AFRICA/BENIN - “Troppo alcol tra i giovani” denunciano i Vescovi

Fides IT - www.fides.org - Mer, 15/01/2020 - 11:22
Cotonou - “La Conferenza episcopale del Benin è preoccupata per l'eccessivo consumo di alcol da parte di un ampio segmento della gioventù del nostro Paese” ha affermato Sua Ecc. Mons. Eugène Cyrille Houndékon, Vescovo di Abomey e Vice Presidente della Conferenza Episcopale del Benin, nella conferenza stampa indetta al termine dell’Assemblea Plenaria dei Vescovi, tenutasi dal 7 al 10 gennaio". “Così, solo per compiacere i propri compagni o per soddisfare un piacere effimero, molti giovani stanno distruggendo la loro salute e compromettendo il loro futuro” ha sottolineato Mons. Houndékon.
“I Vescovi del Benin invitano genitori, leader religiosi, cappellani, movimenti giovanili ed educatori a vari livelli a sensibilizzare i giovani ai diversi pericoli associati all'eccessivo consumo di alcol” si legge nella dichiarazione finale pubblicata al termine dei lavori assembleari.
Nella dichiarazione, pervenuta all’Agenzia Fides, i Vescovi ricordano “le diverse iniziative pastorali che hanno animato nelle diocesi il Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019”, e auspicano vivamente che lo slancio missionario impresso da questo mese di grazia nelle comunità ecclesiali non si affievolisca, ma continui ad animare la vita quotidiana di tutti i battezzati”.
I Vescovi invitano tutti i cittadini e in particolari i cattolici a una Messa di ringraziamento il 28 febbraio per celebrare i 30 anni della conferenza delle “forze vive della nazione”, che ha segnato il passaggio pacifico, senza spargimento di sangue, dalla dittatura alla democrazia.
I Vescovi riferiscono di aver incontrato durante i lavori assembleari il Presidente Patrice Talon, al quale hanno manifestato il loro incoraggiamento per i progressi fatti nel miglioramento delle infrastrutture del Paese, ma hanno altresì espresso preoccupazione per la situazione della classe media colpita duramente dalla riforme economiche adottate di recente e dalla chiusura delle frontiere tra Benin e Nigeria.
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AMERICA/BOLIVIA - Di fronte alle violenze familiari dobbiamo costruire la pace e la fraternità

Fides IT - www.fides.org - Mer, 15/01/2020 - 10:59
La Paz – La preoccupazione della Chiesa per l'ondata di violenza familiare verificatasi nei primi giorni dell'anno, con femminicidi e infanticidi, è stata espressa da padre Ben Hur Soto, segretario della Pastorale della Conferenza episcopale boliviana : "Nei primi 12 giorni del 2020 ci sono stati 12 femminicidi, il nucleo familiare viene distrutto, sempre di più. Padri che uccidono i loro figli e donne uccise dai loro mariti" ha detto.
Di fronte a questa preoccupazione, la CEB nella sua sezione delle Comunità ecclesiali di Base, ha promosso un seminario, dal 10 al 12 gennaio, rivolto ai giovani, per sensibilizzarli su questo male che colpisce la società, sulla non violenza contro le donne e sulla rivitalizzazione della Chiesa.
Padre Soto, durante la messa di domenica scorsa, festa del Battesimo di Gesù, che ha celebrato nella Basilica minore di San Francisco a La Paz, ha chiesto di costruire la pace e di non provocare scontri, in mezzo a una realtà che sta vivendo forti conflitti sociali. "Come Chiesa, chiediamo di avere lo Spirito di Gesù Cristo, cioè di costruire la Pace. Questa Pace sarà raggiunta solo vivendo e inviando messaggi di fraternità e non messaggi di minacce che provocano scontri tra tutti i boliviani. Il Signore ci esorta tutti a costruire la Pace" ha detto nell’omelia.
La Bolivia ha vissuto nel 2019 gli scontri violenti fra gruppi di cittadini divisi per motivi politici che alla fine si sono chiariti in gran parte . Ma la situazione di tensione sociale si è creata per la mancanza di punti di riferimento, come i valori cristiani e i principi etici, che sono venuti a meno, e in modo particolare l'impegno per la formazione dei giovani, come aveva sottolineato poco tempo Mons. Gualberti, Arcivescovo di Santa Cruz: "l'educazione è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale, occupandosi principalmente della formazione di giovani e bambini ai valori umani e alle virtù cristiane" .

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AMERICA/BRASILE - Prima esperienza missionaria della diocesi di Floresta: vogliamo mostrare il volto missionario della Chiesa

Fides IT - www.fides.org - Mer, 15/01/2020 - 10:45
Floresta – “Vogliamo mostrare il volto di una Chiesa che vuole essere missionaria. Per questo fine, nella nostra diocesi, le missioni hanno contribuito notevolmente. Anche voi state assumendo la natura missionaria della Chiesa” ha detto il Vescovo della diocesi di Floresta, Mons. Gabriel Marchesi, ai partecipanti alla prima esperienza missionaria promossa dalla Regione nord-orientale 2 della Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile , attraverso il Consiglio Missionario. Regionale .
Dal 9 al 26 gennaio, 85 seminaristi, 3 suore, un laico, 4 sacerdoti e 2 Vescovi sono coinvolti nelle attività missionarie della diocesi situata nella regione semiarida di Pernambuco. Venerdì 10 e sabato 11 gennaio sono stati dedicati alla formazione sulla realtà sociale e pastorale della diocesi di Floresta. Secondo la nota inviata Fides, il coordinatore del Comire NE2, padre Edvaldo Alexandre Brito, ha spiegato gli obiettivi dell'esperienza missionaria, tra cui: contribuire al rapporto tra lavoro pastorale e vita accademica; risvegliare e rafforzare la spiritualità missionaria di seguire Gesù Cristo; impegnarsi in attività di cooperazione missionaria, motivare la cooperazione oltre le frontaliera e favorire l'apprendimento con le persone scoprendo e accettando i segni di Dio nella loro vita.
Il professor Libanio Francisco da Paixão Neto, residente a Floresta, ha parlato delle principali caratteristiche della regione semiarida del Pernambuco, evidenziando gli aspetti storici, sociali, politici, economici e religiosi, e le misure che sono state prese al fine di migliorare la vita di persone. Dopo lo studio della realtà locale, padre Gerson Bastos, della diocesi di Floresta, ha illustrato la pastorale diocesana.
Il Vescovo di Floresta ha sottolineato “senza un atteggiameto di servizio, è difficile vedere il volto di Gesù servitore". È così che "siamo chiamati a vivere l'esperienza dell'Eucaristia come comunione con Dio e tra le persone". Domenica 12 gennaio, al termine della celebrazione eucaristica, i partecipanti all'esperienza hanno ricevuto la croce missionaria e sono stati inviati alle parrocchie di Petrolândia , Itacuruba, Carnaubeira da Penha e le isole sul fiume São Francisco, nella parrocchia di Belém do São Francisco. Rimarranno lì fino al 25 gennaio, poi torneranno a Floresta per una valutazione dell’esperienza.

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AMERICA/MESSICO - Migranti, protezione dei minori, violenza, libertà religiosa: messaggio dei Vescovi per il 2020

Fides IT - www.fides.org - Mer, 15/01/2020 - 09:39
Città del Messico – “Sono diverse le sfide che ci siamo trovati di fronte nel 2019 e che, come Chiesa cattolica, abbiamo affrontato con la dovuta urgenza e responsabilità. Continuiamo a pregare per le situazioni speciali che stiamo vivendo e ci impegniamo con le nostre migliori forze a continuare a prenderci cura delle persone che il Signore ci ha affidato.” Lo scrivono i Vescovi del Messico in un messaggio per il nuovo anno, pubblicato il 14 gennaio, firmato da Mons. Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey e Presidente della Conferenza Episcopale Messicana , e da Mons. Alfonso G. Miranda Guardiola, Vescovo ausiliare di Monterrey e Segretario generale della CEM.
“L'emergenza migratoria – scrivono nel messaggio pervenuto a Fides - iniziata con le grandi carovane del 2018 e proseguita nel 2019 è stata l'occasione per rendere concreta la carità della nostra Chiesa in Messico, nella persona dei nostri fratelli migranti. Migliaia di loro sono entrati nel nostro paese negli ultimi mesi e il flusso non si è fermato”. Il contributo di 500,000 dollari offerto da Papa Francesco per l’assistenza ai migranti in Messico è stato utilizzato per realizzare 32 progetti volti a rispondere alle domande emergenti di alimentazione, salute e indumenti. In alcuni casi sono stati ristrutturati ambienti dei centri di accoglienza, ormai saturi di migranti, e in altri acquistati mobili e suppellettili. Per la sicurezza di volontari e migranti, è stata completata una recinzione perimetrale di alcuni centri di accoglienza. “Speriamo di concludere tutti i progetti entro febbraio – scrivono – e di poter continuare a contare sulla generosità del Popolo di Dio per proseguire questo sostegno ai nostri fratelli migranti”.
La seconda questione riguarda la protezione dei minori: i Vescovi ricordano i progressi nella costituzione delle Commissioni diocesane, di cui 14 sono già esistenti. Il Consiglio Nazionale per la Protezione dei Minori ha integrato i membri della Conferenza dei Superiori Maggiori dei Religiosi del Messico per camminare insieme alle congregazioni religiose per debellare ogni abuso sessuale dei minori nell’ambiente ecclesiale. “In totale, negli ultimi 10 anni sono stati investigati 426 sacerdoti. 173 processi sono ancora in corso, 253 sono stati completati e 217 sacerdoti sono stati dimessi dallo stato clericale”.
“L'anno 2019 è stato uno degli anni più violenti che abbiamo vissuto nel nostro Paese, eventi che hanno profondamente danneggiato l'intera società, nonché sacerdoti e chiese” prosegue il testo, citando i 272 centri in cui, tra molti altri servizi, la Chiesa assiste le vittime della violenza, lavora per il recupero dalle dipendenze, l'assistenza alle donne, l'attenzione ai detenuti, alle vittime, ai bambini di strada e alle famiglie scomparse.
“Ampio è il lavoro sociale svolto dalla Chiesa cattolica nel paese – sottolinea il testo della CEM - . Per continuare a collaborare a favore della società, dobbiamo aggiornare il quadro giuridico che regola uno dei diritti fondamentali per ogni società democratica moderna, che è la libertà religiosa, aggiornare la legge secondaria sulla libertà religiosa, sostenere il principio storico di separazione tra Chiesa e stato, secondo i criteri internazionali più avanzati”.
I Vescovi sottolineano di non chiedere privilegi per nessuna associazione religiosa, ma di volere che “le chiese e i loro ministri possano lavorare correttamente, che la libertà religiosa sia protetta da un'efficace tutela legale e che i supremi diritti e doveri degli uomini siano rispettati per sviluppare liberamente il vita religiosa nella società. Professiamo l'autentica separazione tra Chiesa e Stato e la piena autonomia di entrambi nei loro campi specifici”.
Il messaggio si conclude con l’invito dei Vescovi messicani a guardare con fede e speranza a questo anno 2020, perché sia “un anno in cui regnano pace, riconciliazione e dialogo, un anno in cui tutti, come società, si impegnano a prendersi cura del fratello e della Casa comune”, volgendo lo sguardo e il cuore a Cristo Salvatore.
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ASIA/COREA DEL SUD - I battezzati sono cresciuti del 50% negli ultimi 20 anni

Fides IT - www.fides.org - Mer, 15/01/2020 - 08:55
Seoul - Il numero di cattolici in Corea del Sud è costantemente aumentato negli ultimi vent'anni: secondo il rapporto pubblicato dal Catholic Pastoral Institute of Korea e inviato all'Agenzia Fides, il numero di fedeli coreani è aumentato del 48,6% in un ventennio, passando da 3,9 milioni nel 1999 a 5,8 milioni nel 2018 e costituiscono oggi l'11,1% della popolazione complessiva in Corea.
Nello specifico, la diocesi di Suwon, a sud di Seoul, ha registrato il più alto tasso di aumento, pari all'89% nel periodo di 20 anni; segue la diocesi di Daejeon e quella di Uijeongbu, a nord della capitale .
Negli ultimi anni il tasso di crescita annuale nei cattolici è rallentato e si attesta intorno all'1% annuo. Nel 2000 e nel 2001, la popolazione cattolica è cresciuta rispettivamente del 3,2% e del 3,9%; il tasso di crescita è stato poi di circa il 2% fino al 2009, è sceso all'1,7% nel 2010 ed è rimbalzato al 2,2% nel 2014, grazie alla visita di Papa Francesco in Corea del sud. Si è poi attestato intorno all'1% annuo.
Per quanto riguarda il rapporto tra la popolazione cattolica in riferimento alla popolazione totale della nazione, la percentuale è aumentata dall'8,3% del 1999 fino all'11,1% del 2018. Esaminando anche la frequenza dei fedeli alla messa domenicale, considerato un indicatore chiave della vita religiosa dei credenti, il rapporto nota un calo di circa 10 punti percentuali: si è passati dal 29,5% al ​​18,3% nel ventennio preso in esame.
Si legge nel testo: "Il calo della presenza dei fedeli alla messa domenicale è notevole. Tutte le diocesi hanno compiuto sforzi per riportare i fedeli alla presenza in chiesa, ma non vi sono ancora cambiamenti significativi", tali da incidere nelle percentuali complessive. L'Istituto invita, allora a "riflettere sull'attuale opera missionaria e a riconsiderare la direzione della fede e dell'evangelizzazione nell'ambiente", ha detto.
Secondo il documento pervenuto a Fides, un altro fattore da considerare è il rapido invecchiamento della popolazione cattolica in Corea.
 Tra il 2003 e il 2018, i cattolici di età inferiore ai nove anni e gli adolescenti costituivano rispettivamente il 32,4% e il 33,2% della popolazione cattolica. I fedeli nell'età adulta o anziana sono cresciuti sensibilmente: i 50enni hanno registrato un +76,9%, ma anche i 60enni , i 70enni e gli 80enni .
Nel frattempo, il numero dei matrimoni celebrati in chiesa è diminuito del 41,5% percento, passando da 24.227 nel 1999 a 14.167 nel 2018.
Le vocazioni al sacerdozio non mancano, rileva l'Istituto: il numero di sacerdoti è aumentato del 52,2%, passando da 2.972 a 4.456 nello stesso periodo, sebbene il numero di studenti del seminario sia sceso del 17,7%, da 1.547 a 1.273.
Notevole lo slancio missionario: il numero di missionari inviati all'estero dalle chiese coreane è salito del 204,2%, passando da 356 nel 1999 a 1.083 nel 2018.
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VATICANO - Il congedo del Cardinale Filoni da “Propaganda Fide”: “E’ tempo della missione inter gentes”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 12:32
Città del Vaticano - “Oggi in tutto il mondo c’è bisogno di un rinnovato annuncio del Vangelo, non solo nei tradizionali ‘territori di missione’ ma anche nei continenti di antica evangelizzazione. Dalla missione ad gentes, oggi è il tempo della missione inter gentes. Ogni battezzato è un missionario. E se in passato l’annuncio del Vangelo era appannaggio di sacerdoti e religiosi, oggi notiamo una straordinaria partecipazione dei laici, sia singolarmente, sia come membri di movimenti e gruppi ecclesiali: tra loro – novità suscitata dallo Spirito santo – vi sono anche coppie di coniugi e famiglie con bambini che partecipano con fervore all’opera di evangelizzazione: questo è un grande motivo di speranza”. Lo dice all’Agenzia Fides il Cardinale Fernando Filoni, che il 15 gennaio termina il suo mandato alla guida del Dicastero di “Propaganda Fide”, di cui resta “Prefetto emerito”, per iniziare il suo servizio come Gran maestro dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Il Cardinale, nel suo congedo, ha voluto ricordare “la grande responsabilità della Congregazione verso oltre 1.200 circoscrizioni ecclesiastiche in Africa, Asia, Oceania, America” spiegando che, proprio per “entrare in contatto con le giovani Chiese”, in quasi nove anni alla guida del Dicastero missionario, ha compiuto circa 50 viaggi, occasione propizia per incontrare e ascoltare le Chiese locali, al fine di “far conoscere loro l’attività della Congregazione e, nel contempo, capire le loro esigenze”. Questo ascolto è stato funzionale nell’opera precipua di “Propaganda Fide”, quella di nominare Vescovi e vicari apostolici nelle diocesi dei territori sotto la sua giurisdizione, per “intuire qual tipo di Pastore ogni comunità attende”.
Il Prefetto emerito ha voluto nuovamente rimarcare la preziosa opera di formazione portata avanti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli che, grazie al sostegno delle Pontificie Opere Missionarie, eroga ogni anno oltre 600 di borse di studio a seminaristi, sacerdoti e religiose delle giovani Chiese, e cura il sostegno l’aggiornamento per i nuovi vescovi, i rettori e i docenti dei seminari dei territori di missione, organizzando apposito corsi a Roma.
Allora, di fronte al calo delle offerte raccolte in occasione della Giornata missionaria mondiale, che permettono alle Pontificie Opere Missionarie di sostenere migliaia di progetti in tutto il mondo, il cardinale Filoni ha lanciato un appello: “Se ogni battezzato donasse l’equivalente di un solo dollaro all’anno per le missioni, si potrebbe rispondere alle attese e ai bisogni di vaste popolazioni indigenti”.
A conclusione del mandato del Cardinale, l’Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, lo ha salutato con queste parole: “Nel lavoro lei ci ha dato sicurezza. Il lavoro di Prefetto di Propaganda Fide non è per niente facile, in particolare è affidato a questa Congregazione un compito delicatissimo, quello di provvedere alla successione apostolica. In questo compito ci sentivamo sicuri della sua esperienza, del suo discernimento, frutto di un attento ascolto, della sua sapienza, che ha guidato le sue scelte anche in situazioni estremamente complicate. Questa guida sicura ha il suo peculiare fondamento in un atteggiamento di vita che non posso sottacere: la sua abnegazione, cioè dire ‘no’ a se stesso per servire più liberamente la Chiesa”. Ha aggiunto mons. Dal Toso, con un tradizionale augurio altoatesino: “Vergelt’s Gott”, cioè “Che Dio la ricompensi”: “Dio le ripaghi in consolazione, benedizione, compagnia, tutto il bene che ha fatto e voluto per le missioni da questo suo ufficio”.
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AFRICA - Passaggio di Circoscrizioni Ecclesiastiche della Regione Nord dell’Africa

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 12:10
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha deciso di far passare le Circoscrizioni Ecclesiastiche della Regione Nord dell’Africa - Alger, Constantine, Oran, Tunis - dalla Congregazione per i Vescovi alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
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AFRICA/CENTRAFRICA - I Vescovi: “i 125 anni dell’Evangelizzazione siano uno sprone ad uscire dalla crisi”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 11:50
Bangui - “Dopo 125 anni di evangelizzazione, rendiamo grazie a Dio per la sua opera di salvezza nella vita del popolo centrafricano attraverso l'impegno di uomini e donne di fede. Rendiamo omaggio a tutti i missionari, religiosi e laici, la cui testimonianza di fede e dedizione è stata e rimane un modello nella costruzione di comunità ecclesiali. Inoltre, ci inchiniamo davanti al ricordo di coloro che seguirono Cristo al Calvario e portarono la sua sofferenza nei loro corpi, come martiri” scrivono i Vescovi della Repubblica Centrafricana nel messaggio pubblicato al termine della loro Assemblea Ordinaria, tenutasi presso la cattedrale di Bangui dal 6 al 12 gennaio.
Richiamando il Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, i Vescovi affermano di volere “apportare uno sguardo alla vita missionaria della Chiesa e trasmettere un messaggio di speranza, di pace e di risveglio della coscienza”.
“Benediciamo il Signore per il suo Spirito che guida la Chiesa nella Repubblica Centrafricana nei suoi impegni per la giustizia, i diritti umani, il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e il regolamento non violento dei conflitti, specialmente nei momenti peggiori della nostra storia” continua il messaggio, il cui testo è pervenuto all’Agenzia Fides.
“Tuttavia, è risaputo che resta ancora molto da fare per un'efficace ripresa del nostro Paese” ammoniscono i Vescovi. “Il conflitto che imperversa con tutte le sue drammatiche conseguenze fa apparire delle forme di contro-testimonianza nella nostra vita. Alcuni cristiani separano la loro vita professionale dalla loro vita di fede. Altri mescolano pratiche di magia con celebrazioni sacramentali. Altri ancora si lasciano attrarre da sette e società segrete . Infine, alcuni abbandonano i grandi valori di unità, dignità, lavoro, rispetto, solidarietà, onestà a favore di facili guadagni e del perseguimento dei propri interessi”.
Pur esprimendo apprezzamento per l’operato del governo nel potenziare le forze di sicurezza, i Vescovi sottolineano che “la soluzione al conflitto armato nella Repubblica centrafricana non è solo militare, ci chiediamo: a quando la formazione di qualità e l’assunzione di massa di insegnanti, professori, infermieri e medici?”
I Vescovi concludono con una serie di raccomandazioni alle diverse componenti della società centrafricana. In particolare chiedono al governo di impegnarsi a rispettare la Costituzione e di organizzare elezioni libere e trasparenti nei tempi stabiliti dalla legge.
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AFRICA/CENTRAFRICA - I Vescovi: “i 125 anni dall’Evangelizzazione siano uno sprone ad uscire dalla crisi”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 11:50

Bangui - “Dopo 125 anni di evangelizzazione, rendiamo grazie a Dio per la sua opera di salvezza nella vita del popolo centrafricano attraverso l'impegno di uomini e donne di fede. Rendiamo omaggio a tutti i missionari, religiosi e laici, la cui testimonianza di fede e dedizione è stata e rimane un modello nella costruzione di comunità ecclesiali. Inoltre, ci inchiniamo davanti al ricordo di coloro che seguirono Cristo al Calvario e portarono la sua sofferenza nei loro corpi, come martiri” scrivono i Vescovi della Repubblica Centrafricana nel messaggio pubblicato al termine della loro Assemblea Ordinaria presso la cattedrale di Bangui tenutosi dal 6 al 12 gennaio.
Richiamando il Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, i Vescovi affermano di volere “apportare uno sguardo alla vita missionaria della Chiesa e trasmettere un messaggio di speranza, di pace e di risveglio della coscienza”.
“Benediciamo il Signore per il suo Spirito che guida la Chiesa nella Repubblica Centrafricana nei suoi impegni per la giustizia, i diritti umani, il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e il regolamento non violento dei conflitti, specialmente nei momenti peggiori della nostra storia” continua il messaggio, il cui testo è pervenuto all’Agenzia Fides.
“Tuttavia, è risaputo che resta ancora molto da fare per un'efficace ripresa del nostro Paese” ammoniscono i Vescovi. “Il conflitto che imperversa con tutte le sue drammatiche conseguenze fa apparire delle forme di contro-testimonianza nella nostra vita. Alcuni cristiani separano la loro vita professionale dalla loro vita di fede. Altri mescolano pratiche di magia con celebrazioni sacramentali. Altri ancora si lasciano attrarre da sette e società segrete . Infine, alcuni abbandonano i grandi valori di unità, dignità, lavoro, rispetto, solidarietà, onestà a favore di facili guadagni e del perseguimento dei propri interessi”.
Pur esprimendo apprezzamento per l’operato del governo nel potenziare le forze di sicurezza, i Vescovi sottolineano che “la soluzione al conflitto armato nella Repubblica centrafricana non è solo militare, ci chiediamo: a quando la formazione di qualità e l’assunzione di massa di insegnanti, professori, infermieri e medici?”
I Vescovi concludono con una serie di raccomandazioni alle diverse componenti della società centrafricana. In particolare chiedono al governo di impegnarsi a rispettare la Costituzione e di organizzare elezioni libere e trasparenti nei tempi stabiliti dalla legge.
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AMERICA/CILE - Migliaia di pellegrini alla grande festa de “El Niño Dios” a Sotaquí pregano per il Cile

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 11:47
Sotaquí - Il sole cocente non ha scoraggiato migliaia di pellegrini e devoti di “El Niño Dios” di Sotaquí, che domenica 12 gennaio hanno dato vita alla “Fiesta Grande 2020”, una delle feste religiose più importanti e sentite del Cile, il cui programma è stato guidato dal motto “Preghiamo tutti per il Cile”. Di fronte alla grave crisi sociale e religiosa che sta vivendo il paese, la festa e la novena che l’ha preceduta, dal 3 all’11 gennaio, hanno voluto invitare tutti ad una grande preghiera per il Paese.
Padre José Antonio López, Rettore del Santuario, ha sottolineato il significato della festa, che si è concentrata sulla preghiera per il Paese: “In questa occasione abbiamo voluto enfatizzare la preghiera per il Cile, perché le richieste espresse da gran parte della società siano ascoltate e risolte. Anche la novena è andata in quella direzione, tutti noi preghiamo il Signore e la sua santa Madre. Possa El Niño Dios de Sotaquí intercedere per noi e per la buona accoglienza delle richieste” ha affermato.
Secondo le informazioni diffuse dalla Conferenza episcopale del Cile, pervenute a Fides, la Messa solenne è stata presieduta dall'Arcivescovo di La Serena, Mons. René Rebolledo Salinas, concelebrata da numerosi sacerdoti e diaconi permanenti di tutta l'arcidiocesi. Nel pomeriggio è iniziata la tradizionale processione per le strade della città, accompagnata da canti e danze in onore del Bambino Gesù.
“El Niño Dios” di Sotaquí è una piccola statua il legno, considerata miracolosa, raffigurante Gesù Bambino. Si colloca tra le raffigurazioni di Gesù Bambino diffuse in Spagna, Italia, America latina e Filippine, tra gli altri luoghi, la cui devozione si tramanda di generazione in generazione. E’ alta circa 40 cm ed è custodita nella chiesa del Niño Dios nella piccola località cilena di Sotaquí, nel comune di Ovalle, dove fu ritrovata per caso da alcuni bambini. Per l’annuale “festa grande” di gennaio, che dura alcuni giorni, arrivano in questo luogo migliaia di persone, provenienti da tutto il paese e anche dall’estero.
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ASIA/FILIPPINE - La Corte Suprema boccia il matrimonio omosessuale: la Chiesa filippina approva

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 11:19
Manila - I leader della Chiese filippina hanno accolto con favore la sentenza della Corte suprema che ha confermato la sua precedente decisione di rigetto della petizione che mirava a legalizzare il matrimonio omosessuale nel paese. La petizione, secondo la Corte, manca di "argomenti sostanziali" per giustificare l'inversione della sentenza già emessa.
Come appreso da Fides, il Vescovo Broderick Pabillo, ausiliare di Manila, ha elogiato la sentenza, esortando la politica e i legislatori "a occuparsi di questioni urgenti come la povertà, la disoccupazione e i cambiamenti climatici". Il Vescovo Honesto Ongtioco, alla guida della diocesi di Cubao, ha ricordato che "la Chiesa sosterrà sempre gli insegnamenti di Gesù riguardo al matrimonio, indipendentemente da ciò che lo stato potrà decidere con le sue leggi". Secondo padre Melvin Castro, per anni segretario della Commissione episcopale per la famiglia, "la sentenza della Corte resta incompleta perchè non proibisce esplicitamente il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e lascia la possibilità che il Congresso possa emanare tale legge". Per questo "i cristiani dovranno essere vigili e sempre in guardia", ha detto.
In reazione alla sentenza della Corte, Maria Sofia Robles, membro del gruppo ecclesiale "Couples for Christ", esprimendo i sentimenti di tutti i fedeli impegnati in difesa della famiglia, della vita e del sacramento del matrimonio, ha dichiarato a Fides: "Il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, fecondo secondo la legge naturale. Siamo lieti che Corte Suprema abbia riconosciuto questa verità che continueremo a promuovere come segno di amore nella soceità".
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ASIA/THAILANDIA - La missione della “Casa degli angeli” per l’integrazione dei bambini disabili con le loro famiglie

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 10:38
Nonthaburi – Nella parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, a Nonthaburi, nella diocesi di Bangkok, alla periferia nord della capitale, sorge la “Casa degli Angeli”. Qui sono accolti bambini disabili e le loro mamme in un contesto che giudica la disabilità come frutto di una colpa personale, fonte di emarginazione.
Nata da un’iniziativa della Caritas di Venezia in collaborazione con il Pontificio Istituto per le Missioni Estere e le Missionarie Saveriane, la Casa è stata gestita per anni dalla fondatrice suor Angela Bertelli . “Bangkok significa ‘città degli angeli’ e la vera missione della Casa degli Angeli è l’incontro con Dio nei nostri ospiti angioletti”, ha dichiarato la missionaria saveriana nel recente passaggio di consegne della casa alla Comunità Papa Giovanni XXIII.
“Nella Casa degli angeli accogliamo piccoli indigenti che sono discriminati in un contesto culturale che tende ad emarginare le persone con handicap”, ha detto il Presidente della Comunità di don Benzi, Giovanni Paolo Ramonda, nel suo incontro con l’Arcivescovo di Bangkok, il Cardinale Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij.
La casa cerca di accompagnare e reintegrare i disabili nelle loro famiglie. Attualmente ci sono 12 ragazzi, 7 dei quali dormono in casa, altri sono assistiti in vari contesti. Tra gli ospiti, oltre ad una madre indonesiana con il suo bimbo con grave handicap, anche una ragazza di 19 anni che frequenta la Casa tre volte la settimana e una bimba congolese immigrata di 6 anni. Sono tre le donne rimaste tra quelle che erano presenti al tempo di suor Angela.
La Comunità di don Benzi opera da 50 anni al fianco degli ultimi in tutti i campi della marginalità sociale. In Italia gestisce 201 case famiglia, che accolgono 1.283 persone di tutte le età e di tutte le provenienze. E' presente in 42 paesi del mondo.

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AMERICA/ARGENTINA - Nonostante il massimo impegno della Caritas è sempre alto il numero delle persone in povertà

Fides IT - www.fides.org - Mar, 14/01/2020 - 09:40
Buenos Aires – “Il nostro modello è Cristo, che è venuto a servire con semplicità e umiltà" ha affermato Monsignor Carlos Tissera, Vescovo di Quilmes, presidente di Caritas Argentina, ricordando all'inizio dell'anno che la realtà della fame e di coloro che soffrono è dura ma la Chiesa, attraverso la Caritas, dà speranza alle persone.
Secondo il rapporto diffuso da Caritas Argentina relativo all’attività svolta nel 2019, pervenuto all’Agenzia Fides, nel periodo compreso tra il 27 settembre e il 18 ottobre 2019, la Caritas ha distribuito in 54 diocesi di tutto il paese, 810 tonnellate di viveri fornite dal Ministero della saluto e dello sviluppo sociale, per un valore approssimativo di 77 milioni pesos, nel quadro dell'emergenza alimentare decretata. A sua volta, la Caritas ha lanciato una campagna di raccolta fondi, che tra maggio e dicembre ha raccolto 1.626.020 dollari destinati ad aiutare 755 bambini e 2.358 famiglie attraverso mense e distribuzione di merende, della diocesi di Añatuya , Concepción de Tucumán , Esquel , Jujuy , Oberá , Paraná , Reconquista e Salta .
“La distribuzione logistica richiesta da questo lavoro di assistenza ci ha richiesto il massimo impegno, ma nonostante gli sforzi dei nostri volontari vediamo ancora un'alta percentuale di persone in condizioni di povertà. Riteniamo che ciò sia dovuto al fatto che ogni giorno ci sono più persone bisognose di alimenti di base: gli aumenti dei prezzi e la mancanza di lavoro rendono difficile l'accesso a una popolazione vulnerabile in crescita” afferma Sofía Terek, Coordinatrice dell'area di assistenza immediata ed emergenze.
Caritas Argentina lavora per rispondere ai problemi sociali delle comunità emarginate e delle persone in situazioni di povertà e di emergenza nel paese. Tra i suoi programmi offre un aiuto immediato con 180 mila pacchi alimentari al mese e 600 mila generi alimentari. Allo stesso tempo gestisce più di 760 mense e oltre 3.000 posti dove vengono forniti colazione, snack e "bicchieri di latte" a bambini piccoli, bambini in età scolare, adolescenti, donne in gravidanza e anziani.
Nel terzo trimestre del 2019 il 40.8% della popolazione argentina è stato classificato come povero dallo studio dell'Osservatorio del debito sociale dell'Università Cattolica Argentina , il quale ha precisato che anche l'indigenza è progredita, raggiungendo quota 8,9% . Secondo il quotidiano Ambito Financiero, giornale finanziario specializzano in materia, quattro argentini su dieci sono poveri, il che significa 16 milioni di persone.
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Si apre oggi la 114a Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale nel segno della riconciliazione

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 12:13
Abidjan - “La comunione al servizio della riconciliazione”. È questo il tema della 114a Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, che si tiene dal 13 al 19 gennaio, presso il Centro Lataha di Korhogo, nel nord del Paese.
P. Emmanuel Wohi Nin, Segretario Generale della Conferenza Episcopale, ha annunciato che nel corso dell’Assemblea i Vescovi rifletteranno su una lettera pastorale sulla riconciliazione, "che costituirà l'aspetto principale dell’Assemblea plenaria”, al termine della quale verrà indirizzato un messaggio a tutti gli ivoriani. La lettera stessa verrà pubblicata qualche tempo dopo la conclusione dell’incontro.
Un altro argomento all'ordine del giorno è "il protocollo sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili", secondo le indicazioni di Papa Francesco che ha auspicato che ogni Conferenza Episcopale si doti di un simile documento. Sarà infine discusso il progetto di accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica della Costa d'Avorio. Alla fine dell’incontro, un comunicato stampa finale sarà reso pubblico durante la messa di chiusura domenica prossima, 19 gennaio.
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AFRICA/NIGERIA - Ancora non ci sono notizie di quattro seminaristi rapiti a Kaduna

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 11:50
Abuja - Non si hanno ancora notizie dei quattro seminaristi rapiti la sera dell’8 gennaio dal Seminario Maggiore “Buon Pastore" a Kakau, lungo l'autostrada Kaduna-Abuja. Il villaggio si trova nei pressi di Kaduna, capitale dello Stato di Kaduna, nel centro della Nigeria. L’8 gennaio, tra le 22,30 e le 23,00 alcuni banditi hanno assalito il Seminario, sparando in maniera indiscriminata, senza per fortuna provocare vittime. Al termine dell’assalto, dopo aver proceduto all’appello degli studenti, ci si è resi conto che i banditi erano fuggiti portando con loro 4 seminaristi. Secondo un portavoce della polizia, nell’assalto durato una trentina di minuti, i banditi “hanno avuto accesso al dormitorio della scuola, che ospita 268 studenti”. Il rapimento a fine di estorsione di personale ecclesiastico è una triste realtà in Nigeria, nonostante da alcuni anni la Conferenza Episcopale locale abbia proibito il pagamento di riscatti per la liberazione di preti, religiosi/e e seminaristi sequestrati.
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AFRICA/NIGERIA - Ancora non vi sono notizie di 4 seminaristi rapiti a Kaduna

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 11:50


Abuja - Non si hanno ancora notizie dei quattro seminaristi rapiti la sera dell’8 gennaio nel Seminario Maggiore “Buon Pastore d Kakau lungo l'autostrada Kaduna-Abuja. Il villaggio si trova nei pressi di Kaduna, capitale dello Stato di Kaduna, nel centro della Nigeria.
L’8 gennaio tra le 22:30 e le 23:00 alcuni banditi hanno assalito il Seminario, sparando in maniera indiscriminata senza per fortuna provocare vittime. Al termine dell’assalto dopo aver proceduto all’appello degli studenti, ci si è resi conto che i banditi sono fuggiti portando con loro 4 seminaristi. Secondo un portavoce della polizia, nell’assalto durato una trentina di minuti, i banditi “hanno avuto accesso al dormitorio della scuola, che ospita 268 studenti”.
Il rapimento a fine di estorsione di personale ecclesiastico è una triste realtà in Nigeria, nonostante alcuni anni la Conferenza Episcopale locale ha proibito il pagamento di riscatti per la liberazione di preti, religiosi/e e seminaristi sequestrati.
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OCEANIA/AUSTRALIA - Catholic Mission si mobilita per le necessità della popolazione australiana, colpita dagli incendi

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 11:25
Sidney – “Catholic Mission” Australia, che è la Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Australia, ha annunciato una immediata collaborazione con la St. Vincent de Paul Society per offrire un contributo concreto nell’opera di cooperazione e solidarietà, al fine di rispondere all’emergenza nazionale degli incendi che, dallo scorso settembre, stanno devastando l’habitat naturale della nazione. “Si tratta di una strage infinita, senza precedenti, una vera e propria catastrofe ambientale che si stima abbia bruciato un’area grande oltre 84 mila chilometri quadrati”, afferma una nota di Catholic Mission inviata all’Agenzia Fides.
Per rispondere alla crisi, i Vescovi cattolici australiani, oltre a promuovere una raccolta fondi a livello mondiale, hanno voluto predisporre un piano nazionale che coinvolge tutte le comunità cattoliche. Le Pontificie Opere Missionarie sono da sempre rivolte, per vocazione, alle esigenze di comunità oltre confine, ma ”riconosciamo che è difficile concentrarsi sulla necessità all’estero quando in Australia è in corso una crisi senza precedenti”, ha affermato Padre Brian Lucas, Direttore nazionale di Catholic Mission.
Per questo le POM sensibilizzano i propri donatori e benefattori a contribuire oggi per le necessità della popolazione all’interno dell’Australia: “Abbiamo molti sostenitori nelle diocesi di tutto il Paese gravemente colpite. E’ nostro dovere offrire una risposta missionaria e consentire altrettanto a coloro che vogliono dare la priorità ai loro amici, famiglie e compagni australiani colpiti da questi devastanti incendi boschivi”, nota p. Lucas.
“Le comunità lungo la costa meridionale stanno lottando con grande difficoltà. Tante persone, dalle parrocchie locali alle celebrità, si sono messe insieme per sostenere quanti hanno perso tutto. Faremo la nostra parte”, dice David Harrison, direttore diocesano di Catholic Mission a Wollongong, anch’essa devastata. un piano nazionale predisposto dai.
L'organizzazione missionaria conferma, però, che i piani di emergenza rivolti alla situazione australiana non interromperanno la distribuzione dei fondi e i progetti già avviati in Africa, Asia e Pacifico dalle POM australiane. “Riconosciamo la gravità della situazione locale ma dobbiamo anche rispettare la nostra missione, restando impegnati nelle comunità che hanno un grande bisogno in tutto il mondo”, conclude padre Lucas.


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AMERICA/HAITI - “Il terremoto del 12 gennaio 2010 ci ha lasciato molti insegnamenti”: la testimonianza di un missionario redentorista

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 11:18
Port au Prince – “Port-au-prince è totalmente devastata, ovunque si sentono grida da sotto le macerie” raccontava il Nunzio apostolico a Fides, l'Arcivescovo Bernardito Auza, 10 anni fa, informando così il mondo del terremoto che aveva devastato l'isola e provocato quasi 300 mila morti. Era il 13 gennaio 2010 .
Oggi, dopo 10 anni, Fides ha raccolto la testimonianza di uno dei sopravvissuti al sisma, padre P. Renold Antoine, CSsR, che con i missionari redentoristi ha vissuto momento dopo momento le terribili conseguenze di questa tragedia naturale ed è ancora ad Haiti. "Per molti di noi - dice a Fides padre Renold -, la storia di Haiti si divide prima e dopo il terremoto. Una data indimenticabile per l'intero popolo haitiano, dal momento che, in soli 35 secondi, gran parte del paese ha sperimentato la furia della natura per un terremoto che ha lasciato oltre 300.000 morti e migliaia di feriti. Come Redentoristi, abbiamo sofferto in prima persona le conseguenze della tragedia, quando sono crollate le due case principali che avevamo a Port-au-Prince . Allo stesso tempo, sono crollate la chiesa parrocchiale di San Gerardo e la scuola parrocchiale con centinaia di bambini e insegnanti morti. I confratelli, per grazia di Dio, sono rimasti tutti vivi, alcuni feriti non gravemente. Nelle strade l'immagine era desolante: corpi ammucchiati, feriti e macerie ovunque. La Cattedrale di Port-au-Prince, il palazzo nazionale, il Parlamento e molte parrocchie e centri educativi non hanno resistito alle forti scosse”.
“Il terremoto ad Haiti del 12 gennaio 2010 ci ha lasciato molti insegnamenti, soprattutto che tutti siamo a rischio, e in un minuto possono sparire i sogni di benessere di migliaia di famiglie – prosegue il missionario -. Ma la vera tragedia che sconvolge il nostro paese, in modo estremo, è che la nostra società affronta quotidianamente scenari drammatici di rischio concentrati in alcuni settori della popolazione che hanno subito esclusione storica, povertà estrema, violenza, insicurezza alimentare, corruzione, ingiustizia sociale. Questo è il vero disastro di Haiti: quella lezione dovrebbe essere il contributo indelebile al dolore di così tante persone. Nonostante la natura molte volte inclemente con noi, e la diffusa corruzione che scuote il paese, Haiti è anche un paese che nel suo dolore riesce ancora a sorridere, che ha sempre insegnato la resilienza, la capacità di recuperare e andare avanti. Noi preghiamo che la Nostra Madre del Perpetuo Soccorso, patrona di Haiti, ci assista sempre, in modo che qualcosa di simile non si ripeta mai più" conclude padre Renold.

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AMERICA/COLOMBIA - Vescovi del Pacifico e del sud-ovest: rispetto dei diritti umani, dei popoli e del diritto internazionale

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 10:01
Quibdò – “In diverse occasioni abbiamo richiamato l’attenzione sulle difficoltà che molte persone vivono nella regione del Pacifico e del Sud-ovest e abbiamo chiesto allo Stato colombiano una soluzione globale che risolva le cause strutturali che sono alla base della crisi umanitaria… >Alziamo di nuovo la nostra voce di Pastori e chiediamo di riprendere il cammino della pace nella prospettiva del rispetto dei diritti umani, dei diritti dei popoli e del diritto internazionale umanitario". E’ quanto chiedono i Vescovi del Pacifico e della regione sud-occidentale della Colombia, esprimendo solidarietà e preoccupazione per la riacutizzazione del conflitto nel dipartimento del Chocò, nella diocesi di Quibdò e in altre regioni di questa area del paese .
In questi territori vivono soprattutto comunità indigene e afro-discendenti, che vivono “una situazione drammatica”, per questo i Vescovi, attraverso il loro comunicato intitolato “Rafforzare la costruzione della pace di fronte all'acuirsi del conflitto”, si appellano al Governo nazionale e alle altre istanze statali, "perché stabiliscano condizioni per una vita dignitosa e meccanismi di protezione per le comunità e i leader sociali". Chiedono anche attenzione “per possibili collusioni tra membri della Forza pubblica e gruppi illegali, segnalate da organizzazioni sociali e dei diritti umani e dalla diocesi di Quibdó negli anni precedenti e reiterate negli ultimi due anni”. Da parte loro, “i gruppi armati devono essere consapevoli del loro status di aggressori della popolazione civile e, pertanto, accettare il rifiuto di cui sono oggetto a causa delle loro azioni criminali”.
All'inizio del nuovo anno, tra le numerose preoccupazioni in cui vivono tanti cittadini colombiani, i Vescovi ribadiscono la necessità di trovare soluzioni politiche e pacifiche al conflitto armato, con l’ELN per raggiungere un accordo di pace, e con l'AGC e altre strutture simili. “Attendiamo la risposta sincera dei vari protagonisti, attraverso gesti concreti di una autentica volontà di pace” concludono il comunicato, chiedendo al popolo colombiano di “pregare e impegnarsi nella costruzione di un paese equo, fraterno e senza violenza”. Il documento è firmato dagli Arcivescovi e Vescovi ordinari di Cali, Popayán, Quibdó, Istmina – Tadó, Apartadó, Mocoa – Sibundoy, Buenaventura, Ipiales, Tumaco, Palmira.
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ASIA/FILIPPINE - Si intensifica la preghiera mentre si rischia uno "tsunami vulcanico"

Fides IT - www.fides.org - Lun, 13/01/2020 - 09:17
Manila - Mentre Manila e molte province adiacenti si preparano all'eruzione del secondo vulcano più attivo del paese, il Taal, vicino a Manila, i fedeli cattolici intensificano le preghiere per la sicurezza delle popolazioni a rischio. Un'enorme nuvola di cenere è fuoriuscita questa mattina dal cratere centrale del vulcano che si trova a 60 chilometri a sud della capitale delle Manila, oscurando il cielo. "Preghiamo per la sicurezza delle persone che vivono nelle aree vicine al vulcano Taal", ha detto Mons. Pablo Virgilio S. David, Vescovo di Caloocan e vicepresidente della Conferenza episcopale delle Filippine.
Il Taal, a circa 40 miglia a sud di Manila, ha iniziato a mostrare segni di attività. Si sono avvertite scosse sull'isola del vulcano e nei villaggi intorno alla vicina città di Agoncillo, nella provincia di Batangas, dove rumori fragorosi dal vulcano hanno creato paura tra i residenti.
Decine di migliaia di persone sono state evacuate dalle loro residenze e comunità. Il governo ha disposto la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici il 13 gennaio. Le autorità hanno inoltre emesso un avvertimento pubblico per la regione di Luzon centrale, che comprende sette province: Aurora, Bataan, Bulacan, Nueva Ecija, Pampanga, Tarlac e Zambales, nell'isola centrale di Luzon. L'allarme vale anche per la regione di Calabarzon che comprende cinque province: Cavite, Laguna, Batangas, Rizal, Quezon e Lucena, oltre alla regione di Metro Manila.
L'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia ha alzato il livello di allarme per il vulcano Taal fino al livello quattro , affermando che "un'eruzione esplosiva pericolosa è possibile in poche ore o giorni".
L'Istituto ha avvertito che l'eruzione potrebbe causare uno "tsunami vulcanico" e ha consigliato alle comunità vicine di prendere precauzioni contro eventuali onde del lago che circonda il vulcano. Circa 6.000 persone vivono sull'isola e domenica la popolazione locale è stata trasferita in salvo a Batanga.
A causa degli avvertimenti sullo "Tsunami vulcanico", il governo ha consigliato alle persone di rimanere in casa poiché, in seguito all'eruzione, le ceneri sono molto dannose per la salute, contenendo particelle con anidride carbonica, anidride solforosa, fluoro, acido cloridrico.
L'arcipelago filippino si trova sul cosiddetto "anello di fuoco" del Pacifico, dove le placche tettoniche si scontrano, causando terremoti e regolare attività vulcanica. Nel gennaio 2018, decine di migliaia di persone furono evacuate a causa di un'eruzione del Mont Mayon, nella regione centrale di Bicol. L'ultima eruzione di Taal risale al 1977. La più forte eruzione che ha colpito un'area densamente popolata fu quella del vulcano del Monte Pinatubo nel giugno 1991.
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