "Il ruolo dei leader cristiani per edificare la pace". Al seminario, organizzato dalla Commissione episcopale per i laici, hanno preso parte 66 leader cristiani, di otto diocesi cattoliche.
“Per noi cristiani, la pace è una virtù fondamentale. La pace è giustizia e sviluppo umano. La pace si può ottenere con il perdono e la riconciliazione", ha affermato il Cardinale Patrick D’Rozario. “L'essere umano è un essere in relazione con Dio, con il prossimo, con la creazione, con il mondo".
L'Arcivescovo di Dacca ha ricordato che l'obiettivo della vita sociale è la pace e ha poi citato il Vangelo in cui Gesù dice "Via lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo dà" e poi: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio". Il Cardinale ha rilevato che "contribuire a edificare la pace fa parte dell'insegnamento sociale della Chiesa". “I leader cristiani devono lasciare rabbia e odio e seguire gli insegnamenti di Gesù Cristo per promuovere la pace nella società, rispettando ogni essere umano, promuovendo il dialogo nelle situazioni di conflitto", ha detto ai leader presenti.
Il Presidente della Conferenza Episcopale ha anche ricordato i mali esistenti nella società come "la vendetta, la violenza, il terrorismo e le violazioni dei diritti umani" e ha rimarcato che, in tale cornice, "è compito dei laici cristiani partecipare alla vita e alla missione della Chiesa, in particolare portando avanti la loro speciale responsabilità di edificare il Regno di Dio nel mondo, con lo spirito del Vangelo". A tal fine è importante "promuovere un'adeguata formazione dei laici per l'istruzione catechistica, liturgica e sacramentale nelle opere di misericordia e in quelle sociali", ha concluso.
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EUROPA/GERMANIA - Testimoni dall’India nord-orientale nelle diocesi tedesche per il Mese Missionario Straordinario

Fides IT - www.fides.org - Gio, 10/10/2019 - 09:38
Norimberga – A livello nazionale il Mese Missionario Straordinario è stato inaugurato a Münster domenica 6 ottobre, con una celebrazione presieduta dal Vescovo di Münster, Felix Genn, e concelebrata da alcuni Vescovi dell'India nord-orientale. Infatti il paese scelto quest’anno da Missio per l’ottobre missionario è l’India. La festa che è seguita sulla piazza della Cattedrale aveva per motto "Vivere la Missione", organizzata da Missio in collaborazione con la diocesi di Münster e i movimenti cattolici giovanili. In precedenza, venerdì 4 ottobre, presso il Friedenssaal di Münster, si è svolta una preghiera comune per la pace, in cui Karin Reismann, sindaco di Münster, ha dato il benvenuto agli ospiti dell'India nord-orientale, che sperimentano nella loro vita quotidiana i conflitti e la violenza.
A Norimberga, nella chiesa parrocchiale di Nostra Signora, Missio Monaco ha aperto il Mese Missionario Straordinario il 9 ottobre, e ha inviato come testimoni nelle diocesi bavaresi gli ospiti provenienti dall'India. Alla celebrazione era presente anche l'Arcivescovo di Bamberg, Mons. Ludwig Schick, che ha visitato diverse volte l'India nord-orientale. In quella regione le organizzazioni partner di Missio sostengono i poveri nei villaggi di montagna, lottano per condizioni di lavoro eque per i coltivatori di the e si impegnano per la pace e la protezione dell'ambiente.
Per quattro settimane Missio München ospita quindi diversi rappresentanti della Chiesa indiana, tra cui Mons. Thomas Menamparampil, Arcivescovo emerito di Guwahati; Mons. Michael Akasius Toppo, Vescovo di Tezpur nell'Assam; Mons. Lumen Monteiro, Vescovo di Agartala, al confine con il Bangladesh; suor Cecilia Sad delle "Visitation Sisters of Don Bosco", Suor Martina Thabah e Fratel Collinsius Wanniang . Gli ospiti racconteranno la situazione del loro paese di origine e le loro esperienze durante vari eventi e parteciperanno alle celebrazioni con i fedeli in Baviera e nel Palatinato.
Per ulteriori informazioni sul "Mese Missionario Straordinario" in Germania: www.missio.de e www.missio.com.
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AFRICA/NIGER - “Rimanere troppo a lungo al potere è dannoso per il bene del Paese” dice il Presidente del Niger

Fides IT - www.fides.org - Mer, 09/10/2019 - 11:21


Niamey - “I detentori del potere possono abusarne e questo è tanto più vero quanto la loro presenza al potere è lunga. Ciò significa che l'usura del potere può portare a dispotismo, al clanismo e all’ inefficienza” ha affermato il Presidente del Niger Issoufou Mahamadou, al summit organizzato a Niamey dal National Democratic Institute , per discutere la limitazione costituzionale dei mandati presidenziali in Africa.
Il Presidente nigeriano ha messo a confronto l’esempio del francese Luigi Napoleone Bonaparte che, non potendo modificare la Costituzione, si autoproclamò imperatore con il nome di Napoleone III, e quello invece del sudafricano Nelson Mandela, "un degno figlio dell'Africa", che, nonostante le pressioni ricevute, decise di ricoprire un solo mandato quando avrebbe potuto rivendicare una presidenza a vita.
Al forum hanno preso parte alcuni ex Capi di Stato africani, il nigeriano Goodluck Jonathan, il beninese Nicéphore Soglo, il liberiano Amos Sawyer e la centrafricana Catherine Samba Panza.
In Africa, 35 Paesi hanno nella Costituzione dei limiti al mandato presidenziale , 12 non hanno limiti, sei hanno abolito la limitazione e due hanno modificato la norma che prevedeva solo due mandati.
Nei Paesi che hanno tolto il limite al mandato costituzionale si sono create tensioni sfociate in gravi crisi politiche, come ad esempio nel Burundi. Nella Repubblica di Guinea, il Presidente Alpha Condé, al potere dal 2010, sta cercando di modificare la Costituzione per ottenere un mandato ulteriore.
Il Presidente nigerino ha invece ribadito che non cercherà un terzo mandato perché “il mio più ardente desiderio è di trasferire il potere nel 2021 a un successore eletto democraticamente”.
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EUROPA/POLONIA - Il Presidente delle POM ai Vescovi polacchi: "Il Mese missionario straordinario è occasione per riscoprire la dimensione missionaria e universale della fede"

Fides IT - www.fides.org - Mer, 09/10/2019 - 10:41
Varsavia - Un ampio numero di Vescovi, missionari e religiose polacchi sono impegnati nel servizio pastorale e nell'annuncio del Vangelo nei territori di missione: lo ha ricordato l'Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie , nell'intervento all'Assemblea generale della Conferenza Episcopale Polacca, tenuto oggi, 9 ottobre, a Varsavia in occasione del Mese Missionario Straordinario, proclamato da Papa francesco per l'Ottobre 2019. Per l'occasione il Presidente ha voluto soffermarsi sul servizio che le POM possono rendere alla pastorale della cheisa. Le Pontificie Opere Missionarie sono "una rete mondiale a servizio del Papa per sostenere la missione e le giovani Chiese con la preghiera e la carità", come le ha definite Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale del 2019.
Nel suo discorso, l'Arcivescovo Dal Toso ha rimarcato che il Magistero della Chiesa sulla missione è più volte ritornato sulle Pontificie Opere Missionarie e ha citato un passaggio della Enciclica di Papa Giovanni Paolo II "Redemptoris missio": “Essendo del Papa e del collegio episcopale, anche nell'ambito delle chiese particolari queste opere occupano giustamente il primo posto, perché sono mezzi sia per infondere nei cattolici, fin dall'infanzia, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire un'adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni, secondo le necessità di ciascuna” . Da un punto di vista strutturale - ha continuato - le Opere sono nel contempo universali e locali.
"Il campo missionario - ha spiegato mons. Dal Toso - è un campo privilegiato per manifestare il rapporto di reciproco arricchimento tra la Chiesa universale e la Chiesa locale. Se è vero che la Chiesa universale si trova concretamente nella Chiesa locale, è anche vero che la Chiesa locale non può esistere senza la Chiesa universale. Tra loro vige quella relazione che impedisce alla Chiesa locale di chiudersi e diventare una Chiesa nazionale. Più la Chiesa locale si apre alla missione, più scopre che è una Chiesa universale, aperta ai bisogni di tutti gli uomini".
L'Arcivescovo ha poi rilevato i campi specifici in cui le POM, attraverso le varie Direzioni nazionali, possono sostenere la responsabilità dei Vescovi per l’attività missionaria: alimentare la preghiera per le missioni; mantenere vivo lo spirito missionario nella Chiesa attraverso l'animazione missionaria; coltivare la formazione missionaria, offrendo possibilità di formazione per sacerdoti, laici, religiosi e religiose interessati alla missione; raccogliere la colletta delle offerte in favore delle missioni, in particolare quella della penultima domenica di ottobre, dedicata alla Giornata Missionaria Mondiale.
Parlando dell'Ottobre missionario 2019, mons. Dal Toso ha definito il Mese Missionario straordinario "una occasione straordinaria per la Chiesa per rinnovare lo zelo missionario" e per contribuire a "innestare la dimensione missionaria nella pastorale ordinaria, che è anche il grande obiettivo della Evangelii gaudium" di Papa Francesco. In quel documento - ha rilevato il Presiden delle POM - il Pontefice ha stabilito questo nesso “al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e di riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”.
"Proprio questo collegamento siamo chiamati a riscoprire. A volte si può essere tentati di ritenere la missione come una dimensione in più, mentre è importante capire il collegamento tra pastorale ordinaria e pastorale missionaria", ha evidenziato l'Arcivescovo.
Nell'ottica fondamentale di "tornare a parlare di missio ad gentes, cioè di annuncio del Vangelo a chi non lo conosce", l’Ottobre missionario può trasformarsi, allora, "in una opportunità pastorale per riscoprire la bellezza della fede e dunque farsene annunciatori", ha detto.
Per questo, ha concluso il Presidente, la celebrazione del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019 contribuisce a far riscoprire "la dimensione missionaria e universale della fede, che è anche la vera natura del carisma delle POM. Le POM sono a servizio di questa Chiesa missionaria e danno ad ogni battezzato la possibilità di vivere la propria fede condividendola con altri e sperimentando che la sua è una fede universale, che lo lega a tanti fratelli e sorelle in tutto il mondo. La preghiera, la testimonianza, la carità sono modalità concrete che le POM offrono per vivere una fede missionaria e universale".
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