Se non fosse per Francesco, il Vescovo di Roma, il mondo delle notizie sembrerebbe quasi essersi dimenticato che a Parigi si sta lavorando per cercare di prendere decisioni cruciali per il futuro dell'umanità.

Dopo una settimana di lavori tecnici, la Conferenza sul clima passa la mano ai politici, ministri e segretari di stato, che nel giro di pochi giorni devono prendere decisioni ad alto livello. Qui sta la sfida: sbilanciarsi, fare il primo passo, utilizzare la prudenza non per mantenere i privilegi attuali ma per rischiare accordi più esigenti che evitino il più possibile future catastrofi. Da una (falsa) prudenza che punta a conservare il presente a quella di preservare il futuro.

Già in partenza sappiamo che gli accordi non saranno soddisfacenti. Per bene che vada, secondo gli esperti le proposte con le quali i vari paesi sono giunti a Parigi riusciranno al massimo a contenere l'aumento di temperatura entro i 2,7°C, anziché i 2°C che ci si voleva porre come limite, o gli 1,5°C sperati da chi è più a rischio (es. le popolazioni delle isole che potrebbero essere sommerse dall'innalzamento dei mari). Guardando il mondo da lontano, non è poi così drammatico: la storia ci ha mostrato cambiamenti climatici ben maggiori, con siccità e glaciazioni molto più accentuate di quelle che  si prevedono ora. Guardando, però, dal punto di vista di quelle centinaia di milioni di uomini la cui vita è già ora appesa a un filo, quel mezzo grado in più o in meno può rappresentare la differenza tra esistere o scomparire. Non possiamo cedere alla tentazione di guardare dall'alto, noi che crediamo in Colui che "si china sulla terra e rialza il misero dalla polvere" (cf.  Sal 113)

In un certo senso il futuro dell'umanità è ora nelle mani soltanto di quella quindicina di persone che stanno prendendo queste scottanti decisioni.

Ma noi, cristiani, abitanti di questo mondo, non possiamo restare a guardare rassegnati. Francesco di Roma ci ricorda: innanzitutto la preghiera "perché lo Spirito Santo illumini quanti sono chiamati a prendere decisioni così importanti e dia loro il coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana".

E poi, non abbandonare la speranza: la COP 21, per quanto abbia un esito deludente, sembra segnare l'inizio di un processo in cui le decisioni tengano conto delle esigenze di tutti, specialmente dei più svantaggiati. L'impegno per un mondo basato su relazioni più attente ai deboli della terra ci interpella, ora più che mai.

di P. Paolo Motta

 

Per approfondimenti:

Notizie giornaliere dalla Conferenza.

Perché papa Francesco ha scritto la Laudato si’ prima del COP21 di Parigi?

Papa Francesco: dopo Angelus, a Cop21 “ogni sforzo” per “attenuare impatti cambiamenti” clima.

Da Parigi la bozza dei negoziati di COP/21.

 

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Parigi 2015 sul Clima/COP21.