AFRICA/ZIMBABWE - Nomina del Direttore nazionale delle POM, p. Simplisio Manyika, O.Carm.

Fides IT - www.fides.org - 4 ore 19 min fa
Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il 16 luglio 2019 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie lOpere Missionarie in Zimbabwe per un quinquennio , il p. Simplisio Manyika, dell’Ordine dei Carmelitani.
Il nuovo Direttore nazionale è nato a Murewa il 19 giugno 1965. Nel 1989 è entrato tra i Carmelitani ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Ha studiato filosofia e teologia al Chishawasha major seminary di Harare ; Scienze religiose all’Università dello Zimbabwe; Studi Pastorali al Militown Institute di Dublino ; Pastoral leadership all’All Hallows College di Dublino . E’ stato viceparroco; direttore dei postulanti, dei novizi e degli studenti; superiore provinciale dei Carmelitani dello Zimbabwe; priore, economo e direttore degli studenti. Dal 2018 è priore della comunità e parroco della parrocchia St. Joseph ad Hatfield.
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Avviate le celebrazioni per il 30esimo anniversario della Basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro

Fides IT - www.fides.org - 4 ore 33 min fa
Yamoussoukro - "Dedicheremo un anno intero per celebrare il 30° anniversario della Basilica" ha annunciato domenica 15 settembre 2019 P. Franck Sylvestre Allatin, rettore della Basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro, dedicata da Papa Giovanni Paolo II, durante la celebrazione per il 29° anniversario della consacrazione dell'edificio sacro. La messa ha segnato il lancio ufficiale dei festeggiamenti del trentesimo anniversario della Basilica, incentrati su un anno di iniziative spirituali e culturali che si concluderanno nel settembre 2020.
Mons. Alexis Touably Youlo, Vescovo di Agboville e Amministratore Apostolico della diocesi di Yamoussoukro, che ha presieduto l’Eucaristia, nella sua omelia ha ringraziato il Signore che ha ispirato l’allora Presidente della Costa d'Avorio, il defunto Félix Houphouët Boigny, a intraprendere la costruzione della Basilica "vero legame tra il cielo e la terra ivoriana".
L'Amministratore apostolico ha sottolineato che la Basilica con la sua architettura ispira gli abitanti della Costa d'Avorio ad elevarsi sopra tutte le barriere che possono dividerli e metterli gli uni contro gli altri. Mons. Youlo ha al contrario invitato tutti a vivere in armonia superando le differenze etniche, politiche, religiose o culturali.
Consacrata il 10 settembre 1990 da Papa Giovanni Paolo II, la Basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro è di proprietà della Santa Sede. È diretto dalla Fondazione Internazionale di Nostra Signora della Pace con sede amministrativa a Yamoussoukro e sede legale in Vaticano. Con un costo totale stimato di 40 miliardi di franchi CFA, l'edificio, finanziato dall'ex Presidente Félix Houphouët-Boigny, è oggi diventato un centro di turismo e pellegrinaggio che attira ogni anno migliaia di visitatori.
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AMERICA/ARGENTINA - In aumento il numero di quanti sono coinvolti nella tratta e nello sfruttamento di persone

Fides IT - www.fides.org - 4 ore 44 min fa
Buenos Aires – "Ancora una volta affrontiamo il gravissimo problema umano della tratta e dello sfruttamento delle persone" afferma la Commissione episcopale per la pastorale dei migranti e degli itineranti dell’Argentina in un messaggio pubblicato per la “Giornata internazionale della lotta contro la tratta di persone e lo sfruttamento sessuale di donne, ragazze e bambini e adolescenti”, il 23 settembre.
I Vescovi argentini ricordano che Papa Francesco, parlando del disastro ambientale causato dagli incendi in Amazzonia, ha sottolineato in un suo messaggio: "parallelamente, c'è un'altra devastazione mi riferisco al traffico di esseri umani: il lavoro degli schiavi o gli abusi sessuali. La violenza contro ragazze e donne adolescenti è un urlo che grida e si sente fino in cielo".
La Commissione episcopale afferma: "Siamo preoccupati e impegnati, secondo le nostre possibilità, in queste gravi situazioni". A tale proposito, i Vescovi ritengono necessario che le vittime salvate possano “ricevere assistenza medica, legale e psicologica, essere protette da coloro che le minacciano o incitano al traffico e allo sfruttamento sessuale e del lavoro, così potrebbero avere assistenza psicofisica per ricostruire la loro vita e il diritto alla privacy" conclude il testo inviato a Fides.
In Argentina il numero delle persone coinvolte nella tratta di persone aumenta sempre di più: il governo ha avviato una campagna d'informazione per denunciare molte situazioni che finiscono per gettare nella schiavitù le persone vulnerabili. La maggioranza dei casi inizia con un'offerta di lavoro falsa e fraudolenta, ci sono sempre più avvisi di lavoro per bambinaie, segretarie, operatrici di centri di massaggi e come modelle per il campo della moda che si rivelano centri di adescamento di persone deboli e disperate, che finiscono nella rete criminale della tratta.
Anche organismi internazionali, come Human Trafficking, hanno verificato che in Argentina è presente una forte rete criminale in questo settore. Gli ultimi anni hanno mostrato un collegamento fra la tratta di persone e l'aumento del flusso di migranti. Dai dati raccolti da Fides si osserva che in Argentina si osserva un fenomeno storico particolare: mentre nel 1914 il 90% degli immigranti arrivava da paesi non limitrofi, quasi tutti europei, oggi, nel primo decennio del secolo XXI, più dell’81% degli immigrati sono americani e più dell’84% proviene da paesi limitrofi.
Sin dai suoi primi rapporti sulla situazione della tratta di persone nella regione del cono sudamericano, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha segnalato un aumento dei casi, in particolare in paesi come Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay. È necessario tuttavia sottolineare che non tutte le situazioni di tratta di esseri umani vanno associate al fenomeno della migrazione.

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ASIA/GIORDANIA - Re Abdallah II dona un minibus alla casa per orfani di Anjara, promossa dalla Famiglia religiosa del Verbo incarnato

Fides IT - www.fides.org - 5 ore 3 min fa
Anjara – La Casa della Vergine Maria della Speranza a Anjara, nata per accogliere e accudire bambini e ragazzi orfani o provenienti da situazioni familiari problematiche, da ieri può usufruire di un nuovo minibus per le sue attività. A donare all’istituzione cattolica il nuovo mezzo di trasporto è stato Re Abdallah II di Giordania, sovrano musulmano, di una dinastia che legittima il suo potere evocando la propria discendenza in linea diretta dal profeta Mohammad. La Casa, promossa e gestita da sacerdoti e suore della Famiglia religiosa del Verbo Incarnato, è uno dei 25 enti – organismi di solidarietà sociale, gruppi di assistenza per anziani e disabili, organizzazioni benefiche della società civile – a cui il comitato della Corte per l’attuazione delle iniziative volute dal Sovrano ha assegnato in dono altrettanti mezzi di trasporto collettivo.
Anjara è una cittadina di circa 20mila abitanti situata nel governatorato di Ajlun, nella Giordania settentrionale. La nuova casa della "Vergine Maria Madre della Speranza" è stata inaugurata nel 2017, grazie anche al supporto economico di Cavalieri del Santo Sepolcro, come spazio per continuare la missione a favore di minori orfani, abbandonati o provenienti da situazioni familiari problematiche che i sacerdoti e le religiose del Verbo Incarnato avevano intrapreso già a partire dal 2005. .

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AFRICA/TOGO - Padre Luigi Maccalli: missionario autentico, eroe della fede

Fides IT - www.fides.org - 5 ore 7 min fa
Kara – “Non esiste attività missionaria senza il sacrificio e il dono ultimo di sé. Un missionario che non fa dono gratuito della sua vita per la causa fondamentale del Vangelo non può dirsi tale. Padre Luigi Maccalli, della Società per le Missioni Africane, rapito in Niger il 17 settembre 2018, e molti altri missionari nel mondo, sono il principio stesso dell'attività missionaria”. E’ così che p. Donald Zagore, confratello di p. Maccalli, vede e vive lo spirito missionario, ricordando il rapimento di padre Maccalli, da un anno nelle mani dei sequestratori.
“Quando un missionario offre la propria vita e arriva anche a morire per fare trionfare la buona notizia del Vangelo, diventa un eroe di fede e di missione. P. Luigi Maccalli è un eroe della missione”, continua p. Zagore.
“Le esperienze più forti e difficili, come quella che attualmente sta vivendo p. Gigi, lungi dal creare paura e dubbio, devono aprire lo spirito delle giovani generazioni alla verità fondamentale dell'impegno missionario. Oggi - spiega il missionario Togolese - la dinamica del sacrificio che nutre fondamentalmente l'attività missionaria è sempre più relegata in secondo piano. Molti sono missionari solo di nome, mentre nel concreto della vita quotidiana rimangono confinati nei loro comfort. Non si abbraccia la vita missionaria per cercare onori, potere, gloria. La vita missionaria significa testimoniare il Vangelo e soprattutto Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti anche a rischio della vita. Il sacrificio che p. Maccalli sta offrendo è degno di un autentico missionario. Il nostro impegno è continuare a pregare affinché la sua fede diventi lo strumento di conversione e pentimento dei suoi rapitori. Dio scrive dritto anche sulle linee storte della vita”, conclude.

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ASIA/FILIPPINE - I Vescovi: No ai disegni di legge sul divorzio, anticostituzionale e contro la famiglia

Fides IT - www.fides.org - 5 ore 33 min fa
Manila - "Il divorzio è, innanzitutto, anticostituzionale; è una via anti-famiglia, anti-matrimonio e anti-bambini". lo afferma in un messaggio inviato all'Agenzia Fides padre Jerome Secillano, Segretario esecutivo della Conferenza episcopale delle Filippine e incaricato delle pubbliche relazioni. La presa di posizione dei Vescovi filippine, che confermano il loro "No" a introdurre il divorzio nella legislazione nazionale, giunge a confutare le affermazioni della senatrice Riza Hontiveros che sta conducendo una campagna pubblica per il divorzio, definendo una legge in tal senso "in favore della famiglia e in favore dei figli". In una recente udienza al Senato, Hontiveros ha affermato che una legge sul divorzio "offrirà alle persone la possibilità di trovare relazioni vere e significative", nonché di "proteggere i bambini dagli abusi e ricostruire le famiglie distrutte".
I Vescovi esprimono il loro radicale dissenso, notando che "l'affermazione della senatrice Hontiveros contraddice le disposizioni della Costituzione del 1987", rileva don Secillano.
"In tal modo si vuole forse dire che il Codice della famiglia e la nostra Costituzione sono contro il matrimonio e contro figli, dato che non permettono il divorzio?", domanda. Secondo il portavoce "il divorzio non può mai essere a favore del matrimonio, della famiglia e dei figli. Non distorciamo i fatti solo per soddisfare un'agenda particolare". La posizione della Chiesa è chiara: "Legalizzare il divorzio nelle Filippine porterebbe solo a distruggere tante famiglie. I filippini meritano di meglio", afferma il portavoce dei Vescovi, chiedendo invece ai legislatori di "lavorare per modificare le leggi esistenti sulle separazioni coniugali", in un percorso che "rispetti la Costituzione".
Attualmente in Senato sono depositati tre progetti di legge inerenti la questione del divorzio: il progetto di legge n. 67 dal titolo "Riconoscimento del decreto estero di cessazione del matrimonio"; il disegno di legge nn. 288 e 356 definito "Istituzione del divorzio e scioglimento del matrimonio nelle Filippine"; il disegno di legge n. 504 che recita "Riconoscimento degli effetti civili del decreto sull'annullamento del matrimonio cattolico".
Nel secondo disegno di legge, quello che promuove la piena legalizzazione del divorzio, presentato dalle senatrici Riza Hontiveros e Pia Cayateno, si indicano l'incapacità psicologica, la mancanza di consenso, l'incapacità di generare figli, tra l'altro, come ragioni accettabili per ottenere un divorzio.
Le comunità cristiane di varie confessioni contrastano la legalizzazione del divorzio nelle Filippine. "Il matrimonio è un sacramento e deve essere protetto da ogni possibile intervento umano. Il divorzio non è la soluzione per problemi umani", dice a Fides la laica cattolica Mary Christine Ortega, madre di quattro bambini.
La Costituzione filippina afferma che “il matrimonio, in quanto istituzione sociale inviolabile, è il fondamento della famiglia e deve essere protetto dallo Stato”. Lo Stato, osserva un documento redatto da 77 organizzazioni cattoliche e inviato a Fides, “ha il compito di proteggere piuttosto che di indebolire il matrimonio come istituzione sociale”.
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AMERICA/BRASILE - La “Caminhada pela Paz” a Manaus ricorda i 10 anni dell’assassinio di don Ruggero Ruvoletto

Fides IT - www.fides.org - 6 ore 44 min fa
Manaus – Don Ruggero Ruvoletto, missionario Fidei donum italiano di 52 anni, venne ucciso intorno alle ore 7 di mattina di sabato 19 settembre 2009, nella sua parrocchia dedicata al “Sagrado Corazon de Maria” nel barrio Santa Etelvina, quartiere periferico della capitale amazzonica di Manaus .
“Don Ruggero venne ucciso nella sua stanza all'interno della canonica per aver denunciato il traffico di droga e la mancanza di pubblica sicurezza, problemi che affliggono la comunità – ricorda il comunicato dell’Arcidiocesi di Manaus pervenuto all’Agenzia Fides -. Oggi il luogo del suo martirio è diventato una cappella. I paramenti liturgici che usava sono stati collocati in una campana di vetro, esposta in questo luogo”.
“Per onorarlo – prosegue il comunicato dell’Arcidiocesi -, la comunità organizza ogni anno la Caminhada pela Paz. L'edizione 2019 ha per tema ‘Quando si sparge il sangue di un innocente, Dio piange!’ e il tema ‘Missione in Amazzonia: un grido per la vita e per la pace!’.” La marcia si svolgerà sabato 21 settembre, con il raduno alle ore 16 nel Terreno do Cruzeiro, avenida 7 de Maio. Da qui ci si dirigerà verso la chiesa di Santo Antônio, ricordando l'importanza del Sinodo per l’Amazzonia, e i temi della missione e vocazione, evangelizzazione, vita e pace. La manifestazione si concluderà con la Messa presieduta dal Vescovo ausiliare di Manaus, Mons. José Albuquerque.
Il ricordo di don Ruggero è sempre vivo anche nella sua Diocesi di origine, Padova. In occasione del decimo anniversario della morte, il Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla, ha presieduto una messa di suffragio nel cimitero di Vigonovo . Sabato 26 ottobre, alle ore 20.30, nella chiesa di Galta, suo paese natale, si terrà in suo ricordo un concerto-evento, con testimonianze e letture sull’Amazzonia.
Don Ruggero Ruvoletto era nato a Galta di Vigonovo il 23 marzo 1957, in provincia di Venezia, diocesi di Padova. Era stato ordinato sacerdote nel 1982. Dopo aver studiato ecclesiologia a Roma, era rientrato in diocesi nell’agosto 1994, dove si occupò per circa un anno di Pastorale sociale e del lavoro, quindi fu nominato Direttore del Centro Missionario Diocesano, incarico che ricoprì dal 1995 al 2003. Il 6 luglio 2003 partì per il Brasile, come missionario fidei donum, nella diocesi di Itaguaì a Mangaratiba. L’anno seguente partecipò ad un progetto di presenza missionaria alla periferia di Manaus, voluto dalle diocesi locali. Un luogo di confine tra la città e la foresta dove la criminalità è particolarmente aggressiva.
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ASIA/LIBANO - I Patriarchi del Medio Oriente: la “Valle Santa” di Qadisha è patrimonio comune di tutti i cristiani

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 12:17
Diman – La “Valle Santa” di Qadisha rappresenta un patrimonio vivo di spiritualità e fede caro non solo ai cristiani libanesi, ma per i cristiani di tutto il mondo. Per questo le autorità politiche libanesi e anche gli organismi internazionali come l’Unesco sono chiamati a custodire e promuovere questo tesoro prezioso incastonato tra i monti del Libano, contribuendo anche a rendere più accessibili i santuari rupestri lì disseminati a pellegrini e turisti provenienti da ogni parte del mondo. La sollecitazione è stata espressa dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai, nell’intervento con cui ieri, mercoledì 18 settembre, ha aperto il Forum sull’eredità della Valle Santa, promosso a Diman dalla Associazione Qannūbīn. Alla sessione inaugurale della Conferenza, cui hanno preso parte diversi Patriarchi e capi delle Chiese presenti in Libano, ha sottolineare la valenza anche ecumenica dell’iniziativa. Durante i lavori della conferenza, studiosi di storia, arte e archeologia nelle loro relazioni illustreranno la ricchezza dei tesori di arte e spiritualità custoditi nella Valle, delineando anche progetti per promuovere in maniera consona e “sostenibile” quel territorio anche dal punto di vista turistico.
La Valle di Qadisha, in Libano, è una profonda gola creata dal fiume omonimo. La parte più spettacolare della gola si estende per circa 20 km tra i villaggi di Tourza e Bsharreh, il paese natale di del poeta libanese Khalil Gibran.
La valle è famosa per ospitare, oltre alle residue foreste di cedri del Libano, anche numerosi insediamenti monastici cristiani tra i più importanti del Medio Oriente, spesso aggrappati sui fianchi scoscesi della gola. Già nel X secolo, gruppi di cristiani maroniti provenienti dalla valle dell'Oronte, nell'entroterra siriano, avevano trovato rifugio nella vallata per sfuggire all’ostilità dei bizantini.
Tra i monasteri più importanti della vallata si annoverano quello di Daīr Qannūbīn, quello di Daīr Mār Anṭūniūs Qozḥayā e infine Daīr Mār Elīsha. La zona è inoltre disseminata di eremi, cappelle e grotte utilizzate in passato dai monaci. Gli stessi Patriarchi maroniti vissero per 400 anni nei monasteri della valle durante l'epoca ottomana. Nel suo intervento, anche Mar Ignatius Aphrem II, Patriarca di Antiochia dei siro ortodossi, ha auspicato che la presenza storica dei monaci di diverse comunità ecclesiali favorisca sempre di più la collaborazione fraterna tra le diverse comunità monastiche, per valorizzare la Valle Santa come luogo vivo e vibrante della spiritualità cristiana in Medio Oriente. .
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AFRICA/SUD SUDAN - I leader religiosi africani: “Attuate subito l’accordo di pace o il Sud Sudan ricadrà nella guerra”

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 11:58
Juba - “Occorre attuare subito e integralmente l’accordo di pace per il Sud Sudan firmato nel settembre 2018” chiedono i membri del Consiglio Africano dei Leader Religiosi/Religioni per la Pace . "Siamo turbati dall’aumento degli atti criminali, delle violazioni dei diritti umani e dall’intolleranza politica in diverse località del Sud Sudan” affermano in una dichiarazione pubblicata al termine della riunione tenuta a Nairobi dell’ACRL/RfP.
Il Consiglio dei leader religiosi rivolge un pressante appello alla dirigenza politica del Sud Sudan per mettere fine alla crisi umanitaria che sconvolge il loro Paese: "I leader sud sudanesi hanno l'obbligo morale nei confronti dei loro cittadini di porre fine alla violenza e garantire continui progressi verso la pace, la stabilità e la giustizia”.
Nel settembre dello scorso anno, le fazioni in guerra del Sud Sudan hanno firmato un accordo di pace per porre fine alla sanguinosa guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 .
Gli accordi di condivisione del potere previsti dal trattato avrebbero dovuto entrare in vigore a maggio, ma il processo è stato ritardato di sei mesi fino a novembre, poiché entrambe le parti non hanno trovato un’intesa sul controllo delle forze di sicurezza. Il 12 novembre è il termine ultimo per l'attuazione del patto, ma i leader religiosi temono che l'obiettivo potrebbe non essere raggiunto.
"L'incapacità di attuare l'accordo rischia di far precipitare nuovamente il Paese nella guerra, causando nuove distruzioni e accrescendo la miseria e la disperazione di milioni di sud sudanesi costretti a fuggire dalle loro case, compresi i quasi 3 milioni di rifugiati che vivono nei Paesi vicini” sottolinea la dichiarazione pervenuta a Fides.
Il Consiglio è presieduto congiuntamente dal Cardinale John Olorunfemi Onaiyaken, Arcivescovo di Abuja e dal leader supremo musulmano ugandese, lo sceicco Ramadhan Shaban Mubaje.
L’11 aprile Papa Francesco ha chiesto in ginocchio ai leader politici del Sud Sudan di operare per la pace e per il benessere del loro popolo, al termine del ritiro spirituale, presso Domus Sanctae Marthae in Vaticano, al quale erano stati invitati il Presidente della Repubblica Salva Kiir Mayardit, e i vice presidenti designati presenti, tra cui Riek Machar e Rebecca Nyandeng De Mabior .
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AMERICA/BOLIVIA - “Marcia della fede per la Chiquitania”: solidarietà e preghiera per difendere la casa comune

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 11:23
Santa Cruz – "Non possediamo questa terra, ne siamo amministratori e, pertanto, siamo chiamati a custodire e difendere la terra, e lo facciamo secondo la nostra fede, ecco perché invitiamo tutti alla ‘Marcia della Fede per la Chiquitania’, venerdì prossimo, 20 settembre, a partire dalle 18,30. La ‘Marcia della fede’ è un'iniziativa di solidarietà e preghiera per difendere la nostra casa comune", ha detto l'Arcivescovo di Santa Cruz, Mons. Sergio Gualberti, incoraggiando tutti a partecipare a questa iniziativa.
La zona di Chiquitania in Bolivia è stata una delle più colpite dagli incendi negli ultimi due mesi . Purtroppo "ci sono serie indicazioni che dietro a questo disastro nazionale e umanitario ci sia una decisione di espandere la frontiera agricola in Bolivia senza tenere conto degli interessi della casa comune, né dei principi di base dell'etica ecologica, né dei popoli indigeni" affermava il testo dei Vescovi pubblicato l'11settembre.
Nel suo intervento durante la conferenza stampa di ieri, l'Arcivescovo Sergio Gualberti ha affermato che c’è grande preoccupazione: “abbiamo ascoltato il grido del popolo di Dio, da tutto l'est boliviano, per questi disastrosi incendi e le grandi conseguenze a livello ecologico, e tanti altri problemi che sta causando. Ecco perché, come cristiani, non possiamo rimanere indifferenti, vogliamo contribuire con la nostra voce, con la nostra presenza e ciò che ci contraddistingue è la fede del Dio della Vita, nel Dio della creazione, che vuole un equilibrio con tutta la creazione, vuole che noi esseri umani ci prendiamo cura di quel dono che ci ha fatto”.
L'iniziativa della Marcia non è esclusivamente dei cattolici, infatti alla conferenza stampa erano presenti, oltre all'Arcivescovo di Santa Cruz, in segno di comunione e fratellanza, anche rappresentanti delle Chiese ecumeniche: il Pastore Jorge Wills, della Chiesa metodista evangelica in Bolivia; Padre Hedra El Anba Boula, della Chiesa copta ortodossa; Leidy Muñoz, del Comitato centrale Mennoniti. Erano presenti anche le religiose María Susana Guzmán, delegata episcopale competente per l'educazione di Santa Cruz e suor Mónica Canedo, della Conferenza boliviana dei religiosi, insieme a padre Hugo Ara, vicario della Comunicazione dell'Arcidiocesi.
Un primo rapporto delle autorità di Santa Cruz informa che in Bolivia gli incendi hanno distrutto 2 milioni di ettari di terreno, di cui 900.000 nelle zone protette. Non si sono ancora quantificate le perdite materiali della popolazione, con un numero impressionante di animali morti bruciati in questa zona della Bolivia.

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EUROPA/SVIZZERA - Dal più antico battistero della Svizzera prenderà il via il Mese Missionario Straordinario

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 10:55
Friburgo – Vescovi e rappresentanti della Chiesa della Svizzera si ritroveranno il 1° ottobre presso il battistero di Riva San Vitale nel Canton Ticino, il più antico battistero della Svizzera, per la celebrazione di apertura, a livello nazionale, del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, che ha per tema “Battezzati e inviati”.
“Punto d’avvio che ci ‘fa missione’ è il Battesimo, che non è solo appartenenza, bensì è un appello a uscire con fiducia da noi stessi e dare coraggiosa testimonianza di Cristo nella nostra vita – scrivono i Vescovi della Svizzera nel loro appello per il Mese Missionario Straordinario -. Il leitmotiv ‘Battezzati e inviati. Essere insieme Chiesa nel mondo’ ci accompagna perciò per tutto l’arco del mese. I Vescovi svizzeri vi incoraggiano, cari collaboratori e collaboratrici nella pastorale, a fare del Mese Straordinario della missione universale un mese di preghiera e di riflessione sul senso della missione. Della missione fa parte anche la solidarietà con i cristiani sulla terra. I Vescovi svizzeri raccomandano ai fedeli nel nostro Paese di sostenere con generosità la colletta della domenica della Missione universale. Abbiamo bisogno della missione e la missione ha bisogno di noi”.
Secondo la nota inviata all’Agenzia Fides da Missio Svizzera, le parrocchie e le comunità religiose di tutto il paese sono state invitate a decorare il battistero della loro chiesa con il simbolo missionario. Un volantino che invita i fedeli a partecipare al Mese Missionario Straordinario è stato distribuito a tutte le parrocchie. Celebrazioni di apertura sono previste in diversi cantoni o a livello regionale. Tutte le parrocchie e le comunità sono invitate a unirsi a una catena di preghiere e messe tramite il sito web www.missio.ch. Celebrazioni per l’invio missionario saranno organizzate a livello locale.
Un sito web dedicato consente alle parrocchie, ai gruppi o ai singoli di registrare i loro eventi e di scaricare alcuni pratici strumenti messi a disposizione da Missio e dal gruppo di lavoro per il Mese Missionario. Alcune iniziative sono in calendario già da settembre. Tra queste una giornata missionaria il 26 settembre a Saint-Maurice , serate missionarie, incontri a piccoli gruppi. Un forum bilingue "Church in the World" si terrà il 10 e 11 ottobre presso l'Università di Friburgo. Nelle domeniche di ottobre le messe verranno trasmesse alla radio su RTS-Religion. Da settembre sono stati coinvolti anche i social media, Facebook #MyMission l'app "Fai clic per pregare".
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ASIA/KYRGYZSTAN - I ragazzi kirghisi alla scoperta del Cielo

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 10:31
Jalalabad – “Nel mese di settembre,ci prepariamo per il secondo anno del nostro progetto educativo”, racconta all'Agenzia Fides Sher Abdugapirov, vicedirettore della Caritas Kirghizistan presso la sede di Jalalabad. Le attività organizzate dai volontari del Kirghizistan servono soprattutto alla formazione culturale di bambini provenienti da famiglie povere delle regioni di Chui, a nord del Paese, e di Jalalabad, a sud, ma non mancano iniziative dedicate alla riabilitazione di bambini disabili. Ex alcolisti e tossicodipendenti sono, invece, coinvolti in progetti di apprendimento di mestieri nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento.
Il vicedirettore racconta l’accompagnamento dei ragazzi nei mesi estivi: “L'estate è molto calda in Kirghizistan: le temperature tra i 38 ed i 45 non consentono grandi programmi, se non quelli legati ad attività tipicamente estive. Per esempio anche quest’anno, nel mese di luglio, abbiamo organizzato un campo di astronomia dedicato agli studenti: si tratta di un evento formativo con cadenza annuale che si svolge in più giorni ed è dedicato alla scoperta del cielo. Si svolge sulle rive del lago Issyk-Kul, uno dei laghi più grandi e profondi del mondo, e coinvolge i migliori studenti dei nostri club di astronomia presenti in varie scuole del Kirghizistan”. Il progetto di astronomia è stato lanciato da Caritas Kirghizistan nel 2015 e, spiega Abdugapirov, “prevede attività dedicate all’osservazione notturna del cielo, che viene svolta in modo ludico. Ai partecipanti viene data la possibilità di incontrare volontari ed astronomi polacchi e di lavorare con loro. Quest'anno erano presenti cento studenti e sei formatori”. Guardando il cielo, rimarcano alla Caritas, si induce nei ragazzi una riflessione sull’infinito, sul senso della vita, sull’eternità, in un cammino di pre-evangelizzazione.
La Caritas kirghisa deve le sue origini alla creazione, nel 2011, della Organizzazione Non Governativa “Luce d’Amore”: la decisione di intraprendere il cammino di inserimento della Ong nell’organismo pastorale e caritativo dei Vescovi nacque in seguito alla partecipazione ad un incontro organizzato da Caritas Asia nel 2014 ad Almaty. In Kirghizistan vi sono attualmente tre parrocchie nelle città di Bishkek, Jalalabad e Talas, ma molte piccole comunità sono distribuite nelle zone rurali del paese. I cattolici del posto possono contare sull’assistenza spirituale di sette sacerdoti, un religioso e cinque suore francescane.
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ASIA/PAKISTAN - La Chiesa pakistana forma gli animatori per il Mese Missionario straordinario

Fides IT - www.fides.org - Gio, 19/09/2019 - 10:05
Multan : “Per essere buoni discepoli di Gesù Cristo, teniamo sempre gli occhi su Gesù. Dobbiamo rinunciare a tutto come i discepoli per seguire Gesù. Questo Mese straordinario della Missione dell'ottobre 2019 ci chiama ancora una volta a servire pienamente Cristo come suoi discepoli”: lo ha detto mons. Benny Travas, Vescovo di Multan, durante un seminario organizzato nella sua diocesi nei giorni scorsi per formare animatori in vista del Mese missionario straordinario.
Come appreso da Fides, il Vescovo ha reso note le attività che si terranno nel Mese straordinario della missione in ogni parrocchia della sua diocesi. Il Vescovo ha inoltre affermato: “Invito e incoraggio tutti i fedeli della mia diocesi a partecipare attivamente, e a vivere questo Mese straordinario della missione concentrandoci su quattro punti: l'incontro personale con Cristo; la formazione dei missionari; la testimonianza di fede; la carità missionaria”.
Il Vescovo ha invitato sacerdoti, suore, catechisti e laici cattolici a contattare le persone durante il Mese della missione attraverso varie attività, con un programma settimanale.
La prima settimana ci si concentra sull'organizzazione di una giornata di preghiera, condivisione della Bibbia, Adorazione eucaristica. La seconda settimana si concentra sulle storie di vita e sulle testimonianze dei santi e degli apostoli, per discutere e apprezzare le buone opere dei missionari operanti nella diocesi; la terza settimane si concentra sulla formazione missionaria dei fedeli della diocesi; la quarta settimana invita tutti i fedeli a partecipare attivamente alle opere di carità.
Shahreen Pervaiz, un laico cattolico della diocesi di Multan, parlando all'Agenzia Fides, ha dichiarato: “Apprezzo che la diocesi abbia lanciato il piano per il Mese missionario. Cercheremo di incontrare i fedeli del territorio, specialmente i giovani, per farli partecipare al programmi e celebrazioni eucaristiche”. E aggiunge: “Prenderemo esempio dai santi e dalla vita dei missionari che hanno lavorato duramente per predicare la Buona novella nella nostra diocesi”.
Il Vescovo Samson Shukardin OFM, alla guida della diocesi di Hyderabad e presidente delle Pontificie Opere Missionarie in Pakistan, dichiara a Fides: “Questo Mese Missionario Straordinario è un momento per rispondere alla chiamata del Santo Padre per rivivere la nostra vocazione missionaria nel nostro territorio. Sarà per ognuno di noi un momento in cui concentrarsi sulla nostra formazione personale, attraverso letture quotidiane della Scrittura e della vita dei Santi, per continuare attivamente le nostre opere missionarie per raggiungere quanti non hanno ancora conosciuto il Vangelo, persone di varie tribù e culture”.
Il Vescovo Shukardin conclude: “Le Pontificie Opere Missionarie in Pakistan hanno organizzato un Seminario nel mese di luglio per formare gli animatori a livello nazionale. Queste persone stanno attualmente lavorando attivamente nelle diocesi per animare per l'opera di animazione missionaria nelle parrocchie”.
P. Tariq Talib, Direttore diocesano delle POM nella diocesi cattolica di Hyderabad, parlando con Fides, ha dichiarato: “Questo Mese straordinario della missione è per ogni fedele un tempo per vivere la vocazione missionaria che è una grazia ricevuta al momento del battesimo, sotto la guida dello Spirito Santo. Attraverso ogni battezzato la Chiesa porta avanti la sua missione di proclamare la vita, gli insegnamenti, la Passione, morte e Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo". Il Sirettore riferisce a Fides: "Abbiamo formato in ogni parrocchia un gruppo pastorale di animazione missionaria, formato da sacerdoti, catechisti, religiosi e laici per promuovere l'organizzazione di speciali programmi e iniziative durante il Mese Missionario Straordinario 2019”.
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VATICANO - Papa Francesco aprirà il Mese Missionario Straordinario nella Basilica Vaticana

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:43
Città del Vaticano – La festa di Santa Teresa di Gesù Bambino, dal 1927 proclamata Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio, che segna tradizionalmente l’inizio dell’Ottobre Missionario, avrà quest’anno una connotazione straordinaria. Alle ore 18 di martedì 1° ottobre, il Santo Padre Francesco presiederà nella Basilica di San Pietro in Vaticano, la celebrazione dei Vespri solenni per l’apertura del Mese Missionario Straordinario. La celebrazione sarà preceduta, a partire dalle ore 17,15 , da testimonanze e preghiere preparate dagli otto istituti missionari italiani: Comboniani e Comboniane, Saveriani e Saveriane, Missionari e Missionarie della Consolata, Pime e Missionarie dell’Immacolata. Al termine Papa Francesco consegnerà il crocifisso ai missionari in partenza.
Domenica 20 ottobre, alle ore 10,30, il Santo Padre Francesco presiederà in piazza San Pietro la Santa Messa per la Giornata Missionaria Mondiale, cui prenderanno parte anche i partecipanti al Sinodo speciale per l’Amazzonia che si svolge in ottobre in Vaticano.
Un altro appuntamento di rilievo sarà lunedì 7 ottobre, memoria liturgica della Beata Maria Vergine del Rosario: alle ore 15 , il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, guiderà la recita del Santo Rosario nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. La preghiera sarà trasmessa in mondovisione dal circuito di Radio Maria.
Anche l’intenzione di preghiera del mese di ottobre sarà dedicata al Mese Missionario Straordinario: il video realizzato dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa sarà disponibile sul sito www.october2019.va.
Il Mese Missionario Straordinario coinvolge e impegna la Chiesa universale in un rinnovato cammino di preghiera, di testimonianza e di riflessione sulla centralità della missio ad Gentes nella vita di ogni battezzato. Ogni Chiesa locale è quindi chiamata a vivere nel proprio contesto e nella propria situazione, momenti di condivisione, di preghiera e di impegno missionario. Non si chiede quindi di “farsi pellegrini a Roma” ma di farsi pellegrini dalle proprie case verso ogni angolo della terra per portare a tutti “la gioia del Vangelo”.
Il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019 non prevede una celebrazione di chiusura, in quanto ci si attende che un rinnovato ardore per la missione suscitato in questo tempo impregni la vita futura di ogni battezzato e di ogni Chiesa locale. Inoltre da questo mese di ottobre 2019 ci si proietta già verso l’anno 2022, nel quale ricorrono tre anniversari importanti per il mondo missionario: i 400 anni della istituzione della “Congregatio de Propaganda Fide” da parte di Papa Gregorio XV, il 22 giugno 1622; i 200 anni dalla nascita dell’Opera della Propagazione della Fede per iniziativa della venerabile Pauline Jaricot; il centenario del riconoscimento di “Pontificia” di questa Opera, fatto da Papa Pio XI con il motu proprio Romanorum Pontificum.
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ASIA/LIBANO - Il Patriarca Younan lamenta l’esclusione dei cristiani siriaci da funzioni pubbliche e incarichi amministrativi

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:41
Beirut – In Libano – Paese in cui la distribuzione di cariche politiche e istituzionali segue criteri di spartizione in base all’appartenenza religiosa – i cristiani che appartengono alla Chiesa siro-ortodossa e a quella siro-cattolica vengono emarginati o esclusi da funzioni e incarichi pubblici. Lo ha rimarcato di nuovo il Patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan, in alcune dichiarazioni rilanciate dai media locali. Le considerazioni critiche del Patriarca hanno preso spunto da recenti nomine approvate dal Consiglio dei ministri, concernenti ruoli significativi in istituzioni come la Corte dei conti. Nella selezione delle persone da destinate a tali incarichi – fa notare il Patriarca – sono stati ancora esclusi i candidati che appartenevano alle due comunità cristiane minoritarie. "Dopo aver constatato che le nostre energie giovanili sono sempre più escluse” ha insistito il Primate della Chiesa siro cattolica - deploriamo con la massima fermezza la continua emarginazione e l'esclusione dei membri della nostra comunità dalle funzioni pubbliche e dagli incarichi amministrativi nello Stato libanese". Il Patriarca ha anche invitato anche il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, i capi dei partiti e dei a “fare le promesse fatte ai nostri figli più meritevoli”.
Autorevoli esponenti delle Chiese e comunità cristiane presenti presenti in Libano aaccanto alla preminente Chiesa maronita hanno già in passato fatto appello al Presidente Michel Aoun e alle forze politiche libanesi per chiedere garanzie riguardo a un'adeguata rappresentanza nelle istituzioni politiche e amministrative per le proprie comunità di fedeli. Nel gennaio 2016, come riferito dall’Agenzia Fides, , i Primati delle due Chiese siro-antiochene – il Patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem II e il Patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan – avevano già incontrato Aoun nella sua veste di leader del Movimento Patriottico Libero, durante il rapido giro di consultazioni con i leader dei Partiti politici libanesi da loro realizzato per chiedere che un seggio nel Parlamento nazionale venisse riservato ad un rappresentante politico appartenente alla Chiesa siro-ortodossa, e un altro garantito per regolamento ad un rappresentante della comunità siro-cattolica.
In Libano i cristiani siro-cattolici e siro ortodossi sono alcune decine di migliaia.
Il sistema delle “quote” parlamentari garantite alle minoranze cristiane è in vigore in diversi Paesi arabi a maggioranza musulmana, come l'Egitto, l'Iraq e la Giordania. In Libano, il delicato sistema istituzionale libanese riserva la carica di Presidente della Repubblica a un cristiano maronita, Gli accordi di Ta'if, che nel 1989 hanno sancito la fine della stagione della guerra civile, hanno disposto la parità numerica tra i seggi parlamentari riservati a deputati cristiani e a deputati musulmani. .
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AMERICA/BRASILE - Lanciato il Mese Missionario Straordinario e la Campagna Missionaria 2019

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:30
Brasilia – La Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile e le Pontificie Opere Missionarie hanno lanciato ieri, martedì 17 settembre, il Mese Missionario Straordinario e la Campagna Missionaria 2019. La cerimonia si è svolta presso la sede della CNBB a Brasilia, nel contesto della riunione del Consiglio episcopale pastorale . Oltre a Vescovi e sacerdoti, 23 missionari di vari paesi hanno partecipato all'evento.
In apertura, l'Arcivescovo di Belo Horizonte e Presidente della CNBB, Mons. Walmor Oliveira de Azevedo, ha affermato che "è tempo di rivolgere lo sguardo alla missione, di riaccendere nei nostri cuori la consapevolezza di questa sfida che è permanente per tutti". La presidente della Conferenza dei religiosi del Brasile , suor Maria Inês, ha evidenziato che la CRB ha colto questa occasione per motivare i consacrati ad approfondire e accrescere la dimensione missionaria, dal momento che "questa dimensione è molto forte per la vita consacrata, in particolare la missione ad gentes, la missione oltre i confini". Ha anche attirato l'attenzione sul fatto che gli istituti religiosi sono tutti nati con i "piedi fuori casa": “Non esiste un istituto religioso nato per se stesso, tranne la vita contemplativa con le sue prestazioni specifiche. Ogni suora, ogni monaco ha un cuore profondamente missionario".
Mons. Giovani Crippa, membro della Commissione episcopale per l'azione missionaria, ha sottolineato lo scopo del Mese Missionario Straordinario: rendere la missione ordinaria nella vita della Chiesa. La Chiesa in Brasile, in particolare le Chiese locali, sono invitate a raccogliere questa grande sfida con coraggio: "una Chiesa locale, una diocesi, una parrocchia devono fare in modo che la missione non rimanga al loro interno". La Chiesa locale non è un luogo dove termina la missione, ma il luogo da cui la missione deve partire. "La missione viene da Dio, non è qualcosa che la Chiesa ha inventato, la missione è amore" ha affermato.
Suor Maria Irene, Consigliera della Commissione episcopale pastorale per l'Amazzonia, ha sottolineato la contemporanea celebrazione del Sinodo per l'Amazzonia, attraverso il quale il Pontefice richiama l'attenzione sulla storia del territorio. "Ho detto l'anno scorso, al lancio del Mese Missionario Straordinario che è stata una felice coincidenza – ha detto la religiosa - e oggi riprendo ciò che ho detto, e ribadisco che non ci sarebbe una migliore opportunità per avere entrambi gli eventi ecclesiali in concomitanza".
Infine, padre Mauricio da Silva Jardim, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, ha ricordato che i missionari sono i primi destinatari dell'incontro con Gesù: "Ci ha guardato con pietà, ci ha guardato con amore, per questo siamo qui". Ha ribadito che la missione nasce da un cuore appassionato, un cuore ardente, motivato dalla spiritualità e dall'ascolto della Parola. "La missione è il luogo in cui possiamo incontrare Gesù, che ci parla attraverso il suo popolo e soprattutto i poveri, e abbiamo molto da imparare" ha evidenziato.
Dopo la cerimonia di lancio della Campagna Missionaria 2019 e del Mese Missionario Straordinario, è stata inaugurata la mostra “Volti Missionari”, organizzata dalle Pontificie Opere Missionarie, che presenta 47 “volti missionari”, una piccola parte del gran numero di brasiliani sparsi nel mondo inviati in missione. La cerimonia si è conclusa con una celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Giovani Crippa.

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AFRICA/NIGERIA - Il Presidente della Conferenza episcopale: “I leader di un Paese dovrebbero garantire la pace e la sicurezza del loro popolo”

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:22
Abuja - Nuova dura presa di posizione dei Vescovi della Nigeria sulla mancanza di sicurezza in diverse aree della Federazione. “Ogni governo che non riesce a proteggere i diritti costituzionali dei suoi cittadini ha fallito. I leader di un Paese dovrebbero garantire la pace e la sicurezza del loro popolo” ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Augustine Akubeze, Arcivescovo di Benin City e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria , nella sua prolusione di apertura della Seconda Assemblea Plenaria della CBCN ad Abeokuta.
Nel suo discorso Mons. Akubuze ha condannato le uccisioni di alcuni preti cattolici avvenute di recente in Nigeria: p. David Tanko della diocesi di Jalingo, e don Paul Offu della diocesi di Enugu .
Mons. Akubeze ha poi aggiunto “Se i leader di un Paese non possono garantire la pace e la sicurezza, non hanno il diritto di usare i soldi dei contribuenti per garantire sicurezza a se stessi e alle loro famiglie mentre il resto dei nigeriani muore ogni giorno”.
A giugno Mons. Akubeze aveva denunciato il “livello di insicurezza senza precedenti” che affligge da tempo la Nigeria .
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AFRICA/NIGERIA - Il Presidente della Conferenza episcopale: “I leader di un Paese dovrebbero garantire la pace e la sicurezza del suo popolo”

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:22
Abuja - Nuova dura presa di posizione dei Vescovi della Nigeria sulla mancanza di sicurezza in diverse aree della Federazione. “Ogni governo che non riesce a proteggere i diritti costituzionali dei suoi cittadini ha fallito. I leader di un Paese dovrebbero garantire la pace e la sicurezza del suo popolo” ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Augustine Akubeze, Arcivescovo di Benin City e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria , nella sua prolusione di apertura della Seconda Assemblea Plenaria dellaCBCNad Abeokuta.
Nel suo discorso Mons. Akubuze ha condannato le uccisioni di alcuni preti cattolici avvenuti di recente in Nigeria: p. David Tanko della diocesi di Jalingo, e don Paul Offu della diocesi di Enugu .
Mons. Akubeze ha poi aggiunto “Se i leader di un Paese non possono garantire la pace e la sicurezza, non hanno il diritto di usare i soldi dei contribuenti per garantire sicurezza a se stessi e alle loro famiglie mentre il resto dei nigeriani muore ogni giorno”.
A giugno Mons. Akubeze aveva denunciato il “livello di insicurezza senza precedenti” che affligge da tempo la Nigeria .
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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - L’impegno di religiosi e suore Salesiani verso detenuti e rifugiati

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:07
Port Moresby – Migranti, rifugiati e detenuti in Papua Nuova Guinea lottano per superare le barriere linguistiche e culturali per tornare in patria o in un paese terzo. Sperimentano “una separazione dai loro luoghi di origine e spesso anche uno sradicamento culturale e religioso”. Per fare fronte a questa emergenza la Chiesa può servire loro come punto di riferimento. E’ quando dice suor Teresa Vu Phuong Thuy Trinh, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice che, servendo da interprete e mediatrice, nel 2018 è riuscita a fare rimpatriare 105 pescatori vietnamiti. Grazie a suor Teresa e alla comunità salesiana hanno potuto riabbracciare le loro famiglie.
In una nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge inoltre che, di recente, grazie alle mediazioni della suora e della sua congregazione, cinque detenuti vietnamiti dell'Istituto correttivo di Bomana a Boroko sono stati rimpatriati, hanno ottenuto passaporti, biglietti aerei e alloggi notturni a Manila, nelle Filippine, prima che si dirigessero a casa in Vietnam.
Il sovrintendente ed ufficiale comandante dell’Istituto correttivo di Bomana ha ringraziato la superiora generale delle Fma, e la comunità delle suore salesiane “per il loro atto di carità nell'aiutare i bisognosi”. I cinque detenuti avevano trascorso tre anni in prigione, ora sono tornati dalle loro famiglie dopo essere stati espulsi dalla Papua Nuova Guinea il 3 settembre 2019.
In un’altra iniziativa, i religiosi Salesiani presenti in Papua Nuova Guinea hanno avviato un progetto di formazione professionale a vantaggio della popolazione rifugiata giunta soprattutto dalla confinante Indonesia. Grazie all'impegno congiunto della Caritas di Papua Nuova Guinea e della Scuola Tecnica Salesiana “Don Bosco” di Gabutu, nei pressi di Port Moresby, si offrono ai giovani rifugiati, molti dei quali adolescenti, brevi corsi di formazione, della durata di quattro mesi ciascuno, in informatica di base, amministrazione, elettromeccanica e meccanica automobilistica. Si dà loro, in tal modo, occasione di frequentare un programma di istruzione che svilupperà le loro capacità e soprattutto li aiuterà a trovare un lavoro dignitoso. La comunità dei rifugiati indonesiani, giunti dalla provincia indonesiana di Papua occidentale, comprende oltre duemila persone che vivono nelle baraccopoli in 5 diversi campi di Port Moresby. In una situazione di incertezza, i responsabili dei campi si sono rivolti ai Vescovi e alle congregazioni cattoliche per ricevere assistenza alimentare e istruzione


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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - L’impegno dei religiosi e suore Salesiani verso detenuti e rifugiati

Fides IT - www.fides.org - Mer, 18/09/2019 - 11:07
Port Moresby – Migranti, rifugiati e detenuti in Papua Nuova Guinea lottano per superare le barriere linguistiche e culturali per tornare in patria o in un paese terzo. Sperimentano “una separazione dai loro luoghi di origine e spesso anche uno sradicamento culturale e religioso”. Per fare fronte a questa emergenza la Chiesa può servire loro come punto di riferimento. E’ quando dice e suor Teresa Vu Phuong Thuy Trinh, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice che, servendo da interprete e mediatrice, nel 2018 è riuscita a fare rimpatriare 105 pescatori vietnamiti. Grazie a suor Teresa e alla comunità salesiana hanno potuto riabbracciare le loro famiglie.
In una nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge inoltre che, di recente, grazie alle mediazioni della suora e della sua congregazione, cinque detenuti vietnamiti dell'Istituto correttivo di Bomana a Boroko sono stati rimpatriati, hanno ottenuto passaporti, biglietti aerei e alloggi notturni a Manila, nelle Filippine, prima che si dirigessero a casa in Vietnam.
Il sovrintendente ed ufficiale comandante dell’Istituto correttivo di Bomana ha ringraziato la superiora generale delle Fma, e la comunità delle suore salesiane “per il loro atto di carità nell'aiutare i bisognosi”. I cinque detenuti avevano trascorso tre anni in prigione, ora sono tornati dalle loro famiglie dopo essere stati espulsi da Papua Nuova Guinea il 3 settembre 2019.
In un’altra iniziativa, i religiosi Salesiani presenti in Papua Nuova Guinea hanno avviato un progetto di formazione professionale a vantaggio della popolazione rifugiata giunta soprattutto dalla confinante Indonesia. Grazie all'impegno congiunto della Caritas di Papua Nuova Guinea e dalla Scuola Tecnica Salesiana “Don Bosco” di Gabutu, nei pressi di Port Moresby, si offre ai giovani rifugiati, molti dei quali adolescenti, brevi corsi di formazione, della durata di quattro mesi ciascuno, in informatica di base, amministrazione, elettromeccanica e meccanica Automobilistica. Si dà loro, in tal modo, di frequentare un programma di istruzione che svilupperà le loro capacità e soprattutto li aiuterà a trovare un lavoro dignitoso. La comunità dei rifugiati indonesiani, giunti dalla provincia indonesiana di Papua occidentale, comprende oltre duemila persone che vivono nelle baraccopoli in 5 diversi campi di Port Moresby. In una di incertezza, i responsabili dei campi si sono rivolti ai vescovi e alle congregazioni cattoliche per ricevere assistenza alimentare e istruzione


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