VATICANO - "Tutta la Chiesa, tutte le Chiese per tutto il mondo": verso il Mese Missionario Straordinario

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 13:19
Città del Vaticano - "Tutta la Chiesa, tutte le Chiese per tutto il mondo": questa frase del beato Paolo Manna, Pime, di cui ricorreva la memoria liturgica il 16 gennaio, ha ispirato la Giornata di spiritualità delle Pontificie Opere Missionarie, organizzata al "Centro Internazionale di Animazione Missionaria" , fondato da Papa Paolo VI e intitolato proprio al beato Manna. La giornata era organizzata in vista e in preparazione al Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, proclamato in occasione del centenario della Lettera Apostolica "Maximum Illud" di Papa Benedetto XV, sul tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Vi hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, l'Arcivescovo Gian Pietro Dal Toso, e i quattro Segretari Generali delle Pontificie Opere Missionarie .
"Non c'è una sola Chiesa che è missionaria, tutte lo sono e vanno animate alla consapevolezza missionaria", ha osservato p. Fabrizio Meroni, Pime, Segretario Generale delle Pontificia Unione Missionaria. P. Meroni ha rimarcato che "per la missione occorre mettere al centro la questione del rapporto della fede con il mondo: la radice della missione è la fede, il dono della fede per la salvezza del mondo".
Data questa premessa, gli strumenti presentati per l'animazione delle comunità dei battezzati, in vista del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019 "sono strumenti di sinodalità", ha detto: si tratta essenzialmente del sito Internet http://www.october2019.va/ dove si trovano materiale, news e approfondimenti sul Mese indetto dal Papa.
Qui si può scaricare la "Guida per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019", che sarà edita anche in versione cartacea. Si tratta di un sussidio realizzato su iniziativa della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, che raccoglie i contributi provenienti da cristiani di tutto il mondo ed è rivolto ai cristiani di tutto il mondo. In tal modo, ha ribadito l'Arcivescovo Dal Toso, le POM "mantengono vivo lo spirito missionario nella Chiesa attraverso l'animazione e la formazione missionaria". Esse sono, ha ricordato, “una rete mondiale al servizio del Papa per sostenere la missione e le giovani Chiese con preghiera e carità”.
Scopo della Guida è servire le singole diocesi nei loro bisogni di formazione e animazione missionaria, preparando i fedeli a vivere il Mese Missionario Straordinario. Il testo servirà a ispirare la creatività delle Chiese locali e dei loro cristiani nell’affrontare le sfide inerenti all’evangelizzazione a partire dalla missio ad gentes e dal proprio contesto.
Le parti di cui la Guida si compone corrispondono alle dimensioni spirituali indicate dal Papa: l’incontro personale con Gesù Cristo vivo nella Chiesa; la testimonianza di santi e martiri della missione; la formazione catechetica alla missione e la carità missionaria. Il testo è pubblicato in inglese, italiano, francese, spagnolo e portoghese.
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ASIA/SIRIA - Torna al villaggio siriano di Maalula l’icona della “Cena misteriosa”

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 12:45
Maalula – Una copia dell'icona della Cena misteriosa - trafugata dal santuario di San Sergio e Bacco a Maalula nel 2014 quando il villaggio siriano era occupato dai jihadisti di al-Nusra – è stata ricollocata sull’antico altare. L’iniziativa di far dipingere e riportare a Maalula un copia fedele dell’icona è stata ispirata e portata a compimento grazie alla collaborazione che ha coinvolto la Ong Perigeo, l’Istituto Zaccaria dei Padri Barnabiti di Milano e il Centro d'Ateneo per la solidarietà internazionale dell’Università cattolica del Sacro Cuore. L’icona - simbolo, spiegano gli artefici dell’iniziativa in un comunicato inviato all’Agenzia Fides, “torna a riunire la comunità cristiana siriana, per testimoniare che la violenza del terrorismo non può che rafforzare l'identità di chi crede in una convivenza pacifica”.
Durante la loro visita in Siria, i responsabili delle istituzioni coinvolte nell’iniziativa hanno anche consegnato una riproduzione della Madonna della Provvidenza, donata dai Padri Barnabiti a Mar Ignatios Aphrem II, Patriarca della Chiesa sira ortodossa, insieme a alcuni contributi per iniziative e progetti a sostegno di gruppi di giovani a Damasco, Maalula e Aleppo. La delegazione ha potuto visitare anche la città di Homs, e ha preso contatti anche per avviare una serie di attività a favore del popolo siriano, “che chiede riconoscimento e attenzione” in una fase delicata, connotata dall’esigenza di sostenere la ricostruzione e la riconciliazione nazionale dopo gli anni devastanti del conflitto.
Maalula, 55 km a nord est di Damasco, nota in tutto il mondo per essere uno dei posti in cui si parla ancora l'aramaico, la lingua di Gesù, ospita sia il monastero di Santa Tekla – sede di una comunità monastica femminile greco-ortodossa - che il santuario dedicato ai santi Sergio e Bacco, che fa capo alla Chiesa cattolica greco-melchita.
Tra il settembre 2013 e il marzo 2014, il villaggio rupestre di Maalula fu occupato dalle milizie della galassia islamista anti-Assad, in una delle fasi più intense del conflitto siriano.
Dopo la riconquista del villaggio da parte dell'esercito governativo siriano, le immagini e le descrizioni diffuse dalle fonti governative e anche dalle agenzie giornalistiche internazionali documentarono la devastazione subita dai luoghi di culto cristiani durante i mesi di occupazione da parte delle milizie jihadiste. In particolare, danni gravi furono inflitti proprio al santuario greco-melchita, dove la chiesa era stata devastata, oggetti religiosi, immagini e libri sacri erano stati danneggiati, ed erano scomparse sia le icone conservate nella sacrestia che le campane, insieme alla croce che sormontava la cupola del convento.
Il santuario di Mar Sarkis , fu fondato alla fine del V secolo ed è dedicato ai santi Sergio e Bacco, militari romani martirizzati per la loro fede sotto l'Imperatore Galerio. . Sull’altura che sovrasta il santuario c'è l' Hotel Safir, un albergo che dominava il villaggio e che era stato scelto come quartier generale dalle milizie ribelli.
Prima di venire travolto dalla guerra civile, nel villaggio rupestre di Maalula vivevano 5mila siriani, in grande maggioranza cristiani .
Nell’icona originale della Cena Misteriosa . .
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AFRICA/CONGO RD - Quasi 900 persone uccise nell’ovest in scontri tra comunità

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 12:44
Kinshasa - Quasi 900 persone sono state massacrate in quattro villaggi in violenze comunitarie nell’ovest della Repubblica Democratica del Congo , tra il 16 e il 18 dicembre. Lo ha denunciato l’Alto Commissariato ONU per i Diritti dell’Uomo. Il massacro è avvenuto nei pressi di Yumbi, nella provincia di Mai-Ndombe, circa 300 km a nord della capitale Kinshasa, e non sarebbe legato alle tensioni per le elezioni tenutesi il 30 dicembre ma a rivalità tra le comunità Banunu e Batendé.
Oltre alle vittime si contano gravi danni materiali: 465 case private ed edifici pubblici sono stati incendiati o saccheggiati. Tra questi vi sono due scuole, un centro sanitario, un ambulatorio, un mercato e un ufficio della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente . Oltre 16.000 persone si sono rifugiate nella vicina Repubblica del Congo . A seguito del massacro le autorità di Kinshasa avevano deciso di rinviare il voto nell’area previsto il 30 dicembre.
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ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Tuticorin e nomina del successore

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 12:18
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al
governo pastorale della diocesi di Tuticorin , presentata da S.E. Mons. Yvon Ambroise.
Il Papa ha nominato Vescovo di Tuticorin il rev.do Stephen Antony Pillai, del clero di Vellore, finora Direttore del Diocesan Retreat Centre e Docente del St. Paul’s Seminary a Tiruchirapalli.
Il rev.do Stephen Antony Pillai è nato il 22 giugno 1952 a Keezha Manakudy, Diocesi di Kottar. Ha fatto gli studi di filosofia al Santhome Minor Seminary, Chennai e nel Arul Anandar College, di Madurai e teologia nel St. Paul’s Seminary di Tiruchirapalli, ha ottenuto un Masters Degree in Teologia presso il St. Peter’s Pontifical Seminary di Bangalore e il Dottorato in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma.
Dopo l’ordinazione sacerdotale del 7 maggio 1979, per la Diocesi di Vellore, egli ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale del Santuario Our Lady of Lourdes a Chetpet ;
Vicario parrocchiale della Sacred Heart Church a Polur ; Studi per un Masters Degree in Teologia presso il St. Peter’s Pontifical Seminary di Bangalore ; Parroco della Our Lady of Fatima Church a Thachambadi ; Studi per il Dottorato in Teologia Biblica a Roma ; Missionario a Guadaloupe, Francia ; Direttore del Catholic Pastoral Centre di Vellore ; Professore presso il St. Paul’s Seminary a Tiruchirapalli ; Parroco della Cattedrale di Vellore ; Vicario Generale e Parroco della Cattedrale Vice Rettore e docente presso il St. Paul’s Seminary a Tiruchirapalli ; Parroco del Santuario Our Lady of Lourdes Shrine a Chetpet, Vicario Foraneo e Membro del Consiglio Episcopale della Diocesi di Vellore ; Docente esterno presso il Don Bosco Major Seminary, a Chennai e Pallottine Major Seminary a Mysore .
Dal 2017 è Direttore del Diocesan Retreat Centre, e Docente esterno al St. Paul’s Seminary a Tiruchirapalli.
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AFRICA/NIGERIA - Dimissioni del Vescovo di Ijebu-Ode e nomina del successore

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 12:15
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Ijebu-Ode , presentata da S.E. Mons. Albert Ayinde Fasina. Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Ijebu-Ode, il rev.do Francis Obafemi Adesina, del clero di Osogbo, finora Rettore del Seminario Saints Peter and Paul ad Ibadan.
Il Rev.do Francis Obafemi Adesina è nato a Wenchi , il 28 gennaio 1964. Ha la cittadinanza nigeriana. Ha completato gli studi filosofici e teologici presso il Seminary of Saints Peter and Paul ad Ibadan. Successivamente ha conseguito la Licenza in Teologia Biblica nel Pontificio Istituto Biblico e il Dottorato nella Pontificia Università Urbaniana a Roma. È stato ordinato sacerdote il 14 ottobre 1989 per la Diocesi di Oyo. Successivamente si è incardinato nella nuova Diocesi di Osogbo.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: Collaboratore presso la Cattedrale St. Benedict, Diocesi di Oyo ; Collaboratore presso St. Mary, Ilesa ; Parroco di St. Augustine, Ipetumodu ; Cappellano del Rinnovamento dello Spirito ; Direttore del Centro Pastorale, allora Diocesi di Oyo ; Coordinatore diocesano del Piano pastorale ; Cappellano, Federal Polytecnic, Ede ; Segretario diocesano, Diocesi di Oyo ; Studi per la Licenza in Teologia Biblica nel Pontificio Istituto Biblico, a Roma Parroco della Cattedrale di St. Mary ; Formatore nel Seminario Saints Peter and Paul, ad Ibadan ; Direttore di Art & Culture ; Studi per il Dottorato nella Pontificia Università Urbaniana, Roma ; Dean of Students nel Seminario Saints Peter and Paul, ad Ibadan ; dal 2013 Rettore del Seminario Saints Peter and Paul, ad Ibadan.
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AFRICA/BURUNDI - Conferma del Direttore nazionale delle POM, don Salvator Ngendabanyikwa

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 11:43
Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il 28 ottobre 2018 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Burundi per un altro quinquennio , don Salvator Ngendabanyikwa, del clero diocesano di Ruyigi.
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AFRICA/ZIMBABWE - Proteste per il rialzo dei prezzi dei carburanti; i Vescovi invitano a non dare ascolto agli incitamenti alla violenza

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 11:38

Harare - Tre persone uccise, circa 200 ferite, più di 600 arrestate. È il bilancio degli scontri degli ultimi giorni ad Harare e in altri città dello Zimbabwe, tra la polizia e i dimostranti che protestano per il rialzo dei prezzi del carburante. Tra gli arrestati c’è pure il pastore battista Evan Mawarire, protagonista del movimento di protesta contro l’ex Presidente Robert Mugabe, costretto alle dimissioni nel novembre 2017 da un pronunciamento militare .
Da allora il Paese è governato da Emmerson Mnangagwa, che aveva assunto la carica di Capo dello Stato ad interim dopo le dimissioni di Mugabe per poi essere eletto nelle votazioni tenutesi alla fine di luglio.
Mnangagwa non è finora riuscito a risollevare la difficile condizione economica del Paese e l’aumento dei prezzi dei carburanti ha innescato una violenta protesta, alimentata dai messaggi veicolati attraverso i social media,.
Un fatto che è stato denunciato dalla Conferenza Episcopale dello Zimbabwe, che in un messaggio pervenuto all’Agenzia Fides, esprime la sua preoccupazione per “la vasta diffusione di messaggi pieni di odio sui social media, che lanciano appelli alla nazione per prendere il controllo delle strade per protestare contro le difficoltà economiche”.
“La situazione economica è sfavorevole per la cittadinanza comune” riconosce la Conferenza Episcopale che però lancia un appello “ai cittadini che vogliono vivere in pace di esercitare moderazione ed evitare di reagire sull’onda del momento, per dare invece spazio al dialogo con tutte le parti interessate”.
I Vescovi mettono in guardia “sugli appelli lanciati sui social media da persone senza volto che invitano a raduni di massa e alla violenza, ma che non si assumono le responsabilità dei danni collaterali che ne possono derivare”.
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ASIA/SINGAPORE - L'Arcivescovo Goh: "Le religioni siano unite nel promuovere i valori spirituali nella società secolarizzata"

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 11:20
Singapore - "È importante che tutte le religioni lavorino insieme per garantire che vi siano segni di vicinanza e condivisione soprattutto nelle varie feste religiose, celebrazioni e altre occasioni. Questo è importante alla luce del fenomeno della secolarizzazione che investe tutte le società e pone una sfida a tutte le religioni, in quanto minimizza o marginalizza i fondamentali valori spirituali": lo afferma all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Di Singapore, mons. William Goh, sottolineando il progressivo rafforzamento delle buone relazioni con le altre religioni nella nazione e auspicando che possano offrire un contributo alla vita della società.
In quest'ottica la Chiesa di Singapore ha organizzato un evento interreligioso il 26 dicembre scorso presso la Chiesa di Nostra Signora Regina della Pace, guidato dal Consiglio diocesano per il dialogo interreligioso. Erano presenti all'incontro membri delle comunità buddista, musulmana, taoista, ebraica e indù. L'evento è stata un'opportunità per socializzare e rafforzare l'amicizia.
Esortando tutti i presenti "a operare perchè le persone possano apprezzare i valori di ogni religione", l'Arcivescovo Goh ha fatto riferimento alla festa del Natale che, per i cristiani, è "l'incarnazione di Dio, è Gesù Cristo che si dona a ogni persona".
Le religioni, ha rimarcato l'arcivescovo, "devono andare oltre il semplice rispetto reciproco e sono chiamate a raggiungere il livello successivo, cioè quello di apprezzare i valori che ogni religione promuove e in che modo i credenti di ogni fede possano imparare gli uni dagli altri", essendo portatori di pace, benevolenza, luce amore nella società.
Il parroco della chiesa ospitante, p.Timothy Yeo ha condiviso e illustrato un video che racconta gli inizi della storia della Chiesa cattolica a Singapore, auspicando a un cammino di dialogo, collaborazione e impegno comune per i credenti della varie comunità religiose presenti nella città-stato.
Singapore è un paese multireligioso e multiculturale. La sua popolazione è di 5,6 milioni di persone, tra cui 383.000 cattolici, circa il 9% della popolazione.
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ASIA/COREA DEL SUD - I giovani coreani alla GMG con la loro passione per la pace

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 10:52
Cartago - I giovani coreani portano alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama la loro passione e l'impegno per la pace: come appreso dall'Agenzia Fides, 41 pellegrini coreani provenienti dall'Arcidiocesi di Seoul, accompagnati da mons. Peter Chung Soon-taek, Vescovo ausiliare di Seoul, sono appena sbarcati nel continente americano, arrivando nella chiesa dei Protomartiri di San Esteban, nella diocesi di Cartago, in Costa Rica, per partecipare alla fase diocesana che precede le giornate vere e proprie della GMG in Panama.
Come riferisce a Fides l'Ufficio comunicazioni dell'Arcidiocesi di Seul, i pellegrini coreani e i giovani nella chiesa ospitante hanno vissuto una solenne e festosa messa di benvenuto: anche se i giovani dei due paesi provengono dalle parti opposte del globo e si sono incontrati per la prima volta, hanno subito vissuto un'esperienza di unità, in quanto sono tutti giovani e condividono la stessa fede. Nella cerimonia di benvenuto, i "padroni di casa" hanno preparato uno spettacolo musicale secondo le tradizioni locali, mentre durante la messa, i pellegrini coreani hanno donato la statua della Vergine Maria di Corea" e un dipinto dei 103 santi martiri coreani.
Dal 17 al 20, i giovani saranno impegnati in vari programmi e iniziative, come attività di volontariato, raduni, pellegrinaggi ai santuari. Successivamente, il 20, effettueranno un viaggio in autobus di 15 ore da Costa Rica a Panama.
I pellegrini sono partiti da Seul il 14 gennaio, dopo la messa in cui hanno invocato la protezione e le benedizioni di Dio. Mons. Chung ha detto: "Disponiamo il nostro cuore ad accogliere la grazia di Dio, in modo che il tempo a Panama possa portare frutti e sia una benedizione per la vita di ciascuno, sia un tempo di condivisione dell'amore di Dio e del prossimo". La "mobilità" e la "connettività" dei giovani di oggi, ha sottolineato, "fanno sì che nelle GMG essi possono condividere la loro fede e le loro esperienze più preziose anche con quanti non possono partecipare personalmente".
Alla GMG di Panama 2019, in programma dal 22 al 27 gennaio, parteciperanno in tutto circa 370 pellegrini provenienti da 12 diocesi nella Corea del Sud. Sarà presente anche il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, Aarcivescovo di Seoul.
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AMERICA/BRASILE - Giovani rappresentanti dei popoli indigeni portano alla GMG le loro attese e speranze

Fides IT - www.fides.org - Gio, 17/01/2019 - 09:21
Manaus - La Giornata Mondiale della Gioventù 2019 riunirà giovani di tutto il mondo a Panama dal 22 al 27 gennaio. Tra loro ci sono otto giovani indigeni brasiliani, rappresentanti di diversi popoli e regioni: i Tupinambá di Bahia, i Tukanos e i Barés di Amazonas, i Guarani-Kaiowa del Mato Grosso do Sul, i Karipuna di Rondonia o i Guarajaras del Maranhão. Parlando all’Agenzia Fides, questi giovani dichiarano di essere inviati dai loro diversi popoli, dai loro parenti, per incontrare Papa Francesco, che ha ripetutamente espresso la sua vicinanza ai popoli originari e ha chiesto di ascoltarli e riconoscerli.
Nei giorni che precedono la Giornata Mondiale della Gioventù, durante le cosiddette giornate nelle diocesi, la delegazione brasiliana parteciperà, dal 17 al 21 gennaio, all'Incontro mondiale della gioventù indigena, che si terrà a Soloy, diocesi di David, dove sono attesi centinaia di giovani provenienti da diversi popoli indigeni del mondo, in un tentativo di riflettere e celebrare la loro fede in Cristo secondo la millenaria ricchezza delle loro culture.
I giovani brasiliani saranno accompagnati da suor Laura Vicuña Pereira Manso, del Consiglio indigenista missionario , organismo della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile che accompagna la vita delle popolazioni indigene brasiliane, aiutandole nei continui attacchi di cui sono vittime. Alcune di queste minacce sono state raccontate a Fides dai giovani indigeni, enumerando le situazioni quotidiane nelle loro comunità e mettendo in luce le difficoltà attualmente vissute da molti di questi popoli, che a loro avviso sono una ripetizione di situazioni che si sono già verificate negli ultimi cinquecento anni.
Prima del loro viaggio, i giovani indigeni si sono riuniti nella sede del Consiglio indigenista di Manaus, dove oltre a conoscersi, si sono scambiati esperienze e hanno visto come organizzare quanto condivideranno negli incontri a cui parteciperanno, sia con gli indigeni come con tutti i partecipanti alla GMG.
Il messaggio che portano, condiviso con l’Agenzia Fides, è la richiesta di vedere rispettato il loro diritto "a vivere e ad essere rispettati secondo la cultura di ogni popolo di questo paese, perché ogni popolo ha la sua particolare cultura, le sue credenze, i suoi costumi, le sue tradizioni", e insistono sul fatto che "in ogni popolo c'è il desiderio di vivere, di essere liberi, di godere del proprio territorio senza paure e tensioni in ogni momento".
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AFRICA/CONGO RD - L’impegno della Chiesa per la giustizia e l’onestà: un riferimento per molte Chiese locali nel continente

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/01/2019 - 17:39
Kinshasa – I tanto attesi risultati delle recenti elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo continuano a suscitare polemiche tra varie istituzioni e ad alimentare, d'altro canto, l’impegno della Chiesa cattolica del Paese, affinchè prevalgano la giustizia e l’onestà. Denunciando la non veridicità dei risultati delle elezioni presidenziali che hanno visto Felix Tshisekedi eletto nuovo presidente della Repubblica del Congo, la Chiesa cattolica "rimane ferma e coerente nel contribuire a un Congo sempre più democratico e giusto" .
“I risultati della presenza e dell'impegno della Chiesa in Congo sono di fondamentale importanza” sottolinea a Fides padre Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane. “Grazie al suo impegno, la Chiesa cattolica è riuscita a costringere Joseph Kabila a rinunciare a un terzo mandato e a lasciare il potere. Anche se molti parlano di un accordo politico tra Kabila e Felix Tshisekedi, i risultati pubblicati dalle urne hanno avuto come esito la tanto desiderata alternanza politica per la quale i cattolici hanno organizzato marce, costate la vita a molti giovani, rimasti uccisi nelle strade come martiri della democrazia: tra questi Thérèse Kapangala, aspirante alla vita religiosa, Rossy Mukendi Tshimanga, attivista cattolico e tutti gli altri”, continua Zagore.
“Avremmo tutti preferito avere risultati più giusti e democratici, ma si sa che la lotta per la democrazia è difficile e richiede impegno costante. Oggi in Congo dobbiamo concentrarci sui risultati e lavorare per consolidarli in modo tale che, attraverso lente e dolorose evoluzioni, il paese un giorno diventi pienamente democratico. L’impegno della Chiesa del Congo deve rimanere fonte di ispirazione per molte Chiese locali nel continente africano. La Chiesa in Congo ha dimostrato che mai più la gente sarà lasciata alla sola forza della politica. Ora anche chi non ha avuto voce finalmente può esprimersi attraverso la voce della Chiesa”.


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ASIA/MALAYSIA - Al via l'Anno Missionario Straordinario 2019

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/01/2019 - 17:37
Kuala Lumpur - Si è aperto ufficialmente in Malaysia l'Anno Missionario Straordinario 2019, che culminerà con le attività di evangelizzazione compiute nel Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, lanciato da Papa Francesco. Come appreso dall'Agenzia Fides, tutte le diocesi della Malesia si impegneranno a rinnovare la fede e la vita cristiana nelle rispettive comunità, con nuovo ardore missionario.
In concomitanza con il lancio dello speciale evento, una stella dell'Anno Missionario è stata distribuita a tutti i fedeli il 13 gennaio: la stella, al centro della quale c'è il logo dell'Anno Missionario, rappresenta le quattro dimensioni della chiamata missionaria, sottolineate da Papa Francesco.
Le quattro dimensioni sono: l'incontro con Gesù , la testimonianza di missione , la formazione missionaria e la carità missionaria . Ogni fedele potrà scrivere sul retro della stella gli impegni che intende assumere personalmente durante l'Anno Missionario 2019. E, a Natale 2019, ogni battezzato riporterà la propria stella e la porrà nella mangiatoia, a significare che ogni battezzato può essere, nella grazia di Dio, una stella brillante che, durante questo speciale tempo di missione, ha accompagnato un'altra persona ad accogliere Gesù come suo Salvatore.
I Vescovi della Malaysia hanno così accolto l'appello di Papa Francesco a preparare il Mese missionario, che verterà sul tema "Battezzati e inviati. La Chiesa di Cristo in missione nel mondo". Il Vescovo Sebastian Francis, presidente della Conferenza episcopale di Malaysia, Singapore e Brunei, all'apertura dell'Anno Missionario ha detto: "Come battezzati, noi siamo la Chiesa di Cristo. Siamo chiamati a rispondere al comando di nostro Signore Gesù Cristo di 'andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo ad ogni creatura' . L'obbedienza a questo mandato di Gesù non è un'opzione per la Chiesa".
Ogni diocesi organizzerà una serie di attività di formazione per aiutare tutti a riflettere e prepararsi a "uscireda se stessa" per rivolgersi alla missione. Tra le attività previste, vi sono dei pellegrinaggi alla Chiesa dell'Assunzione a Penang, uno tra i luoghi designati per trarre ispirazione su come la fede è arrivata in Malaysia. "Venereremo le reliquie dei santi e dei martiri missionari. Le parrocchie sono incoraggiate ad organizzare attività missionarie e a guardare chi è nel bisogno nella diocesi", ha detto il vescovo Francis.
L'Anno missionario straordinario 2019, "ci ricorda la responsabilità di rappresentare la missione di Dio in ogni aspetto della vita e in tutti i luoghi geografici. Ci chiama a condividere la vita di Gesù, cioè a predicare, insegnare, guarire, nutrire, confortare e vivere in obbedienza alla volontà di Dio", aggiunge a Fides l'Arcivescovo di Kuala Lumpur Julian Leow. "Perciò, come Chiesa e come individui, viviamo il nostro battesimo, annunciando il Vangelo al mondo", afferma.
In Malaysia, paese multiculturale e multietnico a maggioranza musulmana fondato su principi secolari, il cristianesimo è una religione professata dal 9,2% della popolazione . La maggior parte dei 2,6 milioni di cristiani locali vivono nella Malaysia orientale, cioè nelle province di Sabah e nel Sarawak, dove i battezzati costituiscono il 30% della popolazione.
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Assolto l’ex Presidente Gbagbo; i Vescovi: “La Chiesa si mette al servizio della riconciliazione nazionale”

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/01/2019 - 17:30


Abidjan -“La Chiesa sarà al servizio della comunione e della riconciliazione in Costa d’Avorio in modo attivo altrimenti non sarà una vera comunione ecclesiale” ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Ignace Bessi Dogbo, Vescovo di Katiola e Presidente della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio , nel suo discorso d’apertura della 111° Assemblea Plenaria della CECCI che si tiene a Man dal 15 al 20 gennaio.
“La riconciliazione è una missione divina della Chiesa” ha aggiunto Mons Bessi, le cui parole sono state pronunciate lo stesso giorno nel quale la Corte Penale Internazionale ha assolto l’ex Presidente ivoriano dall’accusa di crimini contro l’umanità e ne ha ordinato l’immediata scarcerazione. Insieme all’ex Capo dello Stato è stato assolto Charles Blé Goudé .
Gbagbo era stato arrestato nell’aprile 2011 dopo che le truppe francesi insieme a quelle della Missione ONU in Costa d’Avorio avevano assalito il palazzo presidenziale, mettendo fine a mesi di impasse politico-istituzionale, dopo che l’ex Presidente non aveva riconosciuto la vittoria di Alassane Ouattara, alle elezioni presidenziali tenutesi alla fine del 2010. La crisi del 2010-11, costata oltre 3.000 morti, ha messo fine alla guerra civile scoppiata il 19 settembre 2002, ma ha lasciato pesanti conseguenze nella società civile ivoriana divisa tra i sostenitori dei diversi campi politici. L’amnistia annunciata nell’agosto 2018 dal Presidente Ouattara nei confronti di 800 prigionieri politici è stata saluta come un passo importante verso la riconciliazione nazionale. Mons. Bessi ha invitato le autorità a proseguire su questa strada non lasciando indietro nessuno, augurandosi inoltre che lo scongelamento dei beni dei prigioni politici “non sia selettivo”.
La Costa d’Avorio si prepara ad affrontare le elezioni presidenziali e politiche del 2020. Secondo Mons. Bessi affinché il voto sia veramente libero e pacifico occorre che gli organi di garanzia rimangano strettamente neutrali.
Il Presidente della CECCI ha infine ribadito l’impegno della Chiesa ivoriana “per far dell’appuntamento elettorale del 2020 la celebrazione della fraternità e non della violenza”.
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AMERICA/BRASILE - Caritas Brasile lancia la Campagna #EuMigrante: la migrazione è un diritto umano

Fides IT - www.fides.org - Mer, 16/01/2019 - 11:16
Brasilia - Caritas Brasile, in collaborazione con un gruppo di organizzazioni, ha lanciato la Campagna #EuMigrante basata sul principio che la migrazione è un diritto umano. “Il migrare si riferisce alla mobilità spaziale delle persone, cioè a cambiare casa, città, regione, stato o paese. Questo processo si è verificato dall'inizio della storia umana. Tutti noi abbiamo, nelle nostre famiglie, realtà migratorie, spostamenti. Alcuni migrano per scelta, altri sono costretti a farlo" afferma la presentazione del progetto, diffusa dalla Conferenza Episcopale del Brasile, pervenuta a Fides.
La Campagna vuole richiamare l’attenzione sulla realtà e sul dramma vissuto dai migranti, in particolare sugli emigrati venezuelani che arrivano in Brasile, proponendo iniziative volte ad indicare i modi concreti per aiutarli nel processo di integrazione, come chiede Papa Francesco. L’iniziativa fa parte del programma Pana, promosso dalla Chiesa del Brasile, attraverso Caritas Brasile, con il sostegno di Caritas Svizzera e del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e Signis Brasile, per mobilitare persone e risorse sulla questione migratoria in Brasile, concentrandosi sulla crisi umanitaria vissuta al confine tra Brasile e Venezuela.
Sono tre le fasi previste dalla campagna: sensibilizzazione, mobilitazione e integrazione. Durante i primi sei mesi del 2019 saranno incoraggiate diverse iniziative per rendere visibile la realtà migratoria in Brasile attraverso l'azione del Progetto Pana, che, in un anno, mira a favorire l’integrazione di 3.500 persone, 1.224 delle quali migranti venezuelani, in sette capitali brasiliane: Boa Vista, Brasília, Curitiba, Florianópolis, Porto Velho, Recife e São Paulo. In questo processo, 612 persone sono già state integrate.
Punto di riferimento per le iniziative sono le “Camere dei diritti”, spazi in cui si svolgono le azioni del programma Pana, che si trovano nelle sette capitali. Le case sono ambienti di accoglienza e garanzia dei diritti dei migranti. Un team multidisciplinare, composto da assistenti sociali, avvocati, educatori e psicologi, assiste e accompagna i migranti. Sul sito della Campagna eumigrante.org vengono indicati vari modi con cui ognuno può aiutare e collaborare all’iniziativa.
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AFRICA/EGITTO - A Minya chiese chiuse su pressione degli islamisti. Giuristi copti denunciano le autorità locali di connivenza col settarismo

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/01/2019 - 12:38
Minya – Alcuni giuristi copti hanno denunciato, davanti al procuratore generale, il governatore della provincia di Minya in merito ai fatti che nei giorni scorsi hanno portato alla chiusura di un luogo di culto copto nel villaggio di Mansheyat Zaafarana. I giuristi copti – riferisce tra gli altri il sito Copts United – hanno allegato alla loro denuncia anche materiale video-fotografico che attesta come le forze di polizia non hanno difeso il luogo di culto dall'attacco dei gruppi di facinorosi islamisti che ne chiedevano la chiusura, e hanno piuttosto garantito che le pretese settarie dei manifestanti fossero esaudite.
A Mansheyat Zaafarana c'è un edificio privato adattato a luogo dove pregano gli appartenenti alla locale comunità copta . I disordini sono cominciati il 7 gennaio, quando diverse centinaia di scalmanati hanno circondato il luogo di culto urlando slogan offensivi e intimidatori, alla presenza delle forze di sicurezza. La polizia ha chiesto ai manifestanti di calmarsi, promettendo loro che il luogo di culto cristiano sarebbe stato chiuso. Anche la diocesi copta ortodossa di Minya ha stigmatizzato l'attitudine delle autorità locali a cedere alle pressioni degli intransigenti, che riescono sempre a imporre con la forza le loro pretese illegittime a danno dei copti.
Nell'ultimo mese, nella provincia di Minya tre chiese sono state chiuse dopo proteste e incidenti di matrice settaria. Quelli di MansheyatZaafarana si sono verificati poche ore dopo la veglia di Natale che aveva visto anche il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi intervenire alla liturgia celebrata dal Patriarca copto Tawadros II nella nuova Cattedrale dedicata alla Natività di Cristo, fatta costruire nella nuova capitale amministrativa egiziana e presentata con enfasi dalle autorità egiziane come la più grande chiesa del Medio Oriente.
Negli ultimi anni, è in atto in Egitto un processo di restauro e regolarizzazione di luoghi di culto cristiani che ha consentito già di riaprire o “legalizzare” 500 chiese e cappelle in tutto il Paese. Come già riferito da Fides , sono più di 3mila i luoghi di culto cristiani che dovranno essere presi in esame dagli apparati governativi per verificare se rispondono agli standard stabiliti dalla nuova legge.
Nei decenni scorsi, molti dei luoghi di culto cristiani da sottoporre alla valutazione degli organi governativi di controllo sono stati costruiti in maniera spontanea, senza tutte le dovute autorizzazioni. In passato, proprio tali edifici tirati su dalle comunità cristiane locali erano stati utilizzati come pretesto dai gruppi islamisti per fomentare violenze settarie contro i cristiani.
La legge sui luoghi di culto, approvata alla fine di agosto 2016 ha rappresentato per le comunità cristiane egiziane un oggettivo passo avanti rispetto alle cosiddette “10 regole” aggiunte nel 1934 alla legislazione ottomana dal Ministero dell'interno, che vietavano tra l'altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole aveva impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto.
Prima dell'agosto 2016, e in assenza di precisi riferimenti legislativi, le diverse Chiese e comunità cristiane, per venire incontro alle proprie necessità pastorali, avevano fatto costruire immobili – edifici di culto, ma anche case e locali di uso collettivo - che spesso risultano ancora privi delle specifiche licenze richieste dalla normativa attualmente vigente. .
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AMERICA/PERU’ - Aperti i lavori dell’Assemblea dei Vescovi: “La sinodalità appartiene a tutta la Chiesa”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/01/2019 - 11:14
Lima – Con una Messa celebrata nella parrocchia San Antonio de Padua, quartiere di Gesù Maria, a Lima, i 49 Vescovi peruviani hanno dato inizio ieri alla loro 113ma Assemblea Plenaria. Monsignor Miguel Cabrejos, Arcivescovo di Trujillo e Presidente della Conferenza Episcopale , ha presieduto la concelebrazione, affiancato dal Cardinale Juan Luis Cipriani, Arcivescovo di Lima, e dall'Arcivescovo Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Perù come concelebranti principali.
Secondo la nota inviata dai Vescovi peruviani all’Agenzia Fides, il Presidente della CEP nell’omelia ha concentrato la sua riflessione sulla sinodalità, un concetto ampiamente usato oggi nella Chiesa per descrivere il camminare insieme di Vescovi, sacerdoti e fedeli, soprattutto dopo aver celebrato Sinodi come quello sulla famiglia e sui giovani. "La Chiesa come popolo di Dio, è una Chiesa sinodale, cammina insieme, laici e pastori, per annunciare e testimoniare il Vangelo. La Chiesa sinodale è un concetto facile da esprimere con le parole, ma non è così facile da mettere in pratica" ha sottolineato mons. Cabrejos.
"La sinodalità appartiene a tutta la Chiesa e a tutti i membri della Chiesa. Questo è il motivo per cui tutti i battezzati sono compagni di strada. La Chiesa sinodale non è altro che camminare insieme, attraverso le vie della storia, per incontrare Cristo, nostro Signore" ha aggiunto. Monsignor Cabrejos ha anche fatto riferimento allo spirito di servizio: "In questa Chiesa sinodale nessuno è al di sopra degli altri. E chi esercita le funzioni di governo deve tenere presente che il più grande è il più piccolo, e chi governa deve farlo come chi serve".
Terminata la Messa, i Vescovi si sono recati nella sede della Conferenza episcopale, dove si svolgono i lavori dell’Assemblea, che proseguirà fino a venerdì 18 gennaio, e tratterà vari argomenti, oltre ad un’analisi degli ultimi avvenimenti verificatisi nel paese. Il Nunzio apostolico in Perù, l'arcivescovo Girasoli, porterà il suo saluto particolare. Inoltre, come ogni anno, il premio della Medaglia di Santo Toribio de Mogrovejo sarà assegnato alle persone e alle istituzioni che si sono distinte per il loro lavoro a favore della Chiesa.

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AFRICA/CENTRAFRICA - “Alcuni contingenti dell’ONU non proteggono i civili” denunciano i Vescovi centrafricani

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/01/2019 - 11:02
Bangui - Ci sono contingenti dei Caschi Blu della Missione ONU in Centrafrica che non fanno il loro dovere di proteggere i civili. È l’accusa lanciata dai Vescovi centrafricani al termine della loro Assemblea Plenaria. “Rendiamo omaggio a quei contingenti della MINUSCA che con professionalità assicurano la protezione dei civili” si legge nel messaggio inviato all’Agenzia Fides. “Tuttavia deploriamo la duplicità di alcuni contingenti che lasciano deteriorare la situazione sotto i loro occhi come se ne traessero profitto, in particolare i marocchini all’est, i pakistani a Batangafo e i mauritani ad Alindao. Un tale comportamento non fa che aggravare la situazione già critica del Paese”.
I Vescovi tracciano un quadro drammatico delle condizioni del Paese. “È triste constatare - scrivono - che al di là della capitale e di alcune città, lo Stato ha una presenza solo formale. I funzioni civili e militari, anche nelle zone dove non vi sono gruppi armati, sono privi di mezzi per operare e il loro numero è simbolico”. Vaste aree del Centrafrica sfuggono al controllo dello Stato e sono in mano a gruppi armati che “commettono ripetutamente violenze disumane e gravi violazioni dei diritti umani: racket, incendi di siti di sfollati, impedimenti alla libera circolazione, arresti arbitrari, sequestri, torture, esecuzioni sommarie”. I gruppi ribelli sono arrivati al punto di modificare la demografia di diverse località . I Vescovi si chiedono il perché della concentrazione massiccia di gruppi armati nell’est del Paese e come mai alle popolazioni di alcune aree è stato imposto di firmare un documento secondo il quale rifiutano la presenza delle forze armate centrafricane.
A questo si aggiunge la “porosità delle frontiere alla transumanza che accresce l’instabilità nelle zone sotto controllo dei gruppi armati”. L’arrivo di pastori da oltre confine crea conflitti con gli agricoltori, mentre la porosità delle frontiere facilità il traffico d’armi e l’arrivo di mercenari, in particolare da Ciad, Sudan, Camerun, Niger e Uganda. “Chiediamo ai governi di questi Paesi di dare prova d’umanità aiutando la Repubblica Centrafricana a uscire dall’anarchia per il bene di tutti. Infatti, un Paese destabilizzato è un problema internazionale” affermano i Vescovi.
La Chiesa, che ha visto diversi suoi pastori e fedeli venire uccisi, ribadisce il suo impegno per la pace e a continuare a portare la Luce di Cristo Salvatore del Mondo. “Cristo è venuto a liberare l’uomo non solo dai suoi peccati, ma anche dalla conseguenze del peccato che lo schiacciano. “In quanto cristiani, Cristo ci esorta a partecipare alla sua missione di liberazione totale dell’uomo cominciando dai più poveri ed emarginati”.
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ASIA/PAKISTAN - Cristiani e musulmani insieme per commemorare gli 800 anni dell'incontro tra San Francesco e il Sultano

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/01/2019 - 10:32
Lahore - Commemorare lo storico evento dell'incontro tra San Francesco con il Sultano d'Egitto, AL-Kamil nell'anno 1219, attualizzarlo nel Pakistan di oggi, lanciando un messaggio universale di tolleranza, amicizia, dialogo, impegno comune per la pace: con questo spirito la Commissione nazionale per il dialogo interreligioso e l'ecumenismo, in seno alla Conferenza dei vescovi cattolici del Pakistan, ha organizzato un incontro per inaugurare le attività che, nell'anno 2019, ricorderanno in Pakistan l'evento di 800 ani fa, all'insegna de dialogo islamo-cristiano. Come appreso dall'Agenzia Fides è stato il francescano Sebastian Shaw, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Commissione, a presiedere la cerimonia, tenutasi il 12 gennaio a Lahore. Accanto a lui vi era p. Francis Nadeem, Custode dei Frati Cappuccini in Pakistan, Segretario esecutivo della Commissione. Vi hanno preso parte numerosi francescani, suore, preti, laici nonchè eminenti studiosi musulmani giunti a Lahore per l'occasione anche da Sialkot, Gujranwala e Islamabad.
I due grandi leader, Francesco e Al-kamil, “si sono schierati per la pace e la tolleranza in mezzo all'atmosfera di guerra e di conflitto durante le crociate. Hanno dato un esempio di dialogo interreligioso e comprensione reciproca", ha detto p. Nadeem.
All'inizio della cerimonia è stato svelato un dipinto che ritrae l'incontro tra San Francesco d'Assisi e Al-Kamil, mentre delle colombe sono stata liberate in volo, a simboleggiare la speranza di diffondere il messaggio di pace in Pakistan e specialmente nelle aree in cui vi sono conflitti religiosi e politici.
Il cappuccino fra Shahzad Khokher OFM Cap ha poi presentato lo sfondo, il contesto storico e il significato di questo incontro storico, mentre l'Arcivescovo Shaw ha incoraggiato tutti i presenti a "essere ambasciatori di pace, ispirandosi all'esempio mostrato da questi grandi leader". "Ammiro la passione e il coraggio di Francesco di Assisi, che volle recarsi dal Sultano nel bel mezzo della guerra", ah detto ribadendo che "questo evento ci spinge tutti noi a vivere in pace, armonia, tolleranza e solidarietà".
P. Nadeem ha annunciato che nel 2019 l’evento sarà celebrato in tutto il Pakistan, con diverse attività: seminari per bambini, giovani, studenti universitari, coinvolgendo sempre cristiani e musulmani. "Intendiamo raggiungere anche quel 30% di leader religiosi musulmani che sono ostili ai cristiani. Come San Francesco, senza paura, con l'aiuto degli musulmani che sono al nostro fianco, desideriamo incontrarli per promuovere la pace e l'armonia in Pakistan", ha detto.
Il maulana Muhammad Asim Makhdoom, noto studioso tra i tanti leader islamici presenti, ha concordato: "Promuoveremo insieme la missione di San Francesco e Sultano. Tocca a noi affrontare coloro che diffondono odio e pregiudizio tra le religioni. Tocca noi impegnarci seriamente quest’anno per convincere altre persone a unirsi a questo movimento che promuove dialogo interreligioso, pace e armonia sociale mentre celebriamo gli 800 anni di quello storico incontro”. La cerimonia si è conclusa con la preghiera comune per la pace recitata insieme dall'assemblea.
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AMERICA/ARGENTINA - Presentato il logo per la beatificazione dei martiri di La Rioja, “gioia di tutto il popolo”

Fides IT - www.fides.org - Mar, 15/01/2019 - 10:02
La Rioja – La diocesi argentina di La Rioja ha presentato il logo e il tema della beatificazione di Mons. Enrique Angelelli, dei sacerdoti Carlos Murias ofm e Gabriel Longueville e del laico Wenceslao Pedernera, uccisi in odio alla fede nell’estate 1976 . Il rito della beatificazione sarà celebrato nella diocesi di cui Mons. Angelelli fu Vescovo, La Rioja, sabato 27 aprile, nel giorno della festa di SantoToribio de Mogrovejo, patrono dei Vescovi latinoamericani .
Nell'immagine ufficiale si vedono i volti dei quattro martiri con al centro una croce. Le foto sono circondate in alto dalla scritta "Martiri del Vangelo" e, sotto, dalle foglie di palma, che simboleggiano il martirio. In basso è riportata la frase "Pasqua Riojana, gioia del popolo" e la data, 27 aprile 2019.
“La vita e il martirio di questi seguaci di Gesù sono la ‘gioia di tutto il popolo’ – è scritto nella comunicazione della diocesi pervenuta all’Agenzia Fides -. Il Regno di Dio è per il popolo. Nel Vangelo, i preferiti di Gesù sono i malati, gli emarginati e i peccatori. Dio ama i poveri in modo speciale, sono scelti da Dio per chiamare tutta l'umanità alla salvezza. La Chiesa, come popolo di Dio, è chiamata ad essere una comunità di fratelli a favore dei più bisognosi”.
Il testo sottolinea che i martiri riojani nella loro vita si sono completamente dedicati alla “ricerca del Regno di Dio e della sua giustizia, che hanno espresso in un'opzione preferenziale per i più poveri”. Quindi prosegue: “La loro vita è stata nutrita dalla forza del Vangelo di Gesù per poter costruire il Regno già in questo mondo. Hanno assunto la complessità storica del loro tempo e su quella strada hanno incontrato la morte. Oggi la loro testimonianza e la loro intercessione ci incoraggiano ad essere ‘Popolo di Dio’ che cammina alla ricerca del Regno di Dio e della sua giustizia”. In preparazione alla beatificazione, la diocesi propone la lettura continua di uno dei Vangeli insieme alla costituzione Lumen Gentium sulla Chiesa del Concilio Vaticano II.
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ASIA/ISRAELE - I Capi delle Chiese di Gerusalemme denunciano la mostra d'arte “blasfema” di Haifa

Fides IT - www.fides.org - Lun, 14/01/2019 - 13:08
Gerusalemme – I Patriarchi e i Capi delle Chiese e delle comunità cristiane hanno sottoscritto e diffuso un comunicato congiunto per denunciare le immagini scellerate e provocatore attualmente esposte in una mostra ospitata presso il Museo d'Arte di Haifa, sotto il patronato della locale municipalità israeliana. L'opera che ha creato più malumore e rabbia tra la locale popolazione cristiana – espressasi la scorsa settimana anche in manifestazioni di protesta culminate in scontri con le forze dell'ordine e lancio di sassi e bombe molotov contro il museo – rappresenta una riproduzione di Ronald McDonald, il personaggio-clown simbolo della catena di fastfood McDonald's Corporation - crocifisso a una croce di legno, come Gesù. L'opera, scolpita dall'artista finlandese Janei Leinonen, fa parte della mostra "Sacred Goods" del museo, dove è esposta da agosto.
Nel loro comunicato, i Patriarchi e i Capi cristiani di Gerusalemme prendono atto del fatto che la mostra mirava a criticare il "consumismo" all'interno della società israeliana. Ma denuncia che in tale contesto siano state utilizzate immagini offensive “delle figure e dei simboli più sacri della fede cristiana”.
La provocazione artistica viene definita “intollerabile” e si chiede l'immediata rimozione delle opere esposte che risultano offensive nei confronti della fede cristiana . “Il rispetto dei simboli e delle figure religiose, sia ebraici, cristiani o musulmani” si legge nel comunicato “dovrebbe essere preservato a prescindere da tutto”. I Patriarchi e i capi cristiani tengono conto anche del fatto che “Israele tutela il diritto alla libertà di espressione e di parola. Tuttavia – aggiungono - il carattere della Terra Santa e la santità delle tre religioni abramitiche dovrebbero essere sempre rispettati e riveriti. Un comportamento così offensivo non aiuta le tre religioni nella loro missione a promuovere la tolleranza, la convivialità e la convivenza tra la gente della Terra Santa e oltre”.
Nel loro comunicato, i Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme fanno appello “alla Municipalità di Haifa e alla gestione del Museo d'Arte di Haifa affinché siano rimosse, e senza indugio, tutte le immagini offensive della nostra fede e delle nostre tradizioni cristiane. Inoltre – concludono - ci aspettiamo scuse formali da parte del comune o dei responsabili di tale mostra”. .
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