AMERICA/COLOMBIA - Mese missionario straordinario: il Rosario missionario trasmesso dai canali digitali e dai social media

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/10/2019 - 09:53
Bogotà – Nel Mese Missionario Straordinario e alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale, alle ore 19 di oggi, 17 ottobre, nella sede delle Pontificie Opere Missionarie della Colombia, si reciterà il Rosario missionario che verrà trasmesso dai canali digitali e dalle reti sociali delle POM e della Conferenza episcopale colombiana.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, al Rosario Missionario parteciperà padre Ramiro Antonio López, direttore del Dipartimento di Animazione Missionaria della Conferenza Episcopale e una comunità di famiglie missionarie. Durante la trasmissione, padre López presenterà il lavoro portato avanti dall'Episcopato colombiano a favore delle missioni, nonché la sua esperienza missionaria. L’iniziativa risponde all'invito di Papa Francesco a tutti i credenti affinchè si uniscano alle missioni in modo personale e comunitario attraverso la preghiera. In questa circostanza si pregherà per la Colombia e per tutti i colombiani, per l’ambiente, per le missioni e i missionari che operano nella regione amazzonica, nella regione di Orinoquía, nella regione andina, nella regione dei Caraibi e in quella del Pacifico colombiano.
La settimana scorsa i social network delle POM della Colombia hanno trasmesso la preghiera del Rosario Missionario per i cinque continenti, guidata da padre Alexis Gil Henao, Direttore nazionale delle POM della Colombia. Durante la trasmissione, il Direttore nazionale ha sottolineato che la prima cosa di cui i missionari hanno bisogno è la preghiera per essere sostenuti da Dio nel loro compito. Quindi hanno bisogno di essere aiutati in molte necessità materiali che sorgono nei territori missionari, come ad esempio i mezzi di trasporto per raggiungere le diverse comunità, generi alimentari, sussidi catechistici... Nel mondo ci sono 1.115 circoscrizioni ecclesiastiche affidate alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, 12 territori missionari sono in Colombia.
All’inizio del mese di ottobre , la Conferenza episcopale aveva invitato tutte le parrocchie, le comunità religiose, i movimenti e i gruppi apostolici, le famiglie e i fedeli in generale, a pregare con la recita del santo Rosario per le missioni, in particolare in questo Mese Missionario Straordinario.
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AMERICA/COLOMBIA - Il Rosario missionario trasmesso dai canali digitali e dalle reti sociali

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/10/2019 - 09:53
Bogotà – Nel Mese Missionario Straordinario e alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale, alle ore 19 di oggi, 17 ottobre, nella sede delle Pontificie Opere Missionarie della Colombia, si reciterà il Rosario missionario che verrà trasmesso dai canali digitali e dalle reti sociali delle POM e della Conferenza episcopale colombiana.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, al Rosario Missionario parteciperà padre Ramiro Antonio López, direttore del Dipartimento di Animazione Missionaria della Conferenza Episcopale e una comunità di famiglie missionarie. Durante la trasmissione, padre López presenterà il lavoro portato avanti dall'Episcopato colombiano a favore delle missioni, nonché la sua esperienza missionaria. L’iniziativa risponde all'invito di Papa Francesco a tutti i credenti affinchè si uniscano alle missioni in modo personale e comunitario attraverso la preghiera. In questa circostanza si pregherà per la Colombia e per tutti i colombiani, per l’ambiente, per le missioni e i missionari che operano nella regione amazzonica, nella regione di Orinoquía, nella regione andina, nella regione dei Caraibi e in quella del Pacifico colombiano.
La settimana scorsa i social network delle POM della Colombia hanno trasmesso la preghiera del Rosario Missionario per i cinque continenti, guidata da padre Alexis Gil Henao, Direttore nazionale delle POM della Colombia. Durante la trasmissione, il Direttore nazionale ha sottolineato che la prima cosa di cui i missionari hanno bisogno è la preghiera per essere sostenuti da Dio nel loro compito. Quindi hanno bisogno di essere aiutati in molte necessità materiali che sorgono nei territori missionari, come ad esempio i mezzi di trasporto per raggiungere le diverse comunità, generi alimentari, sussidi catechistici... Nel mondo ci sono 1.115 circoscrizioni ecclesiastiche affidate alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, 12 territori missionari sono in Colombia.
All’inizio del mese di ottobre , la Conferenza episcopale aveva invitato tutte le parrocchie, le comunità religiose, i movimenti e i gruppi apostolici, le famiglie e i fedeli in generale, a pregare con la recita del santo Rosario per le missioni, in particolare in questo Mese Missionario Straordinario.
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ASIA/AFGHANISTAN - Situazione incerta dopo le elezioni: “Gli afgani chiedono pace, sicurezza, lavoro”

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/10/2019 - 09:45
Kabul - “Che sia Ghani o Abdullah, il prossimo presidente dovrà faticare molto prima di guadagnarsi la fiducia degli afgani, che chiedono sicurezza, pace, lavoro: cose che fin qui non hanno avuto. Il prossimo presidente dovrà, inoltre, affrontare l’altra grande questione rimasta in sospeso: il processo di pace con i Talebani. Comunque vada, dal risultato elettorale finale dell’Afghanistan - che sulla carta dovrebbe essere rivelato il 7 novembre, ma probabilmente slitterà – non bisogna aspettarsi molto. Secondo i dati disponibili, a votare in modo regolare sono stati circa 2 milioni di afgani, un quinto di quelli registrati nelle liste elettorali, un quindicesimo della popolazione totale. Il deficit di legittimità del governo e delle istituzioni non può essere colmato da un voto così parziale e circoscritto”. E’ quanto racconta all’Agenzia Fides Giuliano Battiston, analista e autore di diverse ricerche sulla società civile afgana, in merito alle elezioni presidenziali afgane dello scorso 28 settembre.
La situazione, nel paese asiatico, è ancora molto incerta: “A distanza di più di due settimane, la Commissione elettorale indipendente non ha ancora chiarito quanti siano i voti complessivi, quali vadano considerati validi e quali no, quali le percentuali di voto in ciascuna delle 34 province afgane” rileva Battiston. E aggiunge: “Ci sono molte controversie: sull'affidabilità del sistema adottato, sull’inclusione o meno nel conteggio finale dei voti che non sono stati convalidati attraverso gli strumenti di identificazione biometrica, sulla stessa trasparenza della Commissione elettorale, che subisce pressioni politiche da tutte le parti coinvolte, all'interno di clima politico di profonda incertezza e inquietudine”.
Nel frattempo, i due candidati principali, il presidente in carica, Ashraf Ghani, e il “primo ministro” Abdullah Abdullah, hanno già dichiarato entrambi di aver vinto. Da qui, spiega il ricercatore, la preoccupazione che possa ripetersi la stessa situazione del 2014: “All’epoca, Ghani e Abdullah, arrivati al ballottaggio, si accusarono reciprocamente di brogli, la tensione salì e intervenne l’allora segretario di Stato Usa, John Kerry, imponendo un governo di unità nazionale. Questa volta, però, gli Stati Uniti non sembrano intenzionati a giocare il ruolo di mediatori, e un ulteriore compromesso politico che non rispetti la volontà popolare verrebbe mal digerito dalla popolazione, già critica dell'eccessiva ingerenza degli attori esterni nella politica afgana”, conclude Battiston.
Intanto, in Afghanistan, la guerra continua. Tra i recenti attacchi, in quello avvenuto mercoledì 16 ottobre, nel distretto di Alishang un camion carico di esplosivo, situato nei pressi di un quartier generale della polizia, ha causato la morte di almeno tre agenti di sicurezza ed il ferimento di dozzine di persone, per lo più bambini.
“Noi crediamo fermamente che Gesù Cristo sia il Signore e il Re dell’universo, Lui vuole regnare su tutte le nazioni. E il suo regno è ‘un regno di verità e vita, un regno di santità e grazia, un regno di giustizia, amore e pace’. Preghiamo il Divino Cuore che possa operare per la nostra salvezza”, è stato l’appello lanciato alcune settimane fa dal sacerdote Barnabita, responsabile della Missio sui iuris in Afghanistan, padre Giovanni Scalese.
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EUROPA/SPAGNA - “Con te Luigi, soffriamo, preghiamo e speriamo”: i missionari ricordano e aspettano padre Maccalli

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/10/2019 - 09:10
Madrid – “E’ passato più di un anno da quando abbiamo ricevuto la notizia del rapimento di padre Pier Luigi Maccalli, nostro amico e confratello. Ricordo ancora di aver ricevuto la chiamata al termine della celebrazione della messa nella parrocchia di Bugu, in Benin, e che tutti, compresi i fedeli che mi avevano accompagnato, eravamo rimasti senza parole”. Inizia così la nota che padre Marcos Delgado Arce, sacerdote della Società per le Missioni Africane, nuovo Provinciale in Spagna, ha inviato all’Agenzia Fides in occasione della a ennesima ricorrenza – 13 mesi – dal sequestro di padre PierLuigi Maccalli, avvenuto in Niger il 17 settembre 2018 . “Tutti si domandano il perchè di un tale gesto, cosa possa essere successo e per quale motivo Dio lo abbia permesso”, riflette il religioso.
Alcuni mesi più tardi altri due confratelli SMA sono stati costretti a lasciare la missione di Torodi, regione di Tillaberi, Sudest del Niger, a 60km da Niamey altri 60km dal confine con il Burkina Faso, per il rischio che correvano. “Grazie a Dio, proprio in questi giorni stanno rientrando in Niger ma a Gaya, al confine con il Benin”, ha aggiunto p. Marcos che è stato in missione in Benin fino a luglio 2019.
“Lo scorso 17 settembre, a un anno di distanza dal sequestro di p. Pier Luigi, ci siamo ritrovati a Madrid senza le risposte a quelle domande. La provincia SMA di Spagna, con tutti gli altri confratelli, si è unita in una grande Eucaristia, insieme a collaboratori, amici e gente comune, per ricordare e pregare il nostro caro amico.”
“Uno striscione con la scritta ‘Con te Luigi, soffriamo, preghiamo e speriamo’ riassume ciò che stiamo vivendo. Siamo tutti uniti a Pier Luigi e con lui viviamo la sua prigionia immaginando cosa accadrà; con lui ci uniamo nella preghiera che è l'unica cosa che possiamo fare da qui e, con lui, aspettiamo la sua rapida liberazione.”
“In questo periodo - conclude p. Delgado - abbiamo rilasciato diverse interviste per parlare di p. Maccalli e della realtà del Niger e invitare tutti a unirsi alla catena di preghiera che abbiamo lanciato. Speriamo che l’opinione pubblica e le istituzioni politiche possano aiutarci. Sono tanti che ogni giorno continuano a pregare e a chiedere la sua liberazione. Una foto di Pier Luigi presiede l’altare della nostra cappella che ci aiuta a rimanere vicini a lui e a tutti gli amici che operano in questa zona dell’Africa.”

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VATICANO - Mese missionario straordinario: la prima opera missionaria è la preghiera

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 13:07
Città del Vaticano – “Pauline Jaricot, donna laica francese, oggi Venerabile, che nel 1822 avviò l’Opera della Propagazione della Fede, concepì e pose all'inizio dell'opera missionaria la preghiera. Riunì le persone per pregare per le missioni e, alcuni anni dopo, creò il 'Rosario vivente', una rete che esiste ancora oggi. Si tratta di gruppi di venti persone a cui ogni mese, dopo una Eucarestia, viene affidato un Mistero del Rosario da pregare. Ognuna di loro ha un Mistero diverso, così tutti e venti i misteri saranno recitati in quel mese, grazie all'unione spirituale dei membri del gruppo. Oggi vogliamo sottolineare che la preghiera del Rosario è ancora fondamentale per la Pontificia Opera della Propagazione della Fede, che sostiene e finanzia tanti progetti concreti, di natura ecclesiale e missionaria nel mondo. Come ha rimarcato Papa Francesco, la prima opera missionaria è la preghiera”: lo dice all’Agenzia Fides padre Tadeusz J. Nowak, degli Oblai di Maria Immacolata , Segretario generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede , intervenuto alla presentazione di “ClickTo Pray eRosary”, lanciato in occasione del Mese Missionario Straordinario, indetto da Papa Francesco per l’ottobre 2019.
“ClickTo Pray eRosary” è un bracciale digitale che si attiva facendo il segno della croce. Si tratta di un dispositivo interattivo, intelligente, che funziona tramite un'applicazione scaricabile a costo zero, presentato dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa. L'App si chiama Click To Pray, e “si rivolge soprattutto ai giovani, nella speranza di insegnare a pregare il Rosario”.
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ASIA/MEDIO ORIENTE - Consiglio delle Chiese del Medio Oriente: sia salvaguardata l’unità territoriale della Siria

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 12:35
Beirut - ll Consiglio delle Chiese del Medio Oriente esprime dolore e apprensione per le vittime degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine verificatisi di recente in Iraq, così come per l’offensiva militare guidata dalla Turchia nelle regioni della Siria nord- orientale, che potrebbe avere “gravi ripercussioni sulla integrità territoriale” di quel Paese e aggravare le emergenze umanitarie rappresentate da milioni di rifugiati e sfollati presenti nell’intera regione. In un comunicato diffuso dagli organi ufficiali del MECC, i responsabili dell’organismo ecumenico invocano con la preghiera “la fine di ogni forma di violenza e che sia garantita la tutela della dignità umana di tutti", riaffermando nel contempo “il diritto dei popoli all'autodeterminazione, in linea con l'arabità e i valori dell'amore, della giustizia, dei diritti umani e della responsabilità comune nella costruzione della pace”.
Il comunicato del MECC si conclude con un richiamo alle coscienze di tutti, affinché le parti coinvolte fermino “il ciclo della guerra e della violenza nella regione benedetta dell'Oriente”.
Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, fondato nel 1974 a Nicosia e attualmente con sede a Beirut, ha lo scopo di facilitare la convergenza delle comunità cristiane mediorientali su temi di comune interesse e favorire il superamento di contrasti di matrice confessionale.
La professoressa Souraya Bechealany, cristiana maronita, docente di teologia presso la Université Saint-Joseph de Beyrouth, è stata eletta Segretario generale del MECC nel gennaio 2018, e ha intrapreso insieme ai suoi collaboratori un processo di ristrutturazione dei dipartimenti dell’organismo ecumenico
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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: in aumento le violenze sulle minoranze religiose; urge il Piano d'azione per diritti umani

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 12:05
Lahore - "Nelle scorse settimane si è assistito a un allarmante aumento degli episodi violenti in particolare contro le minoranze religiose. Alcuni degli incidenti più recenti includono la profanazione di croci sulle tombe in un villaggio cristiano, Antonioabad, vicino alla città di Okara": lo afferma la Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza episcopale cattolica del Pakistan, esprimendo preoccupazione per tali incidenti.
In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, la Commissione riporta diversi episodi degli ultimi mesi: il 12 maggio scorso, alcuni fedeli hanno notato croci divelte e rotte su 40 tombe di un cimitero cattolico ad Antonioabad. Inoltre si ricorda che, sempre nel maggio scorso, Javed Masih, un cristiano di 36 anni, è stato ucciso dal suo datore di lavoro musulmano nel villaggio di Chak 7, vicino a Faisalabad,dopo aver subito discriminazione religiosa.
Nella lista diffusa dalla Commissione si nota che il medico indù Ramesh Kumar è stato incriminato per blasfemia con l'accusa di aver fornito medicine avvolte in una carta che, secondo l'accusa, avrebbe avuto stampati versetti del Corano. In seguito a questa accusa una folla ha incendiato lo studio medico del dottore.
La Commissione "Giustizia e pace" condanna fermamente "la violenza mirata contro le minoranze solo a causa della loro fede" e afferma: "Questi attacchi alle minoranze non sono accettabili e lo stato deve fornire protezione e sicurezza a tutti i cittadini".
L'Arcivescovo Joseph Arshad, Presidente della Commissione P. Emmanuel Yousaf, Direttore, e Cecil Shane Chaudhry, Direttore esecutivo, chiedono al governo di "adottare immediatamente misure effettive per garantire la sicurezza delle minoranze ai sensi dell'articolo 36 della Costituzione del Pakistan", assicurando alla giustizia gli autori delle violenze.
"È della massima importanza che il governo attui la sentenza della Corte suprema del 19 giugno 2014 per la promozione e la protezione dei diritti legittimi delle minoranze religiose", afferma la nota pervenuta a Fides, temendo che "le minoranze siano ancora considerate cittadini di seconda classe" e debbano ancora lottare per i loro diritti fondamentali.
P. Emmanuel Yousaf, ha rimarcato che "questi attacchi costituiscono una grave minaccia alla sopravvivenza delle minoranze in Pakistan", chiedendo di attuare "il Piano d'azione nazionale per i diritti umani".
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AMERICA/HONDURAS - I Vescovi per il Mese Missionario Straordinario: evangelizzare è anche denunciare

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 11:42
Tegucigalpa – "Evangelizzare non è solo annunciare la gioia del Vangelo, ma anche denunciare tutto ciò che nega la vita, che ostacola lo sviluppo della persona e della comunità. Ciò ha profonde e gravi ripercussioni sociali e politiche, contro le quali noi Vescovi, in quanto pastori, non possiamo rimanere indifferenti": lo afferma la Conferenza Episcopale dell'Honduras , nel suo messaggio pubblicato per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019.
I Vescovi presentano la loro analisi della realtà del paese: "Con profondo dolore vediamo come il flagello del narcotraffico, come lo ha definito Papa Francesco, che ha messo fine a così tante vite e che viene sostenuto da uomini senza scrupoli, è una realtà che ha permeato le istituzioni del nostro paese e di conseguenza, ha provocato un deterioramento accelerato dell'immagine della nostra nazione". Quindi indicano i responsabili di tale situazione: "Di questa realtà sono colpevoli i politici, che erano d'accordo con il crimine organizzato, che si erano dimenticati che l'etica li fa custodi del bene comune e non dei propri interessi personali".
In riferimento all'esercizio della politica, il documento afferma: "La nostra politica vernacolare è stata caratterizzata dall'usanza di ignorare direttamente il popolo, parlare a suo nome e finire per concludere patti che non giovano in alcun modo allo stesso popolo". "Fa molto male dire che ciò che esporta di più l’Honduras sono esseri umani mossi dalla speranza di una vita migliore, ma è una speranza frustrata quando vediamo gli 87,337 honduregni deportati solo nel 2019".
I Vescovi invitano quindi a lavorare per la giustizia, la pace e il bene comune del paese: “Urge una revisione dei valori morali, della disponibilità di tutti a servire con fedeltà la legge. Urge una giustizia che consenta di costruire un paese con equità e ci aiuti a superare questa pagina dolorosa della storia nazionale, funestata dal peso del narcotraffico, dalla corruzione, dall'impunità e dall'abuso di potere".
Il testo, firmato dalla presidenza della CEH, si conclude con una invocazione: "Chiediamo a Dio nostro Signore, per intercessione di Nostra Signora di Suyapa, Patrona dell'Honduras, di illuminarci e darci la forza di prenderci cura, rispettare e promuovere la vita; la vita che ci consente di condividere come fratelli, questo paese che dobbiamo assumere come nostro, perché il suo presente e il suo futuro sono responsabilità di tutti".

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AFRICA/MOZAMBICO - Voto pacifico nonostante le tensioni della vigilia

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 11:38


Maputo - Si sono svolte nella calma ieri, 15 ottobre, le elezioni presidenziali, politiche e provinciali in Mozambico. Secondo informazione raccolte da Fides il voto non è stato segnato da episodi di violenza, nonostante una vigilia di tensione, alimentata anche dall’uccisione da parte di un’unità speciale della polizia il 7 ottobre nel sud del Paese di un osservatore elettorale, Anastâcio Matavel, e dall’instabilità nel nord per la presenza di gruppi jihadisti.
Sono stati inoltre segnali alcuni problemi nell’accreditamento degli osservatori elettorali. Ad esempio nella provincia di Tete, la locale Commissione diocesana “Giustizia e Pace” ha lamentato che su 698 propri osservatori elettorali solo 115 avevano ricevuto l’accredito da parte del governo nell’immediatezza del voto.
La storica rivalità tra il partito al governo il Frelimo e l’ex opposizione armata Renamo , che si erano scontrati nella lunga guerra civile si era rinfocolata negli ultimi anni. La Renamo accusa il Frelimo di essere al potere dal 1975 facendo ricorso a brogli e corruzioni.
Alla vigilia della visita di Papa Francesco in Mozambico il Presidente Filipe Nyusi e il leader della Renamo Ossufo Momade avevano firmato il 6 agosto, uno storico accordo di pace, che ha permesso il libero e pacifico svolgimento del voto .
Oltre al Presidente della Repubblica gli elettori sono stati chiamati a eleggere 250 membri del Parlamento, 794 membri delle assemblee provinciali e per la prima volta 10 governatori provinciali.
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ASIA/COREA DEL SUD - Il Cardinale Yeom: "Affidiamo alla Vergine Maria i fratelli della Corea del Nord"

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 11:32
Fatima - "Non sono mai stato in Corea del Nord, anche se sono Amministratore apostolico nella diocesi di Pyongyang. Quando è apparsa a Fatima, l Vergine Maria ci ha detto di pregare per coloro che non credono in Dio. Ciò significa che Madre Maria a Fatima ci sta chiedendo di pregare per la pace nella penisola coreana. Alla sua protezione affidiamo i nostri fratelli in Corea del Nord": lo ha detto il Cardinale Andrew Yeom, Soo-jung, Arcivescovo di Seoul, celebrando la santa messa a Fatima, in occasione dell'anniversario della dedicazione della Basilica di Nostra Signora del Rosario, dove il Prelato coreano si è recato su invito del Cardinale António Augusto dos Santos Marto, Vescovo della diocesi di Leiria-Fatima. Il Cardinale Yeom e i circa 80 pellegrini della Corea del Sud, che lo hanno accompagnato, hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica e alla processione, con la benedizione dei ceri e dei rosari.
Il Card. Yeom ha aggiunto: "Sono felice che la Giornata Mondiale della Gioventù nel 2022 si terrà in Portogallo. Spero che molti giovani possano partecipare all'evento come apostoli della pace”, notando che "è molto significativo che il Popolo di Dio si unisca, nella stessa fede, per pregare per la pace nel mondo".
Nello stesso momento in cui il Cardinale celebrava la messa in Portogallo, a Seul, nella Cattedrale cattolica di Myeong-dong, i fedeli erano radunati a pregare uno speciale "Rosario per la pace nel mondo", a cui si sono uniti spiritualmente anche i fedeli a Banja Luka, nella Bosnia Erzegovina, in una simbolica iniziativa di "comunione di preghiera" che ha abbracciato tutto il mondo.
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EUROPA/IRLANDA - “Insieme siamo missione”: 700 bambini partecipano alla Giornata di preghiera missionaria

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/10/2019 - 09:10
Thurles – Il secondo venerdì di ottobre è il giorno scelto in Irlanda per i bambini che si riuniscono a pregare per i loro coetanei che vivono nelle altre parti del mondo, specialmente per quelli delle diocesi di missione. L'Arcivescovo Kieran O'Reilly ha celebrato la "Giornata di preghiera missionaria dei bambini" con oltre 700 giovani studenti a Thurles, nella contea di Tipperary, venerdì 11 ottobre 2019.
L'Arcivescovo Kieran O’Reilly, che guida l'arcidiocesi di Cashel e Emly, in Irlanda, è membro di un istituto missionario, la Società delle Missioni Africane , ed è stato in missione nell'Africa occidentale. Ha accolto con gioia, nella Cattedrale dell'Assunzione, circa 700 studenti della scuola di Sant'Ailbe, della scuola di Sant'Angela, della scuola di Santa Brigida, della scuola nazionale di Morcarkey, della scuola di Santa Maria e della scuola nazionale di Rahealty.
Secondo quanto comunica all’Agenzia Fides Julieann Moran, Segretaria nazionale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria, dopo la preghiera i bambini si sono intrattenuti con Eirinn l'Agnello, la mascotte dell’Incontro mondiale delle Famiglie.
La celebrazione, che è giunta al suo dodicesimo anno, si è svolta nelle scuole di tutta l'Irlanda, con la Cattedrale scelta per la celebrazione principale. L’obiettivo dell'annuale Giornata di preghiera missionaria dei bambini è quello di aiutare a trasformare il nostro mondo in meglio, sostenendo i bambini attraverso la preghiera e incoraggiando atti di condivisione. L'evento è coordinato dalla Pontificia Opera della Santa Infanzia in Irlanda. La segretaria nazionale della Santa Infanzia, Julieann Moran, e l'insegnante Deirdre Lanigan, hanno preparato la celebrazione di quest’anno sul tema "Insieme siamo missione".
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ASIA/FILIPPINE - Studio della religione cattolica e della Bibbia nelle scuole pubbliche: il "Sì" dei Vescovi

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 11:49
Manila — I Vescovi filippini hanno accolto con favore la mossa del governo di introdurre lo studio della religione cattolica e la lettura della Bibbia nelle scuole pubbliche, elementari e secondarie. "E' una buona proposta. Speriamo venga approvata”, ha affermato all'Agenzia Fides Mons. Arturo Bastes, Vescovo di Sorsogon, ex presidente della Commissione episcopale per l'Apostolato biblico.
P. Conegundo Garganta, Segretario esecutivo della Commissione episcopale per i giovani, nella Conferenza episcopale delle Filippine, ha definito la misura "pertinente", sostenendo che "aiuterà le Chiese nel compito di diffondere la Parola di Dio". Inoltre il disegno di legge - ha detto - aiuterà a celebrare il "Mese nazionale della Bibbia", che la nazione celebra nel gennaio di ogni anno, secondo un proclama emesso dal Presidente Rodrigo Duterte nel gennaio 2017.
Il parlamentare Bienvenido Abante Jr. ha presentato nella Camera bassa il "Bill 2069", proposta di legge che introduce la religione cattolica e l'alfabetizzazione biblica come parte del curriculum delle scuole pubbliche, gestite dal governo. "Se i principi cristiani fossero insegnati ai nostri figli, non ci sarebbero molti problemi di leadership, governance, pace e ordine", ha sostenuto Abante. La via migliore per plasmare e rafforzare il carattere morale, spirituale, etico, intellettuale e sociale della gioventù e la disciplina personale - ha aggiunto - è agire a scuola, negli anni delle scuole elementari e secondarie. “Mentre siamo definiti l'unica nazione cristiana in Asia, sembra che non abbiamo veramente apprezzato l'importanza di un libro, la Bibbia, che è un capolavoro letterario, il libro più venduto al mondo, l'unico che offre una soluzione duratura alle sfide dell'uomo e della società", ha detto Abante.
Secondo la proposta di legge, materie come inglese e filippino, nelle scuole pubbliche, includeranno la lettura e la discussione su testi tratti dalla Bibbia. Nel caso di alunni musulmani, alla Bibbia si potrà sostituire il Corano.
Il Vescovo Pablo Virgilio David di Kalookan, uno dei principali biblisti del Paese, ha accolto c la proposta di legge, ricordando "il principio di rispettare la libertà religiosa di tutti gli studenti". D'altro canto, ha aggiunto "siamo felici che l'istruzione pubblica non abbia ancora assunto l'ideologia del secolarismo occidentale che proibisce la religione negli spazi pubblici e nelle istituzioni", suggerendo di includere "un argomento della Bibbia" nel curriculum della scuola media.

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AFRICA/BURKINA FASO - “Non cadiamo nella trappola della guerra confessionale”: appello del Capo dello Stato

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 11:29

Ouagadougou - “Questi attacchi mirano a indebolire il nostro il nostro modo di vivere insieme, trasmessoci dai nostri antenati, e che dobbiamo preservare ad ogni costo” ha affermato il Presidente del Burkina Faso, Roch Kaboré, nel suo messaggio alla popolazione allarmata dall’attentato contro la moschea di Salmossi, avvenuto venerdì 11 ottobre, nel quale hanno perso la vita 16 persone.
Dopo le comunità cristiane i gruppi armati che cercano di destabilizzare il Paese hanno preso di mira la comunità musulmana, nell’evidente tentativo di scatenare un conflitto confessionale. Un pericolo ben evidenziato dal Capo dello Stato nel suo discorso alla nazione. “Le religioni sono vettori di tolleranza e questi attacchi barbari e malvagi ci indicano la natura del nemico che dobbiamo combattere, in un impegno individuale e collettivo di ogni momento” ha affermato.
Tra gli attacchi più gravi subiti dalla Chiesa cattolica ricordiamo quello di domenica 12 maggio contro la chiesa di Dablo, nel quale furono uccisi don Siméon Yampa e cinque fedeli .
Dal 2015 almeno 610 persone hanno perso la vita in Burkina Faso in attacchi attribuiti a gruppi jihadisti.
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VATICANO - Giornata di studio sul Card. Newman, “l’Agostino dei tempi moderni”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 11:18
Città del Vaticano – “Alla vigilia della canonizzazione del Card. John Henry Newman, questa giornata dedicata allo studio del Beato ci introduce non solo alla miglior conoscenza della multiforme, straordinaria, personalità umana, teologica e sacerdotale di questo illustre Figlio di Gran Bretagna, ma anche alla solenne celebrazione di domani mattina”. Con queste parole il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha introdotto i lavori dell’incontro di studio intitolato “Cardinal Newman: a celebration”, promosso dalla Congregazione e dall’Ambasciata di Gran Bretagna presso la Santa Sede, che si è tenuto sabato 12 ottobre presso la Casina Pio IV in Vaticano.
Introducendo i lavori, che hanno approfondito tre aspetti della complessa personalità di Newman, “teologo, educatore e prete”, il Card. Filoni ha sottolineato che l’iter della causa di canonizzazione ha permesso di evidenziare “anche le sue eccelse qualità di uomo di Dio e della Chiesa”, e ha ricordato che Newman “fu anche ospite del nostro Pontificio Collegio Urbano, tra le cui mura si formò alla dottrina cattolica e affinò il suo spirito di preghiera”.
“Qualcuno ha detto che egli sarebbe stato un «Padre assente» del Concilio Vaticano II – ha affermato il Card. Filoni -; invece, secondo il pensiero di Paolo VI, Newman si trovava invisibilmente al centro del Vaticano II . In realtà, egli fu fedelmente presente con il suo insegnamento, recepito in alcuni documenti . Oggi la Chiesa Cattolica riconosce non solo il valore del suo pensiero ecclesiologico, ma anche l’importanza della sua santità di vita. Lo definirei, in termini patristici, l’Agostino dei tempi moderni”.
Nella Messa solenne di canonizzazione, celebrata domenica 13 ottobre in piazza San Pietro, Papa Francesco nell’omelia ha detto: “Oggi ringraziamo il Signore per i nuovi Santi, che hanno camminato nella fede e che ora invochiamo come intercessori”, e riferendosi alla “santità del quotidiano, di cui parla il santo Cardinale Newman”, ha citato le sue parole: “Il cristiano possiede una pace profonda, silenziosa, nascosta, che il mondo non vede. […] Il cristiano è gioioso, tranquillo, buono, amabile, cortese, ingenuo, modesto; non accampa pretese, […] il suo comportamento è talmente lontano dall’ostentazione e dalla ricercatezza che a prima vista si può facilmente prenderlo per una persona ordinaria” . Quindi il Papa ha concluso: “Chiediamo di essere così, ‘luci gentili’ tra le oscurità del mondo. Gesù, ‘resta con noi e noi cominceremo a brillare come Tu brilli, a brillare in modo da essere una luce per gli altri’ .
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AFRICA/TANZANIA - La vocazione delle religiose: pregare e lavorare per la pace in Africa e nel mondo

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 11:14
Dar es Salaam “Il mondo ha bisogno di leader, uomini e donne, pacificatori”: lo ha detto l’Arcivescovo emerito dell’arcidiocesi di Dar es Salaam, il Cardinale Polycarp Pengo in occasione del 75° anniversario della fondazione della Congregazione delle Suore della Carità di San Francesco d’Assisi a Mahenge, in Tanzania centro meridionale. Rivolgendosi alle suore, il Cardinale ha ricordato l’esempio di San Francesco, umile e semplice, esortandole ad “aiutare a redimere il mondo con le preghiere”.
“Dobbiamo fare tutto quanto rientra nelle nostre capacità affinché la pace di Dio regni tra il suo popolo. San Francesco predicò la pace e visse la pace. Ora tocca a voi Sorelle, pregare e lavorare per la pace in Africa e nel mondo. Dobbiamo essere disposti a sacrificare le nostre vite per la sicurezza e la pace della nostra nazione e del mondo intero”, ha affermato l’Arcivescovo.
“Se solo tra di noi ci fosse qualche leader che vive e predica la pace, l’intero genere umano avrebbe un mondo migliore. Possiamo farcela e raggiungere questo obiettivo con le preghiere, sorelle, e questo è il vostro compito”, ha aggiunto mons. Gervas Nyaisonga, presidente della Conferenza Episcopale della Tanzania “Siete un dono per la Chiesa che deve continuare a crescere. La vostra presenza, ovunque voi siate, arricchisce la comunità. Oggi il mondo ha bisogno di servitori umili e prudenti, amanti della pace”, ha sottolineato mons. Nyaisonga congratulandosi con le suore a nome dei Vescovi.
La Congregazione delle Suore della Carità di San Francesco d'Assisi a Mahenge è stata fondata nel 1941 dal frate cappuccino Edgar Aristides Maranta, nell'arcidiocesi di Dar es Salaam. A quel tempo, l’area di Mahenge, poi divenuta diocesi, era un territorio parte dell'arcidiocesi di Dar es Salaam. Inizialmente si unirono alla Congregazione cinque ragazze che emisero la loro prima professione religiosa il 1 gennaio 1944. Attualmente la Congregazione conta 334 sorelle.


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AFRICA/COSTA D’AVORIO - La promozione di migliori condizioni di lavoro al centro dell’incontro internazionale dei giovani lavoratori cristiani dell'Africa occidentale

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 11:05

Abidjan - “Vogliamo trasmettere uno spirito di famiglia, di solidarietà attraverso la promozione di migliori condizioni di lavoro che consiste nella promozione l'uomo in tutte le sue dimensioni” afferma il coordinatore dell’associazione dei giovani lavoratori dell’Africa Occidentale Djémis N'Guessan, nel spiegare il tema del primo incontro internazionale della JOC tenutosi in Costa d'Avorio dall'11 al 19 ottobre 2019,
"L'impatto della giustizia sociale sulla realtà del lavoro dignitoso per i giovani nell'Africa occidentale" è il tema di questo incontro internazionale che si è aperto ufficialmente con una messa domenica 13 ottobre nella cattedrale di Saint Paul d’Abidjan Plateau, presieduta da Sua Ecc. Mons. Boniface Ziri, Vescovo di Abengourou, Presidente della Commissione Episcopale per l'Apostolato dei Laici e delle Comunità.
Aprendo l'incontro, Mons. Boniface Ziri ha dato il benvenuto alle varie delegazioni, auspicando che il lavoro dell’incontro sia fruttuoso.
Alla riunione partecipano delegati provenienti da Mali, Benin, Burkina Faso, Guinea Conakry, Nigeria, Senegal e Rwanda, quest’ultimo un Paese invitato.
A partire dal 14 ottobre ci sarà quindi settimana di riflessione che si concluderà con la pubblicazione di un comunicato finale nel quale confluiranno le riflessioni e le condivisione delle esperienze dei delegato al fine di accrescere la presenza della JOC nella società. I delegati parteciperanno a diverse attività tra cui conferenze, visite turistiche e messe.



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AMERICA/ECUADOR - L’intesa raggiunta tra il presidente Moreno e i leader indigeni mette fine alle proteste

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 10:11
Quito – La Conferenza Episcopale Ecuadoriana e la rappresentanza delle Nazioni Uniti in Ecuador hanno pubblicato un comunicato congiunto per informare che il Presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ha abrogato ufficialmente il decreto n. 883 che aumentava il prezzo dei carburanti e che ha causato più di una settimana di violente proteste nel paese.
Ieri, lunedì 14 ottobre, Moreno ha firmato il decreto 894, che "lascia senza effetto" il decreto precedente, firmato il 1° ottobre, e precisa che sarà preparato un nuovo decreto per consentire una politica di sussidi per il carburante.
Secondo informazioni pervenute a Fides, Moreno, dopo le manifestazioni violente della scorsa settimana, si era mostrato disposto a "rivedere" il decreto 883, mentre le Nazioni Unite e la Conferenza episcopale ecuadoriana, che fungono da mediatori, hanno confermato che l'accordo negoziato domenica scorsa 13 ottobre, dal governo e dagli indigeni, "annulla" la misura per concordare un altro provvedimento che mantiene la "politica di sussidi".
Le proteste erano iniziate il primo giorno di ottobre, quando il governo aveva annunciato l'aumento della benzina in accordo con il Fondo Monetario Internazionale per avere in cambio 4.200 milioni di dollari. La popolazione e i gruppi indigeni sono scesi in piazza in diverse città del paese, dando luogo a violente manifestazioni di protesta che hanno causato, in meno di una settimana, 7 morti e più di 1000 arresti .

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EUROPA/REP. CECA - “Seguendo le orme dei Santi Missionari”, nel Mese Missionario Straordinario

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/10/2019 - 09:48
Proseč - Si è svolta a Proseč, città della Repubblica Ceca vicino a Skuteč, una Giornata missionaria intitolata “Seguendo le orme dei Santi missionari”. Oltre 110 piccoli e grandi missionari della diocesi di Hradec Králové e dell'arcidiocesi di Olomouc hanno vissuto una esperienza comunitaria piena di gioia, creatività e presenza di Dio.
Come informa la nota inviata all’Agenzia Fides dalle Pontificie Opere Missionarie della Repubblica Ceca, alle 10 è iniziato il programma incentrato sui Santi missionari che i bambini della Santa Infanzia hanno conosciuto nella preparazione al Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019. I partecipanti sono stati accolti dal parroco, dal Direttore diocesano delle POM, Hradec Králové, e dalla signora Bronislava Halbrštátová, che ha presentato le vesti degli abitanti del Malawi. Le ragazze del “Little Mission Club Proseč” hanno quindi eseguito una danza liturgica, sulla musica dell'inno della Santa Infanzia "Mandami, andrò".
Successivamente il Direttore nazionale delle POM, il diacono Leoš Halbrštát, ha raccontato il suo viaggio missionario in Malawi tramite foto, video e impressioni personali. Ha mostrato i luoghi in cui i bambini hanno bisogno di aiuto e dove vengono inviati gli aiuti dalla Repubblica Ceca, come l'ospedale di Mzuzu per bambini svantaggiati, le zone distrutte dalle inondazioni primaverili o luoghi molto poveri dove si sta avviando l'istruzione scolastica per i bambini. Leoš Halbrštát ha quindi ricordato il significato del Mese Missionario Straordinario e il motivo per cui Papa Francesco lo ha indetto: ogni battezzato viene inviato a portare il lieto messaggio di Cristo e deve essere un buon missionario.
Durante tutto il giorno si è tenuta la Fiera della Missione, con una vasta scelta di prodotti alimentari e di altro genere, la cui vendita sosterrà i progetti della Santa Infanzia. I partecipanti all'incontro missionario si sono quindi trasferiti nel giardino della parrocchia che si è trasformato in un luogo di relax, condivisione, sport, creatività e gioco. Nei vari stand, attraverso giochi e attività adatte a loro, i bambini hanno conosciuto la vita di San Patrizio, Sant’Adalberto di Praga, San Giovanni Bosco, Santa Zdislava Berka, Santa Giuseppina Bakhita.
Momento culminante della giornata è stata la Messa celebrata da p. Vladimír Novák, accompagnata per i canti dal gruppo "Naživo", durante la quale il Direttore nazionale delle POM ha accolto undici piccoli missionari. Ai bambini è stata consegnata una piccola croce, una sciarpa e un dono, invitandoli a recarsi nelle case vicine e lontane per annunciare a tutti la gioia del Vangelo.
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ASIA/PAKISTAN - Diritti umani e libertà religiosa per un Pakistan tollerante e inclusivo

Fides IT - www.fides.org - Lun, 14/10/2019 - 12:59
Karachi - E' necessario sviluppare una nuova cultura nazionale per rendere il Pakistan più tollerante e inclusivo per i seguaci di tutte le fedi: lo hanno hanno sottolineato gli attivisti della società civile partecipando a un seminario organizzato nei giorni scorsi a Karachi dal "Center for Social Justice" per discutere di libertà religiosa e diritti umani in Pakistan alla luce di vari aspetti legali.
Come appreso dall'Agenzia Fides, studenti, attivisti, membri di Ong, uomini politici e leader delle minoranze religiose hanno preso parte alla discussione, sottolineato la necessità di favorire l'armonia interreligiosa nel paese e rilevando gli ostacoli al rispetto dei diritti umani in Pakistan.
"Pur avendo numerose leggi nella Costituzione che garantiscono la libertà sociale, culturale e religiosa alle minoranze, l'adesione e il rispetto di quelle leggi restano limitati", ha affermato il direttore esecutivo del CSJ, il cattolico Peter Jacob. “In generale, la libertà religiosa è indiscussa a livello legale - ha rimarcato - ma bisognerebbe creare un'ampia narrativa nazionale per promuoverla realmente nella vita sociale in Pakistan".
Ha proseguito Jacob: “Abbiamo bisogno di un altro 'Paigham-e-Pakistan' , con tutte le parti interessate, compresa la società civile, le minoranze, le donne, gli educatori e gli studenti, per sviluppare questa narrazione. Alcuni dei problemi che affrontiamo sono il risultato di sfide di carattere religioso. È necessario sviluppare una voce consolidata per rendere il Pakistan più tollerante e inclusivo", ha affermato.
Mahnaz Rahman, donna leader della "Fondazione Aurat" ha ribadito: “Il fondatore del Pakistan, Ali Jinnah, sognava un paese in cui tutte le componenti società fossero incluse e con pari diritti. La religione è una scelta personale e dovrebbe essere rispettata ", ha detto, tracciando il concetto di "cittadinanza", come idea-chiave per tutti, indipendentemente da status sociale, cultura, fede, senza discriminazioni.
Il fondatore della "Commissione interreligiosa per la pace e l'armonia", presente al seminario, il leader islamico Allama Muhammad Ahsan Naqvi ha ribadito il desiderio di "unità con i nostri fratelli indù e cristiani", aggiungendo di essere "in prima linea per salvaguardare i loro diritti". E ha detto. "È fondamentale che ognuno di noi faccia la sua parte per la prosperità del Paese, espellendo quanti seminano odio per dividerci".
I presenti, come il prof. Riaz Shaikh, docente all'Università del Punjab, hanno ricordato l'importanza dell'articolo 20 della Costituzione del Pakistan, che tratta dei diritti dei cittadini pakistani, affermando che "un modello inclusivo è indispensabile per portare il paese fuori dall'oscurità".
“L'autocritica è vitale per affrontare il problema. Ci deve essere un motivo per cui, dalla fondazione del Pakistan, il numero di non-musulmani si è ridotto dal 25-30% a un mero 3%", ha detto. “Bisogna riconoscere che religione è stata usata nella nostra società come strumento per risolvere le controversie e ottenere benefici. L'intolleranza è divenuta diventando un problema enorme, difficile da affrontare".
Gli esponenti della minoranze religiose, indù e cristiani, hanno ribadito di "sentirsi pienamente pakistani, di essere attaccati alla madrepatria" e di "voler essere accettati come pakistani perché questo paese è la nostra casa”.
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AFRICA - Mese Missionario Straordinario: la vera sfida è una missione di speranza per l’ Africa

Fides IT - www.fides.org - Lun, 14/10/2019 - 12:25
Kara – “Restituire un posto di rilievo al messaggio di speranza che porta il Vangelo di Cristo è fondamentale per la missione in Africa. Cristo è venuto in mezzo a noi affinché avessimo vita in abbondanza”, dice all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, teologo della Società per le Missioni Africane, in occasione della celebrazione del Mese Missionario Straordinario, in corso nel continente. “Sofferenza, disperazione, cultura della morte, stanno costantemente scalfendo la vita della nostra gente in Africa: è più che mai urgente portare loro il giusto conforto . L'africano ha bisogno di essere consolato nel suo essere. Il Vangelo di Cristo deve essere in grado di guarire i cuori feriti di un continente segnato da tanta sofferenza. L'Africa ha bisogno di missionari di speranza”, insite il teologo.
Padre Donald parla di “una speranza liberatrice, che immerge l'uomo africano in una dinamica di ‘emancipazione olistica’, che il suo completamento nella nascita di comunità di fede cristiane africane in grado di essere significative per l'intera società. Queste comunità di fede siano tenaci difensori di un’etica di convivenza, pace, unità e fraternità”.
“La speranza cristiana deve poter essere presentata all'uomo africano come una realtà non solo escatologica, ma una realtà di oggi, che sia tangibile e che l'uomo africano può toccare e contemplare quotidianamente. Una missione di speranza rimane la grande sfida per l'attività missionaria in Africa”, conclude p. Zagore.

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