Per la comunità di Arecibo (Porto Rico) aprile, maggio e giugno 2016 sono stati mesi impegnativi e intensi, ricchi di spunti di riflessione, grazie soprattutto alla visita di P. Amedeo Porcu e Briseida Cotto. 

“Da due anni, - racconta Elisabetta Pezzuolo missionaria ad Arecibo – non ricevevamo la visita dei membri della Presidenza; ad aprile, il primo incontro per P. Amedeo con la Comunità di Porto Rico è stata un’importante occasione anche per fare una sintesi di quello che stiamo realizzando per servire il nostro popolo”. Un’accoglienza molto calorosa e una vicinanza scattata subito tra gli abitanti del posto e i membri della Presidenza. All’incontro la Comunità locale ha portato proposte e desideri, approfittando della visita per rividere insieme alcuni aspetti della vita comunitaria, dalle celebrazioni eucaristiche, alla relazione/promozione dei membri aggregati, ai progetti di sviluppo che possono sorgere in collaborazione con Casa sin Fronteras, l’associazione affiliata alla CMV che opera direttamente nel territorio.

Maggio è stato il mese della verifica e programmazione con Briseida che ha aiutato la comunità locale a prendere coscienza dei fronti sui quali si sta sviluppando l’azione più generale della CMV: “E’ stato un cammino necessario – racconta Elisabetta – per poter pianificare le nostre future attività con un’adeguata riflessione che tenesse conto delle necessità delle persone che vogliamo raggiungere e dei desideri di noi missionari rapportati comunque alle reali possibilità dei membri e del cammino personale di ognuno. Il processo ha richiesto uno sforzo maggiore, ma siamo comunque certi che si tratta di un cammino desiderato da tutti: ognuno si è impegnato ad assumerlo nella sua interezza, con le sue “gioie” e le sue “fatiche”.”

Le attività estive sono iniziate nel mese di giugno: numerosi sono stati i campi estivi per bambini e adolescenti realizzati in parrocchia e in comunità a servizio. In questo frangente, da sottolineare, la collaborazione crescente con il progetto “Verano Misionero” legato alla scelta di voler essere maggiormente presenti e disponibili a cooperare negli organismi missionari diocesani e nazionali. Il progetto, molto conosciuto e appoggiato dalle Pontificie Opere Missionarie a livello nazionale, prevede per i giovani un’esperienza di missione nelle realtà più povere dei Paesi vicini. Numerosi sono stati i missionari che hanno scoperto la loro vocazione grazie proprio ad esperienze di missione legate a questo progetto.

LA SITUAZIONE POLITICA ED ECONOMICA DEL PAESE

La situazione economica, politica e sociale del Porto Rico è estremamente delicata e nel corso del 2016 è divenuta ancor più problematica. Nel febbraio 2016 l’agenzia di rating americana Standard & Poor’s aveva segnalato al governo e al mondo intero la difficile situazione del Porto Rico a livello finanziario ed economico. Il debito totale ammonta a più di 70 miliardi di dollari; una cifra, secondo gli analisti, impossibile da pagare per lo Stato. Nel mese di giugno gli Stati Uniti hanno riconosciuto davanti all’ONU lo status di colonia al Porto Rico (l’unica ufficiale nel mondo) e che in tutti questi anni non si sono mai veramente adoperati per promuovere un sincero processo di crescita, libertá ed autonomia, affinché il governo locale potesse amministrare e migliorare la situazione del Paese.

In questo momento di crisi, il Congresso statunitense ha approvato la formazione di una commissione di tecnici (Junta de control fiscal) con il compito di riportare ordine nei conti pubblici, “costi quel che costi”. Il progetto si chiama P.R.O.M.E.S.A. (Puerto Rico Oversight, Management, and Economic Stability Act) ed entrerá in azione da settembre. I tecnici dovranno non solo “controllare i conti” ma avranno possibilitá di ricorrere all’uso del potere esecutivo legislativo e giudiziario, limitando al massimo il governo locale. “Iniziamo già a sentire le conseguenze “pratiche” – spiega Elisabetta – con l’aumento del fenomeno di migrazione della popolazione giovanile appena laureata (persone singole e famiglie), l’unica in grado di riportare in crescita il Paese in termini economici e di ricerca. Aumenta purtroppo il numero di persone anziane e di persone che si sentono oppresse dalla preoccupazione di non saper affrontare la crisi e che cadono in depressione. Lo scenario si presenta difficile e per questo desideriamo comprendere ed accompagnare i nostri fratelli offrendo loro la nostra vicinanza incoraggiandoli verso possibili soluzioni investendo tempo ed energie al loro servizio. E’ quanto stiamo riuscendo a realizzare soprattutto grazie a Casa sin Fronteras e ai progetti che stanno nascendo in collaborazione con alcune universitá private. Affidiamo tutto questo alla vostra preghiera e la vostro affetto!”.