ASIA/FILIPPINE - Cristiani e musulmani approfondiscono la loro fede: l'iniziativa del movimento "Silsilah"

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 15:27
Zamboanga - "Cerchiamo non solo di proteggerci e di contrastare la diffusione del virus, ma anche di rendere la nostra esperienza e il nostro servizio significativi per il bene comune. Questo è lo sforzo che compie il movimento per il dialogo islamo-cristiano Silsilah, nelle Filippine del Sud": con queste parole p. Sebastiano D'Ambra, missionario del PIME a Zamboanga presenta all'Agenzia Fides le finalità della nuova iniziativa: il programma di approfondimento denominato "Fede vivente" che approfondisce i "99 nomi di Allah" e le Beatitudini evangeliche. Il programma è trasmesso online e sui vari canali dei social network e durerà, con una puntata a settimana, per venti settimane.
Sebastiano D’Ambra, PIME, fondatore del "Silsilah" Segretario esecutivo della Commissione episcopale per il dialogo interreligioso, spiega che "questa è una nuova sfida per noi a Silsilah, ma anche per coloro che partecipano al programma. Sono diversi leader, ustadz e imam musulmani che aiuteranno il pubblico, che è internazionale. Hanno fatto domanda per seguire il corso molti studenti dalle Filippin, dalla Malaysia e dall'Indonesia. Tra i relatori vi sono anche personalità di Silsilah, studiose, religiose, mentre tutti i partecipanti possono presentare osservazioni e chiedere approfondimenti".
"Un fatto molto positivo - nota il missionario - è che anche i fedeli musulmani sono stati chiamati ad approfondire di più la loro fede e vivere la loro fede giorno per giorno, nella convinzione di appartenere alla stessa fraternità umana”. "Anche i cristiani -prosegue - sono interpellati ad avere un atteggiamento diverso nei rapporti con con i musulmani, nonostante le notizie allarmanti provenienti da aree musulmane vicine. A Jolo di recente 2 bombe hanno ucciso e ferito molte persone innocenti. Siamo ancora di fronte alla realtà di gruppi che affermano di essere musulmani, ma rientrano nella categoria dell'estremismo violento”.
Un'altra iniziativa del Movimento "Silsilah" nella stessa direzione è quella di raccogliere e diffondere "Storie di cambiamento": quelle di persone che, passando eventi gioiosi e dolorosi della vita, hanno cambiato i loro rapporti con cedenti di fedi diverse dalla propria, e oggi camminano nello spirito del dialogo e della solidarietà.



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AFRICA/CENTRAFRICA - Verso la Giornata Missionaria - Il Vescovo di Bossangoa: “Tenere accesa la lampada della speranza”

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 12:35
Bossangoa - “La Chiesa cattolica si inserisce pienamente nel contesto generale della vita socio-politica nella Repubblica Centrafricana. Ad oggi, soffre l'insicurezza imperante e ha pagato un prezzo pesante per la crisi che investe tutto il paese e i cui effetti continuano a farsi sentire anche sulle strutture e sull'organizzazione delle sue comunità ecclesiali: saccheggi, atti di vandalismo, attacchi contro operatori pastorali e restrizioni all'impiego della cura pastorale portano a questa Chiesa l'esperienza della fragilità evangelica e della povertà”. Così riferisce in un’intervista rilasciata all’Agenzia Fides, Mons. Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia, Vescovo di Bossangoa e Presidente della Conferenza Episcopale Centrafricana , parlando del prossimo Ottobre, il mese dedicato alla missione, in cui i cattolici di tutto il mondo si uniscono per sostenere e celebrare l'opera missionaria e l'evangelizzazione, celebrando la Giornata Missionaria Mondiale, prevista il 18 ottobre 2020
Dice mons. Nestor: “Rileviamo con preoccupazione che alcuni fedeli osservano un comportamento non sempre adeguato alla fede cristiana. Alcuni non credono più a niente, né a nessuno, al punto da lasciare il loro destino nelle mani di persone senza scrupoli e non etiche che li sfruttano spudoratamente. Tuttavia - prosegue - la fede ci invita a individuare i segni di speranza e ad essere coinvolti nella trasformazione positiva della nostra società. Vivere contro ogni speranza, come ci invita a fare san Paolo - spiega il Presule - è un passaggio essenziale affinché i cristiani in situazioni di conflitto diventino fattori di cambiamento: essere cristiano in tali circostanze significa continuare a tenere accesa la lampada della speranza, dell'amore, del perdono e della riconciliazione”.
La Chiesa cattolica in Centrafrica, nonostante le tante problematiche sociali che affronta, si sta impegnando con coraggio nella testimonianza evangelica accompagnando i fedeli nel loro cammino spirituale. “La Piattaforma delle Confessioni Religiose nella Repubblica Centrafricana - riporta Mons. Aziagbia - è anche il luogo in cui si esprime l'impegno della Chiesa cattolica a fianco delle comunità musulmana e protestante per la coesione sociale, il rispetto per gli altri e la fratellanza universale”.
Per quanto riguarda il m dell’Ottobre missionario, la Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie ha già stabilito un programma di appuntamenti che si svolgeranno nelle varie diocesi dislocate a livello nazionale. “A partire da ottobre 2020 - riferisce Mons. Nestor - partirà un’attività di intrattenimento radiofonico; di produzione di quaderni di animazione; una campagna di preghiera per le missioni e la produzione di un video sul tema del messaggio del Santo Padre per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno: “Eccomi, manda me” . “Questo tempo speciale dedicato al mondo missionario - conclude - rappresenta sempre un’occasione importante per ricordare a tutti i fedeli di rinnovare i loro impegni battesimali nell'annuncio del Regno di Dio”.


Link correlati :Guarda il video servizio sul canale Youtube del'Agenzia Fides
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OCEANIA/AUSTRALIA - “La pandemia non ci distragga dalle sofferenze di chi fugge”: la Chiesa in preghiera per la Giornata del Migrante

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 12:23
Sydney - "Le comprensibili preoccupazioni legate alla pandemia di Covid-19 non devono distrarci dalla nuova crisi migratoria in corso. Le migrazioni rappresentano una sfida importante per la nostra società in generale ed una priorità per la Chiesa cattolica in particolare. Papa Francesco ce lo ricorda ripetutamente, con le parole e con i fatti, come dimostrano i suoi viaggi a Lampedusa e a Lesbo. Egli ci invita ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare le persone che sono state costrette a lasciare la loro casa ed anche tutte le vittime della tratta di esseri umani. Questi quattro verbi, fulcro del messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, ci vengono riproposti anche quest’anno dal pontefice: egli ci spinge con maggior forza a prenderci cura di chi è ‘in movimento”. Lo scrive, in occasione della 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica 27 settembre, Mons. Christopher Prowse, Vescovo delegato per la Pastorale dei Migranti e dei Rifugiati della Chiesa australiana.
Nel suo messaggio, pervenuto all’Agenzia FIdes, il Presule sottolinea come la crisi migratoria in atto trovi la sua icona nell'immagine della Sacra Famiglia, che “rappresenta le persone ‘in movimento’. L'immagine biblica della fuga in Egitto di Gesù, Maria e Giuseppe ispira da sempre l’operato dei cattolici su vari aspetti della migrazione. La Chiesa è al fianco delle fragilità e dei pericoli di milioni di persone che si muovono nel mondo per cercare una casa dignitosa".
Per consentire a tutti i fedeli di conoscere al meglio il fenomeno migratorio, l'Australian Catholic Migrant and Refugee Office ha preparato uno speciale kit pastorale ce include il messaggio di Papa Francesco, la lettera dell'arcivescovo Prowse, un messaggio di un esperto vaticano sulla migrazione e storie di comunità di migranti e rifugiati in Australia. E’ stata prodotta, inoltre, una raccolta di preghiere e risorse liturgiche per tutte le comunità parrocchiali che celebreranno la Giornata mondiale. In tal modo la Chiesa australiana intende dare ampio rilievo spirituale, pastorale e sociale a un fenomeno quello delle migrazioni, che interpella da vicino la società e la politica australiana.

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AFRICA/KENYA - Essere missionario a Kibera, una delle più povere periferia del mondo; a Fides il racconto del Direttore Nazionale delle POM

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 11:27
Nairobi – Sacerdoti in una delle periferie più povere del mondo. È lo slum di Kibera nella capitale del Kenya, Nairobi, dove p. Bonaventure Luchidio, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Kenya, ha effettuato una visita il 24 settembre. Questa è la sua testimonianza invita a Fides:
“Sono arrivato in parrocchia di Cristo Re ed ho ricevuto un caloroso benvenuto da p. Luis Martinez, membro della Società Messicana di Nostra Signora di Guadalupe per le Missioni Estere fondata in Messico. La Congregazione è popolarmente conosciuta come Padri Guadalupe o Padri Messicani. P. Jose dice: "inizialmente, Kibera faceva parte delle parrocchie di Nostra Signora di Guadalupe, della parrocchia di Adam's Arcade e delle parrocchie di St. Michael's Otiende che si trovano al confine dello slum. Ogni parrocchia era solita occupare metà della zona dello slum e, i sacerdoti erano soliti visitarlo per il lavoro pastorale, visite ai malati, celebrazione dei sacramenti nelle piccole comunità cristiane, e poi la sera tornavano in parrocchia”.
Questa disposizione non era ottimale dal punto di vista pastorale perché i sacerdoti sebbene siano stati ben accolti nei villaggi dello slum, venivano trattati come visitatori che vanno e vengono dalle loro comodità delle parrocchie ai margini della baraccopoli.
Questa sensazione di essere considerati estranei tra le persone che servivano, ha sfidato i sacerdoti ad agire e venire a vivere più vicino alle persone e a condividere la loro condizione. Il primo sacerdote ha preso in affitto una baracca per vivere nel cuore dei bassifondi di Kibera. Questa azione di stare con il gregge e pascolare il gregge dall'interno piuttosto che dall'esterno ha portato molto frutto perché i sacerdoti venivano accettati e abbracciati dalla comunità sia dai cattolici che dai non cattolici. Sono stati in grado di imparare la lingua dello slum e quindi raggiungere i cuori dei suoi abitanti. Sono stati in grado di venire a patti con la vera realtà della vita nei bassifondi, le sfide degli alloggi, le difficoltà dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari, il rischio della criminalità e delle dipendenze. Si sono aperti a Dio e hanno permesso a Dio di sfidarli nell'avventura del lavoro missionario tra i poveri urbani.
Quest'anno dopo lo scoppio del Covid-19, le chiese sono state chiuse e le persone non hanno potuto partecipare alla Messa. Molti degli abitanti degli slum hanno perso il loro reddito di sostentamento, quindi non potevano permettersi un pasto al giorno. La parrocchia ha quindi istituto il “vaso dell’amore” dove si possono mettere le offerte per i bisognosi.
"Le persone degli slum, nella loro povertà sono estremamente generose e la cultura della condivisione è profondamente radicata in loro" dice p. Jose. “La maggior parte di loro è arrivata a Nairobi senza niente e così si è trovata a Kibera perché costa poco. Ma senza soldi o una fonte di reddito, le persone soffrono di negligenza e abusi. Quindi un buon samaritano arriva e offre a una persona in difficoltà una spalla su cui appoggiarsi. Quando questa persona trova una fonte di sostentamento, si indebita per assistere coloro che si trovano in difficoltà, e questa è la loro fonte di generosità”.
Mentre ero ancora lì, p. Jose mi riporta all'agenda principale della giornata ricordandomi che ora, nel mese missionario di ottobre, le persone saranno impegnate nella preghiera del rosario missionario e nella visita dei poveri, dei malati e dei vulnerabili. P. Jose Martinez si rivolge a me e chiede, “p. Luchidio quanto sarebbe bello se vieni a celebrare per noi la Messa il 18 ottobre 2020, per la Giornata Missionaria Mondiale”. Sono rimasto esterrefatto perché, chi può dire di no a un simile invito? Avevamo concordato con il Cardinale la Santa Messa in Basilica, ma il mio cuore, il mio cuore missionario è a Kibera”.
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AMERICA - La Chiesa è vicina ai migranti con la preghiera e con progetti di accoglienza e sostegno

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 11:03
San Paolo - “Il 27 settembre celebriamo la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati. Il Papa è sensibile alla realtà migratoria che rende le persone più vulnerabili alla tratta di esseri umani, alla fame, alla violenza e alle malattie” sottolinea la presidente della Conferenza dei religiosi del Brasile , suor Maria Inês Ribeiro. In un video diffuso in occasione di questa Giornata, la religiosa evidenzia che la CRB ha scelto come priorità per il triennio 2019-2022 l’ascolto del grido dei Poveri e della Terra. Quindi, come uno dei suoi impegni, ha scelto di sostenere partenariati con istituzioni che lavorano con migranti, rifugiati, popolazioni native e quilombola.
“Invito tutta la vita consacrata e tutti i fratelli, insieme a tutte le realtà religiose che fanno parte della Rede Clamor, a celebrare il 27 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato” esorta suor Maria Inês. “Siamo tutti uniti nel sostenere i gruppi che lavorano direttamente con migranti e rifugiati, accogliendoli, promuovendoli, proteggendoli e integrando tutti gli sfollati. Non dimentichiamo l’appello del Papa!” conclude.
In Argentina la Messa per la Giornata del Migrante e del Rifugiato sarà celebrata sabato 26 settembre alle ore 19 nella Cattedrale di Azul, presieduta da Mons. Hugo Manuel Salaberry SJ, Vescovo di Azul e Presidente della Commissione episcopale per la pastorale dei migranti e degli itineranti. Tradizionalmente questa celebrazione si svolge nel santuario di Nostra Signora Madre degli Emigranti, nel quartiere La Boca della città di Buenos Aires, ma quest'anno non è stato possibile a causa dell'isolamento sociale preventivo e obbligatorio a causa della pandemia di Covid-19. Le bandiere delle comunità e i messaggi dei loro rappresentanti, nella lingua originale dei loro antenati, faranno da cornice alla celebrazione, che sarà trasmessa attraverso i social network.
La Chiesa cattolica della Colombia, attraverso il Segretariato Nazionale della Pastorale Sociale /Cáritas Colombia, fornisce sostegno e accoglienza ai migranti in diversi modi. Uno dei progetti che sta attuando dall'aprile 2020, e che durerà fino a marzo 2021, è denominato "Risposta multisettoriale alla crisi umanitaria dei migranti venezuelani in Colombia 2020-2021" e mira ad alleviare la sofferenza e a preservare la dignità dei migranti venezuelani vulnerabili in Colombia.
"Questo progetto consiste nel fornire attenzione ai migranti di passaggio offrendo ospitalità, protezione, attenzione alla salute e accesso al trasporto nazionale, per alleviare almeno un po’ il transito verso la loro destinazione" spiega Luisa Fernanda López Campos, specialista del progetto.
Viene realizzato anche ad Arauca, Cali e Ipiales.
"La principale difficoltà individuata per i migranti è l'ignoranza dei loro diritti di persone e di migranti, situazione che li ha portati a violare la loro umanità. A questa si aggiunge l'ignoranza e la paura di regolarizzarsi in Colombia, portando avanti questa procedura, che li aiuterebbe ad avere accesso alle cure sanitarie agevolate fornite dallo Stato, oltre alla possibilità di accedere a un lavoro dignitoso” sottolinea la specialista.
Finora 663 persone sono state ospitate nei rifugi di transito, 284 hanno ricevuto supporto psicosociale e 563 assistenza sanitaria. Un'altra delle principali sfide è lavorare affinché la xenofobia diminuisca, perché i rifiuti e le accuse ingiuste continuano ad aumentare.
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EUROPA/ITALIA - Giornata del migrante: “Accogliere oggi come se si dovesse accogliere Cristo profugo”

Fides IT - www.fides.org - Sab, 26/09/2020 - 08:45
Roma - "Nella fuga in Egitto Gesù sperimentò l'essere profugo. Negli occhi di Maria e Giuseppe vediamo gli stessi sguardi preoccupati e segnati dalla paura dei rifugiati di oggi. In Cristo, invece, vediamo le stesse condizioni dei tanti bambini che oggi si trovano ad essere improvvisamente adulti, con l'infanzia lacerata dalle crudeltà umane”. Lo sottolinea suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Scalabriniane, Congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa dell'assistenza ai migranti, per la 106esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 27 settembre.
“La Sacra Famiglia in cerca di rifugio, in Egitto, ci ricorda la condizione drammatica delle famiglie esuli, che vivono di paura, di incertezze e disagi. Nella Sacra Famiglia in esilio oggi sentiamo il dovere di assistere le tante famiglie che chiedono aiuto" prosegue la religiosa nella nota inviata all’Agenzia Fides. "Papa Francesco è illuminante nella sua visione di Pontificato – spiega suor Neusa – E ancora una volta esprime una preoccupazione sua personale e di tutta la Chiesa, per le 'persone in mobilità'. Il messaggio del Pontefice si basa su sei verbi che si traducono in azioni molto concrete, collegate in una relazione di causa-effetto: conoscere e comprendere, farsi prossimo e servire, riconciliarsi e ascoltare, crescere e condividere, coinvolgere e promuovere, collaborare e costruire. Rispondere ai quattro verbi già presentati tempo fa dal Papa è una sfida pastorale che abbracciamo con forza: bisogna accogliere, proteggere, promuovere e integrare".
La 106esima Giornata mondiale del migrante si celebra in sintonia con il Giubileo della Congregazione, nata 125 anni fa. "Quest'anno abbiamo un'occasione in più – prosegue la Superiora generale – per sensibilizzare sulle persone migranti e rifugiate, e come consacrate per i migranti, ad offrire intensamente la nostra comunione e solidarietà, la nostra preghiera, e a rispondere agli appelli che la migrazione stessa ci mette davanti agli occhi fisici e agli occhi del cuore".
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ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Sivagangai

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 12:10
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sivagangai , presentata da S.E. Mons. Jebamalai Susaimanickam. \
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AFRICA/CIAD - Dimissioni del Vescovo di Pala

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 12:09
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pala , presentata da S.E. Mons. Jean-Claude Bouchard, O.M.I.
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AMERICA - “Discepoli missionari in cammino”: i preparativi per il 13° anniversario della Conferenza di Aparecida

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 11:43
Bogotà – Nel corso dell'incontro virtuale dei Presidenti delle 22 Conferenze episcopali americane, riunite nel CELAM, collegate via internet il 21 e 22 settembre , si è parlato anche dei preparativi dell’evento che commemorerà il 13° anniversario della V Conferenza generale dell’Episcopato Latinoamericano e del Caribe , tenutasi ad Aparecida, in Brasile, dal 13 al 31 maggio 2007, con l’intervento del Santo Padre Benedetto XVI.
L’Arcivescovo di Tegucigalpa, il Cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, ha spiegato che sono state organizzate diverse Commissioni con obiettivi spefici. La pianificazione dell'evento conta sul supporto della Conferenza Episcopale Messicana, paese scelto come sede della commemorazione, se questa potrà avere luogo con la partecipazione delle persone. Ciò dipenderà dalle condizioni della pandemia nei paesi del continente. Quindi è stato progettato anche un piano alternativo per celebrarlo in forma virtuale.
Secondo il Cardinale, lo sguardo dell'evento sarà sui discepoli missionari che si mettono in cammino, con un discernimento sinodale e comunitario, per cercare nuove strade. Per questo l’anniversario rappresenta una grandissima sfida. Sono stati formati il comitato direttivo, la segreteria generale, la commissione preparatoria e altri gruppi di lavoro dedicati alla scelta dei contenuti, alla comunicazione, all'economia, all'aspetto liturgico.
Si prevede che per i mesi di luglio e agosto 2021 possa essere presentato un “Instrumentum Laboris” come prodotto di discernimento sinodale e comunitario, per realizzare l'evento dal 22 al 26 novembre 2021.
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AFRICA/SUDAFRICA - “La corruzione è uguale al tradimento e al terrorismo socioeconomico” dice il Presidente di “Giustizia e Pace”

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 11:39


Johannesburg – “Il coronavirus sembra aver rinforzato l’avidità che ha conquistato il nostro paese negli ultimi dieci anni” afferma Sua Ecc. Mons. Victor Hlolo Phalana, Vescovo di Klerksdorp, e Presidente della Commissione Giustizia e Pace della Southern African Catholic Bishops’ Conference , in una dichiarazione per Giornata dell'eredità, che si celebra in Sudafrica il 24 settembre di ogni anno, per festeggiare le cultura e la diversità delle credenze e tradizioni nazionali.
Ed è proprio “la corruzione- afferma Mons. Phalana- è la minaccia principale al nostro patrimonio nazionale”.
“La corruzione era una caratteristica costante del periodo dell'apartheid. I neri erano le sue vittime principali, poiché non avevano diritti e quindi non avevano modo di proteggersi dagli abusi poiché politici e funzionari usavano il potere del governo per guadagno personale” ricorda il Vescovo secondo il quale "Il periodo più corrotto nella storia del Paese sono stati gli ultimi anni di apartheid, quando il tentativo di combattere la riuscita campagna di sanzioni internazionali ha reso la corruzione, protetta dal segreto del governo, la sua strategia centrale”.
La fine dell’apartheid non ha posto fine alla corruzione, basta ricordare quello che è avvenuto durante il periodo del Presidente Jacob Zuma. Le sue dimissioni nel 2018 hanno suscitato speranze che però sono andate deluse, ricorda Mons. Phalana. “È stato un duro colpo vedere il partito al governo procedere alla ridistribuzione di funzionari corrotti in varie posizioni strategiche, incluso il Parlamento”.
Il Vescovo stigmatizza i recenti scandali di malversazione dei fondi stanziati per combattere il Covid-19: “Mentre milioni di persone erano rinchiuse nelle loro case, sapendo che avrebbero potuto perdere il lavoro e il reddito, i politici corrotti, come le iene che circondano una preda immobilizzata, si sono precipitati sul pacchetto di stimoli da 500 miliardi di rand per aiutare le aziende a far fronte alle implicazioni economiche del COVID -19” col risultato che i lavoratori in cassa integrazione “non hanno visto un centesimo dei fondi stanziati a loro favore”.
Aziende private si sono arricchite illecitamente con la fornitura di materiali di protezione scadenti venduti a prezzi gonfiati, “mettendo a rischio la vita dei pazienti, dei lavoratori in prima linea e dell'intera popolazione” denuncia Mons. Phalana.
“La corruzione è uguale al tradimento e al terrorismo socioeconomico e che dovrebbe essere trattata come tale. Mi vergogno di riconoscere che la corruzione è la nostra eredità” conclude il Vescovo di Klerksdorp.



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AFRICA/CIAD - Verso la Giornata Missionaria - “Eccoci , manda noi”: le testimonianze di missionari religiosi e laici

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 11:29
N'Djamena – “Eccomi, manda me ” è il tema della Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra il 18 ottobre. Ma cosa significa, in concreto, questo invito nella vita di coloro che hanno accolto la chiamata del Signore? L’Agenzia Fides ha raccolto le risposte di alcuni missionari attivi nel Ciad. Mons.Jean-Claude Bouchard, Vescovo di Pala, ha cinquantadue anni di vita missionaria nel paese africano. Il Vescovo è stato chiamato ad annunciare il Vangelo lontano dalla sua patria, il Canada, dove è stato ordinato a St-Éloi, il suo villaggio natale, il 30 agosto 1969. Spiega il Vescovo di Pala: “Sono arrivato in Ciad nel gennaio 1970, assegnato alla missione di Guelendeng. Ho collaborato con padre Honoré Jouneaux, ex Prefetto apostolico. Siamo rimasti insieme sette anni prima che venissi nominato vescovo… Quei sette anni sono passati troppo in fretta e sono stato nominato vescovo troppo presto. Mi sono sentito come il profeta Geremia che ha detto al Signore: "Sono troppo giovane". Ma ho dovuto rispondere di sì al Signore che mi ha chiamato per voce di Papa Paolo VI”. Conclude il Vescovo: “La Chiesa del Ciad è cresciuta in quantità, ma è urgente farla crescere in qualità. Ci sono molti battesimi ma non abbastanza conoscenza di Gesù e dell'impegno dei battezzati nella Chiesa e nella vita del Paese. Lasciamo che le parole: ‘Eccomi, manda me!’ diventino la risposta di ognuno di noi”.
La chiamata alla missione riguarda tutti i battezzati, come dimostra la risposta dei coniugi Alexis e Rosalie alla chiamata della missione ai centri di formazione per animatori di coppia delle comunità di Bedonné, nella diocesi di Doba. “In precedenza, credevamo che la missione fosse solo per occidentali, sacerdoti, suore e non per laici. La celebrazione del Mese Missionario Straordinario di ottobre 2019 con il tema ‘Battezzati e inviati, la Chiesa di Cristo in missione nel mondo’, ci ha illuminato e spinto a capire che la missione di Cristo è per tutti noi e senza distinzione”. La famiglia è giunta a Bendoné il 27 dicembre 2019: “Questa esperienza ci fa capire che anche i laici, in virtù dei doni che sono stati fatti dal Signore, costituiscono una testimonianza e nello stesso tempo uno strumento vivo della missione della Chiesa nella misura del dono offerto dal Signore”. E conclude: “Ora, quando ci troviamo di fronte alle coppie, rendiamo grazie a Dio per averci chiamati a questa grande missione . Diciamo, con le parole dell’apostolo Paolo, che insegnare a qualcuno a portarlo alla fede è compito di ogni predicatore e anche di ogni credente".
Suor M. Pilar Justo, Missionaria Comboniana racconta che il versetto del profeta Isaia, tema della Giornata Missionaria Mondiale 2020, è lo stesso che ha messo sul cartoncino per ricordo della su prima Professione: “Inserendo questa frase, volevo mostrare il mio desiderio di andare in missione. Quando l'ho vista di nuovo presentarsi alla Giornata Missionaria Mondiale di quest'anno, mi ha dato una grande gioia. Mi ha fatto rivivere il momento in cui mi stavo preparando per essere mandata dove la Congregazione voleva mandarmi”.
Suor M.Pilar è nata 76 anni fa in una famiglia di contadini in un piccolo villaggio in Spagna e ha appreso dell’attività dei missionari durante l’età scolare: “Ci hanno anche detto che c'erano missionari che hanno lasciato il paese per andare a condividere il Vangelo con loro. Ci hanno invitato a pregare l'uno per l'altro ogni giorno, a fare anche dei sacrifici, a rinunciare a qualcosa per offrire i frutti per aiutare tanti altri bambini e adulti a essere battezzati. È così che tutti i nostri sacrifici scritti su un pezzo di carta e le piccole valute risparmiate, li abbiamo offerti nella Giornata Missionaria Mondiale, molto orgogliosi di collaborare al battesimo dei bambini in paesi lontani. La mia vocazione missionaria ha le sue radici in questo tempo? Credo che il seme sia stato seminato, ma prima che la pianta nascesse e crescesse, quante cose sono successe”.
“A poco a poco, nel cammino di approfondimento della Parola di Dio o nell'aiutare le persone, il Signore mi ha fatto capire che aveva il suo piano su di me, e questo non era quello che mi sto costruendo. Mi ha chiamato a essere una missionaria per tutta la vita”, rileva.
Suor Pilar è tornata dai Comboniani e, dopo gli anni di formazione, è stata inviata in Ciad nel 1978, nella diocesi di Sarh. “Ho trovato molto da fare, ma tanta gioia nel farlo. La formazione dei catechisti, l'accompagnamento dei catecumeni nel Battesimo mi ha riempito di gioia ogni Pasqua. Dio mi ha permesso di contemplare le meraviglie che fa nelle persone che ho conosciuto. Ho visto tante famiglie diventate cristiane e tanti giovani del Ciad diventare sacerdoti o suore. Quando contemplo questa Chiesa, da figlia di san Daniele Comboni, posso solo pensare: dal cielo Comboni deve sorridere. Attualmente sono passati anni ma Dio continua ad avere il suo piano per me… Continuo ad avere nel cuore la gioia della missione. Ecco perché ripeto ancora e ancora con gioia: "Eccomi: manda me!".

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ASIA/IRAQ - Fondi USA all’associazione caritativa per rifugiati cristiani fondata dall’Arcivescovo Warda

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 11:16
Erbil – Ammonta a quasi due milioni e mezzo di dollari il fondo destinato dalla politica estera statunitense a una organizzazione caritativa promossa dall’Arcivescovo caldeo di Erbil, Bashar Warda, per assistere i rifugiati cristiani dislocati dal 2014 nell’area della capitale della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, dopo aver abbandonato le proprie case a Mosul e nei villaggi della Piana di Ninive davanti all’offensiva dei miliziani jihadisti dell’autoproclamato Stato Islamico . La cerimonia per formalizzare la donazione all’organismo assistenziale, denominato con sigla in inglese Ankawa Charitable Association, è avvenuta giovedì 24 settembre nella chiesa di San Giuseppe ad Ankawa, sobborgo di Erbil, ed ha visto la partecipazione dello stesso Arcivescovo Warda e del Console Generale Usa in Iraq, Rob Waller . L’erogazione del consistente contributo – riferisce il sito d’informazione ankawa.com – segue l’incontro tra l’Arcivescovo Warda e l’Ambasciatore Usa in Iraq, Matthew Toller, avvenuto a Erbil alcune settimane fa. Già in quell’incontro, il Rappresentante statunitense aveva riferito che una parte dei 204 milioni di dollari recentemente stanziati dagli Usa a sostegno dell’Iraq sarebbero stati riservati alla Ankawa Charitable Association per il sostegno dei rifugiati cristiani iracheni.
Almeno 2500 famiglie cristiane vivono in condizioni precarie nell’area di Erbil, concentrate nel sobborgo di Ankawa, e non sembrano per ora intenzionate a tornare nelle proprie case a Mosul e nella Piana di Ninive, ormai da tempo sottratte al controllo delle milizie jihadiste.
L’11 dicembre, l’Arcivescovo Bashar Warda aveva presenziato alla Casa Bianca alla cerimonia in cui il Presidente Usa Donald Trump aveva posto la sua firma all’ "Iraq and Syria Genocide Relief and Accountability Act of 2018" , la legge che riconosceva come “Genocidio” la serie di violenze perpetrate negli ultimi anni da gruppi jihadisti su cristiani e yazidi in Iraq e Siria. Quella legge impegnava il governo degli Stati Uniti a fornire assistenza umanitaria ai gruppi vittime delle violenze e a perseguire i responsabili e gli esecutori delle efferatezze.
Alla cerimonia per la firma del Presidente USA avevano presenziato, tra gli altri, olte all'Arcivescovo caldeo di Erbil, anche il Cavaliere supremo dei Cavalieri di Colombo Carl Anderson, l'Ambasciatrice USA presso la Santa Sede Callista Gingrich e l'Arcivescovo Timothy Broglio, Ordinario militare negli Stati Uniti d'America.
La legge promuoveva anche l'assistenza finanziaria USA per progetti a favore delle minoranze religiose in Iraq e in Siria.
In precedenza, il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako aveva fatto notare in un'intervista che “negli ultimi anni in Medio Oriente i cristiani hanno sofferto ingiustizie, violenze e terrorismo. Ma questo è accaduto anche agli altri loro fratelli iracheni musulmani, e a quelli di altre fedi religiose. Non bisogna separare i cristiani dagli altri, perché in quel modo si alimenta la mentalità settaria”. .

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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi ai giovani: "Servite il Vangelo con coraggio, come giovani missionari"

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 11:10
Multan : “Il Pakistan è un Paese che ha più del 60 per cento di giovani della sua popolazione totale, e noi Vescovi cattolici stiamo lavorando per sostenere i giovani cristiani in Pakistan perchè siano protagonisti della missione evangelizzatrice, siano membri attivi di gruppi e movimenti ecclesiali, e possano servire con coraggio il Vangelo e la Chiesa come giovani missionari": lo dice all'Agenzia Fides mons. Samson Shukardin OFM, vescovo di Multan e Presidente della Commissione per i Giovani in seno alla Conferenza episcopale del Pakistan, rivolgendosi a oltre 70 giovani delle diverse diocesi che partecipano al seminario quattro giorni dal titolo "Bibbia e gioventù" presso l'Istituto Pastorale di Multan. Il seminario biblico è organizzato dalla "Catholic Bible Commission of Pakistan" e mira ad aiutare i giovani ad approfondire la fede e la Bibbia.
Il Vescovo Shukardin afferma: “I giovani sono la forza della Chiesa. Vogliamo far crescere i nostri giovani, vogliamo vederli altamente qualificati, per eccellere nella loro vita professionale e candidarsi per i posti di lavoro nei settori del governo e della vita pubblica. Desideriamo accompagnarli nel cammino per nutrire la loro fede, rimanendo in contatto con la Chiesa”. Il Vescovo osserva: “Aver più giovani istruiti, qualificati e professionali è importante. La crescita e lo sviluppo dei giovani significano crescita e sviluppo della comunità cattolica in Pakistan”. “Vogliamo anche che i giovani vivano una vita santa - continua il Presule - che vivano per essere santi dei tempi moderni. Questo è possibile solo quando si conosce e si ama Gesù Cristo, lavorando per crescere nella relazione con Gesù. Dobbiamo crescere nella nostra fede attraverso l'Eucaristia, la Parola di Dio e i Sacramenti”. Il Vescovo ha detto ai presenti: "Nessuno dei santi è nato già santo: tutti hanno vissuto come discepoli di Gesù Cristo e, per essere un discepolo di Gesù, ognuno di voi è chiamato a conoscere Gesù Cristo, a seguirlo e imitarlo".
P. Emmanuel Asi, Segretario Esecutivo della Commissione Biblica, parlando a Fides ha detto: “Con questo seminario intendiamo aiutare i giovani a radicarsi nella Parola di Dio, insegnare loro metodi per leggere e meditare la Parola di Dio. I temi scelti li aiuteranno nella crescita è il discernimento, per le decisioni importanti della loro vita”. Citando san Girolamo, aggiunge p. Emmanuel Asi: "L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. E' importante che i giovani prendano l'abitudine di leggere la Sacra Bibbia ogni giorno e ne traggano ispirazione. La Parola di Dio apre i cuori e le menti come è avvenuto ai due discepoli sulla via di Emmaus”.
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EUROPA/SPAGNA - “Non induriamo il cuore di fronte a migranti e rifugiati”: lettera del Cardinale Antonio Cañizares

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 10:53
Valencia - "Le scene che ci vengono in mente, le situazioni che vediamo o che immaginiamo sono tremende, terribili e colpiscono la nostra coscienza. È una situazione drammatica che ci fa riflettere e ci impedisce di incrociare le braccia", sottolinea il Cardinale Antonio Cañizares, Arcivescovo di Valencia, nella lettera pastorale, inviata a Fides, pubblicata in ocasione della 106ª Giornata Mondiale del Migranti e del Rifugiato, che si celebra domenica 27 settembre. "E’ vero che ci sono sempre state le migrazioni – prosegue -. Sono un motore della storia. Anche se ora i movimenti migratori di questi tempi allarmano tanto l'Occidente, soprattutto l'Europa, al punto da non sapere bene cosa fare, forse qualsiasi cosa, ma mai chiudersi in sè stessi, o nei propri interessi. Oggi le migrazioni hanno caratteristiche nuove e presentano un problema molto specifico, molto vario e complesso, carico di profonda drammaticità e profonde ripercussioni". "Non induriamo il cuore di fronte a migranti e rifugiati: apriamoci a loro, fratelli che vengono da lontano" è il titolo della lettera, in cui si afferma: "Ci sfidano anche quest'anno e, se possibile ancora di più, di fronte all'emergenza della pandemia di Covid-19: migranti, rifugiati, perseguitati, i nostri fratelli che guardano ai nostri paesi europei come alla soluzione ai loro immensi problemi di fame, mancanza del minimo necessario e delle necessità igieniche e sanitarie nei rispettivi paesi, per vivere con le loro famiglie con decenza e dignità nei paesi di origine. Si aggiunge anche la mancanza di libertà a cui sono sottoposti nelle loro terre che devono abbandonare e persino le terribili persecuzioni a causa della loro fede".
Una risposta viene suggerita dal messaggio del Santo Padre, dice l'Arcivescovo di Valencia: "Accoglierli, integrarli, proteggerli e promuoverli, cordialmente ed efficacemente, affinché si sentano riconosciuti in tutta la loro dignità di fratelli, e noi ci sentiamo veramente solidali con quanti soffrono nella loro carne gli effetti dell'emarginazione e della povertà".
Secondo dati della Caritas dell'arcidiocesi di Valencia, nel 2019 la Caritas ha assistito 30 mila persone migranti, di cui il 61% sono stranieri. Inoltre il programma di accoglienza nelle case per loro segnala che ci sono famiglie di 20 nazionalità provenienti da America Latina, Africa, Europa dell'Est e Medio Oriente.
La Conferenza episcopale spagnola, attraverso la Sottocommissione episcopale per le Migrazione e mobilità umana, ha sottolineato, in un messaggio firmato dai suoi Vescovi, che questa Giornata mondiale cerca di dare un volto alle persone vulnerabili, "salvandole dalle liste anonime di cifre". Inoltre segnala quanto sia inoltre necessario "sensibilizzare la società spagnola per garantire i diritti della dignità umana a tutte le persone costrette a trasferirsi".

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ASIA/THAILANDIA - Il Parlamento rinvia il voto per il cambiamento: la protesta dei giovani non si ferma

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 10:42
Bangkok – La Thailandia è avvolta da tensione sociali e politiche che coinvolgono, in special modo, il mondo giovanile e che potrebbero determinare un nuovo assetto dello stato e dunque il futuro del paese. Ieri il Parlamento ha esaminato e discusso sei mozioni con emendamenti alla Carta costituzionale, in risposta alle proteste studentesche che da mesi attraversano le strade della capitale e di diverse altre città. L’ultima, sabato 19 settembre, ha visto scendere in piazza oltre diecimila manifestanti raggiunti, per la prima volta, anche da parlamentari dei partiti di opposizione e da cittadini non solo di giovane età. Ieri il Parlamento ha però rinviato il voto: 431 tra parlamentari e senatori hanno scelto di ritardare il voto; 255 invece i contrari nei ranghi dell'opposizione, che ha scelto di abbandonare l’aula e ha raggiunto alcune migliaia di manifestanti affollatisi davanti al palazzo dell’assemblea legislativa. Tra gli emendamenti, quello formulato dai partiti che formano la coalizione di governo proponeva che i primi due capitoli della Carta non venissero toccati. L'opposizione, guidata dai partiti Pheu Thai e Move Forward, vuole invece non solo che i due capitoli siano oggetto di revisione ma che si voti una riforma del Senato, attualmente non eletto ma scelto dalle Forze armate. E’ stato intanto formato un “Comitato ad hoc” a cui però i deputati dell'opposizione hanno scelto di non partecipare: consiste di 31 parlamentari – tra i quali 15 senatori - che fanno capo ai partiti della coalizione che sostiene il governo del premier Prayut Chan-o-Cha.
Il movimento, che ha cominciato a muoversi già nel 2019 dopo le elezioni politiche, ha preso fiato nel febbraio del 2020 quando il partito Future Forward Party è stato sciolto dalla magistratura e il suo capo espulso dal Parlamento, a causa di una serie di cavilli legali. Dopo una sorta di sosta legata al Covid-19, dato il divieto per assembramenti di piazza, a metà luglio le proteste sono ricominciate, culminando il 10 agosto nella lettura pubblica di un manifesto in dieci punti in cui si chiedevano le dimissioni del premier e una nuova Costituzione. Il Movimento, formato soprattutto da giovani, ha preso di mira anche la monarchia, chiedendo che ne venga ridimensionato il ruolo, ossia l’ingerenza negli affari politici nazionali.
Il movimento giovanile, che da sabato scorso ha allargato il consenso popolare, ha già dei leader riconosciuti nati soprattutto nelle aule dell’Universita Thammasat di Bangkok e ama definirsi genericamente come “Free Youth Movemen”t. Ha già anche le sue icone: il saluto con tre dita alzate ; il Monumento alla democrazia nel centro della capitale, che è ormai il punto di partenza delle proteste; e un simbolo che le riallaccia a quelle di Taiwan e Hong Kong, ovvero la cosiddetta “Milk Tea Alliance” che ha come icona appunto una tazza di tè al latte. Per ora il governo ha reagito con prudenza, senza violenze: le forze dell’ordine, schierate anche ieri, non sono intervenute. Ma il rinvio del voto sugli emendamenti darà nuova linfa al movimento che ha già proclamato uno sciopero generale per la metà di ottobre.


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AMERICA/CILE - Aiuti consegnati a più di 3.500 famiglie vulnerabili nella prima fase della campagna "Cinque pani e due pesci"

Fides IT - www.fides.org - Ven, 25/09/2020 - 09:44
Rancagua – Si è conclusa la prima fase della campagna di solidarietà "Cinque pani e due pesci", promossa dalla diocesi di Rancagua, che ha potuto consegnare aiuti ad oltre 3.500 famiglie in particolare situazione di necessità. Secondo le informazioni fornite dalla diocesi, sono stati raccolti 491.790.000 $ in contributi da individui, aziende e istituzioni, che tradotti in cibo e vestiti sono stati consegnati al più vulnerabili nella diocesi. Inizia ora la seconda fase di questa iniziativa di carità.
"Con l'aiuto del Signore e di tante persone che hanno collaborato, oggi possiamo dire che il primo scopo, che era quello di raggiungere 3.500 famiglie vulnerabili con dei viveri, è stato raggiunto" ha detto l'Amministratore apostolico della diocesi di Rancagua e Vescovo della diocesi di San Bernardo, Mons. Juan Ignacio González. Con le offerte raccolte sono stati acquistati viveri e indumenti nuovi da consegnare alle famiglie.
Come sottolinea la diocesi, è stata una vera catena di solidarietà: la consegna di cibo e indumenti è stata realizzata grazie al contributo in denaro di privati, famiglie, aziende e istituzioni; poi un gran numero di volontari ha preparato gli scatoloni che sono stati portati nei diversi luoghi di raccolta della diocesi, dove i parroci e le équipe di aiuto fraterno li hanno prelevati e sono andati a consegnarli ai più bisognosi.
Le conseguenze economiche e sociali della pandemia si fanno ancora sentire con forza in Cile. Per questo motivo è stata prevista una seconda fase di questa campagna, il cui motto è: "Cinque pani e due pesci: le famiglie aiutano le famiglie". Si è pensato che ogni famiglia che si trova nelle condizioni di farlo, può aiutare un'altra famiglia donando da mangiare, in questo modo la situazione sarebbe molto diversa, ha detto il Vescovo.
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ASIA/TURCHIA - Eretta in tempi record la prima chiesa costruita in territorio turco dal 1923

Fides IT - www.fides.org - Gio, 24/09/2020 - 13:08
Istanbul – Nell’anno in cui a Istanbul le autorità turche autorizzano il ri-utilizzo per il culto islamico dell’antica basilica cristiana di Hagia Sofia e dell’antica chiesa di San Salvatore in Chora, nella periferia della stessa città viene ultimata in tempi record la costruzione della prima chiesa costruita ex novo in territorio turco dal 1923, anno della proclamazione della Repubblica di Turchia. Si tratta della chiesa dedicata a Sant’Efrem, eretta in pochi mesi su richiesta della locale comunità siro ortodossa nel quartiere di Yesilkoy , in un’area non lontana dall’Aeroporto internazionale Ataturk. I lavori per la costruzione della chiesa, autorizzati all’inizio del 2019 e inaugurati il 3 agosto dello stesso anno alla presenza del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sono in dirittura d’arrivo, e si prevede che la chiesa potrà essere inaugurata nella prima metà del 2021. Il nuovo luogo di culto potrà accogliere più di 700 fedeli, e ospiterà anche la sede del Metropolita Yusuf Çetin, attualmente a capo della locale comunità cristiana siro ortodossa.
I media turchi sostenitori del Presidente Erdogan enfatizzano la rapidità di costruzione della chiesa come un segno delia magnanimità del leader turco nei confronti delle locali comunità cristiane, anche a contrastare le polemiche e le critiche suscitate in tutto il mondo dalla riapertura di Hagia Sofia al culto islamico.
Negli ultimi anni la dirigenza politica turca ha manifestato a più riprese segnali speciali di attenzione nei confronti delle comunità cristiane siriache, tanto da far parlare osservatori e commentatori dell'esistenza di un “piano turco” volto a riproporre la Turchia come nuova “homeland” per i tanti cristiani siri residenti in Siria e in Europa, e i cui avi erano stanziati in territorio turco . Nei primi anni del conflitto siriano, le autorità turche avevano predisposto a Mydiat un campo-profughi riservato ai cristiani siri, in grado di ospitare 4mila rifugiati.
Attualmente, sono circa 25mila i cristiani siri che vivono in Turchia, concentrati in maggioranza nei sobborghi di Istanbul.
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AFRICA/NIGERIA - Le continue profanazioni costringono alla chiusura di una chiesa

Fides IT - www.fides.org - Gio, 24/09/2020 - 11:45
Abuja – I continui sacrilegi commessi nella chiesa di San Pietro a Makurdi hanno costretto il Vescovo della diocesi nigeriana, Sua Ecc. Mons. Wilfred Anagbe, a sospendere a tempo indeterminato tutte le attività nella parrocchia. La sospensione, entrata in vigore il 15 settembre 2020, ha fatto seguito a due attacchi sacrileghi alla parrocchia, il 12 agosto e il 13 settembre, da parte di persone ancora da identificare.
Il decreto che sancisce la sospensione delle attività liturgiche e pastorali afferma: "La parrocchia d'ora in poi sarà chiusa per la celebrazione della Santa Messa e per tutte le altre attività pastorali in linea con il Canone 1211, con effetto da oggi, 15 settembre 2020, fino a nuovo avviso".
Gli assalitori sono entrati nella cappella dell'Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento e nell'edificio principale della chiesa, profanando la Santissima Eucaristia e saccheggiando i calici sacri, per cui tutta la chiesa è rimasta profanata.
La chiusura, secondo il decreto, "è per consentirci di prepararci adeguatamente alla penitenza richiesta dalla legge per riparare il danno che questa profanazione ha arrecato al Sacro Corpo di Cristo".
“Le attività pastorali riprenderanno solo dopo che sarà stata fatta una riparazione proporzionale a questo sacrilegio e saranno pienamente garantite migliori strutture di sicurezza per la parrocchia, secondo i requisiti canonici. Fatto ciò, l'intera comunità di questa parrocchia, tra l'altro, dovrà partecipare ad una novena di riparazione che si concluderà con un rito di espiazione, secondo le norme liturgiche diocesane”, spiega il decreto firmato da Mons. Anagbe.
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ASIA/INDIA - Due statue di Gesù e Maria danneggiate e deturpate in Andra Pradesh

Fides IT - www.fides.org - Gio, 24/09/2020 - 11:20
Mandapeta - Due statue di Gesù e della Vergine Maria sono state deturpate e danneggiate in una parrocchia cattolica dell'arcidiocesi di Visakhapatnam, in Andhra Pradesh, stato dell' India meridionale. Le due statue erano collocate all'ingresso nel complesso della chiesa di Santa Maria Maddalena a Mandapeta. Come riferito a Fides, un gruppo di ignoti le ha danneggiate e bruciate il 22 settembre. “E' un incidente piuttosto spiacevole, una denuncia è stata presentata alla locale stazione di polizia” ha detto a Fides padre R. P. V. Prasad, Segretario della diocesi, riferendo che sono in corso ulteriori indagini della polizia.
Va notato che la scorsa settimana si sono verificati episodi di profanazione di templi indù e vi è stato l'incendio del baldacchino che trasportava la divinità principale indù per le strade del villaggio. Secondo gli inquirenti l'incendio di due statue cattoliche potrebbe essere una sorta di rappresaglia dopo l'incidente avvenuto nel tempio induista.
Padre Joseph Arlagadda, vice segretario del Consiglio dei Vescovi cattolici di Telugu osserva a Fides: "Questi gesti intendono disturbare la pace nel distretto. Non bisogna cedere alle provocazioni", invitando alla calma i fedeli cattolici della parrocchia locale di Mandapta che ha circa 3000 battezzati.
In India si sono registrati 31 episodi di attacchi a luoghi o personaggi cristiani nell'agosto di quest'anno. La maggior parte di questi attacchi è stata segnalata negli stati di Uttar Pradesh in Chhattisgarh, come riferisce il sito web "MapViolence", gestito dallo United Christian Forum , per segnalare e monitorare gli episodi di violenza e ostilità contro la comunità cristiana in India.
L'organizzazione segnala che spesso, alla base di tali violenze, vi è la diffusione di notizie false o di propaganda tendenziosa: si afferma, ad esempio che i cristiani starebbero cercando di convertire fedeli indù, anche offrendo denaro. Tali notizie, diffuse ad arte sui social media, innescano reazioni violente. "I fedeli cristiani sono rispettosi della legge e nutrono benevolenza nei confronti dei concittadini" ribatte l'UCF.

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AFRICA/KENYA - Una religiosa incaricata dai Vescovi di coordinare il progetto della televisione cattolica nazionale del Kenya

Fides IT - www.fides.org - Gio, 24/09/2020 - 11:12
Nairobi – Una religiosa a capo del progetto per la creazione della prima televisione cattolica nazionale del Kenya. Si tratta di suor Agnes Lucy Lando, Direttore della ricerca e degli studi post-laurea presso la Daystar University, che è stata nominata coordinatrice e consulente principale per assistere la Conferenza dei Vescovi cattolici del Kenya nella gestione di Ukweli Television Kenya. L’emittente, il cui motto è "portare Cristo alle persone e le persone a Cristo", è stata lanciata sui canali online il 1° aprile di quest’anno ed ha appena ottenuta la licenza commerciale di trasmissione in chiaro dall'Autorità per le comunicazioni del Kenya .
In una intervista a Ukweli TV, che ha sede presso il National Youth Center , suor Lando ha ringraziato i Vescovi per la fiducia a lei accordata per guidare il nuovo progetto televisivo nonostante il suo altro impegno alla Daystar University, che è un'istituzione non cattolica. Suor Lando ha detto che la chiusura delle chiese all'inizio dell'anno a causa della pandemia Covid-19 ha influenzato la creazione della nuova stazione televisiva. “Era desiderio dei Vescovi rimanere in contatto con i fedeli. Hanno quindi chiesto che l'istituzione di Ukweli TV venga accelerata in modo che possa essere utilizzata come strumento di evangelizzazione e per raggiungere i cristiani con messaggi di speranza e incoraggiamento".
"A nome dei Vescovi, sono entusiasta che finalmente abbiamo qualcosa da cui cominciare. Ringraziamo il team di Nairobi per il loro impegno nell'aiutare ad acquisire la licenza di trasmissione" ha detto il Presidente della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale del Kenya, Sua Ecc. Mons. Joseph Obanyi Sagwe, Vescovo di Kakamega, sotto la cui guida è stato realizzato il progetto della TV cattolica. Il Vescovo ha rilevato che i Vescovi sono felici di possedere finalmente una propria stazione televisiva nazionale.
Mons. Obanyi ha detto che Ukweli TV inizierà presto a trasmettere programmi e ha invitato i cristiani di tutte le diocesi a sostenere la nuova TV e il team incaricato di gestirla, infine ha reso omaggio a suor Lando per il suo impegno e per aver accettato di aiutare i Vescovi a realizzare il loro sogno.

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